Soglia affidamento diretto lavori pubblici. Quando si dice “fare un blitz”.

Giovedì 24 gennaio erano state programmate la discussione generale e la votazione in Prima commissione sul disegno di legge di iniziativa giuntale per la variazione alla legge finanziaria, la maggioranza ha ben pensato di fare una “sorpresa” a tutti arrivando con almeno una dozzina di emendamenti al testo di legge presentato nei giorni precedenti. Questo in origine presentava un testo chiaro, costituito da soli 9 articoli e 6 allegati, ma dopo il “blitz” si è trasformato in un disegno di legge modificato integralmente e composto da 15 articoli e 7 allegati.

Il nuovo testo, oltre ad essere stato completamente rinnovato, contiene anche modifiche a norme che poco hanno a che vedere con la legge di previsione del bilancio pluriennale. Si tratta di un vero e proprio decreto omnibus e in tal forma pare ricalcare in tutto e per tutto le peggiori pratiche parlamentari dei tanto esecrati ambienti politici romani.

Tra numerose novità legislative proposte all’interno del provvedimento spicca senza dubbio una modifica sostanziale al codice degli appalti provinciali. L’emendamento che l’ha introdotta ha di fatto recepito quanto approvato a livello nazionale nell’ultima legge finanziaria, ovvero la possibilità di affidare per via diretta (previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici) contratti per lavori pubblici di importo pari o superiore a 40,000 euro e inferiore a 150.000 euro.

La questione non è certo nuova per il M5S, tant’è che nelle settimane precedenti era stata presenta un’interrogazione per chiedere chiarimenti alla Giunta e per aprire un dibattito pubblico non solo riguardo alla modifica della soglia ma anche per discutere sulle misure da accompagnare al provvedimento.

La questione è la seguente: con la possibilità di affidare direttamente lavori per somme così ingenti pare il minimo che si apra la discussione in merito alle misure per il contenimento del rischio corruzione e alle regole da stabilire per garantire una turnazione equilibrata fra le imprese che si rivolgono alla stazione appaltante. Con le norme in vigore rimane inalterata la possibilità che venga favorita un’impresa rispetto ad un’altra, oppure che nella turnazione si considerino allo stesso modo imprese che ricevono l’una lavori per 2.000 euro e l’altra per 30.000 mila euro. Rimane pertanto attuale anche la discussione sull’opportunità di introdurre linee guida, al fine di assicurare una maggiore trasparenza delle procedure di assegnazione dei lavori pubblici e più in generale per effettuare la turnazione e i controlli necessari a ovviare alle criticità che potrebbero accentuarsi qualora il provvedimento proposto divenisse effettivo.

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