Depositata interrogazione per chiedere l’accertamento dei titoli professionali in possesso al deputato Sgarbi

Si è fatto e si fa giustamente un gran parlare della nomina di Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart, a tal riguardo c’è però un aspetto che forse avrebbe meritato maggior attenzione, l’utilizzo e la congruenza fra il titolo di professore ordinario attribuito e auto-attribuito a Sgarbi, e il curriculum vitae del parlamentare.

Il punto è molto semplice: ha diritto Sgarbi di fregiarsi del titolo di professore, e tanto più, di professore ordinario?

Il presidente Fugatti ne sembra convinto e come tale si riferisce a lui in una recente nota stampa. Sul sito della Camera dei Deputati in effetti Sgarbi si definisce “Professore ordinario di storia dell’arte moderna all’Università per Stranieri di Perugia”. A quanto risulta negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso Sgarbi ha tenuto alcune docenze universitarie. Inoltre, sulla stampa si possono trovare riferimenti alla sua nomina come, citiamo testualmente, “professore straordinario” in Storia dell’Arte moderna all’Università per Stranieri di Perugia. Nei medesimi articoli di stampa si parla però anche di un giallo riguardo a questo incarico. Nel 2017 Sgarbi aveva ottenuto un contratto triennale per insegnare Storia dell’Arte moderna alla “Stranieri” di Perugia, finanziato grazie a 320 mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Il 30 ottobre 2017 Sgarbi era presente, con tanto di toga, alla presentazione dell’anno accademico di quell’istituto (come capita con le celebrità c’era anche l’allora ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli), ma già tre giorni più tardi il contratto era stato dichiarato “nullo”. Motivo? A quanto raccontano i giornali, Sgarbi era anche dipendente (in aspettativa) del Mibact e la disciplina del pubblico impiego non consente di avere 2 incarichi simili contemporaneamente. Sempre le cronache riportano una serie di contatti fra il legale di Sgarbi e gli uffici interessati (sarebbe stato chiamato in causa persino l’ex ministro Franceschini), conclusosi con la nullità del contratto sottoscritto da Sgarbi e la promessa che avrebbe potuto firmare un nuovo contratto uguale al precedente qualora si fosse dimesso dal Mibact. È accaduto? Non lo sappiamo. Per quanto siamo riusciti a ricostruire però non ci pare che il nome di Sgarbi figuri nel novero dei professori dell’Università per Stranieri di Perugia, men che meno come ordinario.

Per quanto ne sappiamo per diventare professore ordinario servono requisiti stringenti che non ci pare Sgarbi possegga, e ci sorprende molto che sul sito della Camera dei Deputati egli si definisca tale. Pur non dubitando che egli abbia buone ragioni per attribuirsi questo titolo, visto che se per sventura quell’informazione non fosse vera si dovrebbe procedere con ulteriori accertamenti nelle sedi competenti, ci è sembrato necessario vederci chiaro e quindi abbiamo proposto un’interrogazione al Consiglio provinciale, che speriamo possa fugare ogni dubbio sulla figura di quello che è stato nominato a ricoprire il prestigioso incarico di presidente del Mart di Rovereto.

A questo proposito c’è anche una seconda incongruenza che vorremmo venisse dipanata: il curriculum vitae di Vittorio Sgarbi è stato depositato in prima commissione il 18 marzo 2019. Su di esso si può leggere che il deputato si sentiva già in carica, perché vi si trova testualmente riportato “È presidente del MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto”. Strano, perché a noi risulta che al 18 marzo 2019 il Mart fosse ancora presieduto da Ilaria Vescovi. Forse un errore dovuto al desiderio di mettersi al lavoro con solerzia? Chissà. Per quanto ci riguarda speriamo ci vengano fornite risposte dettagliate ed esaustive, capaci di sgomberare da ogni ombra la nomina di Vittorio Sgarbi a presidente del Mart, Istituzione pubblica che merita il massimo rispetto ed ogni possibile tutela.

* * * * *

Il testo integrale dell’interrogazione a risposta scritta presentata in Consiglio provinciale il 10 maggio 2019 – 476/XVI “Accertamento dei titoli professionali in possesso dell’On.Vittorio Sgarbi”

con la nota n.958 del 7 maggio 2019 l’ufficio stampa della Provincia riporta una dichiarazione del Presidente della Provincia tramite la quale si fa riferimento al deputato Vittorio Sgarbi riferendosi a lui con il titolo di “professore”;

sul sito della Camera dei Deputati il succitato Vittorio Sgarbi, nella dichiarazione delle cariche ricoperte e delle funzioni svolte da rendere entro trenta giorni dalla prima seduta della Legislatura XVIII (ovvero dalla data di proclamazione in corso di legislatura), si autoqualifica come Professore ordinario di storia dell’arte moderna all’Università per stranieri di Perugia;

in virtù della cosiddetta Riforma Gelmini, per poter accedere al ruolo universitario di professore ordinario e associato è necessario conseguire l’abilitazione scientifica nazionale, la quale si ottiene esperendo una procedura nazionale di valutazione per titoli bandita annualmente. I criteri di tale procedura sono stati stabiliti dal Decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011, n. 222 avente ad oggettoRegolamento concernente il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell’articolo 16 della legge 30 dicembre 2010, n. 240” per le procedure avviate nel 2012 e nel 2013 e successivamente con il Decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 7 giugno 2016, n. 120 avente ad oggetto Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari, nonche’ le modalita’ di accertamento della qualificazione dei Commissari, ai sensi dell’articolo 16, comma 3, lettere a), b) e c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e successive modifiche, e degli articoli 4 e 6, commi 4 e 5, del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95”;

nel sistema universitario italiano i ruoli accademici formalmente riconosciuti ammontano a 5, professore ordinario; professore associato; professore aggregato; professore a contratto; ricercatore universitario. Oltre a questi esiste anche la figura del professore emerito che si determina come un riconoscimento alla carriera ed è conferito ai docenti in quiescenza;

come dettagliato sopra, i professori ordinari e quelli associati sono assunti tramite concorso pubblico per accedere al quale devono dimostrare il possesso di precisi requisiti. I professori a contratto sono persone ritenute esperte in un determinato settore, reclutate per sopperire a precise esigenze didattiche e tramite selezione pubblica per soli titoli. Di norma il loro incarico dura per un anno accademico ed è rinnovabile. Il titolo di professore aggregato viene invece conferito a ricercatori a tempo indeterminato, agli assistenti dei professori assunti a termine, ai professori a contratto assunti a termine e ai tecnici con almeno 3 anni di insegnamento. Detto titolo dura fino all’esaurimento dei moduli loro affidati;

nella sezione di Wikipedia dedicata a Vittorio Sgarbi risulta che lo stesso, dopo aver ottenuto la laurea ed essere diventato ispettore della Soprintendenza ai beni storici e artistici in Veneto, “ha parallelamente insegnato per tre anni come professore a contratto all’Università degli Studi di Udine”;

sul sito dell’Università per Stranieri di Perugia in data 26 ottobre 2017 è stata pubblicata la seguente nota: Vittorio Sgarbi farà il suo ingresso nel corpo accademico togato di Palazzo Gallenga in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’Anno accademico 2017/2018 dell’Università per Stranieri di Perugia, che si terrà il 30 ottobre prossimo. Alla cerimonia d’inaugurazione presenzierà la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sen. Valeria Fedeli ed una rappresentanza dei rettori dell’Università italiana e del corpo diplomatico. Nel corso della cerimonia verranno consegnati i sigilli dell’università per Stranieri a Francesco Rutelli per il cinema italiano, a Inge Feltrinelli per l’editoria, e ad Andrea Pontremoli per l’alta tecnologia legata all’italian style”;  

sul quotidiano Il Messaggero, il 1° novembre 2017, compare l’articolo intitolato Sgarbi prof all’Università per Stranieri di Perugia ma è giallo sul contratto”. Nell’articolo si riporta quanto segue: […] … Ma neanche 48 ore dopo gli uffici della Stranieri hanno scritto al neo prof dichiarando nullo il suo contratto: «Perché incompatibile con l’incarico di dipendente (in aspettativa) del Ministero dei Beni culturali». Il contratto da “professore straordinario” era stato firmato un paio di giorni prima, sulla scrivania del rettore Giovanni Paciullo: contratto triennale coperto interamente con uno stanziamento ad hoc della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e decreto del rettore a suggellare l’accordo”;

sempre sul quotidiano Il Messaggero, in data 03.11.2017 viene pubblicato un secondo articolo dal titolo Sgarbi, professore alla Stranieri di Perugia ma dopo le dimissioni”. Vi si riporta che:[…] Sgarbi aveva firmato il contratto da professore straordinario all’Università per Stranieri lo scorso 27 ottobre nello studio del rettore Giovanni Paciullo. Un contratto triennale per insegnare Storia dell’Arte moderna, finanziato con 320mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Tre giorni dopo, il 30 ottobre, ecco il critico d’arte presente alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico della Stranieri, in prima fila, con la toga, accanto al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Ma l’indomani il direttore generale dell’ateneo invia una pec a Sgarbi e al suo avvocato dichiarando «nullo» il contratto. Il motivo è la disciplina del pubblico impiego che impedisce di essere dipendenti contemporaneamente di due enti. Non si può essere professore universitario a Perugia e dipendente – anche se in aspettativa – del Mibact. Seguono telefonate, lettere, interpretazioni. Sgarbi ha raccontato al Messaggero di avere chiamato anche il ministro Franceschini. Ieri la soluzione: nullo il contratto firmato sulla scrivania del rettore Paciullo, come sostenuto dal direttore dell’Ateneo Nicoletti. Sgarbi dovrà dimettersi dal Mibact e poi potrà firmare un nuovo contratto – alle stesse condizioni – con la Stranieri”;

nell’elenco dei curricula dei docenti impiegati presso l’Università per Stranieri di Perugia pubblicato sul sito istituzionale dell’ateno non figura il nome di Vittorio Sgarbi in nessuna delle categorie ivi rappresentate: professori ordinari, professori associati, professori a contratto, professori affidatari o ricercatori universitari;

a quanto è stato possibile ricostruire, il nome di Vittorio Sgarbi non figura neppure nell’elenco Docenti: contatti e orari di ricevimento” della succitata Università per Stranieri di Perugia;

con riferimento a quanto illustrato nei due paragrafi precedenti, è forse possibile che l’assenza del nominativo di Sgarbi sia dovuta al fatto che dopo la sua elezione a parlamentare egli possa essere stato obbligato ad andare “in fuori ruolo” (se di ruolo) ovvero sospendere l’incarico (se di incarico si tratta), non è stato però possibile verificare la sussistenza di queste ipotesi;

fra gli insegnamenti proposti dall’Università per Stranieri di Perugia, all’interno del Corso di Laurea in Lingua e Cultura Italiana, figura quello di “Storia dell’arte contemporanea e tradizione del Moderno”, tuttavia detto insegnamento pare essere affidato ad una persona che non è Vittorio Sgarbi. Oltre ad esso, fra gli insegnamenti proposti dall’Università per Stranieri di Perugia non è stato possibile trovare altri riferimenti a corsi di Storia dell’Arte moderna;

nel curriculum vitae di Vittorio Sgarbi depositato in Prima Commissione (prot. CPTN/A/18/03/2019-0004133) ed esaminato in data 04.04.2019 ai fini dell’approvazione del parere sulla nomina nel consiglio di amministrazione del MART si menzionano delle docenze universitarie senza però specificare a che titolo queste sono state tenute: Storia della fotografia presso l’Università di Bologna (1974-1978) e Storia delle tecniche artistiche presso l’Università di Udine (1984-1988);

nel medesimo curriculum vitae, nella sezione “Attività lavorative, esperienza professionali, incarichi, svolti a vario titolo nell’ambito dei beni culturali” il deputato Sgarbi afferma: È presidente del MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto”. A tal riguardo si rileva che a far data il 18.03.2019 il presidente del MART fosse Ilaria Vescovi come si può apprendere anche dalla sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale del Museo anche in data odierna. A conferma di ciò anche la risposta negativa alla richiesta n. prot. 153094 dd 7 marzo 2019 di rilascio di copia digitale degli atti e relativi allegati inerenti le sedute di Giunta relativamente alla nomina di Vittorio Sgarbi nel consiglio di amministrazione del MART;

ancora in data 5 maggio 2019 lo stesso Vittorio Sgarbi, in un articolo del quotidiano L’Adige del 05.05.2019, in relazione alla sua volontà di mettersi al lavoro come presidente del Mart di Rovereto dichiarava testualmente «Ma le amministrazioni pubbliche, evidentemente anche da voi in Trentino, sono bizantine, ed io devo essere ancora formalmente “attivato”»;

nella nota informativa del 7 maggio 2019 (prot. PAT/A043-289340) del Presidente della Provincia al Consiglio provinciale  in applicazione della legge provinciale 10/2010 in materia di nomine e designazioni di competenza della Giunta si specifica che la nomina del deputato Sgarbi quale Presidente del consiglio di amministrazione troverebbe giustificazione nell’indiscussa esperienza maturata dallo stesso quale critico d’arte di fama internazionale, docente universitario, per gli incarichi rivestiti quale amministratore pubblico e per le attività svolte a vario titolo nell’ambito dei Beni culturali”;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se la Provincia sia a conoscenza della tipologia contrattuale e degli incarichi di docenza affidati a Vittorio Sgarbi presso l’Università di Bologna e presso l’Università di Udine negli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso;

  2. se, anche in considerazione della discordanza tra le informazioni pubblicate nella dichiarazione riportata sul sito delle Camera e quelle contenute nel curriculum inviato alla Prima Commissione, la Provincia abbia esperito dei controlli sulla natura dell’attività che si suppone svolta da Vittorio Sgarbi presso l’Università per Stranieri di Perugia e che lo hanno portato a definirsi “Professore Ordinario di Storia dell’Arte Moderna” presso la succitata Università;

  3. se, oltre alle docenze presso l’Università di Bologna e presso l’Università di Udine, siano state effettuate delle verifiche sull’eventuale possesso di titoli abilitanti ai sensi del Dpr 222/2011 e ss.mm. e su altre esperienze accademiche svolte in qualità di professore a contratto o di professore aggregato;

  4. se la Provincia abbia promosso accertamenti sulle informazioni contenute nel curriculum vitae con particolare riferimento all’incarico di presidente del MART e quale sia stato l’esito;

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. prov. Alex Marini

Cons. prov. Filippo Degasperi

 

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