Nomina Sgarbi: è stata aggirata la legge ma noi non molliamo

Vittorio Sgarbi è stato nominato presidente del Mart di Rovereto. Come credo sappiate tutti mi sono sempre opposto a questa nomina che ritengo sbagliata e di fatto contraria allo spirito delle leggi in materia di incarichi ai politici. Che sia stata messa in atto una pesante forzatura è evidente e lo è tanto di più se si considerano le mancate risposte a tutti gli atti che ho presentato in sulla questione negli ultimi mesi.

In un’interrogazione del 18 febbraio (257/XVI) facevo una descrizione puntuale dei fatti e ponevo domande ben specifiche. Il termine per la risposta scadeva il 20/3/2019. A oggi non se ne è saputo niente.

Con un’istanza di accesso agli atti via posta elettronica certificata al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Provincia il 6/3/2019 chiedevo gli atti prodotti nel corso dell’istruttoria per la nomina. Qui il termine di risposta era il 6 aprile. A oggi nessuna risposta.

Tramite una richiesta di parere all’Anac il 20/3/2019 chiedevo di verificare la compatibilità di Vittorio Sgarbi al ruolo per lui ventilato.  La richiesta veniva assegnata all’UVIF – Ufficio Vigilanza sulla imparzialità dei funzionari pubblici – l’ufficio che vigila sull’incompatibilità e l’inconferibilità degli incarichi pubblici, nonché sul rispetto dei codici di comportamento. Inoltre avevo presentato anche una richiesta alla Giunta delle elezioni della Camera per valutare la presunta incompatibilità della nomina. In entrambi i casi la risposta era che non si poteva dare un parere su una cosa ancora non avvenuta. Adesso che si è concretizzata vedremo come si esprimeranno.

A fronte di tutto questo rimarco con forza la mia opinione che con la nomina di Sgarbi a Presidente del Mart si è attuata una vera e propria presa in giro ai danni dei cittadini ed un raggiro dello spirito della legge basata su interpretazioni capziose e di parte della normativa. Faccio riferimento ad esempio alle raccomandazioni dell’ANAC ai punti 15, 20 e 25 dell’atto di segnalazione n.4, del 10 giugno 2015. In passato l’ANAC si è raccomandata più volte con Governo e Parlamento (vedi anche atto di segnalazione n.1 del 18 gennaio 2017) affinché intervenissero a modificare la norma per prevenire alcuni comportamenti elusivi. Con questa nomina si è fatto esattamente ciò, facendosi volutamente beffa dell’ANAC, della legge e dei cittadini ovvero nominando un presidente senza deleghe gestionali dirette. In buona sostanza, è una nomina che va contro lo spirito della legge che ritengo debba essere adeguata quanto prima da parte del Governo, per non permettere più comportamenti di questo tipo e che non fanno altro che creare un clima di sfiducia nelle istituzioni. A prescindere dal caso Sgarbi, essi di fatto consentono a potenti e affaristi il sistematico raggiro della legge in spregio al principio di eguaglianza di tutti i cittadini nei suoi confronti.

Purtroppo questo è un artificio utilizzato da tutte le forze politiche per far passare le nomine più controverse e discutibili. Per ricordare due casi locali, penso ad esempio al comportamento del PD con la nomina di Luigi Olivieri alla presidenza dell’A22 o con la nomina di Renato Veronesi all’AMSA di Rovereto, proprio la società che vuole consumare gli ultimi metri quadrati di verde pubblico nella zona dell’Alto Garda.

In conclusione, voglio sia chiaro che la mia determinazione nei confronti della vicenda non riguarda un’ostilità personale nei confronti di Sgarbi ma è soprattutto dettata da una questione di rispetto dello spirito della legge.

Il quadro normativo in materia di incompatibilità e inconferibilità degli incarichi deriva da convenzioni internazionali ratificate dall’Italia. La legge 6 novembre 2012, n. 190, recante «Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione» (da cui deriva il D.lgs.39/2013 sulle inconferibilità), è stata infatti emanata in attuazione dell’articolo 6 della Convenzione Onu contro la corruzione del 31 ottobre 2003 ed in attuazione degli articoli 20 e 21 della Convenzione penale sulla corruzione adottata il 27 gennaio 1999.

Agendo come ha agito la Giunta Fugatti per il momento può cantare vittoria per aver aggirato la norma. Da parte mia non sono però intenzionato ad accettare questo verdetto e continuerò a mettere in campo gli strumenti per far sì che la legge venga rispettata nella forma e nella sostanza. La prassi di eludere le leggi vanifica l’attività di vigilanza dell’ANAC con l’aggravante di imporre ai funzionari un lavoro di verifica e accertamento che in troppi casi si dimostra inutile.

Non possiamo lamentarci che il costo della corruzione in Italia sia stimato in decine di miliardi l’anno se poi quando si tratta di attuare la legge troviamo tutti i modi possibili ed immaginabili per aggirarla. In Italia le leggi sono spesso state scritte col “buco” incorporato pronto all’uso per il potente di turno. Il M5S non lo accetta e farà di tutto per porre fine a questo indecoroso andazzo.

ATTI POLITICI UFFICIALI

– 4 aprile 2019 – parere positivo della Prima commissione del Consiglio provinciale di Trento su nomina deputato Sgarbi a presidenza del MART di Rovereto

– 9 aprile 2019 – comunicazione del parere del Presidente del Consiglio provinciale al Presidente della Provincia

– 12 aprile 2019 – delibera della Giunta provinciale di Trento per la nomina del deputato Sgarbi alla presidenza del MART di Rovereto

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