La legge sul fondo trentino di solidarietà per le famiglie dei morti sul lavoro è discriminatoria e va cambiata

La Corte d’appello di Venezia ha confermato la condanna all’imprenditore che aveva spostato il corpo di Vitali Mardari, lavoratore moldavo deceduto nei boschi di Sagron Mis mentre operava in nero per conto di una ditta di taglio piante. Dal Trentino la famiglia di Vitali Madari non riceverà alcuna compensazione. Questo perché lui non era residente in Provincia e la legge che istituisce il fondo di solidarietà per le famiglie delle vittime sul lavoro discrimina fra morti di serie A (i trentini) e morti di serie B (tutti gli altri). Sulla questione il M5S ha stilato un’interrogazione, ma per risolvere davvero il problema servirebbe un intervento da parte della giunta, la quale però non pare particolarmente interessata al tema degli infortuni e delle morti sul lavoro

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Attività di febbraio 2022 – Newsletter n° 40

Il mese di febbraio del 2022 ce lo ricorderemo (purtroppo) come il mese dell’inizio della guerra in Ucraina, un macabro spettacolo al quale siamo costretti ad assistere con confusione, impotenza e una vena di indignazione per come la diplomazia internazionale prima non sia stata in grado di prevenire il conflitto e poi di gestire adeguatamente una crisi le cui cause erano latenti da anni per via dei grossi interessi delle grandi potenze imperiali e dell’alta finanza. Di fronte a una situazione così crudele, il M5S si è attivato mettendo a disposizione risorse accumulate con le restituzioni e predisponendo un vademecum per attivare la rete di solidarietà e per facilitare il contributo di imprese e cittadini che volessero fornire aiuti umanitari e donazioni in denaro a sostegno dei profughi ucraini.

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Emporio solidale a Rovereto. Idea da realizzare partendo dalle esigenze reali e dalle esperienze delle associazioni di volontariato

La crisi economico-sociale da Covid-19 ha messo in luce e acuito le criticità legate all’emarginazione sociale. Il sistema del welfare e il settore socio-assistenziale sono stati messi a dura prova ed hanno potuto superare questa fase solo grazie al lavoro congiunto delle Istituzioni con le associazioni di volontariato e alla solidarietà diffusa di molte famiglie trentine. È del tutto evidente come sia necessario ripartire dalle esperienze di collaborazione più virtuose e dalle interazioni già esistenti tra cittadini, pubblica amministrazione e organizzazioni di volontariato per programmare il sistema futuro, al fine di renderlo più resiliente e in grado di rispondere meglio alle esigenze dei più fragili. 

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Carta europea della disabilità: il Trentino faccia come la provincia di Bolzano

Nei giorni scorsi abbiamo depositato un’interrogazione per chiedere alla provincia di introdurre misure tecnologiche e concrete che permettano alle persone affette da disabilità di accedere con maggiore facilità ai servizi e alle agevolazioni a loro rivolte sul territorio provinciale. 

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Sicor: oltre ai diritti l’azienda punta a tagliare di 8 mila euro le retribuzioni ai dipendenti. Diciamo NO a chi vuol riportare il mondo del lavoro ai primi del ‘900!

Oggi la Commissione permanente affari produttivi del Consiglio provinciale ha accolto in audizione i rappresentanti dei lavoratori della Sicor Spa. C’era da affrontare la situazione conflittuale generata dal comportamento provocatorio e antisindacale della proprietà aziendale, assunto con la manifesta volontà di disapplicare in maniera unilaterale la contrattazione aziendale e il contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici. L’incontro era stato richiesto dal M5S il 25 settembre scorso ed era stato più volte sollecitato anche nei mesi precedenti. Il quadro uscito dall’audizione è, purtroppo, a tinte nerissime.

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Approvata risoluzione del M5S per istituire un tavolo di confronto fra lavoratori, azienda e Istituzioni riguardo alla vicenda della Sicor di Rovereto e alla programmazione delle politiche industriali provinciali

Ieri il Consiglio provinciale ha approvato una proposta di risoluzione avanzata dal M5S trentino ma sottoscritta anche da molti altri Consiglieri provinciali riguardo alla vicenda della Sicor di Rovereto, importantissima sia per ciò che riguarda le ripercussioni sulle vite dei 174 dipendenti dell’azienda ma anche per ciò che potrebbe significare a livello generale per l’intero sistema trentino. Siccome crediamo che le parole siano importanti ma i fatti contino di più, non ci siamo limitati alla doverosa solidarietà verso i lavoratori di Sicor ma siamo andati oltre, proponendo ed ottenendo l’istituzione di un tavolo di discussione che coinvolga tutte le parti in causa, lavoratori, impresa e rappresentanze politico/istituzionali.

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