Percorsi territoriali di transizione ecologica: il Consiglio impegna la Giunta a definire un modello partecipativo replicabile. Progetto pilota al via in val di Sole

La sostenibilità delle produzioni agroalimentari e la ricerca dell’eccellenza sono le chiavi per garantire il benessere e lo sviluppo dei territori che compongono il Trentino e allo stesso tempo competere efficacemente nei mercati internazionali. Un concetto che hanno capito benissimo in Val di Sole dove il 31 gennaio scorso è stato presentato il progetto “Un nuovo patto per la sostenibilità in Val di Sole”. Una proposta di sviluppo compatibile con l’ecosistema di questa valle che punta a unire gli interessi dei produttori con quelli della popolazione, della flora e della fauna solandri. Un percorso intelligente ed oculato che merita di essere valorizzato il più possibile. Per questo a luglio avevamo presentato un Ordine del Giorno che è stato approvato dal Consiglio provinciale la settimana scorsa col quale l’iniziativa proposta in Val di Sole viene estesa a tutto il resto del Trentino coinvolgendo anche le istituzioni provinciali più adatte a garantirle supporto scientifico.

La forza del Trentino sta nella naturalità del suo territorio, nel radicamento delle sue tradizioni e nella peculiarità delle sue produzioni. Considerazioni elementari, che implicano come cementificazione e “padanizzazione” siano nemici mortali del nostro stile di vita e del nostro benessere. Per far contenti pochi individui (molto ricchi e molto potenti però…) si rischia di scavare la terra da sotto i piedi a tutto il resto della popolazione, lasciando macerie che dovranno essere rimosse a spese della collettività e danni che forse non sarà mai possibile riparare del tutto.

In quest’ottica il progetto “Un nuovo patto per la sostenibilità in Val di Sole” è un passo nella giusta direzione perché se applicato porterà a unire l’interesse della popolazione a vivere in un ambiente sano e sostenibile con quello dei produttori ad ottenere profitto da produzioni di qualità e non semplicemente massificate. Del resto è chiaro a tutti che sui numeri il Trentino non potrà mai competere con realtà di pianura italiane e non dove l’orografia del territorio favorisce le grandi estensioni coltivabili e quindi la quantità di prodotto a basso costo rispetto a quello di qualità ad elevato valore aggiunto. 

La strada è tracciata, ora speriamo che le nostre istituzioni la imbocchino con decisione e senza tentennamenti!

* * * * *

Segue il testo integrale della Proposta di ordine del giorno 149/51/XVI collegata al disegno di legge n. 51/XVI di iniziativa giuntale “Modificazioni della legge provinciale sulla ricerca 2005”
* approvata con un emendamento al dispositivo concordato con l’assessora Giulia Zanotelli e convertita nell’ordine del giorno 260/XVI

Ricerca e sviluppo sostenibile

La modifica della Legge provinciale sulla ricerca costituisce un’importante occasione per mettere a punto nuovi strumenti di analisi, ricerca, trasferimento tecnologico e formazione che abbiano come riferimento il tema della sostenibilità;

il dibattito negli ultimi anni, infatti, si è incentrato sulla necessità di contrastare i cambiamenti climatici, fornire nuovi servizi ecosistemici alla popolazione e mantenere alto il livello delle risorse naturali;

l’Area Strategica n. 4 del Programma di Sviluppo Provinciale della XVI legislatura si intitola “Per un Trentino dall’ambiente pregiato, attento alla biodiversità e vocato a preservare le risorse per le future generazioni”. Fra le varie enunciazioni di principio in essa riportate si sottolinea il seguente passaggio:“Per mettere in pratica le ambizioni di medio-lungo periodo prefigurate nel Programma di Sviluppo Provinciale, è indispensabile perseguire un livello di tutela dell’ambiente sempre più elevato, ricercando l’equilibrio tra uomo e natura e riservando particolare attenzione alla biodiversità e alla ricchezza delle risorse naturali. La pianificazione e il monitoraggio dell’acqua e dell’aria dovranno essere centrali, con particolare attenzione al trattamento dei reflui, potenziando e qualificando gli impianti di depurazione e realizzando impianti per il trattamento e il recupero dei fanghi biologici. Di primario rilievo dovranno essere la raccolta differenziata e lo smaltimento della frazione residua, in un’ottica di economia circolare. Importante è anche l’incremento nell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, elevando l’efficienza energetica e riducendo l’impatto sul clima. In questa prospettiva, dovrà essere sostenuta la mobilità elettrica, sensibilizzando e incentivando la popolazione e predisponendo le necessarie infrastrutture” (Programma di Sviluppo Provinciale della XVI legislatura – Pag. 85-86);

fra gli obiettivi di medio-lungo periodo riferiti all’Area Strategica n.4 del Programma di Sviluppo Provinciale della XVI legislatura si riporta: “4.2 Elevato livello di tutela dell’ambiente, della biodiversità e della ricchezza ecosistemica, assicurando l’equilibrio uomo-natura e la qualità delle sue diverse componenti, compresa la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua (Programma di Sviluppo Provinciale della XVI legislatura – Pag. 87)”;

per rendere possibile il conseguimento dell’obiettivo riportato al precedente paragrafo il Programma di Sviluppo Provinciale propone fra le altre la seguente strategia: “Protagonismo dei territori – Rafforzare il protagonismo dei territori, attraverso la partecipazione e l’integrazione delle politiche di conservazione e di sviluppo, nell’ambito della Rete ecologica polivalente e del sistema delle aree protette del Trentino. (Programma di Sviluppo Provinciale della XVI legislatura – Pag. 90)”;

e ancora: “Tutela attiva e monitoraggio della biodiversità – Investire nella conservazione attiva della biodiversità, anche con riferimento alla lotta alle specie aliene, sulla base della ricerca scientifica e del monitoraggio. (Programma di Sviluppo Provinciale della XVI legislatura – Pag. 90);

come si vede, da quanto riportato almeno a livello programmatico, la nostra Provincia sta cercando di promuovere un modello economico e produttivo armonioso con lo sviluppo ambientale;

va da sé come l’indirizzo sin qui enucleato vada sostanziato, mantenuto e, dove già possibile, ulteriormente rafforzato promuovendo iniziative che diano sempre più consistenza ai principi della transizione ecologica del nostro territorio. A sostenere tali iniziative lo stesso Green Deal e la strategia “From Farm to Fork” di emanazione europea;

il cosiddetto “Green Deal Europeo” è definito come una “tabella di marcia” pensata per rendere sostenibile l’economia dell’Unione Europea. L’idea di fondo che anima questa iniziativa dell’UE è di trasformare le minacce climatiche e ambientali in opportunità trasversali ad ogni area di intervento politico, rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti. Il “Green Deal Europeo” si sviluppa dall’evidenza di come il cambiamento climatico e il deperimento ambientale costituiscano minacce esistenziali per l’Europa e per il mondo. Per superare queste sfide si ritiene che l’Europa abbisogni di una nuova strategia di crescita capace di trasformare l’Unione in un’economia moderna, competitiva ed efficiente nella gestione delle risorse. Gli obiettivi che ci si propone di conseguire tramite il “Green Deal Europeo” sono: zero emissioni nette di gas serra entro l’anno 2050, il conseguimento della crescita economica scorporata dal consumo di risorse e che nessuna persona e nessuna località vengano lasciati indietro;

centrale per il conseguimento degli obiettivi del “Green Deal Europeo” è la strategia “Farm to Fork” che mira a rendere i sistemi alimentari giusti, salutari e ecocompatibili. Ciò anche in considerazione del fatto che i sistemi alimentari non possono resistere a crisi come la pandemia da Covid-19 se non sono sostenibili. La strategia “Farm to Fork” mira a ridisegnare i nostri sistemi alimentari partendo dal presupposto che a livello globale essi sono responsabili di circa un terzo delle emissioni globali di gas serra, che consumano ampie quantità di risorse naturali, che producono perdita di biodiversità e conseguenze negative sulla salute, sia per sovralimentazione che per sottoalimentazione, e che per come sono attualmente strutturati non permettono giusti ritorni economici e il mantenimento della sussistenza per tutti gli attori in essi coinvolti, specie per i produttori primari. Instradare i sistemi alimentari su un percorso sostenibile produce anche nuove opportunità per gli operatori attivi nella catena del valore alimentare. Nuove tecnologie e scoperte scientifiche, combinate ad una consapevolezza pubblica in crescita e alla domanda di cibo sostenibile porteranno benefici a tutti i portatori d’interesse;

in particolare la strategia “Farm to Fork” mira ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare sostenibile che: (1) abbia un impatto neutrale o positivo rispetto all’ambiente, (2) aiuti a mitigare il mutamento climatico e adattarsi ai suoi impatti, (3) permetta di invertire la perdita di biodiversità, (4) garantisca la sicurezza alimentare, la nutrizione e la salute pubblica, facendo sì che ciascuno abbia accesso a cibo sicuro, nutriente sostenibile e in quantità adeguate, (5) preservi l’accessibilità del cibo nel contempo generando ritorni economici più equi, sviluppando la competitività del settore delle forniture alimentari europeo e promuovendo il commercio equo. La strategia “Farm to Fork” fissa sia di iniziative normative che non normative, con le politiche comuni in fatto di pesca e agricoltura quali strumenti chiave per supportare una transizione giusta;

proprio per dare concretezza alle azioni da mettere in campo in favore della sostenibilità, lo scorso 31 gennaio, prima che di abbattesse l’emergenza COVID, a Malè è stato organizzato un incontro dal tema “Una nuova alleanza per una Val di Sole sostenibile”, finalizzato ad avviare il confronto verso la costruzione di una strategia condivisa per la transizione ecologica del territorio;

il progetto “Un nuovo patto per la sostenibilità in Val di Sole”, presentato a Malè in data 31 gennaio 2020, si propone come obiettivo di medio-lungo periodo la trasformazione del comprensorio trentino della Val di Sole nella prima valle ecologica d’Italia, secondo linee guida e argomentazioni affini a quelle che animano il “Green Deal Europeo” e la strategia “Farm to Fork” come delineate ai paragrafi precedenti e risulta anche in linea con quanto esposto nell’Area Strategica n.4 del Piano di Sviluppo Provinciale della XVI legislatura. L’idea di fondo è di produrre sviluppo positivo sia per il settore agricolo che per il comparto turistico in virtù delle strette interconnessioni sussistenti fra di essi;

la stessa strategia alla base di “Un nuovo patto per la sostenibilità in Val di Sole” si sostanzia in un percorso di sviluppo che possa realizzare in maniera efficace e con risultati concreti ed evidenti per i produttori, per l’intera comunità della Val di Sole, comprese le ricadute di immagine per il territorio, un progetto di sviluppo ad elevata sostenibilità ambientale, economica e sociale. Gli strumenti da mettere a punto per l’avvio del progetto pilota sono: a) Coinvolgimento di un partenariato economico e istituzionale qualificato per l’avvio di una esperienza di sostenibilità produttiva ed economica dell’area della Val di Sole; b) Analisi di supporto tecnico-scientifico e legislativo necessarie a sostenere il percorso; c) Definizione di un modello di assessment della sostenibilità ambientale;

partendo dall’esperienza di questa prima iniziativa, l’obiettivo è trovare e replicare modelli di riferimento nelle valli trentine che riescano a coniugare crescita economica e sostenibilità;

in tale ambito un ruolo di estremo rilievo è rivestito dai centri di ricerca della Provincia e in particolare dalla Fondazione Mach e dall’HIT, in quanto le loro attività di ricerca e trasferimento tecnologico possono fornire un ineguagliabile contributo alla costruzione di percorsi di sviluppo sostenibile. Il ruolo di HIT può risultare ancora più efficace e strategico ora che la fondazione è entrata far parte di EIT Food, acronimo perEuropean Institute of Innovation & Technology – Food”, l’iniziativa leader nell’innovazione alimentare, impegnata a rendere il sistema alimentare più sostenibile, sano e affidabile;

tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta

  1. a supportare le iniziative di ricerca, trasferimento tecnologico e formazione che abbiano come punto focale il tema della sostenibilità e, in particolare, a sperimentare percorsi di transizione ecologica a partire dal progetto pilota “Un nuovo patto per la sostenibilità in Val di Sole” al fine di definire un modello di riferimento replicabile in altre realtà territoriali; (APPROVATO CON EMENDAMENTO)
  2. adeguare la programmazione delle attività di FEM e HIT affinché possano fornire il loro contributo a supporto di percorsi di transizione ecologica negli ambiti di competenza a iniziative che si svilupperanno nei territori; (APPROVATO)

Il dispositivo finale è stato approvato con il seguente emendamento:


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