Sicor: giustizia è fatta, ora stabilire un percorso condiviso per definire la politica industriale trentina

La sentenza del giudice ha riportato la situazione della Sicor nell’alveo della legalità garantendo la tutela dei diritti e dell’attività sindacale all’interno della fabbrica. È un fatto importante che premia il coraggio e la determinazione dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali della Fiom, che non si sono arresi all’azione unilaterale messa in atto dalla dirigenza aziendale per comprimerne salari e diritti, magari inducendoli a scegliere un sindacato più disponibile verso i desiderata dell’impresa.

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Chiusura ex Isaf di Storo: la situazione dell’occupazione in Valle del Chiese è sempre più drammatica, la maggioranza la smetta di fare chiacchiere e metta in campo soluzioni per il lavoro!

L’annuncio della multinazionale americana Lincoln Electric di voler dismettere le sue attività a Storo nello stabilimento ex Isaf è l’ennesimo colpo al mondo del lavoro in Valle del Chiese. Stiamo parlando di una ditta che occupa circa 50 dipendenti che da un giorno con l’altro si ritroveranno senza mezzi per sostenere se stessi e le loro famiglie in base ad una decisione presa da dirigenti lontanissimi dal territorio sul quale la fabbrica è insediata, e con tutta evidenza solo in base a logiche di massimizzazione del profitto. In questo momento è doveroso dare la massima solidarietà ai dipendenti dell’ex Isaf, ma lo è ancora di più mettere in campo soluzioni che consentano loro di poter continuare a lavorare, garantendo un futuro produttivo allo stabilimento sito nella zona industriale di Storo e ai lavoratori che lì sono impiegati.

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Approvata risoluzione del M5S per istituire un tavolo di confronto fra lavoratori, azienda e Istituzioni riguardo alla vicenda della Sicor di Rovereto e alla programmazione delle politiche industriali provinciali

Ieri il Consiglio provinciale ha approvato una proposta di risoluzione avanzata dal M5S trentino ma sottoscritta anche da molti altri Consiglieri provinciali riguardo alla vicenda della Sicor di Rovereto, importantissima sia per ciò che riguarda le ripercussioni sulle vite dei 174 dipendenti dell’azienda ma anche per ciò che potrebbe significare a livello generale per l’intero sistema trentino. Siccome crediamo che le parole siano importanti ma i fatti contino di più, non ci siamo limitati alla doverosa solidarietà verso i lavoratori di Sicor ma siamo andati oltre, proponendo ed ottenendo l’istituzione di un tavolo di discussione che coinvolga tutte le parti in causa, lavoratori, impresa e rappresentanze politico/istituzionali.

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Sicor, il Consiglio provinciale ascolti le parti in causa e intervenga!

La situazione che si è creata alla Sicor di Rovereto è grave, in primis per i lavoratori dell’azienda e per le loro famiglie, ma anche per le conseguenze sistemiche che accettare i comportamenti unilaterali dell’impresa produrrebbe per l’intero sistema trentino. La politica provinciale non può restare inerte dando l’idea di tenere bordone a chi lavora per cancellare accordi e diritti, per di più senza una giustificazione che non sia la massimizzazione del profitto.

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Sicor, situazione grave. Solidarietà ai lavoratori, convocare quanto prima il Consiglio provinciale e incontrare i sindacati

Con scelta unilaterale la dirigenza della ditta Sicor di Rovereto ha annunciato ai sindacati la disdetta del contratto nazionale dei metalmeccanici. Si tratta di una decisione che appare arrogante e incomprensibile, se non alla luce della volontà di far saltare il banco nella convinzione di poter fare qualsiasi cosa senza ripercussioni, tanto più che essa è susseguente alla disdetta, anch’essa unilaterale da parte dell’impresa, degli accordi aziendali interni.

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