Deflusso minimo vitale sul fiume Chiese interrotto, il M5S sollecita l’intervento della Provincia di Trento a salvaguardia di fiume, lago e popolazione

Il M5S trentino ha da poco depositato un’interrogazione per chiedere che la Provincia di Trento faccia la sua parte per tutelare le acque e l’economia del lago d’Idro, come da impegni assunti in passato ma fino ad ora rimasti solo sulla carta, anche alla luce della grave situazione di carenza idrica che sta colpendo il lago e il fiume Chiese stesso.

Il lago d’Idro a valle e il prosciugamento del suo emissario (immagine 11 luglio 2022)

Ci risulta che il deflusso minimo dal lago d’Idro al Chiese sia stato interrotto, causando grave nocumento a tutta la vita sul corso del fiume a valle del lago d’Idro. Stando alle previsioni la siccità è destinata a peggiorare nei prossimi giorni. Il lago d’Idro e i bacini più a nord hanno già dato moltissima acqua alle coltivazioni della pianura. Iniziano però ad esserci timori di problematiche sia per il turismo locale (il lago ridotto a stagno non è attrattivo), che per l’ambiente dell’Eridio (poca acqua vuol dire causare danno ad esempio al biotopo di Baitoni e alle tante specie animali e vegetali che lo abitano) che per la salute della cittadinanza, dato che la situazione attuale appare analoga a quella che nel 2018 portò al diffondersi di un’epidemia di legionella.

Sostenere i territori nel momento del bisogno significa anche sostenere il proprio, perché esistono limiti oltre i quali fornire acqua dal lago diventa gravemente dannoso per tutto l’ambiente, per le persone e per le attività che su di esso vivono. Per questi motivi abbiamo presentato un’interrogazione al Consiglio provinciale di Trento, sollecitando la giunta e l’assessore competente ad essere conseguenti rispetto agli impegni di salvaguardia e tutela assunti verso il lago d’Idro, il fiume Chiese e tutte le popolazioni ad essi connesse.

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Di seguito:

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Segue il testo dell’interrogazione a risposta scritta 3785/XVI depositata il 13 giugno 2022 “Iniziative adottate in attuazione dell’ordine del giorno 233/XVI “Monitoraggio del fiume Chiese e del lago d’Idro ai fini dell’elaborazione di un modello di sfruttamento idroelettrico sostenibile replicabile in altri bacini fluviali del Trentino” approvato il 29 luglio 2020″:

In data 18 dicembre 2018 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’ordine del giorno 173 concernente “la sottoscrizione di un contratto di fiume per il fiume Chiese” (deliberazione n. XI/259) che impegna il Presidente e la Giunta regionale “a farsi parte attiva con gli enti territoriali competenti per promuovere l’istituzione di un Contratto del Fiume Chiese sublacuale per tutelare lo stato di salute del corso d’acqua dal lago d’Idro alla confluenza nell’Oglio, stipulando un Piano d’Azione che comprenda anche le azioni di controllo e salvaguardia citate nelle premesse”;

in data 22 marzo 2022 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la risoluzione 54 concernente “la tutela e valorizzazione del fiume Chiese e del lago d’Idro” (deliberazione n. XI/2430) che impegna il Presidente e la Giunta regionale:
1. ad attivare tutte le azioni necessarie al fine di tutelare il miglior uso della risorsa idrica del bacino lago di Idro – fiume Chiese anche mediante la promozione e la sottoscrizione di un Contratto di fiume per il fiume Chiese, sviluppando anche i cinque punti esposti nel documento programmatico dei comuni di pianura, tenendo conto di quanto indicato in premessa, e stanziando anche le risorse economiche necessarie, nonché approfondimenti sull’applicazione del deflusso ecologico per il tratto sub lacuale del fiume Chiese;
2. ad affrontare in modo organico, con i comuni territorialmente interessati delle province di Brescia e di Mantova, la gestione delle acque del bacino lago di Idro – fiume Chiese e, sotto l’aspetto della sicurezza idraulica, di tutti i comuni lacuali e dell’asta del Chiese, la salvaguardia ambientale dei territori e il miglior utilizzo della risorsa idrica e del suo risparmio, ove possibile, anche con metodi irrigui ad alta efficienza, prevedendo anche lo stanziamento di risorse economiche necessarie per eventuali progetti a sostegno sia delle aziende agricole che dei consorzi di bonifica;
3. a coinvolgere gli enti locali affinché promuovano, l’inserimento del “Cammino al passo del Chiese”, inserendolo nella Rete Escursionistica della Lombardia (REL), di cui alla legge regionale 27 febbraio 2017, n. 5, con la finalità di promuovere la conoscenza del patrimonio ambientale, paesaggistico e storico-culturale del bacino lago di Idro – fiume Chiese e di diffondere forme di turismo ecocompatibili”;

con riguardo alle possibili modalità di attuazione della risoluzione n. 54 i sindaci dei Comuni rivieraschi del lago d’Idro (Idro, Bondone, Anfo e Bagolino) e il presidente del Bacino Imbrifero Montano del Chiese hanno lanciato un appello in una logica di leale e reciproca collaborazione sul piano interregionale, rivendicando una maggiore attenzione alla risorsa idrica del lago d’Idro e mettendo in allarme l’opinione pubblica rispetto all’ipotesi di gestire i livelli del Lago d’Idro come se questo fosse un mero serbatoio, con un prelievo di acqua fino a 3,25 metri verticali al servizio del comparto agricolo della pianura medio alta orientale lombarda (Il lago d’Idro e la contesa dell’acqua – TGR Trento, 08 giugno 2022; Conferenza stampa presso il Castello di San Giovanni, Bondone – Vallesabbianews, 8 giugno 2022; I sindaci dell’Eridio “Mantenere i livelli per salvare il turismo”– Giornale di Brescia, 9 giugno 2022; Il contratto di fiume? Una scelta da rivedere – BresciaOggi, 9 giugno 2022; Mobilitazione per il Chiese e il lago d’Idro – L’Adige, 9 giugno 2022);

in data 6 giugno 2019 veniva presentata l’interrogazione 561/XVI Gestione idrica delle acque del fiume Chiese e del lago d’Idro e relative intese politiche tra i rappresentanti istituzionali degli enti territoriali coinvolti” con la quale, richiamando la disponibilità del Ministero dell’Ambiente della Legislatura XVII, si chiedeva di istituire un osservatorio interregionale sul lago d’Idro e il fiume Chiese aperto alle associazioni ambientaliste e agli enti locali;

in data 8 agosto 2019, l’assessore provinciale all’ambiente rispondeva all’interrogazione di cui sopra affermando, tra le altre cose, che la Provincia si rendeva disponibile a dare supporto agli organi istituzionali lombardi coinvolti nella tematica Lago d’Idro – fiume Chiese nonché a proseguire nell’azione coordinata per la gestione del bacino imbrifero e che la situazione collegata al coordinamento della concessione Alto Chiese con il lago d’Idro risultava ben accordata, sotto il profilo della gestione dei volumi idrici, perciò non si rendeva necessaria la costituzione di un ulteriore organismo quale il predetto osservatorio;

l’ordine del giorno 233/XVI “Monitoraggio del fiume Chiese e del lago d’Idro ai fini dell’elaborazione di un modello di sfruttamento idroelettrico sostenibile replicabile in altri bacini fluviali del Trentino” approvato il 29 luglio 2020 impegna la Giunta provinciale:
1. ad avviare una fase sperimentale di rilevazione, elaborazione e pubblicazione dei dati riguardo il monitoraggio dei parametri anche di funzionalità ecologica del fiume Chiese e del lago d’Idro con l’obiettivo di valutare un modello replicabile anche sugli altri corsi d’acqua e bacini idrografici del Trentino;
2. a promuovere uno schema di accordo di collaborazione tra Università degli studi di Trento e Università degli studi di Brescia per la validazione di un modello sperimentale orientato a migliorare la sostenibilità dello sfruttamento idroelettrico in presenza di utilizzi plurimi delle acque del fiume Chiese e del lago d’Idro;

dal momento che i punti di impegno del predetto ordine del giorno sono rimasti inattuati, per darne concreta attuazione nel dicembre 2020 l’interrogante ha elaborato la proposta di ordine del giorno n. 26/74-75-76/XVI Progetto di gestione del fiume Chiese” con la quale si proponeva di impegnare la Giunta provinciale a valutare la fattibilità della proposta progettuale sperimentale MoCh Modello di gestione del fiume Chiese in chiave idraulica ed ecologica”, la quale veniva formalmente allegata alla proposta di ordine del giorno. La proposta veniva tuttavia rigettata con parere negativo della Giunta provinciale;

con deliberazione della Giunta provinciale n. 647 del 15 maggio 2020 “Approvazione dell’atto organizzativo dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA) e conseguenti disposizioni organizzative”, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA) è divenuta la struttura tecnica di riferimento e coordinamento per le azioni in materia di cambiamenti climatici. In particolare APPA: a) promuove e sviluppa attività di ricerca di base e applicate, di formazione, di informazione e di educazione relativamente alla conoscenza e tutela dell’ambiente, del territorio e delle risorse naturali, nonché con riguardo ai cambiamenti climatici; b) svolge attività di coordinamento e di impulso tecnico-scientifico in ordine alle tematiche connesse ai cambiamenti climatici; presiede e dirige tavoli e osservatori di carattere provinciale sulle tematiche dei cambiamenti climatici;

con deliberazione della Giunta provinciale n. 1306 del 7 agosto 2021 “Approvazione del programma di lavoro “Trentino Clima 2021-2023” è stato stabilito:
1. di approvare il programma di lavoro “Trentino Clima 2021-2023”, allegato alla deliberazione, quale atto di indirizzo finalizzato ad adottare una Strategia Provinciale di Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici;
2. di individuare l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente quale soggetto responsabile del coordinamento e della realizzazione del programma “Trentino Clima 2021- 2023”;
3. di dare atto che le risorse necessarie alla realizzazione delle attività previste nel programma di lavoro “Trentino Clima 2021-2023” e indicate nella tabella “Stima del budget previsto” sono a carico del bilancio dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente;

il 12 gennaio 2021 l’APPA e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento hanno siglato il Protocollo d’intesa n.racc 3/2020 per attività di ricerca e di studio in campo ambientale. Il protocollo siglato tra APPA e UNITN/DICAM ha lo scopo di attuare forme di collaborazione nel campo della ricerca e studio nei seguenti ambiti:
a) studio degli elementi dell’ambiente fisico, i fenomeni di inquinamento, le condizioni generali e di rischio dell’ambiente con particolare riferimento alla qualità dell’aria, dell’acqua, all’inquinamento acustico e da agenti fisici anche mediante modellistica e applicazione di metodologie innovative;
b) tecnologie, prodotti e sistemi di produzione e di controllo innovativi;
c) aspetti ambientali nella pianificazione di settore e in generale nella valutazione strategica;
d) tecnologie ecologicamente efficienti ed economicamente sostenibili e di prodotti a ridotto impatto ambientale;
e) cambiamenti climatici: l’analisi e lo studio di dati osservati, di scenari futuri di impatto e delle vulnerabilità, l’individuazione di azioni di mitigazione, di adattamento e di servizi climatici innovativi;

successivamente, con il provvedimento del dirigente dell’APPA n. 816 di data 9 novembre 2021, veniva autorizzata la collaborazione con il UNITN/DICAM per attività di ricerca e studio in materia di eutrofizzazione dei laghi ed in particolare per il progetto di ricerca “Sintesi degli studi sui cambiamenti climatici e i loro impatti ed elaborazione di scenari climatici di riferimento per il Trentino”. Tale collaborazione è disciplinata dall’Accordo attuativo “Attività di ricerca e studio in materia di cambiamenti climatici” stipulato ai sensi dell’articolo 3 del Protocollo d’intesa n.racc. 3/2020;

inoltre, in ordine al tema dell’interazione tra cambiamenti climatici e gestione sostenibile della risorsa idrica si ricorda che il Consiglio provinciale adottando l’ordine del giorno 322/XVI “Analisi sulla disponibilità della risorsa idrica sul territorio trentino e definizione di un piano strategico per la ripubblicizzazione dello sfruttamento delle acque pubbliche a fini idroelettrici” ha impegnato la Giunta provinciale a “ad articolare un’analisi prospettica riguardo alla disponibilità della risorsa idrica sul territorio della Provincia di Trento, anche in considerazione dei rilievi effettuati con il progetto di ricerca Hydro-CH2018 promosso dal National Centre for Climate Services della Confederazione elvetica”;

in relazione a quanto illustrato nei paragrafi precedenti risulta pacifico che anche la gestione sostenibile della risorsa idrica che scorre nel fiume Chiese è messa a rischio dai cambiamenti climatici e più in generale dallo sfruttamento della stessa tramite un mancato bilanciamento degli degli usi plurimi che incide pesantemente sugli equilibri sistemici del lago d’Idro e sull’asta fluviale dei territori trentino, bresciano e mantovano (vedasi petizione 25/XV del 21 febbraio 2018 “Salvaguardia ambientale delle risorse idriche dell’intero bacino del fiume Chiese e del lago d’Idro”);

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. quali siano le iniziative adottate in attuazione dell’ordine del giorno 233/XVI Monitoraggio del fiume Chiese e del lago d’Idro ai fini dell’elaborazione di un modello di sfruttamento idroelettrico sostenibile replicabile in altri bacini fluviali del Trentino” approvato il 29 luglio 2020;
  2. se nell’ambito delle iniziative adottate dalla Provincia in attuazione dell’ordine del giorno 233/XVI siano in programma azioni da promuovere in sinergia con APPA e con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento e l’Università degli studi di Brescia;
  3. se, tra le azioni promosse per assicurare l’attuazione dell’ordine del giorno 322/XVI “Analisi sulla disponibilità della risorsa idrica sul territorio trentino e definizione di un piano strategico per la ripubblicizzazione dello sfruttamento delle acque pubbliche a fini idroelettrici”, la Provincia abbia prodotto delle analisi specifiche sulle modalità attraverso le quali il cambiamento climatico potrà influenzare la disponibilità e la qualità delle acque nel bacino imbrifero del Chiese o se abbia intenzione di produrne;
  4. se, in considerazione dell’appello lanciato da parte dei sindaci dei comuni lacustri dell’Eridio e del presidente del Bim del Chiese, intenda intraprendere iniziative congiuntamente con la Regione Lombardia nella direzione indicata nell’ordine del giorno del Consiglio lombardo concernente la sottoscrizione di un contratto di fiume per il fiume Chiese (deliberazione n. XI/259), nella risoluzione concernente la tutela e valorizzazione del fiume Chiese e del lago d’Idro (deliberazione n. XI/2430) e nell’ordine del giorno 233/XVIe nell’ordine del giorno 233/XVI concernente il monitoraggio del fiume Chiese e del lago d’Idro;;
  5. se, in ragione dell’evoluzione degli impegni politici adottati in seno al consiglio regionale lombardo e dell’appello lanciato dai sindaci lacustri, intenda riconsiderare la proposta progettuale “Modello di gestione del fiume Chiese in chiave idraulica ed ecologica” allegata alla proposta di ordine del giorno n. 26/74-75-76/XVIProgetto di gestione del fiume Chiese”;

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Segue il testo integrale dell’interrogazione a risposta scritta 3849/XVI depositata l’11 luglio 2022 “Attuazione degli impegni contenuti nell’ordine del giorno 245/XVI “Progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale” e adeguamenti al piano triennale di Trentino Marketing 2022-2024

In data 22 marzo 2022 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la risoluzione 54 concernente “la tutela e valorizzazione del fiume Chiese e del lago d’Idro”(deliberazione n. XI/2430) che impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivare azioni per “tutelare il miglior uso della risorsa idrica del bacino lago di Idro – fiume Chiese e per approfondire l’applicazione del deflusso ecologico per il tratto sub lacuale del fiume Chiese. La risoluzione impegna inoltre la Giunta regionale a coinvolgere gli enti locali affinché promuovano, l’inserimento del “Cammino al passo del Chiese” nella Rete Escursionistica della Lombardia (REL) con la finalità di promuovere la conoscenza del patrimonio ambientale, paesaggistico e storico-culturale del bacino lago di Idro – fiume Chiese e di diffondere forme di turismo ecocompatibili”;

con riguardo alle possibili modalità di attuazione della risoluzione di cui alla deliberazione XI/2430 i sindaci dei Comuni rivieraschi del lago d’Idro (Idro, Bondone, Anfo e Bagolino) e il presidente del Bacino Imbrifero Montano del Chiese hanno lanciato un appello in una logica di leale e reciproca collaborazione sul piano interregionale, rivendicando una maggiore attenzione alla risorsa idrica del lago d’Idro e mettendo in allarme l’opinione pubblica rispetto all’ipotesi di gestire i livelli del Lago d’Idro come se questo fosse un mero serbatoio, con un prelievo di acqua fino a 3,25 metri verticali al servizio del comparto agricolo della pianura medio alta orientale lombarda. Secondo i sindaci infatti un prelievo d’acqua di tale portata rappresenterebbe un disastro per il comparto turistico del lago di Idro e dei paesi circostanti;

è di questi giorni la notizia della decisione della Regione Lombardia che ha imposto il rilascio di un metro di acqua dal lago d’Idro per l’irrigazione dei campi. Il sindaco di Idro, Aldo Armani, si è fortemente opposto alla decisione e ha scritto ai ministri della Transizione ecologica e della Salute, ma anche al prefetto di Brescia, al presidente di Regione Lombardia, al segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e al direttore dell’Agenzia interregionale per il fiume Po, chiedendo di evitare il “prosciugamento” del bacino. Oltre per i problemi di salute pubblica (nel 2018 una situazione simile portò al diffondersi della legionella), Armani è preoccupato anche per il comparto turistico, non appena l’acqua sarà prelevata infatti, il Comune dovrà bloccare la navigazione. Tuttavia la risposta giunta dal Mite non è stata confortante: “Si tratta di una decisione che è competenza delle autorità di bacino e dei consorzi locali” (Idro, siccità: “Prelievi acqua mettono a rischio la salute pubblica” – quibrescia.it, 28 giugno 2022);

anche la sindaca di Bondone, Chiara Cimarolli, ha espresso la sua preoccupazione per le sorti del lago di Idro, in particolare per il progetto della Bandiera Blu, riconoscimento che viene assegnato alle località balneari che soddisfano criteri di qualità relativi alle acque di balneazione, al turismo sostenibile, alla gestione dei rifiuti ed alla valorizzazione delle aree naturalistiche. La Bandiera Blu da sei anni viene riconosciuta al Comune di Bondone proprio per l’elevata qualità delle acque, tuttavia, una mala gestione delle acque ed un eccessivo sfruttamento del lago potrebbero compromettere in primis lo stato di salute del lago stesso e di conseguenza questo riconoscimento;

l’ordine del giorno 245/XVI “Progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale” approvato il 20 agosto 2020 impegna la Giunta a sostenere e promuovere un progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro, attraverso forme di collaborazione tra le APT e i soggetti giuridici pubblici e privati operanti nei territori lombardi confinanti, incaricati istituzionalmente della promozione di tali territori;

con la delibera giuntale n.125 del 4 febbraio 2022 è stato approvato il Piano triennale 2022-2024 di Trentino Sviluppo Spa al fine di finanziare le attività di promozione territoriale e di marketing turistico. Nella delibera si specifica: “Il Piano prevede inoltre, tra le attività non al momento finanziate e autorizzate, un’attività di comunicazione a favore del Fondo Comuni Confinanti. In particolare, con deliberazione n. 7 del 13 dicembre 2021, il Comitato paritetico del Fondo Comuni Confinanti (FCC), quale organismo statale/interregionale di cui all’art. 2, commi 117 e 117-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e s.m.i, ed all’Intesa da ultimo sottoscritta, tra gli enti coinvolti, in data 11 giugno 2020, ha previsto, per il proprio funzionamento, anche la realizzazione di un piano di comunicazione inerente le attività di competenza. Tale piano può essere predisposto attraverso la Società della Provincia autonoma di Trento, Provincia cui compete il coordinamento della Segreteria tecnica dello stesso Comitato, con il supporto di un apposito accordo fra le parti interessate e con copertura della relativa spesa a valere sulla quota parte di risorse finanziarie annuali del Fondo Comuni confinanti, secondo quanto previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e), punto 1), della predetta Intesa.”;

il 7 febbraio 2022 l’assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo, assieme ai vertici di Trentino Marketing, l’ad Maurizio Rossini e il presidente Gianni Battaiola, presentavano in conferenza stampa il Piano Triennale di Trentino Marketing 2022-2024 e le attività di promozione territoriale e marketing turistico;

nel corso della presentazione del Piano Triennale di Trentino Marketing, si specificavano “i punti di forza da valorizzare: l’offerta sicura e salutare proposta dal Trentino grazie agli spazi aperti e alla natura (e opportunamente valorizzata con la campagna “Respira, sei in Trentino”), la buona reputazione del territorio e il rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, la crescita di alcuni territori prima meno ricercati e ora diventati nuove mete di vacanza, la qualità della vita che in generale il Trentino offre anche a smart worker, migranti digitali oppure addirittura a nuovi residenti (Ok al Piano Triennale di Trentino Marketing. Failoni: strategico per lo sviluppo del Trentino – Ufficio stampa della Provincia, comunicato 311 del 7 febbraio 2022);

pur apprezzando i propositi e i punti di forza del piano si registra l’assenza di misure specifiche, sia in termini progettuali, sia in termini di risorse stanziate, per valorizzare le aree periferiche ed in particolare le aree che avrebbero bisogno di politiche pubbliche per lo sviluppo del territorio, di promozione territoriale e di marketing turistico da articolare e da realizzare in una logica interregionale e con strumenti che assicurino la compartecipazione degli enti locali di confine in una logica di reciprocità (vedasi a tal riguardo anche proposta di ordine del giorno 106/145/XVI del 27 giugno 2022 avente ad oggetto “Coinvolgimento degli enti locali nella gestione del fondo comuni confinanti”);

alla luce dell’assenza di misure specifiche per promuovere politiche pubbliche effettive ed efficaci a beneficio delle aree periferiche è pacifico che gli impegni contenuti ed approvati dal Consiglio provinciale con l’ordine del giorno 245/XVI per lo sviluppo turistico dell’area vasta del lago d’Idro non verranno attuati. Parimenti, le opportunità connesse alla risoluzione per la tutela e valorizzazione del fiume Chiese e del lago d’Idro approvata dal Consiglio regionale lombardo e alle richieste degli amministratori locali trentini e bresciani di salvaguardare il comparto turistico del lago di Idro e dei paesi circostanti non potranno essere colte;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. con che modalità intenda prevedere i necessari adeguamenti al Piano Triennale di Trentino Marketing 2022-2024 per fornire una risposta concreta agli amministratori della Valle del Chiese e per attuare gli impegni contenuti nell’ordine del giorno 245/XVI  “Progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale”;
  2. quali siano le iniziative in discussione in sede di Comitato paritetico del Fondo Comuni Confinanti per dare una risposta alle esigenze di rilancio dell’economia turistica dell’area di confine tra Valle del Chiese e Valle Sabbia e di salvaguardia del paesaggio e delle risorse naturali evidenziate dai sindaci dei comuni bagnati dal lago di Idro;
  3. se non ritenga promuovere la costituzione di un tavolo di confronto informale tra i comuni periferici trentini e bresciani al fine di individuare ed eventuale revisionare le priorità degli investimenti da realizzare con il Fondo Comuni Confinanti al fine di perseguire lo sviluppo sostenibile del territorio e la valorizzazione del paesaggio;

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