Lago d’Idro: raddoppiano i costi, peggiora l’impatto, e i cittadini ringraziano (con rabbia)

I numeri sono chiari e impietosi: il progetto delle “Nuove opere di regolazione del Lago d’Idro” è passato da 48 a 97 milioni di euro. Non un ritocco, ma un vero e proprio raddoppio con conguaglio finale. Un’esplosione di costi che sarebbe già preoccupante di per sé. Ma quando la motivazione principale dell’opera è un’ipotesi di frana catastrofica che impedirebbe lo scarico delle acque del Chiese, viene da chiedersi: a chi serve davvero tutto questo?

Secondo la Regione Lombardia, l’intervento è urgente per garantire la sicurezza. Il pericolo sarebbe rappresentato da una paleofrana dormiente che, in caso di evento sismico estremo contemporaneo a una piena eccezionale, potrebbe ostruire l’emissario del lago. È la stessa frana che monitorano da vent’anni, e che non ha mai dato segnali concreti di preoccupazione. Intanto, però, il conto lo pagano i cittadini.

Ma c’è di più. Tra le righe della risposta fornita all’interrogazione 2700 della consigliera Paola Pollini dall’assessore lomardo Comazzi si legge il vero obiettivo: non è la sicurezza, ma il ritorno alla massima capacità di prelievo. Lo dice testualmente: “la realizzazione delle opere dovrà rendere possibile il ritorno all’esercizio ordinario”, cioè il ritorno allo sfruttamento intensivo dell’acqua, fino a 3,5 metri verticali di abbassamento del livello del lago. Un passo indietro rispetto al “Regolamento di gestione coordinata” del 2002-2007 (escursione massima di 1,3 metri), che aveva finalmente stabilito limiti sostenibili e rispettosi dell’ecosistema.

Il danno ambientale è quindi doppio: da un lato si progettano opere che strutturalmente renderanno possibile un nuovo sfruttamento intensivo delle acque, dall’altro ci toccherà anche subire la beffa dei lavori. Secondo il cronoprogramma ufficiale, i lavori dureranno 7 anni. Avete letto bene: sette. A cui si aggiungeranno mesi di abbassamento drastico del livello del lago per realizzare le opere. Da progetto sono 14 i mesi necessari per i lavori sull’imbocco e altri 6 per quelli sulle paratoie.

Ma qui non parliamo di mesi “tedeschi” o “giapponesi”. Parliamo di mesi all’italiana, quelli che, per intenderci, hanno trasformato la famigerata rotonda quadrata asimmetrica di “Tre Ponti sul Caffaro” in una barzelletta urbanistica a cielo aperto. Se le cose andassero come lì, i mesi potrebbero diventare infiniti.

Nel frattempo, il lago – già fragile, già sotto pressione – sarà sottoposto a ulteriori stress ambientali e paesaggistici. E le comunità locali? Invitate a subire in silenzio, senza nemmeno essere coinvolte nei processi decisionali. Alla domanda sulla partecipazione pubblica, la Regione risponde testualmente: “non risultano lacune”. Come se petizioni, interrogazioni europee, proteste civiche e richiami ufficiali della Commissione Europea fossero solo rumore di fondo.

Tutto questo è inaccettabile.
Non solo per chi ama il Lago d’Idro e lo vive ogni giorno, ma anche per chi crede che l’ambiente non sia una risorsa da sfruttare, ma un bene comune da proteggere.

Se davvero vogliamo parlare di sicurezza, cominciamo dalla sicurezza democratica e ambientale.
Quella che passa dalla trasparenza, dalla partecipazione e dalla responsabilità politica, non dai cantieri infiniti e dalle finte emergenze usate come cavallo di Troia per interessi di pochi.

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Cronologia dell’azione popolare promossa dall’associazione Amici della Terra Lago d’Idro e Valle Sabbia:

28 settembre 2024 – Manifestazione in piazza ad Idro e raccolta firme sulla petizione

9 ottobre 2024 – Consegna della petizione al Presidente del Consiglio provinciale di Trento (petizione 4/XVII “Gestione dell’acqua del lago d’Idro”)

25 ottobre 2024 – Consegna della petizione al Consiglio regionale della Lombardia (petizione INP 4/XII “Salviamo il lago d’Idro”)

25 febbraio 2025 – Illustrazione della petizione alla Terza commissione del Consiglio provinciale (nota di Maurizio Siligardi)

2 aprile 2025 – Illustrazione della petizione nella VI commissione del Consiglio regionale della Lombardia (resoconto integrale)

6 maggio 2025 – Incontro con il commissario straordinario all’emergenza idrica Nicola Dell’Acqua (video con Gianluca Bordiga, Maurizio Siligardi, Elena Bini, Walter Zecchi, Alex Marini ed Aldo Armani + testo di Elena Bini)

22 maggio 2025 – Prima tornata di audizioni sulla petizione petizione trentina (documenti integrativi: Pescatori Alto Chiese, BIM del Chiese) – Rassegna: Il T + BresciaOggi + Il Giornale di Brescia