Generazioni future. Al via la trattazione del disegno di legge per la riforma del Consiglio dei giovani della Provincia di Trento

Oggi, lunedì 17 ottobre la Quarta commissione permanente del Consiglio provinciale prenderà avvio l’iter di trattazione del disegno di legge 158/XVI per riformare il Consiglio provinciale dei giovani

Il fine è di rendere questa struttura più trasparente e più incisiva nei processi decisionali che riguardano il territorio della Provincia di Trento ma anche di porre maggiore attenzione ai bisogni e alle esigenze delle generazioni future nella definizione delle politiche pubbliche provinciali. I giovani sono sotto rappresentati nelle sede istituzionali e spesso sono esclusi anche dal processo elettorale oltre che dal dibattito che li riguarda. È pertanto necessario trovare degli strumenti più adeguati affinché il loro pensiero e le loro idee possano essere tenute in considerazione dalla politica, anche attraverso la creazione di canali per aprire un dialogo intergenerazionale, parlando un linguaggio comprensibile e dando voce alla loro idea e visione di futuro.

Il disegno di legge che abbiamo formulato e che verrà trattato non ha l’ambizione di offrire una soluzione definitiva al problema dello scarso coinvolgimento dei giovani e dei loro bisogni nei processi decisionali. Il proposito è invece quello di mettere al centro del dibattito alcune questioni relative alla rappresentanza dei giovani e agli strumenti per veicolare le loro idee e le loro proposte nell’arena politica. L’auspicio è di dunque di aprire un dibattito sul ruolo dei giovani e delle generazioni future nel processo legislativo, nonché nell’articolazione dei piani di sviluppo e nella programmazione del nostro territorio. 

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In allegato:

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Segue la relazione illustrativa del disegno di legge di riforma del consiglio provinciale dei giovani

Nel dicembre del 2008 il consigliere provinciale Roberto Bombarda presentava il disegno di legge n.1/XIV “Istituzione del consiglio provinciale dei giovani” il cui proposito era di favorire il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani alla vita attiva della comunità trentina e di far tornare i giovani a vivere la politica come diritto-dovere di ogni cittadino per il bene della collettività, educando alla cittadinanza attiva ed alla solidarietà, sociale e intergenerazionale. L’obiettivo della proposta era dunque di individuare uno strumento nuovo per far fronte alla gerontocrazia e per creare occasioni per i giovani di essere protagonisti della scena politica consentendo loro di entrare nelle dinamiche interne alle istituzioni e di dire la loro sulle leggi in fase di formazione che li riguardano più direttamente.

Nel maggio del 2009 il Consiglio provinciale trovava il consenso e approvava la legge per istituire il consiglio provinciale dei giovani apportando una serie di modifiche al testo base della proposta. Dal 2009 ad oggi il disegno di legge ha subito una serie di modifiche: nel dicembre del 2009 si riconosceva al consiglio dei giovani la possibilità di promuovere gemellaggi con analoghi organismi di rappresentanza, con particolare riferimento alle iniziative sulla cittadinanza e la partecipazione dei giovani nell’Unione Europea; nel 2013 si introduceva il diritto di percepire il rimborso delle spese per poter partecipare alle attività del consiglio e veniva aumentata da diciotto a ventuno anni l’età massima per essere eletti nel consiglio; nel 2018 venivano ridefinite le funzioni del consiglio provinciale dei giovani riconoscendo all’organo il potere di formulare proposte in ordine alla predisposizione degli atti di programmazione provinciale riguardanti sia tematiche di interesse dei giovani sia tematiche di interesse generale; veniva inoltre ridefinita l’interazione tra il consiglio dei giovani e la cabina di regia prevista dalla legge provinciale sui giovani. Infine, veniva rivista la modalità di nomina e di composizione del consiglio provinciale dei giovani, prevedendo anche la presenza di membri provenienti dal mondo associazionistico giovanile e dall’università.

Come risulta dall’elenco delle modifiche apportate alla legge, nel corso degli anni il legislatore provinciale ha cercato di affinare la composizione ed il funzionamento del consiglio dei giovani allo scopo di attribuire compiti diversi e di estendere la partecipazione anche a giovani universitari e lavoratori ma comunque impegnati nella società civile. Tuttavia, nonostante le modifiche, le aspettative di coinvolgimento dei giovani all’attività istituzionale provinciale che erano contenute nel disegno di legge iniziale non sono state soddisfatte per via delle resistenze e della disattenzione del sistema istituzionale rispetto all’organo. Basti pensare che nei primi quattro anni della presente consiliatura si è svolta solo una seduta congiunta con il Consiglio provinciale. In ragione di questa perdurante impasse si ritiene pertanto necessario intervenire sull’impianto normativo per rendere più incisivi i meccanismi di funzionamento dell’organo e per favorire una più proficua interazione con Giunta e Consiglio provinciale.

Il presente disegno di legge si pone dunque lo scopo di assicurare nuovi funzioni e nuovi possibili canali istituzionali per far sentire la voce dei giovani nei luoghi istituzionali dell’autonomia trentina, non solo su base elettiva o rappresentativa ma anche consentendo l’attivazione di assemblee libere o estratte a sorte, minipublic, gruppi di lavoro e commissioni tematiche  per perseguire una partecipazione più ampia al dibattito pubblico e alle decisioni riguardanti i bisogni, le aspettative e le proposte che nascono dai giovani. In aggiunta ai giovani si propone di introdurre nella normativa che disciplina il consiglio dei giovani il concetto di “future generazioni”, al fine di favorire la piena attuazione dei principi sanciti dagli articoli 9 e 41 della Costituzione e di recepire a scala locale alcune delle proposte contenute nel documento “Youth ideas report for the Conference of the Future of Europe – 2021” e di quelle che verranno elaborate nei cosiddetti EYE ovvero l’Evento Europeo dei Giovani (EYE sta per European Youth Event), il quale riunisce migliaia di giovani provenienti da tutta l’Unione Europea e non solo, al Parlamento Europeo di Strasburgo, per pensare e condividere le loro idee sul futuro dell’Europa.

Illustrazione degli articoli.

Con l’articolo 1 si propone la modifica del titolo della rubrica della legge introducendo il concetto di “future generazioni” a fianco di quello dei giovani. Ci si richiama dunque implicitamente al principio sancito dall’articolo 9 della Costituzione, il quale è considerato in particolare in Agenda 2030 e nei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile in essa contenuti e che a livello locale è stato ripreso nella Strategia provinciale per lo Sviluppo Sostenibile approvata nel 2021.

All’articolo 2 si inserisce in legge la specifica riguardante il ruolo delle future generazioni in aggiunta a quello dei giovani seguendo la medesima logica espressa nel paragrafo precedente.

L’articolo 3 disciplina con maggiore dettaglio i poteri e lo spazio di manovra del consiglio dei giovani al fine aumentare l’effettività e l’efficacia delle funzioni che svolge e di coordinare la propria azione con quella del Consiglio provinciale anche in ordine alla predisposizione dei documenti programmatici provinciali. Garantisce la pubblicità dei pareri e delle proposte formulate dal consiglio dei giovani, disponendo la pubblicazione degli stessi sul proprio sito istituzionale. Aggiunge nuove materie di interesse specifico del consiglio dei giovani in considerazione dei mutamenti radicali che la nostra società sta affrontando ma rispetto ai quali le istituzioni provinciali non sono in grado di dare risposte all’altezza: diritto all’abitare; cambiamento climatico ed effetti sulla società umana e sull’ecosistema; tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni. Assegna in forma esplicita all’organo la possibilità di proporre e sollecitare Giunta e Consiglio la formulazione di iniziative legislative e l’attivazione di procedure referendarie su temi di interesse generale. Riconosce all’organo il diritto di indirizzare proposte anche alle comunità di valle e agli enti strumentali provinciali. Aggiunge infine la possibilità di proporre gemellaggi, convenzioni e protocolli di collaborazione con le associazioni e gli organismi che operano nell’ambito delle relazioni disciplinate dalla legge sugli emigrati trentini.

L’articolo 4 rivede le modalità di composizione del consiglio dei giovani, democratizzando la procedura di nomina dei componenti provenienti dal mondo dell’associazionismo. Introduce il principio della rotazione della carica del presidente. Assicura l’assistenza legislativa degli uffici del Consiglio provinciale e il diritto di accesso agli atti e alle informazioni in possesso della Provincia e del Consiglio.

L’articolo 5 disciplina le modalità con cui il consiglio dei giovani si rapporta con il Consiglio provinciale

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