Sulla A31 Fugatti vuole ignorare il voto dei cittadini e continua a promettere l’autostrada dei miracoli ma sotto le parole non c’è niente

Domenica gli abitanti di Terragnolo, Trambileno e Vallarsa si sono espressi riguardo all’idea della giunta leghista di prolungare la A31 sui loro territori. Ha votato più della metà degli aventi diritto e il NO ha vinto a mani basse.

Un risultato chiaro e netto, che mette in luce la distanza reale fra i cittadini e i nuovi potenti. In una democrazia seria un pronunciamento del genere dovrebbe far riflettere, ma da noi quando le cose non vanno come si vuole si preferisce la ben consolidata strategia del “me ne frego”. Come dire: “I cittadini si esprimono contro i desiderata delle autostrade e dei loro politici di riferimento? E chissenefrega dei cittadini! Tanto non si vota quest’anno!”.

Va però precisato che il presidente della Provincia Fugatti può ben dire che lui “tira dritto” ma la verità è che a parte i ben noti desideri di un certo concessionario autostradale ad alto tasso di leghismo, sul prolungamento della Valdastico (o Pi.Ru.Bi, dai nomi di 3 democristiani degli anni ‘60… già allora promettevano benessere e lavoro con la A31) non c’è uno straccio di niente, o almeno è quanto ci viene detto, visto che è questa la rispostadata alle richieste di accesso agli atti presentate dal M5S. E allora di cosa parla Fugatti? Come fa a dire che non ci sono problemi ambientali? Glie lo dicono i gestori autostradali che vogliono costruire, forse? E ancora, come fa Fugatti a sostenere che la A31 porterebbe ricchezza al Trentino se con ogni evidenza al limite toglierebbe traffico dalla A22 per convogliarlo a un concessionario privato? E poi c’è la promessa del lavoro, buona per ogni occasione. Come se fare un’opera inutile e dannosa si giustificasse creando un po’ di appalti a tempo, senza nessuna garanzia su chi si aggiudicherà i bandi, fra l’altro! Ma Fugatti con la A31 si preoccupa per i disoccupati… o perlomeno così dichiara. A noi sembra invece che pensi soprattutto agli interessi di chi di soldi ne ha già un sacco grazie allo sfruttamento privato di una concessione pubblica, gente che nel suo settore di attività i posti di lavoro li ha tagliati, altro che disoccupati!

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