Il M5S sollecita la giunta provinciale a mettere in atto misure che incentivino la conversione ecologica delle imprese provinciali

Nell’agosto scorso la Provincia Autonoma di Trento, ha finalmente reso pubblici i dati riguardanti le emissioni inquinanti in Trentino nell’anno 2019. Ciò è avvenuto a seguito di una specifica interrogazione del M5S che faceva presente il ritardo, visto che mancava dal 2015.

Proprio dando seguito alla precedente iniziativa, il M5S ha presentato una nuova interrogazione al Consiglio provinciale tramite la quale chiede che in Trentino si dia inizio a un nuovo percorso che metta in relazione impatto climatico delle imprese e sistema di incentivazione economica alle stesse. Lo scopo, aiutare le imprese a rendere i propri processi produttivi meno impattanti possibile e garantire il rispetto dell’ambiente e la salute dei cittadini. Il sistema economico deve essere aiutato a modificarsi, in modo da mitigare i cambiamenti climatici senza sacrificare il lavoro.

Adattare la nostra società alle nuove condizioni climatiche è possibile, a patto di avere la competenza e le capacità necessarie… per questo è importante capire a che punto sia la Provincia di Trento, dove i modelli portati avanti dall’attuale maggioranza sembrano andare nel senso opposto a quello della transizione ecologica (però i soldi del PNRR li vogliono).

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Segue il testo integrale dell’interrogazione 3930/XVI depositata il 16 settembre 2022 “Interventi della Provincia per contarstare le emissioni inquinanti e vincolare gli incentivi pubblici al rispetto degli obiettivi per la lotta ai cambiamenti climatici

Nella seduta del 22 giugno 2022, il Consiglio federale svizzero ha lanciato gli “Swiss Climate Scores”, un indicatore che consente agli investitori istituzionali e privati in Svizzera di procurarsi informazioni sulla compatibilità dei loro investimenti finanziari con gli obiettivi climatici internazionali;

gli “Swiss Climate Scores” contengono indicatori che mostrano il progresso compiuto dalle imprese nel raggiungimento degli obiettivi climatici globali (obiettivo zero netto entro il 2050);

per far sì che i risultati climatici costituiscano anche in futuro le migliori pratiche in materia di trasparenza sul clima, questi criteri dovranno essere vagliati regolarmente e, se necessario, adeguati alle più recenti conoscenze acquisite a livello internazionale. La prima verifica è prevista nel corso del 2023 quando, su incarico del Consiglio federale, il Dipartimento federale delle finanze, in stretta collaborazione con il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, esaminerà lo stato dell’introduzione volontaria degli Swiss Climate Scores da parte degli operatori del mercato finanziario svizzero; (Il Consiglio federale lancia gli «Swiss Climate Scores» per creare trasparenza sul clima negli investimenti finanziari – sito istituzionale della Confederazione svizzera, 29 giugno 2022);

nell’interrogazione 2985/XVI del 10 settembre 2021 “Adozione di misure per valutare i rischi e le opportunità legati ai cambiamenti climatici per le imprese pubbliche e private” si chiedeva alla Provincia quanto segue:
“1. se siano in corso interlocuzioni con il Governo italiano per coordinare l’adozione di misure per perseguire l’obiettivo di guidare il settore privato nella rendicontazione delle informazioni per valutare i rischi e le opportunità legati ai cambiamenti climatici ed eventualmente quale sia lo stato dell’arte;
2. quali siano le iniziative promosse dalla Provincia per favorire la predisposizione della rendicontazione dei rischi legati al cambiamento climatico per le grandi imprese, pubbliche e private, attive sul territorio provinciale e per aggregati settoriali di PMI;
3. quali siano gli esiti delle valutazioni effettuate dalla Provincia sulle società partecipate e sui propri asset circa i principali rischi legati al cambiamento climatico e sulla loro gestione;”

nella risposta all’int. 2985/XVI del 25 gennaio 2022, l’Assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione affermava che: “nell’ambito di Agenda Imprese 2030, progetto inserito nel percorso di attuazione della Strategia provinciale per lo Sviluppo Sostenibile (SproSS) che coinvolge le imprese trentine, le loro associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, è stato predisposto uno studio dedicato a definire il posizionamento delle aziende rispetto alla sostenibilità, agli obiettivi provinciali di sviluppo sostenibile, tra i quali la riduzione delle emissioni come strumento di mitigazione del cambiamento climatico, e alla Responsabilità Sociale d’Impresa. Lo studio ha effettuato una prima ricognizione di misure, attività e iniziative già intraprese in questo campo dalle aziende trentine, intervistando 373 imprese (delle quali: 2% grandi imprese > 250 dipendenti, 8% medie imprese > 50 dipendenti, 25% piccole imprese > 10 dipendenti, 65% micro-imprese < 10 dipendenti). È emerso che il 58% delle imprese intervistate non utilizza alcuna forma di rendicontazione non finanziaria, il 31% predispone bilanci sociali, mentre solo l’11% predispone bilanci consolidati con rendicontazione non finanziaria all’interno della nota integrativa, il 7% predispone DNF secondo il decreto legislativo n. 254 del 30 dicembre 2016 e il 5% predispone Bilanci di Sostenibilità.”;

il DFN è una Dichiarazione di carattere Non Finanziario che gli enti di interesse pubblico rilevanti (EIPR) hanno l’obbligo di pubblicare (art. 2 del decreto legislativo n. 254/2016 di attuazione della direttiva 2014/95/UE). La DFN può essere pubblicata anche da altri soggetti che non siano EIPR apponendo la scritta “dicitura di conformità” qualora questa sia redatta attenendosi alle disposizione del decreto legislativo n. 254/2016;

l’Italia come noto è uno dei Paesi europei più in difficoltà nell’attuare gli obiettivi di riduzione di emissione di sostanze inquinanti (vedasi ad esempio l’analisi di OpenpolisIl lento miglioramento della qualità dell’aria);

consapevoli che la situazione migliora solo se i comportamenti virtuosi partono dal basso e sulla base di monitoraggi territoriali costanti e di dati concreti, nel giugno scorso l’interrogante aveva chiesto alla Giunta provinciale a che punto fosse lo stato di attuazione del programma di aggiornamento dell’inventario delle emissioni della Provincia autonoma di Trento, il quale è previsto da una legge statale che ne prevede la periodica pubblicazione (vedasi interrogazione 3806/XVI);

la risposta alla nostra interrogazione è arrivata il 4 agosto. L’assessore competente ci ha riferito che l’aggiornamento dell’inventario è stato acquisito da APPA a fine dicembre 2021 ma che prima di essere formalmente approvato e reso pubblico è tuttavia buona prassi che le molte e complesse informazioni contenute vengano attentamente verificate e controllate. L’assessore ci ha riferito che tale lavoro di verifica è stato recentemente completato e con provvedimento del Dirigente del Settore qualità ambientale dell’Agenzia n. 602 del 20 luglio 2022 l’inventario delle emissioni aggiornato al 2019 è stato formalmente approvato e reso pubblico sul sito dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente;

ora che APPA ha messo a disposizione del pubblico un documento essenziale per stimare le emissioni dei principali macroinquinanti (CO, CO2 immesso dai processi di combustione, NO, NO2, SO2, 03, polveri sospese) e degli inquinanti aggregati per numerosi tipi di attività e combustibili sarebbe interessante monitorare gli effetti delle misure di contenimento delle emissioni mettendole in relazione con gli incentivi economici erogati dall’ente pubblico alle attività produttive al fine di procedere a una valutazione e a una selezione nell’erogazione dei contributi ai fini di una reale conversione ecologica;

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se non ritenga di monitorare il rapporto tra la situazione delle emissioni inquinanti fotografate nell’inventario, il perseguimento degli obiettivi di lotta al cambiamento climatico e della SPROSS e i contributi e agli incentivi alle imprese erogati ai sensi delle leggi provinciali;
  2. se non ritenga di considerare l’introduzione di regole per creare trasparenza sul tema del cambiamento climatico e delle emissioni inquinanti negli investimenti sostenuti con gli incentivi erogati dalla Provincia autonoma Trento alle imprese sulla base dell’esempio svizzero e vincolare il diritto a percepire incentivi al rispetto degli obiettivi per la lotta ai cambiamenti climatici;

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