Cambiamenti climatici, quali sono gli effetti sulla salute delle persone?

Un esempio concreto di come il cambiamento climatico ponga problemi per la salute gli esseri umani? Le zecche, animali capaci di diffondere malattie pericolose, che con l’aumento delle temperature sono “a caccia” mesi prima del solito e con un raggio d’azione molto più ampio.

Come si apprende da un articolo pubblicato dal Corriere del Trentino (immagine a piè di pagina), stando alle rilevazioni del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach in Trentino le zecche sono già in attività e possono essere incontrate fra i 500 e i 1.500 metri di altitudine quando in passato non si spingevano oltre quota 1.000 metri. È un bel problema, perché oltre ad essere dolorosi i morsi delle zecche sono anche molto pericolosi, rischiando di trasmettere malattie come l’encefalite virale. Le zecche costituiscono dunque un problema sanitario a tutti gli effetti e la loro maggior diffusione deriva dai cambiamenti climatici. Per farvi fronte è opportuno vaccinarsi contro l’encefalite virale e se si va per boschi (specialmente quelli di nocciolo o di faggio) indossare abiti lunghi che lascino scoperta la minor quantità di cute possibile.

Questo è solo uno dei tanti esempi che si possono fare riguardo alle conseguenze negative dei cambiamenti climatici per la salute umana. Si tratta di un argomento che ho trattato un’interrogazione (testo integrale int. 131XVI a piè di pagina) presentata a fine dicembre ad oggi rimasta senza risposta.

Il tema è fondamentale e senza dubbio tornerò a trattarlo in futuro. Nel frattempo, quando ascoltate persone che dicono che i cambiamenti climatici non esistono o che tanto per l’umanità non cambia niente, fategli presente che non è affatto vero e se insistono chiedetegli se sono mai stati morsi da una zecca…

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20190328_zecche fuori stagione
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Interrogazione 131/XVIPolitiche della salute varate in Provincia in considerazione degli effetti prodotti dai cambiamenti climatici

nel mese di dicembre presso l’Istituto Superiore di Sanità si è svolta la prima conferenza internazionale dedicata a cambiamenti climatici e salute “I Simposio Health and Climate Change”;

la conferenza si è conclusa con l’adozione della Carta di Roma “agire sul clima per difendere la salute dei cittadini”. Il documento è stato sottoscritto dai più importanti esperti su salute e clima a livello globale, i quali, basandosi su evidenze scientifiche, hanno elencato una serie di raccomandazioni e azioni necessarie per contrastare e contenere i rischi sulla salute prodotti dai cambiamenti climatici;

i dati emersi hanno sottolineato la drammaticità della situazione: oggigiorno un milione di bambini nel mondo hanno problemi respiratori legati all’inquinamento atmosferico. In Italia essi causano il 12% dei ricoveri pediatrici; secondo l’OMS, circa 250 mila morti l’anno nei prossimi vent’anni saranno attribuibili, direttamente o indirettamente, al cambiamento climatico (fonte: https://healthclimate2018.iss.it/);

gli effetti dei cambiamenti climatici sulla vita e sulla salute umana sono devastanti, come del resto testimoniato dagli ultimi eventi estremi su scala globale. Solo a titolo d’esempio: nel novembre del 2018 in California due incendi hanno distrutto più di 15.000 abitazioni e causato la morte di quasi 100 persone, e ciò senza considerare i danni alla salute determinati dall’inquinamento; l’ondata di calore di inizio agosto 2003 in Europa causò circa 70.000 morti, di cui 15.000 solo in Francia dove il tasso di mortalità si alzò del +55% (dal 1° al 20 agosto);

tra le dichiarazioni più autorevoli espresse nel corso della conferenza si sono evidenziate quelle di Maria Neira, direttrice del dipartimento Salute pubblica e determinanti ambientali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (https://www.who.int/phe/en/) e di Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS);

Neira ha anticipato le tre linee d’azione che avrebbe poi presentato nel rapporto dell’OMS alla COP 24 di Katovice: «Dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili che causano il riscaldamento globale e l’inquinamento dell’aria, che poi entra nei nostri polmoni e nel nostro sistema cardiovascolare. La transizione energetica deve essere fatta al più presto possibile, nel nome della salute. In secondo luogo, la pianificazione urbanistica delle nostre città deve cambiare completamente, e deve essere fatta per gli umani, non per le macchine. Infine, noi che lavoriamo nel mondo della salute dobbiamo comunicare di più, spiegare ai pazienti le cause delle loro malattie, contribuendo a ridurle. Sono tre rivoluzioni e sono positive, possibili e urgenti» (Fonte: https://youtu.be/yRYJ9mT_jbM);

l’importanza dell’informazione è stata sottolineata anche da Ricciardi, il quale ha riportato l’allarme mondiale in cui ci si lamenta delle dichiarazioni generiche dei governi e dell’assenza di una cultura adeguata. A tal riguardo ha evidenziato l’importanza di accendere i riflettori sul legame tra clima e salute: «Molto spesso si ha consapevolezza dell’impatto dei cambiamenti climatici sull’ambiente, ma non si conosce quello sulla salute. Di fatto, il cambiamento climatico sta uccidendo le persone, soprattutto i bambini. Vogliamo lanciare un segnale di allarme e speriamo di convincere i governi e le persone che è necessario agire. Questo è un vero e proprio armageddon a fuoco lento, di cui non ci stiamo accorgendo, ma un grado in più può ucciderci tutti» (Fonte: https://youtu.be/k0PKlFpPgsg);

è pacifico che gli effetti del cambiamento climatico non riguardino solo gli eventi estremi ma anche l’esposizione ai fattori di rischio: aria inquinata, agenti infettivi e radiazioni solari. Anche nelle regioni del NordEst del Paese, l’aumento delle temperature medie e la diffusione di zanzare e zecche ha favorito la comparsa (o la ricomparsa) di malattie come ad esempio la malaria, la chikungunya, il dengue e altri virus come la meningite. Ciò ha reso palese la necessità di rafforzare e testare l’organizzazione delle strutture sanitarie deputate alle cure contro le malattie infettive e parassitarie, alle vaccinazioni, alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle malattie e, in generale, alla tutela dei rischi connessi con gli ambienti di vita, inquinamento ambientale e infortuni derivanti eventi atmosferici estremi ecc;

a livello più strettamente locale, la pianificazione strategica sanitaria si concretizza nel programma aziendale di sviluppo strategico dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS), mezzo ideato per definire le politiche della salute di alto livello, qualificare l’offerta e ampliare la capacità del sistema al fine di: I) analizzare i bisogni di salute della popolazione, II) identificare le priorità, III) perseguire i principi di appropriatezza nell’erogazione dei servizi e IV) garantire la responsabilizzazione sui risultati, anche nell’accezione di rendere conto delle scelte effettuate a tutti gli interessati, in primo luogo i cittadini.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della provincia per sapere

quali siano le politiche della salute varate per adattare l’offerta di servizi sanitari e socio-assistenziali in ragione dell’aggravamento degli effetti dell’esposizione ai fattori di rischio determinati dai cambiamenti climatici con particolare riferimento ad aria inquinata, agenti infettivi e radiazioni solari;

se, con che tempi e con quali modalità intenda aggiornare il programma di sviluppo strategico dell’APSS per adeguarlo alle raccomandazioni e ai suggerimenti dell’ISS e dell’OMS espressi in occasione del “I Simposio Health and Climate Change” e della COP24 di Katowice;

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