Il direttore del Mart lo sceglie la Giunta provinciale. Il presidente non ha deleghe gestionali

Oltre che sgradevoli nella forma, le parole che il presidente del Mart Sgarbi ha riservato al suo viceper aver “osato” suggerire che nel 2020 il museo ospiti una grande mostra su Fortunato Depero mi sembrano inappropriate nella sostanza. Come ha ricordato l’ANAC stessa, il presidente del Mart ha solo la rappresentanza legale del museo. Può eventualmente adottare provvedimenti urgenti indifferibili, che però deve sottoporre alla ratifica del consiglio di amministrazione nella prima seduta utile. I poteri di concreta gestione del museo sono invece attribuili alla figura del direttore che naturalmente deve informare e attuare gli indirizzi strategici individuati dal Cda.

Questa particolare disciplina, la quale assicura che al presidente del Cda non vengano attribuite specifiche deleghe gestionali, ha permesso di “eludere” la ratio della legge (D.lgs.39/203) rendendo possibile la nomina del deputato Sgarbi alla presidenza del Mart. A fronte di tutto ciò stupisce, anche se visti i precedenti non troppo, che il presidente del Mart si permetta di attaccare il suo vice mezzo stampa e, peggio, prefiguri decisioni che apparentemente sarebbero già state prese riguardo al nuovo direttore dell’ente museale e alla programmazione delle iniziative espositive. Un’idea che a quanto mi risulta sarebbe però impraticabile, perché si scontra con quanto previsto dal regolamento del Mart che prevede esplicitamente il direttore sia nominato dalla Giunta provinciale sulla base della disciplina vigente in materia di personale dirigenziale della Provincia e di un curriculum professionale e formativo coerente con le competenze e l’esperienza necessari per la direzione del museo.

Secondo la stampa, in merito alla scelta del nuovo direttore Sgarbi avrebbe anche dichiarato “e poi ci sono già io”. Questo sconcerta perché se fosse vero andrebbe direttamente in contrasto col presupposto che il presidente non interferisca con le funzioni del direttore, a maggior ragione quando il presidente svolga un ruolo politico come è quello di parlamentare. Quanto allo stile e ai modi sono sempre i soliti per cui non vale nemmeno più la pena di perderci il fiato. Sgarbi questo era, questo è e con ogni probabilità questo sarà sempre, il problema è che qualcuno, pur conoscendolo ha scelto di metterlo dove sta.

Ricordo infine che in merito alla scelta del direttore avevo presentato un’interrogazione il 6 aprile scorso (segue testo integrale). La legge parla chiaro, la nomina spetta alla giunta provinciale e al presidente del consiglio di amministrazione non possono essere attribuite deleghe gestionali dirette. A fronte di ciò mi pare che srotolare la matassa spetti solo al presidente della Provincia. Non ci resta che stare a vedere che decisioni prenderà e soprattutto come le motiverà.

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Interrogazione 1304/XVI del 6 aprile 2020 “Selezione di un nuovo direttore per il MART”

Risulta che il contratto dell’attuale direttore del Mart dott. Gianfranco Maraniello, abbia scadenza in data 2 giugno 2020. Ciò è desumibile dalla delibera del Consiglio di Amministrazione del Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (Mart), Reg. N. 03/15 del 26.02.2015 con cui si approvava lo schema di contratto individuale di lavoro da stipulare con il dott. Gianfranco Maraniello, specificando una durata dello stesso pari ad anni 5 a decorrere dalla effettiva presa in servizio, che non avrebbe dovuto essere successiva al 1/6/2015. Tale scadenza e il fatto che il contratto non sarà rinnovato ha trovato conferma anche da notizie pubblicate sulla stampa locale;

al direttore del Mart sono affidati compiti e funzioni essenziali. Ad esempio sulla base degli indirizzi generali di carattere programmatico e delle disponibilità finanziarie approvati dal Consiglio di amministrazione il Direttore del Museo con la collaborazione dei dirigenti propone, ai fini della definizione della proposta di bilancio di previsione, il programma di gestione del Museo articolato per settori operativi. Al direttore è pertanto attribuito un budget di spesa da impiegare attenendosi alle eventuali direttive stabilite dal Consiglio di amministrazione, nel quale sono determinate le risorse finanziarie riferite ai competenti capitoli ed eventualmente articoli del bilancio annuale e pluriennale, come specificati nel documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione;

l’importanza di tali funzioni trova fondamento anche nel fatto che all’incarico in scadenza era attribuito – come risulta anche dalla delibera del CdA citata nel primo paragrafo – un trattamento economico pari a € 120.000,00 lordi annui comprensivi della tredicesima mensilità e non rivalutabili, oltre alla retribuzione di risultato che attribuita negli importi e secondo le modalità previste dal contratto collettivo provinciale di lavoro dei dirigenti della Provincia. Per dare una dimensione concreta del valore attribuito a una simile figura dirigenziale basterà ricordare che nell’ultima attestazione pubblicata sul sito del Mart e risalente all’anno 2016 (NB. il D.lgs 33/2013 ne prevederebbe la pubblicazione annuale), gli emolumenti complessivi disposti a carico della finanza pubblica per il ruolo di direttore del Mart corrispondevano a un totale di 130.415,52 Euro;

da informazioni fornite all’interrogante risulta che il museo si troverebbe già di fatto sprovvisto di direttore poiché lo stesso Maraniello – per la maggior parte del tempo residuo – starebbe legittimamente usufruendo dei giorni di ferie non goduti e sarebbe dunque, al netto dell’emergenza Covid-19, fisicamente lontano dal luogo di lavoro già da qualche settimana;

a parere dell’interrogante sarebbe opportuno chiarire pubblicamente le modalità con cui la Giunta provinciale intende procedere alla nomina del nuovo direttore, visto e considerato che Franco Panizza – già assessore provinciale, già senatore, presidente del PATT e, per la carta stampata, soggetto definito, non si capisce bene come e perché, col termine “plenipotenziario” (vedasi ad esempio l’articolo di stampa Mart, il direttore Maraniello se ne va a maggio. Il successore lo nominerà direttamente Fugatti” – L’Adige, 15 dicembre 2019) – non pare essere in possesso dei requisiti per ricoprire la funzione di direttore del Mart, anche qualora fossero messi in essere artifici organizzativi per consentire lo svolgimento di fatto di un simile compito di tipo dirigenziale;

l’auspicio dell’interrogante è quindi che si proceda con un bando pubblico per la selezione e l’affidamento dell’incarico del nuovo direttore del Mart nel quale indicare i criteri per la scelta del candidato ritenuto più idoneo. Le ragioni a supporto di tale valutazione trovano giustificazione nei principi sanciti dall’art.97 della Costituzione ovvero nel fatto che i pubblici uffici debbano essere organizzati in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

quali iniziative siano state programmate per definire i criteri di selezione, per valutare i profili dei candidati e infine per affidare l’incarico di direttore del Mart

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