Giudici di pace: assumerne di nuovi per evitare il collasso della Giustizia trentina!

Quello del Giudice di pace è un ruolo divenuto sempre più importante nella gestione della Giustizia italiana perché interviene a supporto del Giudice ordinario “liberandolo” da numerose pratiche che altrimenti finirebbero con l’intasare completamente le Aule giudiziarie, già di per loro piuttosto congestionate.

Per avere un idea della mole di lavoro svolto dai Giudici di pace in Trentino Alto Adige basterà osservare alcuni numeri: nel 2015 essi si sono occupati di gestire 9.225 procedimenti di giustizia civile, suddivisi in 2.100 procedimenti ordinari e 7.125 decreti ingiuntivi. Per quanto riguarda la giustizia penale, i procedimenti sono stati 1.281 mentre 795 sono stati i casi di opposizione a sanzioni amministrative. Cifre non troppo differenti da quelle fatte registrare negli anni successivi. Se ad esempio guardiamo al 2018 e prendiamo in considerazione la sola Provincia di Trento i dati indicano che i Giudici di pace si sono occupati di 2.938 provvedimenti civili, 551 penali e 319 procedure in funzione di Giudice per le Indagini Preliminari (GIP).

Come si vede i Giudici di pace fanno un gran lavoro, a tal punto che di recente a livello statale si è deciso di ampliarne le competenze. Problema. I Giudici di pace non sono Superman e nella nostra Regione già adesso operano ad organico ridotto. Se dovranno occuparsi di nuove materie servirà assumerne di nuovi e la legislazione prevede che ad occuparsene sia la Regione (è una delle cose che quando l’hanno svuotata di competenze non sono riusciti a portarsi via…), tuttavia non pare che sull’argomento ci sia grande attivismo da parte di chi di dovere… e del resto stracciarsi le vesti e pretendere processi veloci senza al contempo garantire le condizioni perché si possa effettivamente procedere con celerità è una posizione tipica di gran parte della politica nostrana, che mira a portare vicine al collasso le situazioni per poi lucrare elettoralmente facendo polemica sui risultati delle proprie inadempienze.

Senza tanti giri di parole: in Trentino Alto Adige servono nuovi giudici di pace perché sono troppo pochi, hanno troppe cose da fare e se si continua così la Giustizia rischia il collasso anche da noi. Il M5S sostiene con forza questa richiesta. Per questo ho presentato l’interrogazione che trovate qui sotto con la quale miro proprio a sollecitare la Regione affinché prenda coscienza della situazione ed agisca di conseguenza!

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INTERROGAZIONE REGIONALE N. 30: PER OTTENERE INFORMAZIONI DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE IN MERITO ALLA CARENZA DI ORGANICO ALL’INTERNO DEGLI UFFICI DEI GIUDICI DI PACE DEI CIRCONDARI DI TRENTO E DI ROVERETO

La figura del giudice di Pace è stata istituita con la Legge 21 novembre 1991, n. 374. L’istituto è entrato in vigore qualche anno più tardi, nel 1995, sostituendo il giudice conciliatore, i cui uffici sono stati soppressi, assorbendo tuttavia anche parte delle competenze un tempo spettanti al pretore. Per diventare giudice di pace occorre avere, tra altri requisiti, un’età non inferiore a 30 e non superiore a 70 anni, la laurea in giurisprudenza e l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato (per quest’ultimo requisito è tuttavia previsto quale alternativa l’esercizio pregresso di determinate altre funzioni). La nomina avviene con decreto del Ministro della Giustizia previa deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura al superamento di un tirocinio teorico e pratico della durata di 6 mesi;

secondo quanto stabilito dalle norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino – Alto Adige (D.lgs. 16 marzo 1992, n. 26), per quanto attiene la nomina (così come la decadenza, la dispensa e l’irrogazione di sanzioni disciplinari) dei giudici di pace dei circondari di Trento, Bolzano e Rovereto, fermi restando i requisiti e i presupposti previsti dalle norme dell’ordinamento giudiziario, questa avviene su proposta del Presidente della Regione il quale, per quanto riguarda i giudici di pace, assume, quindi, il ruolo svolto nel restante territorio nazionale dai Presidenti delle Corti d’Appello;

sul piano delle attribuzioni, il giudice di pace amministra in primo grado la giustizia in materia civile e penale, giudica sui ricorsi in opposizione alle sanzioni amministrative, svolge funzione conciliativa ed ha il potere di convalidare i provvedimenti di espulsione degli stranieri e determinate misure di tipo cautelare disposti dal Questore;

pur essendo ancora valide le norme sopra esposte, è attualmente in corso la riforma della magistratura onoraria di cui alla Legge 28 aprile 2016, n. 57 avente ad oggetto Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace, la quale prevede modifiche alla figura, ruolo e competenza del giudice di pace;

con l’approvazione del D. Lgs. 13 luglio 2017 n. 116 avente ad oggetto “Riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace, nonché disciplina transitoria relativa ai magistrati onorari in servizio, a norma della legge 28 aprile 2016, n. 57” è previsto che importanti materie diventeranno di competenza del Giudice di Pace;

inoltre, il Decreto legislativo 31 maggio 2016, n. 92, che dà parzialmente attuazione al regime transitorio, ha previsto il mantenimento dei giudici di pace in servizio di età inferiore a 68 anni per un ulteriore quadriennio se ritenuti idonei secondo la procedura di conferma in esso disciplinata;

per dare un’idea dell’importante mole di lavoro svolta dai Giudici di Pace in Regione si riportano i dati più recenti in ordine al numero di procedimenti disponibili sul sito della regione, nella sezione “Carta dei Servizi”. Nell’anno 2015 i procedimenti sono stati: 9.225 nel settore civile di cui 2.100 procedimenti ordinari e 7.125 decreti ingiuntivi; 1.281 nel settore penale; 795 opposizioni a sanzioni amministrative;

con riguardo al periodo 1.07.2016 – 30.06.2017, dai dati disponibili nella Relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto della Corte di Appello di Trento – anno giudiziario 2018, redatta dal Presidente Gloria Servetti, risultano pervenuti agli uffici del giudice di pace n. 3205 procedimenti civili, dei quali n. 2412 di cognizione ordinaria e n. 793 opposizioni a sanzioni amministrative, n. 5845 procedimenti speciali e n. 41 richieste di conciliazione stragiudiziale. Il settore penale ha visto pervenire n. 1101 procedimenti ai fini dibattimentali, in linea con i dati dell’omologo periodo precedente (n. 1119). Intensa l’attività amministrativa riservata ai giudici di pace, solo che si consideri l’avvenuta asseverazione di n. 9688 perizie e traduzioni e la redazione di n. 83 atti notori;

la sintesi dell’attività su base annuale dei Giudici di Pace che operano nella provincia di Trento (dati della Regione TAA al 30 agosto 2019) è la seguente:

Totale procedimenti in provincia di Trento2017201801/01-30/06/19
Penale527551225
Civile333629381842
Proc. In funzione GIP454319180

a seguito della Legge di stabilizzazione finanziaria 148/2011, con il  D. Lgs. 7 settembre 2012 n. 155, in tema di revisione delle Circoscrizione Giudiziarie, si è disposta la chiusura di numerose Sezioni Distaccate dei Tribunali, così nella provincia autonoma di Trento sono state chiuse le sezioni di Cavalese, Cles, Tione di Trento e Borgo Valsugana;

l’art. 3 (Pubblicazione degli elenchi e richieste degli enti locali interessati) del D. Lgs. 156/2012 avente ad oggetto Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei giudici di pace, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148, ha previsto la possibilità per gli Enti locali interessati, di chiedere ed ottenere il mantenimento degli uffici (anche attraverso accorpamenti) facendosi l’Ente Pubblico territoriale integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi. In conseguenza di ciò, per esempio, per il territorio che va da Canazei a Valfloriana residua l’operatività dell’Ufficio del Giudice di Pace di Cavalese;

con l’approvazione del D. Lgs. 116/2017, è entrata in vigore la riforma che prevede che importanti materie diverranno di competenza del Giudice di Pace. Le nuove competenze sono le seguenti: controversie in tema di beni mobili di valore non superiore ad € 30.000,00; pagamento a qualunque titolo di somme di denaro fino ad € 50.000,00; risarcimento danni derivante da circolazioni di veicoli o natanti di valore inferiore ad € 50.000,00; competenza funzionale in materia di condominio; pignoramenti mobiliari; usucapione immobili e di diritti reali immobiliari di valore non superiore ad € 30.000,00; riordino della proprietà rurale per valori non superiori ad € 30.000,00; accessione (valore non superiore ad € 30.000,00); superficie (valore non superiore ad € 30.000,00); controversia in tema di distanze, luci e vedute, comprese azioni a difesa della proprietà; stillicidio e acque; occupazione e invenzione; specificazione, unione e commistione; enfiteusi; esercizio delle servitù prediali; impugnazione     regolamento e deliberazioni in tema di condominio; diritti e obblighi del possessore quanto alla restituzione delle cose; competenza quale Giudice Tavolare;

data la complessità della materia il legislatore ha previsto che l’entrata in vigore del complesso delle norme che riguardano le predette materie vengano “scaglionate nel tempo”, alcune tra le più importanti entreranno in vigore il 31 ottobre 2021, mentre la riforma sarà “completata” il 31 ottobre 2025;

successivamente tuttavia, anche in risposta alle legittime richieste delle categorie interessate e delle proteste dei giudici onorari che sono culminate con l’astensione dalle udienze penali e civili nel maggio scorso, il Consiglio dei Ministri del 20 maggio 2019 n. 59/2019 ha approvato un disegno di legge di riforma della Magistratura Onoraria che prevede rilevantissime modifiche alla riforma organica introdotte nella precedente legislatura. Il testo di legge di iniziativa governativa (proponente il Ministro della Giustizia) è stato annunciato nella seduta del Senato della Repubblica il 20 luglio 2019 (Atto Senato n.1438);

ora le nuove competenze e il nuovo Ordinamento della Magistratura Onoraria impongono che le Regioni debbano farsi parte attiva non solo per garantire, come fino ad ora ha fatto, l’aspetto relativo al finanziamento dei costi di mantenimento della struttura (personale, locali, spese correnti) ma debbano dare immediato impulso anche alle modalità di assunzione del personale che, qualificato, dovrà entrare nei ruoli della Magistratura Onoraria e demandato alle funzioni di Giudice di Pace con le nuove competenze previste dalla normativa statale;

l’organico dei Giudici di Pace é ritenuto inadeguato dagli addetti ai lavori (vedi relazione annuale della Corte d’Appello), soprattutto alla luce delle nuove maggiori materie divenute di competenza dei Giudici di Pace. Una situazione simile può peraltro portare conseguenze negative tanto all’allungamento dei tempi di risoluzione delle controversie quanto agli approfondimenti necessari per un adeguato svolgimento dell’istruttoria con gravi rischi sulla qualità del lavoro svolto presso gli uffici;

come si apprende dalla Relazione annuale della Corte d’Appello di Trento per l’anno 2018 presentata alla cerimonia del 26 gennaio 2019 “a prescindere dai contenuti normativi di recente conio, anche nel nostro distretto la situazione degli uffici del Giudice di Pace è tale da ingenerare preoccupazione, tenuto conto della grave scopertura degli organici in entrambe le Province: 15 giudici in servizio su una pianta organica che ne prevede 61, con quasi insormontabili problemi a garantire il minimo funzionamento delle singole sedi”;

nella relazione si specifica inoltre che “gli attuali uffici del giudice di pace (7 nel circondario di Trento (ndr Trento, Tione di Trento, Pergine Valsugana, Mezzolombardo, Cles, Cavalese e Borgo Valsugana), 2 in quello di Rovereto (ndr Rovereto e Riva del Garda) e 7 in quello si Bolzano) presentano una pesante carenza di organico, nonostante siano stati nella quasi totalità confermati nell’incarico i giudici già in servizio e rientranti nei limiti di età oggi previsti: sono, infatti, in servizio 7 Giudici di Pace nella Provincia di Trento e 8 in quella di Bolzano rispetto a una pianta organica distrettuale che contempla ben 61 unità (ndr 25 per il circondario di Trento e 5 per quello di Rovereto), così che per garantire un minimo funzionamento di ciascun ufficio è stato necessario fare ripetuto ricorso agli istituti della reggenza e/o della applicazione”. Tuttavia, dai dati pubblicati alla data odierna sul sito della Regione risulta che i giudici a copertura dei circondari di Trento e di Rovereto siano solo 6;

durante la stessa cerimonia è intervenuto il Procuratore Generale della Repubblica Giovanni Ilarda sottolineando che nonostante siano trascorsi due anni dalla delega, il passivo ereditario in larga parte non è stato ripianato, in particolare gli organici del personale amministrativo che nonostante l’incontestabile impegno finanziario, sono stati coperti solo in parte, ma con ricorso al precariato e quindi, senza concorso e senza formazione («Buoni risultati, ma risorse al limite» – Alto Adige, 27 gennaio 2019);

dello stesso avviso è la Presidente della Corte d’Appello, la quale afferma: lunghi momenti di stallo tanto nell’esecuzione degli interventi manutentivi ordinari degli edifici quanto nelle assunzioni di nuovo personale, tutte peraltro effettuate a tempo determinato e con la caratteristica generale di una totale mancanza di preparazione di base». Da qui la necessità di promuovere la formazione dei nuovi assunti e un percorso di integrazione con i dipendenti ex ministeriali (Giustizia, il Trentino Alto Adige un modello per il resto d’Italia – Trentino, 26 gennaio 2019);

da quanto si apprende dalla stampa locale, sembra che la problematica dell’insufficienza di organico dei Giudici di pace sia arrivata tra le questioni da prendere in considerazione da parte della Giunta regionale. In un dossier esaminato dalla Giunta Kompatscher, in riferimento all’organico degli Uffici dei Giudici di Pace, si legge: “tale personale è insufficiente a garantire il regolare funzionamento degli uffici regionali e soprattutto dell’attività a supporto della giustizia» […] la questione, delicata, è stata innescata proprio dallo stato di agitazione che è stato proclamato dalla rappresentanze sindacali: viene sollecitata una risposta sulla situazione degli organici degli uffici giudiziari, sull’orario di lavoro di chi opera in quell’ambito e, non ultimo, anche delle questioni contrattuali” (Troppi posti persi in Regione A rischio l’ufficio Giudici di pace – Trentino, 30 giugno 2019);

alla luce della intricata disciplina, delle riforme in atto, ma soprattutto dell’attuale assetto carente e di conseguenza poco funzionale degli Uffici del Giudice di Pace della Regione, gli interroganti ritengono che da un lato si debbano affrontare con urgenza le carenze relative all’attuale dotazione di Giudici di Pace e del personale amministrativo e dall’altro si debba approntare quanto necessario ai fini dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 13 luglio 2017 n. 116 sopra ricordato e le ss.mm. che potrebbero essere approvate nel futuro prossimo;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Regione Trentino-Alto Adige / Südtirol per sapere

  1. se e quali adeguamenti abbia intenzione di effettuare al fine di risolvere la carenza di organico ad oggi presente all’interno degli Uffici dei Giudici di Pace dei circondari di Trento e di Rovereto;
  2. quali sono le iniziative di competenza che intende adottare al fine di adeguare l’assetto degli Uffici dei Giudici di Pace della Regione Trentino-Alto Adige / Südtirol in vista dell’entrata in vigore del D.lgs. 116/2017 e delle ss.mm. che potrebbero essere approvate nel futuro prossimo;

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