Di Sgarbi, Anac e leggi col buco intorno

Secondo l’Anac il parlamentare Vittorio Sgarbi può fare il presidente del Mart perché questa carica non rientrerebbe nella definizione di amministratore di ente pubblico, secondo la quale l’unico a rientrare in questa casistica è il direttore del Museo! Dalla risposta risulta piuttosto evidente (e a dir la verità lo era già da tempo perché questo non è certo il primo caso del genere che si presenta, si pensi ad esempio alla nomina di Luigi Olivieri alla presidenza dell’A22) che la legge è scritta, per così dire, col buco incorporato.

Come ho già avuto modo di ribadire più e più volte questa è una presa in giro e un’elusione bella e buona della legge, sfruttando per l’appunto un bug inserito apposta per consentire questo genere di operazioni, facendosi beffe delle raccomandazioni dell’Anac stessa a tal riguardo (ad esempio con la segnalazione n.1 del 18 gennaio 2017). A fronte di questo ribadisco che il M5S monitorerà con estrema attenzione l’operato del neo presidente del Mart, del CdA e del suo direttore e per quanto mi concerne continuerò a far pressione affinché la legge venga riscritta eliminando la possibilità di ricorrere a questi mezzucci.

È arrivata ieri la risposta dell’Autorità Nazionali Anti-Corruzione che avevo sollecitato riguardo alla richiesta di delucidazioni sulla compatibilità o meno del parlamentare Vittorio Sgarbi col ruolo di Presidente del Mart di Rovereto, da lungo tempo annunciato ma solo di recente assegnato.

La norma cui si fa riferimento è un decreto legislativo, il 39/2013 in materia di incompatibilità e inconferibilità, che recita quanto segue: “Gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali , regionali e locali e gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello nazionale, regionale e locale sono incompatibili con la carica di Presidente del Consiglio dei ministri, Ministro, Vice Ministro, sottosegretario di Stato e commissario straordinario del Governo di cui all’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n.400, o di parlamentare“.

Sgarbi è un parlamentare quindi è incompatibile? Secondo l’Anac no…

Cosa dice l’Anac:

  • Che il Mart è un ente pubblico
  • Che sono organi del Mart il Presidente, il CdA e il Direttore nominati dalla Giunta Provinciale oltre al Comitato Scientifico, nominato  dal CdA su proposta del Direttore
  • Che al  CdA spetta di adottare documenti contabili, di stabilire gli indirizzi strategici del museo (piano delle attività), di adottare regolamenti e definire l’attività amministrativa del museo, di approvare convenzioni, intese e accordi con altre amministrazioni ad esclusione di quelli gestionali, di acquisire opere d’arte collezioni e archivi.
  • Che secondo il regolamento del Mart il Presidente non avrebbe incarichi gestionali ma “solo” la rappresentanza legale del museo oltre ad adottare i “provvedimenti urgenti ed indifferibili” che poi deve sottoporre a ratifica da parte del CdA.
  • Che i compiti gestionali del Mart spetterebbero al direttore, visto che a lui “sono affidati i poteri di amministrazione del museo ad esclusione di quanto riservato al CdA e al suo presidente” (cioè all’apparenza niente, stando a come è scritto il regolamento del Muse…)
  • Mancando le “deleghe gestionali dirette”  il Presidente del Mart non sarebbe dunque da considerarsi un “amministratore di ente pubblico” quindi il parlamentare Sgarbi potrebbe fare il presidente del Mart.

È chiaro? Sgarbi può fare il presidente del Mart perché formalmente la carica non si configura come amministratore di ente pubblico sebbene il Mart sia un ente pubblico. Anzi, la carica di presidente del Mart comporterebbe solo la rappresentanza legale del museo e la prerogativa di agire d’urgenza nei casi in cui ciò fosse necessario, cioè solo rogne, per così dire. Messa così sembrerebbe che Sgarbi sia stato scelto dalla giunta provinciale solo per fare da specchietto per le allodole verso i turisti.

È davvero questo il caso? Intanto il presidente del Mart siede anche nel CdA e quindi assomma anche i poteri di consigliere, per effetto di una recente modifica assieme a sole altre 2 persone. In secondo luogo dobbiamo ricordarci che il direttore lo sceglie il CdA e quindi c’è da chiedersi quanta indipendenza abbia realmente quest’ultimo rispetto a chi lo seleziona e soprattutto ad un presidente che è anche parlamentare della Repubblica oltre a numerosi altri incarichi e pure uomo di spettacolo costantemente al centro dell’attenzione pubblica (sull’opportunità di certe uscite per una figura ora chiamata anche a rappresentare il Mart mi sono già ampiamente espresso). In terzo luogo notiamo come già all’atto della propria presentazione Sgarbi abbia preso a lanciarsi in mirabolanti proclami che non paiono centrare molto con i poteri a lui assegnati, e il risalto mediatico dato alla sua nomina, venduta al pubblico come la chiamata del superuomo per rilanciare il Mart.

Tutto questo in fin dei conti è possibile perché la legge è scritta in modo da consentire l’escamotage. Non è dunque vero che una volta scritta la legge si trova il modo per farsene beffe, quanto che la legge è scritta col proposito di renderla eludibile. Si vuole affermare un principio in teoria, in questo caso rispondendo a precise sollecitazioni da parte di autorità esterne, ma in pratica si vuole continuare a fare come sempre. Ecco allora il paradosso di enti in cui l’unico amministratore di ente pubblico è il direttore anche se poi a ben vedere chi comanda non è davvero lui, se non nella forma.

Questa mentalità e questo modo di scrivere le leggi, sono alcuni dei principali motivi per cui in Italia l’azione dell’amministrazione pubblica è così farraginosa e i contenziosi legali sono lunghi, capziosi e basati su cavilli. Se il problema è chiaro, serve un cambiamento, a partire da questa legge e dai regolamenti come quello del Mart che consentono di eluderla. Credo che questa debba essere una delle battaglie che il M5S dovrà portare avanti con forza in tutte le sedi opportune. Per quel che mi riguarda, l’impegno in questo senso è GARANTITO.

2 Replies to “Di Sgarbi, Anac e leggi col buco intorno”

  1. Caro Alex,
    tutto vero quello che dici riguardo l’incompatibilità formale fra lo status di
    Sgarbi parlamentare e la Presidenza del Mart. Nato come ente funzionale, il Museo fu guidato dalla allora funzionaria provinciale Gabriella Belli che nella prassi operativa si mosse come se il Mart fosse un ente strumentale della PAT, e quindi vincolato da rigide norme : così è stato sino ad oggi. Il risultato è che di formalismo giuridico rispettato e di sostanziale lassismo il Mart ha rischiato di morire (vedi nomine passate).
    Da Sgarbi c’è da aspettarsi una rottura di quello schema, con l’accentuazione dell’ autonomia del Museo, svincolandolo da rigide direttive provinciali. La “privatizzazione sociale” del Museo dovrà e potrà realizzarsi solo di pari passo con il potenziamento del patrimonio collezionistico che fino ad ora è stato l’anello debole del Museo e che non può che derivare da donazioni e lasciti. La futuristica impostazione del MART, complice l’impronta deperiana, ben si attaglia al personaggio Sgarbi, sempre pronto a spiccare il volo
    e a “cozzar di rocco” alla d’Annunzio e magari, anche ad impegnarsi per convogliare gratuitamente su Rovereto prestigiose collezioni. Mettiamolo alla prova: l’alternativa, con gli attuali chiari di luna, è il fallimento del MART.
    Vincenzo Calì ( fra i soggetti promotori del MART)

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