Dirigenti provinciali: la maggioranza non vuol far sapere niente sui loro premi di risultato ma intanto aumenta la percentuale di quelli di nomina politica!

Se da un lato la giunta provinciale ha deciso di non adeguarsi agli standard minimi nazionali per quanto riguarda la trasparenza sui criteri e sulle modalità di valutazione della performance dei dirigenti pubblici provinciali per l’assegnazione dei premi di risultato dall’altro ha fatto un passo deciso verso l’aumento del numero di dirigenti di nomina politica… e tanto per chiarire di che pasta sono fatti, i nuovi Signori del Trentino hanno approvato una norma per aumentare proprio i dirigenti nominati da loro senza concorso!

Proprio così. Come è facile evincere dalla legge sul personale della Provincia la nuova giunta ben ha pensato di compensare l’opacità relativa alla valutazione delle performance dirigenziali, introducendo l’aumento dei dirigenti nominati con forma atipica e senza l’abilitazione tramite concorso, cioè quelli scelti da loro senza “perdere tempo” a valutarne le capacità. Eh già! Poi magari si sarebbe diffusa l’idea perniciosa che in Provincia si premia il merito… Per non creare imbarazzanti equivoci Fugatti e i suoi hanno quindi deciso di essere chiari. Ma quale merito!?! Quali capacità?!? Molto meglio rivolgersi a gente “di fiducia”, che, assunta con le “giuste modalità”, saprà esattamente a chi essere riconoscente per il nuovo prestigioso posto assegnato.
In questo scenario medioevale al momento però persiste uno spiraglio di correttezza istituzionale. Non è infatti ancora stato rimosso il vincolo minimo che obbliga i 5 dirigenti di nomina extraconcorsuale ad essere almeno in possesso della qualifica di direttore.

Non è molto ma almeno è un piccolo freno al pieno arbitrio dei politici sulla vita delle Istituzioni. Per la rimozione del vincolo però c’è sempre tempo. Magari nel prossimo disegno di legge omnibus. Chissà che il vincolo della qualifica di direttore non venga rimosso già in occasione della discussione del ddl sulla valutazione di impatto ambientale. Del resto come dice il detto, “al peggio non c’è mai fine”.

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