Approvata risoluzione del M5S per istituire un tavolo di confronto fra lavoratori, azienda e Istituzioni riguardo alla vicenda della Sicor di Rovereto e alla programmazione delle politiche industriali provinciali

Ieri il Consiglio provinciale ha approvato una proposta di risoluzione avanzata dal M5S trentino ma sottoscritta anche da molti altri Consiglieri provinciali riguardo alla vicenda della Sicor di Rovereto, importantissima sia per ciò che riguarda le ripercussioni sulle vite dei 174 dipendenti dell’azienda ma anche per ciò che potrebbe significare a livello generale per l’intero sistema trentino. Siccome crediamo che le parole siano importanti ma i fatti contino di più, non ci siamo limitati alla doverosa solidarietà verso i lavoratori di Sicor ma siamo andati oltre, proponendo ed ottenendo l’istituzione di un tavolo di discussione che coinvolga tutte le parti in causa, lavoratori, impresa e rappresentanze politico/istituzionali.

Il “caso Sicor” ha dato luogo a moti spontanei di solidarietà e a vere e proprie proteste organizzate da parte delle maestranze di tantissime altre ditte attive in Trentino. Da quando è partita la mobilitazione, cioè dal 20 di luglio, hanno scioperato: la Pama, la Metalsistem, la Bonfiglioli, la Sapes di Storo e Condino, la Mcs di Ala, la Dana di Rovereto e Arco, la Almax di Mori, la San Carlo Snacks di Lavis, la Luxottica, la Mariani, la Twt, la Demanincor di Spini di Gardolo, la Siemens di Spini di Gardolo, l’Ebara di Cles e la Meccanica del Sarca di Pietramurata. Oltre a ciò molti dipendenti di queste imprese hanno raccolto fondi in favore dei colleghi della Sicor. Si segnalano ad esempio le azioni in questo senso portate avanti dai lavoratori di Pama, Metalsistem, Bonfiglioli, Trentino Digitale e Gpi.

Come si vede un movimento imponente e una partecipazione collettiva d una battaglia che è a ragione sentita come comune per tutti i lavoratori del comparto metalmeccanico, che sanno bene che se le scelte unilaterali della proprietà Sicor sulla disdetta dei contratti aziendali e nazionali dovessero essere avallate potrebbero venire presto replicate su tutto il territorio provinciale, scatenando una stagione di conflitto fra lavoratori e parti datoriali che oggi più che mai è necessario evitare.

Messa bene in chiaro quale sia la posta in gioco, dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte come ha cercato di fare in Consiglio l’assessore Spinelli serve davvero a poco (qui la relazione presentata all’aula il 19.10.2020). Bisogna guardare ai fatti e dire la verità, e i fatti dicono inequivocabilmente che questa primavera, praticamente di punto in bianco, la nuova proprietà di Sicor ha deciso in maniera unilaterale di far saltare gli accordi vigenti sulla contrattazione aziendale (superminimi, ecc), e lo ha fatto senza avere una giustificazione economica alle spalle (i conti dell’impresa sono buoni). Una scelta simile diventa comprensibile solo nell’ottica del “tirare la corda” nella convinzione di avere le spalle coperte per poter agire in questa maniera. Posta di fronte alle proteste dei dipendenti l’impresa non solo non ha cercato il dialogo ma anzi ha rincarato la dose, rinnegando anche il contratto nazionale dei metalmeccanici (permessi per malatti, banca ore, straordinari, etc.) proprio nell’imminenza dell’elezione dei nuovi rappresentanti dei lavoratori. Come ha dovuto ammettere lo stesso Spinelli, a oggi l’impresa appare decisa a continuare con questo atteggiamento. A mio avviso invece deve essere chiaro come oggigiorno in Europa non sia accettabile agire con lo stile dei “padroni del vapore” di inizio ‘900.

Si può e si deve arrivare a una soluzione e perché ciò avvenga è necessario che le parti stabiliscano dei contatti con la mediazione delle Istituzioni, che lo diciamo a scanso di equivoci, dovrà essere imparziale nei fatti e non solo nelle dichiarazioni di facciata. La nostra proposta che ha portato all’istituzione di un tavolo di confronto va dunque in questa direzione, nella consapevolezza che sarà necessario vigilare affinché la situazione possa risolversi senza scatenare conseguenze nefaste per tutto il sistema industriale trentino e per la vita di decine di migliaia di famiglie.

La questione del tavolo di confronto non si limita comunque alla Sicor (il cui approfondimento specifico deve essere fatto in una seduta apposita in Seconda commissione) ma deve essere estesa anche ad altri temi decisivi, su tutti l’implementazione delle politiche di decarbonizzazione energetica nell’ottica del contrasto ai cambiamenti climatici e all’implementazione di strategie efficaci per contenere la diffusione della pandemia da Covid-19 nei luoghi di lavoro.

* * * * *

Proposta di risoluzione 32/21/XVI del 19 ottobre 2020 collegata alla Comunicazione della Giunta n. 21/XVI:

* le premesse sono state bocciate mentre il dispositivo è stato approvato con un emendamento che trovate a piè di pagina

“Politiche provinciali nel comparto industriale, a partire dalla crisi di un’azienda roveretana”

A partire dall’inizio dell’estate 2020 in Trentino è esploso il cosiddetto “caso Sicor”. Il riferimento è ad una ditta metalmeccanica, la Sicor Spa di Rovereto, la cui proprietà ha dapprima cancellato unilateralmente il contratto aziendale dei lavoratori e, verso fine settembre 2020, con le stesse modalità unilaterali ha effettuato il recesso anche dal contratto nazionale dei metalmeccanici. Modalità decisionali, all’apparenza non supportate da motivazioni economiche, che hanno scatenato la protesta non solo dei 174 dipendenti di Sicor ma anche scioperi di solidarietà da parte di gran parte delle maestranze impiegate nel comparto metalmeccanico della Provincia di Trento;

data la situazione appare del tutto doveroso esprimere solidarietà ai lavoratori del comparto metalmeccanico. Andando però oltre il caso specifico rappresentato dalla vicenda Sicor, si ritiene che le modalità di azione scelte dall’azienda rappresentino una minaccia per il modello economico/sociale provinciale, poiché, qualora venissero replicate da altre imprese, è facile prevedere che si andrebbe a verificare un dilagare del conflitto fra le maestranze e le parti datoriali, con conseguenti inevitabili e gravi ricadute negative per l’intero “modello trentino”;

le minacce sopra delineate si assommano alla già difficile situazione generata dalla perdurante pandemia da Covid 19, che ormai da quasi un anno sta causando pesanti danni sia dal punto di vista della salute dei cittadini che di conseguenza dal punto di vista economico;

le modalità di diffusione del virus e le azioni richieste per mitigarne gli effetti e garantire la sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro anche da un punto di vista sanitario (distanziamento sociale, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, verifica costante delle condizioni di salute degli individui esposti a rischio contagio, tracciamento dei contatti in presenza di casi di malattia verificati, ecc) comportano, o dovrebbero comportare, conseguenze concrete sui modelli produttivi pre-pandemici che vanno modificati in modo da tener conto della realtà contingente in modo da contemperare il diritto alla salute con il mantenimento di un apprezzabile livello di competitività da parte delle attività economiche;

una terza questione di grande rilievo che investe il nostro modello economico/sociale riguarda la lotta ai cambiamenti climatici e i conseguenti accordi in sede nazionale e internazionale per ridurre le emissioni di gas serra e la dipendenza da fonti energetiche di origine fossile, di recente sostanziatisi negli accordi sul “Green Deal Europeo” e sull’impiego di gran parte dei fondi previsti all’interno del cosiddetto “Recovery Fund” che porterà al nostro Paese circa 209 miliardi di euro tra contributi a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato;

alla luce dei succitati accordi e degli impegni conseguenti, è del tutto chiaro come siano necessarie una seria pianificazione e la massima condivisione di tutte le parti sociali e degli operatori economici affinché si riesca a superare l’attuale paradigma energetico, impiegando correttamente ed efficientemente le risorse che saranno messe a disposizione per questo scopo;

a fronte di quanto sin qui delineato appare chiara la necessità di stabilire un orizzonte ben definito in base al quale orientare l’azione strategica del settore industriale trentino nel prossimo quinquennio, al tempo stesso definendo nuove politiche di incentivo, basate sulla massima collaborazione e condivisione fra lavoratori, parti datoriali e componenti politico/istituzionali, al fine di concertare e rendere efficace l’implementazione delle azioni necessarie a superare in maniera positiva le sfide che già oggi si stagliano di fronte al nostro sistema economico/sociale;

tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

a convocare un tavolo di confronto allargato alle rappresentanze sindacali, datori di lavoro e rappresentanti politico/istituzionali per definire un percorso per discutere degli obiettivi strategici della politica industriale trentina alla luce (1) del contrasto efficace alla pandemia da Covid 19, (2) della necessità di implementare le politiche e le azioni necessarie a ridurre l’impiego di fonti di energia di origine fossile e (3) del mantenimento di un confronto corretto e positivo fra i lavoratori dell’industria trentina e le parti datoriali salvaguardando sia l’occupazione che il salario (IMPEGNO APPROVATO CON L’EMENDAMENTO CHE SEGUE)

Alex Marini e altri: Paolo Ghezzi, Lucia Coppola, Sara Ferrari, Giorgio Tonini, Luca Zeni, Alessandro Olivi, Alessio Manica, Ugo Rossi, Piero De Godenz, Michele Dallapiccola

* * * * *

Qui l’emendamento al dispositivo come approvato dall’Aula:

*******

Qui la relazione dell’assessore Spinelli sulla vicenda Sicor:

2 Replies to “Approvata risoluzione del M5S per istituire un tavolo di confronto fra lavoratori, azienda e Istituzioni riguardo alla vicenda della Sicor di Rovereto e alla programmazione delle politiche industriali provinciali”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...