Anche il Trentino ha il suo Marchionne, solo in salsa cooperativa. Acquisita la fine del suo mandato in qualità di presidente del Sait, prosegue infatti senza sosta il processo di santificazione di Renato Dalpalù, secondo la vulgata ormai assurto a ruolo di salvatore della Cooperazione. È davvero così? Senza voler essere sgradevoli o inutilmente polemici noi ci permettiamo di dissentire.
Continua a leggere “L’era Dalpalù al Sait va in soffitta fra peana estatici ma le ombre superano abbondantemente le luci”La maggioranza sacrifica la dignità del Consiglio sull’altare di Sgarbi
Ieri il Consiglio provinciale ha sacrificato la propria dignità sull’altare dell’opportunità politica. I consiglieri di maggioranza hanno scelto di non difendere due colleghi pesantemente vilipesi dal presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, nomina il cui valore politico a quanto pare va ben oltre il rispetto per la verità fattuale e per le Istituzioni.
Nel dispositivo della proposta di risoluzione respinta a maggioranza si proponeva di impegnare il Presidente del Consiglio:”a perseguire in sede giudiziaria tutte le iniziative necessarie per assicurare la tutela della dignità e dell’onorabilità dei consiglieri e delle istituzioni provinciali, con specifico riferimento ai comportamenti, alle minacce di applicazione della pena di morte e agli insulti, ad essi rivolti da parte del deputato Sgarbi Vittorio”. Continua a leggere “La maggioranza sacrifica la dignità del Consiglio sull’altare di Sgarbi”
Selezione direttore Apsp di Pellizzano: presentata interrogazione
Le notizie diffuse dalla stampa in merito all’iter di selezione per il nuovo direttore dell’A.P.S.P. “dott. A. Bontempelli” di Pellizzano creano uno squarcio inquietante ma, temo, assai realistico, sul sistema con cui spesso vengono formulate le nomine in Trentino, mortificando il merito e premiando l’appartenenza. Continua a leggere “Selezione direttore Apsp di Pellizzano: presentata interrogazione”
Dalla maggioranza gravi forzature. Se minacciano la democrazia scontro inevitabile
Quanto accaduto ieri in Consiglio provinciale è molto grave. La maggioranza ha provato far passare una norma (l’introduzione dei cosiddetti provvedimenti omnibus, in cui si può cacciare ogni tipo di cosa) che di fatto andava a violare la riserva di regolamento interno del Consiglio. Per far questo si sarebbe dovuto prima modificare il regolamento e in ogni caso avrebbero dovuto coinvolgere le minoranze. Invece di farlo, hanno provato a forzare la mano con un trucco, cioè presentando un emendamento, senza nemmeno dire cosa si prefiggesse. Per fortuna ce ne siamo accorti e l’inammissibilità dell’emendamento è divenuta palese. Ciò non toglie che questo atteggiamento da parte della maggioranza provinciale risulti assai preoccupante. Se non possono passare sopra alle minoranze con la forza dei numeri ci provano aggirando le regole. Un modo di fare che con la democrazia non c’entra nulla. Per giustificarsi ora dicono che l’emendamento era giusto perché aiutava a semplificare le regole. Anche qui mentono. La possibilità di creare provvedimenti con dentro di tutto non semplifica affatto le cose. Al contrario, le ingarbuglia, rende difficili i controlli e le verifiche e in generale genera disordine. Crea insomma le condizioni ideali per far passare colpi di mano come quello di mercoledì sera.
Spero davvero che la pagina aperta ieri di sia già chiusa e che la maggioranza voglia abbandonare l’utilizzo della forza come primo ed unico strumento per rapportarsi alle minoranze. Se così non fosse saremmo costretti a difenderci come possiamo, e luglio si sa, è un mese molto caldo.
Politiche pubbliche provinciali: cemento e motori per lo sviluppo della montagna trentina
Pur amando presentarsi come il nuovo la giunta provinciale ha fin ora messo in campo le politiche più vecchie ed incartapecorite mai viste in Trentino. Le stesse del cosiddetto centrosinistra autonomista, solo elevate all’ennesima potenza. Nulla lo dimostra meglio delle intenzioni a più riprese enunciate, ed in qualche caso già messe in atto, riguardo allo sviluppo, dove le linee guida paiono essere asfalto & cemento, consumo di suolo con spruzzate qui e la di distruzione di ambienti naturali, trasformazione della montagna in un Luna Park e la prostrazione dell’interesse pubblico a quello delle categorie private. Continua a leggere “Politiche pubbliche provinciali: cemento e motori per lo sviluppo della montagna trentina”
Di Sgarbi, Anac e leggi col buco intorno
Secondo l’Anac il parlamentare Vittorio Sgarbi può fare il presidente del Mart perché questa carica non rientrerebbe nella definizione di amministratore di ente pubblico, secondo la quale l’unico a rientrare in questa casistica è il direttore del Museo! Dalla risposta risulta piuttosto evidente (e a dir la verità lo era già da tempo perché questo non è certo il primo caso del genere che si presenta, si pensi ad esempio alla nomina di Luigi Olivieri alla presidenza dell’A22) che la legge è scritta, per così dire, col buco incorporato. Continua a leggere “Di Sgarbi, Anac e leggi col buco intorno”
Cultura e musei. L’indegna apologia del ladro di libri
Oggi ho dovuto commentare per l’ennesima volta le notizie di stampa uscite sulla nomina di Vittorio Sgarbi al MART. Sempre a tema cultura e musei segnalo, invece, un’altra vicenda che da l’idea dello scadimento generale dell’editoria italiana.
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Il nuovo capitolo della nomina di Sgarbi al Mart
Ieri sulla stampa locale è ricomparso Vittorio Sgarbi. Nella sua magnanimità il noto politico fa sapere di non volersi formalizzare sul tipo di nomina da assegnargli all’interno del Mart. Non può essere presidente? Che lo facciano direttore scientifico. Non va bene nemmeno quello? Che lo si chiami Zorro (il celebre personaggio mascherato ma anche la “volpe” in spagnolo…).La stampa scrive che per lui l’importante sarebbe avere un ruolo per “dedicarsi al Mart”. Pur estasiato da tanta generosità, per le ragioni che ho ampiamente spiegato io resto contrario alla nomina di Sgarbi al Mart. Ho già provveduto a fare tutte le segnalazioni del caso a chi di dovere. Vedremo se basterà cambiare la definizione del suo ruolo per aggirare le norme. Continua a leggere “Il nuovo capitolo della nomina di Sgarbi al Mart”
Sgarbi dovrebbe confrontarsi nel merito e non nelle aule giudiziarie
Ieri mattina appena alzato, ho scoperto di essere stato querelato da Vittorio Sgarbi tramite un suo torrenziale intervento mezzo stampa (vedi estratti a piè di pagina). Ovviamente ritengo destituita di ogni fondamento la querela, uno strumento legittimo che in questo caso mi sembra utilizzato allo scopo di intimidire e zittire una persona rea di esprimere opinioni sgradite, ancorché all’interno della propria funzione politica. Il parlamentare eletto con Forza Italia però non si limita a questo, lanciando tutta una serie di considerazioni ulteriori, alle quali non posso esimermi dal rispondere. Continua a leggere “Sgarbi dovrebbe confrontarsi nel merito e non nelle aule giudiziarie”
La nomina di Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart è inopportuna e sbagliata
* pubblicato sul Corriere del Trentino domenica 17 febbraio 2019
Sgarbi è un critico d’arte ed un politico in attività che ricopre il ruolo di parlamentare e di sindaco della cittadina laziale di Sutri. Questi impegni da soli avrebbero dovuto sconsigliare la sua nomina. Quando mai troverà il tempo di partecipare alla vita del museo se non nelle occasioni di gala? A Fugatti importa che il presidente sia presente a Rovereto? Continua a leggere “La nomina di Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart è inopportuna e sbagliata”
