Sicor: giustizia è fatta, ora stabilire un percorso condiviso per definire la politica industriale trentina

La sentenza del giudice ha riportato la situazione della Sicor nell’alveo della legalità garantendo la tutela dei diritti e dell’attività sindacale all’interno della fabbrica. È un fatto importante che premia il coraggio e la determinazione dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali della Fiom, che non si sono arresi all’azione unilaterale messa in atto dalla dirigenza aziendale per comprimerne salari e diritti, magari inducendoli a scegliere un sindacato più disponibile verso i desiderata dell’impresa.

Per quel che riguarda la politica e le istituzioni consiliari invece, il risultato è stato pessimo. La maggioranza ha speso tante parole ma poi s’è rifiutata di affrontare il problema nella commissione consiliare competente, lavandosi le mani di fronte ai problemi dei lavoratori. Con questo comportamento sono stati spalleggiati di fatto i comportamenti antisindacali della proprietà. L’assessore dovrà ora convocare un tavolo di confronto allargato a rappresentanze sindacali, datori di lavoro e rappresentanti istituzionali per definire un percorso per discutere degli obiettivi strategici della politica industriale trentina. Ciò non è più procrastinabile, anche considerando la situazione generale in cui versiamo e che richiede contrasto efficace della pandemia da Covid 19, impiego ottimale delle risorse del Recovery Fund per la transizione ecologica e digitale e mantenimento di un confronto corretto e positivo fra i lavoratori dell’industria trentina e le parti datoriali, salvaguardando occupazione, salari e competitività.

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Segue testo dell’Interrogazione n. 2092/XVI del 29 dicembre 2020 a risposta scritta:

“Azioni promosse dalla Provincia autonoma di Trento per favorire il confronto tra consiglieri, lavoratori e proprietà della Sicor Spa”

nelle date 7 agosto 2020 e 21 settembre 2021 la delegata della Fiom Cgil del Trentino Aura Caraba, tramite comunicazioni formali chiedeva di incontrare i membri del Consiglio provinciale, rispettivamente per riportare alla rappresentanza politica della provincia di Trento i fatti che si stavano verificando presso l’azienda Sicor Spa di Rovereto;

il 25 settembre 2020, a seguito della manifestata volontà di disdetta unilaterale del contratto collettivo nazionale da parte della proprietà dell’azienda, i lavoratori della Sicor Spa manifestavano in piazza Dante a Trento di fronte al palazzo della Provincia autonoma di Trento:

in considerazione della mancanza di risposte politiche alle richieste avanzate dalla delegata della Fiom Cgil e della manifestazione dei lavoratori del 25 settembre, ai sensi dell’articolo 57 del Regolamento interno del Consiglio, l’interrogante chiedeva di convocare una seduta della Seconda commissione al fine di organizzare una serie di audizioni per raccogliere elementi conoscitivi in ordine alla vicenda. Nel caso di specie si chiedeva di invitare in commissione i seguenti soggetti: rappresentanza del consiglio di amministrazione di Sicor Spa; rappresentanza sindacale costituita dai delegati e dai componenti della RSU di Sicor Spa; sindaco (o assessore competente) del Comune di Rovereto per una valutazione sugli effetti socio-economici rispetto al contesto locale; assessore provinciale competente; rappresentante di Trentino Sviluppo al fine di illustrare le misure adottate in passato a favore di Sicor Spa;

con il passare delle settimane la gravità del deterioramento delle relazioni industriali alla Sicor Spa è andata via via intensificandosi tanto che i comportamenti antisindacali denunciati dai lavoratori sono arrivati sul tavolo del giudice del tribunale civile di Rovereto, mentre l’amministratore dell’azienda sta sottoponendo ai dipendenti il contratto collettivo nazionale Cisal-Anpit in sostituzione del contratto dei metalmeccanici (La Sicor verso la disdetta del contratto nazionale. Lo denuncia la Cgil – TgR Trento, 22 dicembre 2020);

il 19 ottobre 2020 si svolgeva la comunicazione della Giunta 21/XVI “Politiche provinciali nel comparto industriale, a partire dalla crisi di un’azienda roveretana”. In quell’occasione l’assessore Achille Spinelli, nella relazione illustrata in aula, affermava che la Provincia non si sarebbe sottratta a fornire la propria assistenza alla trattativa tra proprietà e lavoratori dell’azienda. Dichiarava altresì che la Provincia non aveva intenzione di assecondare decisioni che avrebbero impattato negativamente sulle condizioni di benessere dei lavoratori ma che allo stesso tempo non avrebbe potuto ignorare le istanze che provenivano dal tessuto produttivo di avviare trattative che corredassero maggiormente i fattori di efficienza e produttività con i premi al lavoro. Dichiarava infine la piena disponibilità della Provincia ad accompagnare le politiche di riorganizzazione aziendale con gli strumenti della legge provinciale 6/1999 e anche con i vari strumenti di supporto gestiti da Trentino Sviluppo;

al termine della comunicazione veniva approvata la risoluzione 20/XVI “Creazione di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e datoriali per discutere gli obiettivi strategici della politica industriale trentina” per impegnare la Giunta provinciale a convocare un tavolo di confronto allargato alle rappresentanze sindacali, datori di lavoro e rappresentanti politico/istituzionali per definire un percorso per discutere degli obiettivi strategici della politica industriale trentina alla luce: a) del contrasto efficace alla pandemia da Covid-19; b) della necessità di implementare le politiche e le azioni necessarie a ridurre l’impiego di fonti di energia di origine fossile; c) del mantenimento di un confronto corretto e positivo fra i lavoratori dell’industria trentina e le parti datoriali con l’obiettivo di salvaguardare sia l’occupazione che il salario;

il dispositivo della risoluzione aveva un respiro ampio, ma allo stesso tempo era ovvio a tutti come il riferimento al caso di Sicor Spa non fosse secondario, visto e considerato che la proposta di risoluzione nasceva proprio dalla discussione avvenuta in aula sulle criticità relative alle relazioni industriali presso l’azienda roveretana che produce argani riduttori e motori gearless per impianti ascensoristici;

a distanza di più di tre mesi dalle richieste di convocazione di un incontro con la rappresentanza politica da parte dei lavoratori non vi sono stati mutamenti positivi della situazione ma, al contrario, la stessa è in costante peggioramento. Di fronte a un simile scenario, la percezione collettiva è che la politica non si sia dimostrata particolarmente ferma. Se deve essere chiarito quali siano state le iniziative messe in campo dall’esecutivo e dalla controllata Trentino Sviluppo rispetto ai comportamenti della proprietà aziendale, è invece ancora da pianificare la seduta della Commissione consiliare competente richiesta formalmente dall’interrogante il 25 settembre scorso ai sensi del regolamento e al fine di ascoltare gli attori protagonisti della vicenda e gli enti interessati;

infine la stampa locale riporta che, a seguito di una denuncia presentata dalla Fiom-Cgil, il giudice del lavoro Michele Cuccaro ha condannato Sicor per condotta antisindacale, stabilendo che Sicor non può disdire in autonomia il contratto collettivo nazionale, che ad avviso del giudice può essere disdetto prima della sua scadenza solo dalle parti che lo hanno sottoscritto, cioè, nel caso di specie le organizzazioni sindacali da un lato e la Federmeccanica dall’altro (Sicor, salvo il contratto nazionale – L’Adige – 29 dicembre 2020);

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se intenda sollecitare la convocazione della commissione consiliare competente per illustrare le azioni promosse dalla Provincia negli ultimi mesi e per favorire un confronto tra consiglieri, rappresentanza dei lavoratori e proprietà della Sicor Spa;
  2. se intenda formalizzare e rendere pubblica una posizione chiara e inequivocabile da parte della giunta provinciale in merito alla vicenda Sicor, la quale tenga conto della condanna per condotta antisindacale comminata all’impresa dal giudice del lavoro

quali sono i provvedimenti di competenza adottati in attuazione della risoluzione 20/XVI al fine di costituire il tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e datoriali per discutere gli obiettivi strategici della politica industriale trentina anche in considerazione della pandemia Covid-19, della transizione ecologica e del mantenimento di relazioni industriali virtuose;

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