Prevenzione della corruzione in Trentino. Il M5S ottiene l’istituzione dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata!

È un fatto che il dilagare a livello politico, sociale, economico di criminalità organizzata e corruzione sia IL problema del nostro Paese. Quasi tutti concordano con questa affermazione ma poi fanno pochissimo per correre ai ripari, anzi chi ci prova viene spesso accusato di “giustizialismo”, concetto specioso, contrapposto ad arte a quello di “garantismo” (che sarebbe una cosa alta ma che per i soggetti che sostengono questo falso dualismo si traduce con “impunità per i nostri amici!”).

Anche se ci piace immaginare una realtà diversa il Trentino non è certo l’eccezione che conferma la regola. Anche da noi esistono le stesse dinamiche e gli stessi rischi presenti nel resto d’Italia. Se ne parla meno, e visto che il sistema è molto “coeso” la polvere finisce spesso sotto il tappeto senza destare troppo scalpore, ma c’è. Quello che manca sono dei sistemi puntuali di verifica e controllo che quantifichino in maniera chiara le dimensioni del fenomeno e quindi rendano possibile contrastarlo con efficacia.

Proprio per iniziare ad affrontare in maniera seria la questione della diffusione di criminalità organizzata e corruzione in Trentino, a luglio il M5S ha proposto e ottenuto l’approvazione di un Ordine del Giorno mediante il quale si pongono le basi per istituire un “Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza e della cittadinanza consapevole”. I termine per la sua istituzione è il 31 dicembre prossimo e naturalmente noi del M5S faremo tutto quanto in nostro potere per far sì che l’impegno che il Consiglio provinciale ha affidato alla Giunta trovi applicazione concreta, puntuale ed efficace.

Presentazione della proposta di ordine del giorno collegata all’assestamento 2019 nel corso della discussione generale del disegno di legge (video playlist Osservatorio). Segue testo integrale della proposta approvata dall’aula.

*******

Proposta di ordine del giorno n. 67/21/XVI del 25 luglio 2019, approvata senza modifiche e convertita nell’Odg 64 il 26 luglio 2019: Istituzione di osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata

Disegno di legge n.21/XVI “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019 – 2021”

come recentemente sottolineato in un intervento pubblicato su Questo Trentino (A Proposito di Corruzione – Questo Trentino, 4 maggio 2019), la corruzione rappresenta indubbiamente il freno più forte allo sviluppo economico e sociale del Paese, con risvolti e ramificazioni diffuse in ogni ambito della vita pubblica e privata, si pensi ad esempio alla salvaguardia ambientale e alla salute pubblica, minacciate dall’azione delle ecomafie;

il fenomeno della corruzione rappresenta un costo occulto aggregato nelle pieghe di ogni voce dei bilanci pubblici la cui dimensione è stimata in decine di miliardi di euro. Di fatto l’entità precisa del costo della corruzione in Italia non è conosciuto con precisione. Spesso si parla di 60 miliardi di euro all’anno, ma come è stato ben specificato ad esempio in un articolo del 2015 a firma Elena Ciccarello su Il Fatto Quotidiano (Corruzione in Italia, ecco perché non costa 60 miliardi l’anno. Ma forse 100 – Il Fatto Quotidiano, 1 aprile 2015), in realtà questo numero deriva da una serie di calcoli assai approssimativi. Come spiegava il professore di Scienza Politica di Pisa Alberto Vannucci infatti, la cifra potrebbe essere molto più elevata, basti pensare che secondo i calcoli della Corte dei Conti, la corruzione nazionale causa spese superiori del 40% rispetto al prezzo di mercato di opere, forniture e servizi pubblici dello Stato. Sempre riguardo al tentativo di stabilire il “valore” della corruzione in Italia, nel 2018 Federica Bianchi su l’Espresso (Corruzione, disastro italiano – L’Espresso, 6 dicembre 2018) lo quantificava addirittura in 230 miliardi l’anno;

un altro dato che fa riflettere è quello riportato da Lucio Picci, professore di economia all’Università di Bologna ed uno dei maggiori studiosi di corruzione, il quale sostiene che se in Italia ci fosse lo stesso livello di corruzione misurato in Germania, il reddito annuale degli italiani sarebbe più alto di quasi 10 mila Euro;

quando si parla di corruzione, oltre al valore economico va considerato anche in quale misura essa venga percepita. A tal riguardo le indagine di Transparency International posizionano l’Italia sempre tra le peggiori d’Europa per quanto riguarda la percezione del fenomeno corruttivo. Nel 2018 ad esempio, ci mettevano al 53esimo posto nel mondo con un punteggio di 52 punti su 100;

per quanto riguarda la situazione della diffusione della corruzione non si può fingere che il territorio della Provincia Autonoma di Trento ne sia esente. I rapporti annuali delle forze dell’ordine locali parlano quasi esclusivamente di traffico di sostanze stupefacenti e furti e quasi per nulla dei reati contro la pubblica amministrazione, ma il costo aggregato della corruzione si fa sentire anche da queste parti. Da noi, salvo l’ambito delle grandi opere per i grandi assi ferroviari e stradali, forse non ci sarà l’humus per una corruzione politica accentrata ma di certo c’è quello della cosiddetta corruzione politica decentrata e di quella burocratica, che non si manifestano più solo con giri di mazzette in contanti ma soprattutto attraverso altre forme di scambio, cioè tramite incarichi e consulenze di vario tipo forniti in base a rapporti di reciprocità ufficialmente invisibili ma di fatto reali nelle loro conseguenze, laddove queste attività pagate con denaro pubblico diventano esse stesse merce di scambio;

anche la provincia autonoma di Trento quindi non può essere classificata fra i territori estranei a fenomeni relativi a corruzione, evasione ed elusione fiscale e violazione delle norme in materia di trasparenza. È anch’essa invece un territorio a rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata come negli anni scorsi fu evidenziato dal rapporto METRic;

i risultati del rapporto METRic «Monitoraggio dell’Economia Trentina contro il Rischio Criminalità» a cura di Francesco Calderoni (Transcrime, 2013) ne evidenziano le vulnerabilità sotto diversi profili. Ad esempio esiste un quadro normativo complicato che potrebbe favorire in maniera involontaria opportunità per lo sviluppo di attività criminali in ragione sia della stratificazione delle norme su diversi livelli che della continua evoluzione della legislazione di riferimento. In particolare, nelle conclusioni del succitato rapporto si afferma: «Talvolta le contraddizioni all’interno della disciplina sono date dai conflitti che si generano tra la normativa comunitaria, nazionale e provinciale. La presenza di termini generici, di disposizioni spesso troppo lunghe e organizzate in maniera poco chiara e coerente, favoriscono interpretazioni contrastanti con conseguenti applicazioni pratiche differenti, facilmente sfruttabili in fase di contenzioso. (…) I problemi legati al rischio criminalità non sono considerati come una priorità nell’elaborazione della normativa di un settore. Per tale ragione si ritiene auspicabile, come raccomandazione generale, l’introduzione di meccanismi di valutazione del rischio criminalità, anche di carattere informale e non vincolante, all’interno delle procedure legislative a livello provinciale. Un simile accorgimento garantirebbe che una nuova legislazione provinciale sia “a prova di criminalità” contribuendo alla prevenzione e al più completo raggiungimento degli obiettivi della normativa stessa»;

il rapporto METRic «Monitoraggio dell’Economia Trentina contro il Rischio Criminalità» a cura di Francesco Calderoni (2013, Transcrime) evidenziava che le maggiori vulnerabilità riscontrate nel corso dell’analisi del contesto locale erano legate alla carenza di controlli sulla corretta applicazione della legge. Rilevava anche che: a) la normativa prevedeva adeguati meccanismi di controllo ma che, di fatto, non erano attuati dagli organi competenti; b) i limiti nei controlli aumentavano ulteriormente il rischio di infiltrazione nei settori esaminati (appalti, costruzioni, attività professionali, scientifiche e tecniche, trasporti, attività finanziarie ed assicurative); c) in vista degli sviluppi futuri delle attività legate ai settori analizzati, appariva opportuno rafforzare quanto più possibile il sistema;

i diversi rapporti sull’attività annuale della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri (riassunte nelle relazioni presentate al Parlamento sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata), le relazioni della Direzione Investigativa Antimafia, dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, di Bankitalia, della Procura regionale della Corte dei Conti, della Procura della Repubblica e della Commissione bicamerale Antimafia confermano come il contesto socio-economico locale trentino sia terreno fertile per il transito o l’attecchimento di attività illecite e che non mancano segnalazioni e procedimenti aperti in ordine a reati economico-finanziari;

nell’aggiornamento 2015 al piano nazionale anticorruzione, in riferimento alla preparazione dei piani triennali di prevenzione della corruzione, si specifica che la prima e indispensabile fase del processo di gestione del rischio di corruzione è quella relativa all’analisi del contesto, attraverso la quale ottenere le informazioni necessarie a comprendere come detto rischio corruttivo possa verificarsi all’interno della pubblica amministrazione per via delle specificità ambientali in cui essa opera o per via delle caratteristiche organizzative interne. In particolare, l’analisi del contesto esterno avrebbe l’obiettivo di evidenziare come le caratteristiche dell’ambiente col quale l’amministrazione o l’ente si trova a confrontarsi ed opera possano favorire il verificarsi di fenomeni corruttivi al proprio interno, con particolare e specifico riferimento, ad esempio, a variabili culturali, criminologiche, sociali ed economiche del territorio. Naturalmente per poter elaborare una simile analisi le amministrazioni pubbliche locali devono assicurare un adeguato supporto sia in termini organizzativi che conoscitivi;

Avviso Pubblico è una rete che connette enti locali i quali si impegnano concretamente per promuovere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile. Avviso Pubblico rileva che il Trentino-Alto Adige è l’unica regione, insieme a Basilicata, Molise e Sardegna a non avere un organismo regionale, provinciale o locale per monitorare il fenomeno della criminalità organizzata e promuovere iniziative di contrasto preventivo alle illegalità sul proprio territorio. Nelle altre regioni tale organismo esiste in forme molteplici e diversificate. Ad esempio in forma commissione consiliare permanente, osservatorio, conferenza o comitato paritetico;

l’art. 10 (Partecipazione all’associazione “Avviso pubblico”) della Legge provinciale 12 dicembre 2011, n. 15 avente ad oggetto Promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile per la prevenzione del crimine organizzato prevede che:

1.    La Provincia è autorizzata a partecipare all’associazione denominata “Avviso pubblico” alle seguenti condizioni:
a)    che l’associazione non persegua fini di lucro;
b)    che lo statuto sia informato ai principi democratici della Costituzione.
2.    La Provincia aderisce all’associazione “Avviso pubblico” con una quota il cui importo viene determinato ai sensi dello statuto dell’associazione e nell’ambito delle disponibilità annualmente autorizzate dalla legge di bilancio;

in conseguenza di quanto fin qui premesso, i proponenti ritengono necessario, indispensabile ed urgente procedere con l’istituzione di un Osservatorio che svolga le seguenti attività:
a) raccolta ed analisi di documentazione sulla presenza delle tipologie di criminalità organizzata e mafiosa italiana e internazionale nel territorio provinciale e regionale e sulle iniziative pubbliche e private intraprese per contrastarla;
b) elaborazione e proposta al Consiglio provinciale di azioni idonee a rafforzare gli interventi di prevenzione e contrasto, con particolare attenzione alle misure per la trasparenza nell’azione amministrativa;

analogamente a quanto avviene per il Difensore Civico e per i diversi di organi di garanzia incardinati presso il Consiglio, i proponenti ritengono altresì, anche su richiesta dei singoli consiglieri, che l’Osservatorio debba poter indicare al Consiglio provinciale e alla Giunta provinciale:

  • i settori economici e amministrativi ritenuti più esposti alle infiltrazioni criminali, individuati nei rapporti delle autorità inquirenti e delle forze dell’ordine; 
  • segnalazioni volte a favorire la conoscibilità, anche attraverso la rete Internet, dei presidi di trasparenza e legalità in tali settori; 
  • proposte di ulteriori interventi, in coerenza e nel rispetto dell’assetto normativo, anche nazionale, di riferimento di detti settori;

i proponenti ritengono che l’Osservatorio debba essere incardinato presso il Consiglio provinciale, considerati il suo ruolo e soprattutto la condizione di indipendenza che l’Osservatorio deve possedere per svolgere con efficacia e con un livello di autonomia sufficiente la propria azione. Peraltro sarà possibile verificare la sua collocazione più idonea affinché ne siano garantite l’indipendenza e l’imparzialità attraverso gli approfondimenti descritti nel punto 1 dell’ordine del giorno;

i proponenti ritengono che l’Osservatorio, analogamente a quanto previsto per il Difensore civico e le figure di garanzia, debba produrre annualmente una relazione sulla propria attività da presentare in audizione pubblica. Tale relazione dovrà essere sottoposta alla trattazione del Consiglio provinciale e, unitamente ai rilievi e agli eventuali ordini del giorno collegati alla relazione approvati dal Consiglio provinciale, trasmessa alla Giunta provinciale;

i proponenti ritengono che l’Osservatorio debba essere composto da personalità di riconosciuta esperienza nel campo del contrasto al crimine organizzato, della promozione di legalità e trasparenza, della tutela dei diritti civili e politici e della promozione della cittadinanza responsabile. Dette personalità rivestono, l’incarico in seno all’Osservatorio sotto forma di titolo onorifico, salvo i rimborsi spese e l’eventuale riconoscimento di gettoni di presenza compensativi in caso di assenza non remunerata dalla propria attività lavorativa, e ne assicurano indipendenza di giudizio e azione rispetto alla pubblica amministrazione e alle organizzazioni politiche, sindacali e di categoria; 

i proponenti ritengono che i componenti dell’Osservatorio debbano durare in carica per la durata dell’intera legislatura;

i proponenti ritengono che la nomina dei componenti dell’Osservatorio debba spettare al Consiglio provinciale e che la procedura di nomina, con elezione a voto limitato, debba avere avvio con un avviso sul Bollettino ufficiale della Regione, disposto dal Presidente del Consiglio provinciale entro trenta giorni dall’elezione del medesimo;

i proponenti ritengono che, qualora dagli approfondimenti risultasse che la collocazione più idonea dell’Osservatorio risultasse presso l’Amministrazione provinciale o la Giunta provinciale, debbano comunque essere individuate specifiche forme di coinvolgimento del Consiglio provinciale nella scelta dei componenti dell’Osservatorio;

tutto ciò premesso il Consiglio impegna la Giunta

  1. a predisporre ed illustrare, entro 60 giorni dall’approvazione di questo ordine del giorno, una comparazione dei quadri normativi esistenti in materia di organismi regionali, provinciali e locali per monitorare il fenomeno della criminalità organizzata in Trentino con particolare riguardo a quanto esplicitato in premessa e al ruolo e alla posizione che l’istituzione di un Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza e della cittadinanza consapevole dovrebbe assumere all’interno del quadro normativo provinciale;
  2. ad istituire, entro il 31 dicembre 2019, un Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza e della cittadinanza consapevole al fine di contribuire alla raccolta e all’elaborazione di informazioni al fine di predisporre politiche pubbliche per prevenire e contrastare la corruzione e l’illegalità nel territorio Trentino;

Alex Marini

Filippo Degasperi

 

2 Replies to “Prevenzione della corruzione in Trentino. Il M5S ottiene l’istituzione dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...