Spese e introiti della mostra della Fondazione Cavallini Sgarbi a Castel Caldes: depositata interrogazione per avere i dati consuntivi

La proposta di mozione depositata giovedì scorso non deve essere stata accolta bene dal presidente del Mart Vittorio Sgarbi che ha risposto a mezzo stampa con la minaccia di un’ulteriore iniziativa giudiziaria.

Secondo le sue dichiarazioni adesso dovremmo credere che esortasse a violare le regole poste dalle autorità sulla base dei consigli di alcuni virologi? Non credo meriti risposte. Chi ha visto il video si è potuto benissimo rendere conto di cosa ha detto e di come lo ha detto. Se poi uno vuole dargli credito a prescindere io non posso farci niente. Ho troppe cose a cui pensare.

Visto che il tema è ritornato caldo ne approfitto per dirvi che nei giorni ho presentato anche un’interrogazione per ottenere chiarimenti sulle spese sostenute per organizzare la mostra della collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi a Castel Caldes e quali sono stati i ritorni economici.

Segue il testo integrale dell’interrogazione.

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Interrogazione 1270/XVIdel 25 marzo 2020 “Organizzazione di una mostra a Castel Caldes”

Nell’agosto 2018 il deputato Sgarbi Vittorio veniva intervistato dalla giornalista Luisa Maria Patruno (Sgarbi sostiene Fugatti. È pronto a fare una lista – L’Adige, 6 agosto 2018). Fra le varie questioni sollevate veniva anche affrontato il tema delle alleanze politiche in vista delle elezioni provinciali dell’ottobre 2018. A una domanda riguardo il possibile rientro della deputata Biancofiore nel novero dell’alleanza di centrodestra, Sgarbi rispondeva come segue: “Se rientrasse ancora meglio. Noi siamo uno stimolo perché lei rientri, ma potremmo anche restare lo stesso per portare un elemento culturale, fare dei comizi e parlare del Mart da riportare a una dimensione internazionale, oppure di progetti per il Palazzo delle Albere, di Castel Valer e Castel Caldes. Sono pronto a dialogare e proporre la lista anche ad altri amici trentini come Mauro Ottobre e la sua Autonomia dinamica e persino a Franco Panizza. Per vincere si deve stare nel centrodestra”;

singolare notare come alcuni dei propositi annunciati dal deputato Sgarbi nell’intervista citata nel paragrafo precedente trovassero concreta prosecuzione con circa 4 mesi di anticipo rispetto alla  nomina ufficiale dello stesso Sgarbi alla presidenza del Mart, formalizzata con delibera giuntale del 12 aprile 2019 n.509. È il caso di quanto accaduto con l’adeguamento delle iniziative e delle esposizioni programmate presso Castel Caldes;

con determinazione del 4 dicembre 2018 n.358 del direttore dell’ente museale Castello del Buonconsiglio dott.ssa Laura Dalprà, ai sensi e secondo i principi del D.Lgs 118/2011, veniva adottato il Piano di attività triennale dell’ente 2019-2020, prevedendo nella sezione “Iniziative espositive temporanee” quanto segue: “è allo studio un’ipotesi di mostra estiva della collezione Sgarbi, promossa e finanziata dalla APT della Valle di Sole e dal Comune di Caldes;

il Piano delle attività così come adottato dal direttore dell’ente museale con determinazione n.358/2018 veniva approvato dalla Giunta provinciale con deliberazione del 1° febbraio 2019 n.109 avente ad oggetto “L.P. 3 ottobre 2007, n. 15. Approvazione del bilancio di previsione 2019-2021 e del piano triennale di attività dell’ente museo “Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali” e assegnazione risorse per l’anno 2019”;

con determinazione del direttore dell’ente museale del 29 maggio 2019 n.156 si approvava lo schema di accordo organizzativo tra il Museo Castello del Buonconsiglio, il Comune di Caldes e l’APT “Valle di Sole”, per l’organizzazione di un evento espositivo presso Castel Caldes, dal 7 giugno 2019 al 3 novembre 2019, dedicato alla collezione di opere della Fondazione Cavallini Sgarbi;

secondo l’art.4 (Attività e competenze) dello schema di accordo: (1) La mostra si svolgerà presso le sale di Castel Caldes, come individuate sulla base di apposito sopralluogo con il personale dell’APT. Le parti, previa autorizzazione scritta del prestatore delle opere, potranno concordare l’esposizione di un’opera, a fini promozionali e divulgativi, presso la sede del Castello del Buonconsiglio di Trento. (2) Le attività per l’evento espositivo di cui al precedente art.1 saranno ripartite secondo un programma definito dall’APT. (3) Per le attività di propria competenza, ogni soggetto dovrà sostenere la relativa spesa, provvedere all’individuazione dei soggetti economici e procedere con l’affidamento delle forniture e dei servizi correlati. (4) Il Museo provvederà comunque ad alcune opere collaterali di allestimento, tenuto conto del carattere permanente delle stesse, per l’importo stimato massimo di euro 20.000 più IVA, al fine di valorizzare la sede espositiva di Castel Caldes. (5) Il Museo si impegna a fornire all’APT il supporto tecnico-operativo con proprio personale, al fine della migliore riuscita dell’iniziativa espositiva. (6) Eventuali iniziative didattico-divulgative saranno concordate tra Museo e APT, mediante scambio di corrispondenza. (7) Le autorizzazioni relative agli striscioni stradali promozionali saranno a cura del Comune di Caldes;

secondo l’art.4 (Aspetti finanziari) dello schema di accordo: (1) Tutti i rapporti di prestito, contrattuali e finanziari con la Fondazione Elisabetta Sgarbi, la Fondazione Cavallini Sgarbi e gli altri soggetti economici da incaricare per la realizzazione dell’evento espositivo, saranno gestiti a cura e spese dall’APT, che provvederà a stipulare apposita convenzione la citata Fondazione Cavallini Sgarbi, nonché i contratti con i soggetti economici interessati. Il finanziamento alla Fondazione e la corresponsione di un “fee”, calcolato in percentuale sugli introiti da bigliettazione, saranno a cura e spese dell’APT. (2) Il servizio di bigliettazione nel periodo della mostra sarà a cura e spese dell’APT, che metterà a disposizione personale, hardware, software e sistema di bigliettazione SIAE. A titolo di rimborso, tenuto conto delle spese sostenute, l’APT introiterà a favore del proprio bilancio i relativi incassi. La tariffa d’ingresso dovrà comunque essere in linea con la politica culturale e divulgativa della Provincia e del Museo. (3) La vendita di materiale editoriale e di eventuale merchandising, durante l’evento espositivo, sarà cura dell’APT, presso il book shop allestito a Castel Caldes. Per la vendita di materiali il Museo e l’APT potranno definire specifici ulteriori accordi, mediante scambio di corrispondenza. Eventuali materiali, oltre al catalogo della mostra, dovranno essere concordati comunque con il Museo (4) Sarà cura dell’APT reperire, tramite la Provincia autonoma di Trento o altri soggetti pubblici o privati, i finanziamenti necessari per l’iniziativa. (5) Eventuali manifestazione collaterali alla mostra, comprese conferenze, da realizzarsi presso la sede del Museo, saranno oggetto di specifici accordi con i proponenti anche per quanto riguarda l’assunzione delle relative spese;

secondo l’art.6 (Sponsorizzazioni) dello schema di accordo: “Il Museo, il Comune e l’APT convengono altresì di coordinare l’intervento di eventuali sponsor che intendessero sostenere l’iniziativa culturale, definendo di comune accordo le forme di visibilità più opportune”;

da dichiarazioni rilasciate alla stampa nel maggio 2019 dal presidente dell’Azienda per il Turismo delle Valli di Sole, Peio e Rabbi dott. Luciano Rizzi si apprendeva che l’obiettivo della mostra poi denominata “Da Niccolò dell’Arca a Francesco Hayez” sarebbe stato quello di richiamare almeno 18.000 visitatori, a fronte di una spesa complessiva di 220.000 euro più IVA, dei quali 100.000 a carico della Provincia e 10.000 del Comune di Caldes, 13.000 derivanti da sponsorizzazioni e la parte restante finanziata dalla stessa APT. Il ticket d’ingresso sarebbe stato quantificato in euro 10.00 a persona al fine di generare un incasso stimato di euro 80.000. Sempre secondo il presidente dell’Apt il costo della mostra in sé sarebbe stato di circa euro 15.000 (L’Apt difende la mostra di Sgarbi – L’Adige, 24 maggio 2019);

da successive notizie di stampa si apprendeva che per l’emissione di ogni biglietto sarebbe stato corrisposto 1 Euro alla Fondazione Cavallini Sgarbi;

nell’ambito dei suddetti accordi veniva lanciata una poderosa campagna promozionale a supporto della mostra sia attraverso acquisto di banner pubblicitari che attraverso la stampa di materiale informativo museale (vedi allegato);

anche la stampa locale faceva la sua parte assicurando ampi spazi pubblicitari per promuovere l’evento e pubblicando numerosi servizi giornalistici per descrivere i dettagli delle uscite diurne e notturne sul territorio trentino di quello che veniva definito “professor Sgarbi”. Inoltre il gruppo Athesia lanciava un serie di prodotti editoriali incentrati sulla figura di Sgarbi messi in vendita in allegato ai quotidiani locali;

nella risposta all’interrogazione 509/XVI avente ad oggetto “Organizzazione di mostra con le opere della Fondazione Cavallini Sgarbi” fornita il 26 luglio 2019, si apprendevano informazioni integrative rispetto a quelle segnalate dalla stampa: il costo della curatela era di euro 8.000,00 più IVA; l’intervento della Provincia era sostenuto dalla controllata Trentino Marketing in accordo con l’APT Val di Sole; le risorse pubbliche provinciali messe a disposizione erano quindi imputabili al bilancio della già citata Trentino Marketing;

dalla predetta risposta si apprendeva inoltre che, secondo l’Assessore all’istruzione, università e cultura, non esisterebbe nessuna correlazione tra l’incarico di Presidente del Mart e l’organizzazione della mostra in quanto la proposta di organizzare detta esposizione risale al 2018 e quindi molto prima della scelta di Vittorio Sgarbi come Presidente del Mart;

con riguardo alle affermazioni dell’assessore nella risposta alla già citata interrogazione si rileva come la sovrapposizione temporale degli eventi paia smentire la pretesa assenza di correlazione tra l’incarico alla presidenza del Mart e le procedure amministrative necessarie a realizzare la mostra. Il legame politico invece appare chiaramente sancito sulla base delle affermazioni rilasciate dallo stesso Sgarbi e pubblicate sul quotidiano L’Adige in data 6 agosto 2018. L’intreccio politico-amministrativo sembra trovare infine plastica conferma con la ratifica formale dello schema di accordo organizzativo nel maggio 2019, cioè solo dopo formale approvazione della nomina del deputato Sgarbi alla presidenza del Mart, avvenuta come già segnalato nell’aprile 2019;

con determinazione del direttore dell’ente museale del Castello del Buonconsiglio del 17 ottobre 2019 n.332 si prorogava l’evento espositivo dal 4 novembre 2019 fino al 6 gennaio 2020. Nelle premesse veniva riportato il seguente passaggio: “tenuto conto dell’opportunità di arricchire l’offerta culturale nel periodo natalizio, che coincide con un maggior afflusso di visitatori; che tutti i maggiori oneri connessi al prolungamento del prestito delle opere, con particolare riferimento al servizio di biglietteria e agli onere assicurativi, saranno a carico dell’APT; che rimarranno a carico del Museo le spese per le utenze e la gestione della custodia”;

domenica 6 ottobre 2010 l’interrogante si recava a Castel Caldes per visitare l’esposizione “Da Niccolò dell’Arca a Francesco Hayez”. Il numero progressivo della ricevuta stampata dalla biglietteria dell’APT val di Sole era il n.5.714. Appare a questo proposito evidente come il numero progressivo comprendesse anche vendite di biglietti collettivi. A conferma di ciò, secondo dichiarazioni di stampa rilasciate dagli organizzatori nei giorni in cui si decideva la proroga della mostra, i visitatori sarebbero stati 15.000 (Collezione Cavallini Sgarbi, finora più di 15 mila visitatori – Trentino, 22 novembre 2019);

la mostra “Da Niccolò dell’Arca a Francesco Hayez” chiudeva i battenti nel gennaio 2020 con un totale di 18.169 visitatori. A fine novembre il numero dei visitatori si era invece fermato a 16.862 ovvero circa 1.300 visitatori in meno rispetto a quanto verificatosi per l’esposizione “Antichi erbari della Biblioteca di Trento” tenutasi negli stessi luoghi e chiusa al pubblico a fine novembre 2018;

in conclusione, si rileva come alla data odierna non siano ancora stati diramati i dati relativi al fatturato e alla rendicontazione analitica della mostra “Da Niccolò dell’Arca a Francesco Hayez”. A tal riguardo si rileva altresì la difficoltà a stabilire una cifra attendibile relativamente agli introiti della mostra vista l’assenza di dati riguardanti il rilascio di biglietti omaggio, ingressi gratuiti, biglietti a prezzo ridotto e a prezzo pieno;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se intenda divulgare i dati relativi al fatturato della mostra “Da Niccolò dell’Arca a Francesco Hayez” specificando la tipologia e il periodo di emissione dei biglietti di ingresso;
  2. quali siano i dati relativi alle spese dirette (utenze, custodia, opere collaterali di allestimento, etc.) e all’imputazione delle spese generali e/o indirette (personale, marketing, stampa di materiale informativo, iniziative didattico-divulgative, pubblicità, etc.) sostenute dal Museo del Castello del Buonconsiglio per consentire l’inaugurazione e lo svolgimento dell’esposizione;
  3. quali siano l’ammontare e la descrizione dei singoli interventi adottati da Trentino Marketing Spa per promuovere e sostenere l’afflusso di visitatori all’esposizione della collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi;

2 Replies to “Spese e introiti della mostra della Fondazione Cavallini Sgarbi a Castel Caldes: depositata interrogazione per avere i dati consuntivi”

  1. In riferimento alle dichiarazioni dello Sgarbi Vittorio, da comune cittadino devo dire che sono dichiarazioni oltre che infondate, deliranti, pericolose, filo-stragiste e diffamatorie verso la Cultura, non hanno nulla a che fare con il diritto di opinione sancito dalla Costituzione Italiana. Ed è per questo che, così come per tutte le sue deliranti dichiarazioni pubbliche (per le quali è stata già aperta formalmente una richiesta di rimozione proprio a carico dello Sgarbi Vittorio, ma lui evidentemente lo ignora o fa finta di non saperlo) sarà oggetto di discussione nell’Aula del Consiglio qui a Trento, sperando che se ne occupi pure il Parlamento Italiano per consegnarlo definitivamente ad un’Aula di Giustizia.

    Si possono accettare le opinioni, le critiche, anche aspre, verso l’operato di valenti studiosi, persino del Governo Conte, ma non le falsità condite con oscenità linguistiche di uno che veste il ruolo di Parlamentare della Repubblica italiana (mantenuto con i nostri soldi, tutti i mesi!) nonché Presidente del MART, con falsità tese all’istigazione per una strage di massa e tentato crimine contro l’umanità, poiché lo delegittimano all’istante nei ruoli Istituzionali che, purtroppo, ancora rappresenta.

    Nel merito sottolineo che le considerazioni sul Coronavirus, dello Sgarbi Vittorio, non hanno nulla a che fare con la salubrità mentale umana, dunque col ruolo Istituzionale del quale è stato chiamato a rappresentare, così come per la Presidenza del Mart, e se le sue considerazioni fossero state anche quelle di numerosi virologi, ciò non toglie che lui sia stato delegato da costoro nell’istigare ad una strage di massa gli italiani, invitando a violare le disposizioni Governative di Sicurezza Pubblica.

    E’ singolare che lo Sgarbi si arrampichi sui vetri con tesi scientifiche sul Coronavirus da lui sposate,e non capite, dicendo che poi gli si chieda conto a lui e non ai medici che le hanno diffuse. Ma i medici non hanno formulato tesi allo scopo di istigare la massa a contagiarsi in modo da finire in terapia intensiva, come invece, e contrariamente, si può facilmente verificare nelle inusitate e folli dichiarazioni fatte dallo Sgarbi sui giornali, tv e video.

    Che il Coronavirus «non fosse una semplice influenza» e che occorresse «non incitare alla violazione delle disposizioni del Governo Conte» lo hanno detto i virologi e l’hanno capito molti cittadini (e per fortuna !) ma non lo Sgarbi.

    Lo Sgarbi Vittorio ha semplicemente ripreso delle sue tesi, o testi che non ha saputo lucidamente leggere o interpretare, con l’aggravante di aver messo in atto un vero disegno criminoso verso la credulità popolare e a rischio quindi, l’intera umanità .

    Lo Sgarbi Vittorio non solo ha certamente esagerato nei toni, e di questo non ignoriamo che abbia chiesto umilmente scusa, ma ciò non toglie la gravità delle sue folli dichiarazioni per la conseguenza che ne sarebbe scaturita se non fosse stata denunciata subito dal Consigliere Marini, fermando così una ecatombe. Questa è la verità dei fatti. Il resto appartiene alla malafede di un soggetto, un critico d’Arcore, che non sa quel che dice e nemmeno quel che potrebbe causare al pubblico bene, pertanto va rimosso.

    P.S. – Vada in pensione, lo Sgarbi, sempre che ci sia una pensione che se lo prenda.

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