Povertà energetica. Approvata proposta del M5S per adottare politiche pubbliche orientate all’efficienza energetica e all’inclusione sociale

Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato oggi una proposta di ordine del giorno avanzata dal M5S che mira a porre un freno alla povertà energetica nella Provincia Autonoma.

La povertà energetica è un fenomeno in rapida espansione che si caratterizza per la difficoltà o anche ’impossibilità da parte di famiglie o individui di procurarsi un paniere minimo di beni e servizi energetici, con conseguenze negative riguardo al loro benessere e in termini di inclusione sociale. Potrà sorprendere ma secondo i dati forniti da ENEA, lo scorso anno il Trentino-Alto Adige è risultata essere la Regione italiana col peggior posizionamento assoluto, calcolato in base alla percentuale di popolazione la cui spesa energetica è inferiore alla metà del valore mediano nazionale.

Preso atto di questa realtà, il M5S ha suggerito di integrare i dati nazionali con numeri più specifici e dettagliati a livello provinciale e di recepire a livello provinciale la Strategia Nazionale contro la Povertà Energetica. Per contrastare concretamente la povertà energetica il M5S ha poi chiesto l’impiego di una quota dei 140 milioni di kwh che la Provincia acquisisce dai concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche o una quota dei profitti distribuiti da Dolomiti Energia. Infine è stato proposto di mettere in campo progetti pilota per favorire la diffusione delle comunità energetiche, con tutti i benefici che ne conseguirebbero, sia nei confronti delle persone vulnerabili che delle organizzazioni affidatarie dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali ad esse rivolti.

Il Consiglio ha condiviso in pieno i nostri ragionamenti e li ha fatti propri, anche in ragione dei rincari energetici conseguenti alla crisi ucraina, come ricordato anche di recente dalla Consulta per le politiche sociali (nel primo trimestre 2022 sul primo trimestre 2021 si è registrato un aumento del 131% per il cliente domestico energia elettrica, da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kwh, tasse incluse; e un aumento del 94% per gli utenti gas naturale, da 70,66 a 137,32 per metro cubo di gas, tasse incluse). Si tratta di un esito che non può che trovare la nostra soddisfazione, nella speranza che l’ente provinciale orienti sempre di più la propria azione ad una politica energetica più efficiente, sostenibile ed autonoma.

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Segue il testo della proposta di ordine del giorno n. 2/136/XVI del 22 aprile 2022 “Definire uno schema d’azione al fine di analizzare e integrare i dati forniti dall’osservatorio nazionale della povertà energetica con le informazioni disponibili a livello provinciale e recepire a livello provinciale la Strategia Nazionale contro la Povertà Energetica” collegata al disegno di legge n. 136/XVIMisure per la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili previsti dal decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 (Attuazione della direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili), e modifiche di disposizioni connesse”:

Nel 10° Rapporto annuale sull’efficienza energetica (2021) elaborato dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) si specifica che l’emergenza da COVID-19 ha avuto un impatto negativo sulla cittadinanza causando un aumento del fenomeno della povertà energetica. Secondo le stime ENEA, infatti, “nel 2020 sulla spinta della pandemia la povertà energetica nel nostro Paese potrebbe attestarsi intorno al 10% rispetto all’8,3 del 2019 e all’8,8% del 2018. Le regioni del Sud Italia risultano le più colpite con tassi di povertà energetica compresi tra il 13% e il 20%. E i nuclei familiari in cui una donna detiene la quota di reddito più elevata, e in cui siano presenti 2 o più figli, registrano tassi di povertà energetica maggiori di circa 2 punti percentuali rispetto a quelli guidati da uomini.”;

per calcolare la povertà energetica vengono utilizzati diversi indicatori tra i quali l’indicatore 2M che sta ad indicare la percentuale di popolazione la cui spesa energetica è inferiore alla metà del valore mediano nazionale. Secondo i dati emersi dal rapporto ENEA 2021, per l’anno 2019 la regione che presenta la maggiore quota di cittadini poveri energetici secondo l’indicatore 2M è la Valle d’Aosta, mentre lo scorso anno (rapporto ENEA 2020) la regione con il peggior posizionamento rispetto all’indicatore 2M era risultata essere il Trentino-Alto Adige (pag. 146, capitolo 7 “La povertà energetica”, 7.2. “Dimensione della povertà energetica” 7.2.1. “Le caratteristiche territoriali”);

secondo quanto previsto dall’articolo 11 del d.lgs. 8 novembre 2021, n. 210 che attua la direttiva UE 2019/944 relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, i clienti vulnerabili e in condizioni di povertà energetica sono coloro:
a) che si trovano in condizioni economicamente svantaggiate o che versano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l’utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate dall’energia elettrica, necessarie per il loro mantenimento in vita;
b) presso i quali sono presenti persone che versano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l’utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate dall’energia elettrica, necessarie per il loro mantenimento in vita;
c) che rientrano tra i soggetti con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
d) le cui utenze sono ubicate nelle isole minori non interconnesse;
e) le cui utenze sono ubicate in strutture abitative di emergenza a seguito di eventi calamitosi;
f) di età superiore ai 75 anni;

con l’ordine del giorno n. 252/XVI “Istituire il “reddito energetico” provinciale e finanziare l’installazione di impianti fotovoltaici sulle abitazioni private, partendo dai nuclei familiari con bassi redditi”, approvato il 7 ottobre 2020, il Consiglio impegna la Giunta ad istituire un meccanismo volto a porre in essere l’estensiva installazione di impianti fotovoltaici, abbinati alle tecnologie di accumulo e, contemporaneamente, al contrasto alla povertà energetica, compreso il “reddito energetico”, con finalità di valenza pubblica orientato esclusivamente alle famiglie con redditi più bassi;

con l’interrogazione 3052/XVI del 29 settembre 2021  “Iniziative per limitare il fenomeno della povertà energetica” si chiedeva al Presidente della Provincia quali iniziative intendesse promuovere al fine di limitare il fenomeno della povertà energetica e tutelare i soggetti vulnerabili e se intendesse destinare una quota del cosiddetto “tesoretto”, ovvero 140 milioni di kwh che la Provincia acquisisce gratuitamente dai concessionari dell’energia, a progetti per finanziare il reddito energetico partendo dai nuclei familiari con bassi redditi;

il 9 novembre 2021 l’assessore rispondeva all’interrogazione di cui sopra affermando che la bozza di decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2019/944 relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica era in fase di approvazione e di conseguenza si sarebbe dovuto attendere la versione definitiva del testo approvato prima di procedere ad ulteriori approfondimenti per definire eventuali misure a livello provinciale;

il decreto legge 1° marzo 2022, n. 17 recante “misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali“ approvato dalla Camera il 13 aprile 2022 ed in attesa di approvazione al Senato prevede l’integrazione dell’articolo 11, del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 210, stabilendo che con decreto del Ministro della transizione ecologica, sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio nazionale della povertà energetica, sia adottata la Strategia Nazionale contro la Povertà Energetica;

la Strategia prevede la fissazione di obiettivi indicativi periodici, al fine di elaborare, a livello nazionale, misure strutturali e di lungo periodo e integrare tutte le azioni in corso e quelle programmate nelle diverse politiche pubbliche per contrastare in modo omogeneo ed efficace il fenomeno;

si prevede inoltre che lo schema di strategia sia sottoposto a consultazione pubblica e i risultati di tale consultazione siano inclusi, in forma sintetica, nella versione definitiva della strategia stessa. Ulteriori consultazioni pubbliche sono previste durante l’attuazione della strategia per valutare l’aggiornamento del documento;

tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta

  1. definire uno schema d’azione con il fine di: a) analizzare e integrare i dati forniti dall’Osservatorio nazionale della povertà energetica con le informazioni disponibili a livello provinciale; b) recepire e declinare a livello provinciale la Strategia Nazionale contro la Povertà Energetica introdotta dall’articolo 11 d.lgs. 8 novembre 2021, n. 210 che attua la direttiva UE 2019/944 relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica;
  2. valutare l’impiego di una quota dei 140 milioni di kwh che la Provincia acquisisce gratuitamente dai concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche e/o una quota dei profitti distribuiti da Dolomiti Energia per avviare progetti di contrasto al fenomeno della povertà energetica;
  3. facilitare l’avvio di progetti pilota per l’istituzione di comunità energetiche per promuovere l’efficientamento energetico e l’inclusione sociale partendo dal coinvolgimento diretto delle persone vulnerabili e in condizioni di povertà energetica e delle organizzazioni affidatarie dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali rivolti a tali persone;

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