Lago Santo: tutelarne la naturalità vuol dire (anche) mantenerlo attrattivo!

Negli ultimi tempi mi sono occupato del lago Santo, nel Comune di Cembra Lisignago. Qualche mese fa ho dato una mano a realizzare la petizione e la successiva raccolta di firme per la tutela di questo splendido specchio d’acqua minacciato da progetti di micropalificazione e in generale da ulteriori processi di urbanizzazione. La cosa non era piaciuta molto al sindaco che sponsorizza il progetto che se l’era anche presa con me, ma la macchina era stata avviata ed è approdata l’altro giorno nella Terza Commissione del Consiglio provinciale, dove è stata fatta chiarezza in merito alla situazione anche grazie ad eminenti studiosi come il professor Franco Pedrotti che hanno fatto presente l’impatto che il progetto comunale avrebbe ad esempio su una specie rara e tutelata come il gambero di fiume ma più in generale sul fatto che la progettazione non abbia valutato in nessuna maniera gli impatti sull’ambiente. Come ha ben spiegato Pedrotti, gli interventi previsti causerebbero gravi alterazioni all’ecosistema del lago Santo e questo sarebbe ancora più grave perché esso presenta ancora un alto grado di naturalità. L’eliminazione completa della vegetazione per larghi tratti della zona, causerebbe fra le altre cose la regressione e la degenerazione della stessa vegetazione, provocando un irrimediabile alterazione del lago, eliminandone le caratteristiche originali e naturali.

Da parte mia ho voluto portare l’attenzione sui 52 micropali che si vorrebbero piantare nel letto del lago che come ha precisato il referente della petizione Fabio Savoi rischierebbero di danneggiare il lago stesso forando la pellicola di fango che garantisce la sua impermeabilità, con effetti quindi potenzialmente disastrosi, fra l’altro al non irrilevante costo di circa 250 mila euro.

Ritengo che la discussione in commissione sia stata proficua. Si è fatta chiarezza e si è stabilito come il Comune abbia il tempo per prevedere modifiche rispettose della naturalità del lago Santo, un bene unico che merita di venire tutelato e non solo per la sua bellezza intrinseca ma anche per la presenza di rare specie animali e vegetali che sarebbero minacciate da stravolgimenti eccessivi della fisionomia e dell’ambiente lacustre sul quale vivono e che sarebbe garantita dai progetti edificatori del Comune di Cembra Lisignago. Speriamo che l’amministrazione comunale ascolti, non solo gli esperti che hanno spiegato le potenziali conseguenze di molti degli interventi previsti sul lago e che ne danneggerebbero in maniera forse irreparabile la naturalità o le 1.352 persone che in brevissimo tempo hanno sottoscritto la petizione a difesa del lago ma anche e soprattutto il buon senso, perché il valore del lago Santo sta nella sua naturalezza e snaturarlo vuol quindi dire distruggerlo e, come sempre, profitti per pochi nell’immediato si tradurranno in danno collettivo nel medio-lungo periodo.

Un ripensamento radicale del progetto dimostrerebbe la capacità della pubblica amministrazione di ascoltare le sollecitazioni provenienti dalla società civile e di interpretarle per perseguire un reale processo di rinaturazione del corpo idrico. Il contributo del comitato promotore della petizione ha comunque fornito un valore aggiunto in termini di conoscenza che deve essere utilizzato anche per accrescere il capitale naturale dell’intera area e quindi l’attrattività della stessa.

In ogni caso noi ci siamo e non esiteremo a fare ancora la nostra parte per difendere il lago Santo da ogni possibile minaccia!

I documenti:

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