Su risparmio energetico e tutela ambientale l’Aula è sorda? No problem! Dopo aver chiesto a voce procediamo anche per iscritto!

Fa sempre più caldo e di conseguenza si consuma sempre più corrente elettrica per alimentare i condizionatori d’aria, ovviamente inquinando. Il problema è generale e per farvi fronte anni fa in Giappone hanno stabilito di fissare una temperatura standard per i condizionatori, imponendo un codice di abbigliamento più leggero per i dipendenti pubblici attivi nel periodo estivo. In tal modo si consuma, si spende e si inquina meno ottenendo lo stesso effetto in termini di resistenza al caldo.

Sembra una buona idea e infatti lo è, per cui ho provato a proporre di replicarla in Consiglio provinciale… il risultato è stato quello che ci si poteva attendere: nessuna disponibilità.

Pazienza. Noi del M5S crediamo nelle buone pratiche, nel risparmio energetico e nella tutela dell’ambiente e visto che oggi, 29 luglio, è anche l’Earth Overshoot Day 2019 (il giorno in cui si supera il consumo delle risorse disponibili a livello globale e si inizia a “consumare a credito”) abbiamo deciso di presentare un’interrogazione sul tema in modo da provare a sensibilizzare la Presidenza del consiglio provinciale su queste delicate e importanti tematiche.

È una sfida difficile ma noi non ci arrendiamo!

Segue video e testo integrale dell’interrogazione:


Interrogazione a risposta scritta 687/XVI  – Interventi per limitare nel periodo estivo il consumo di elettricità connesso all’alimentazione dei condizionatori d’aria

la Cool Biz Campaign è una campagna avviata dal Ministero dell’Ambiente giapponese dall’estate 2005 per aiutare a ridurre il consumo di elettricità limitando l’utilizzo dell’aria condizionata. Ciò è stato possibile modificando la temperatura standard del condizionatore d’aria per ufficio a 28°C e introducendo un codice di abbigliamento estivo informale nella burocrazia del governo giapponese in modo da rendere possibile che il personale potesse lavorare in presenza di temperature più elevate. La campagna si è poi estesa anche al settore privato;

questa idea fu proposta dall’allora ministra Yuriko Koike, sotto il gabinetto del primo ministro Junichirō Koizumi. Inizialmente la campagna era prevista per il periodo che va da giugno a settembre, ma dal 2011, quando ci furono carenze di elettricità a seguito del terremoto e dello tsunami di Tōhoku, essa fu prolungata ed attualmente risulta attiva dal mese di maggio ad ottobre;

come noto, il problema dei consumi di corrente elettrica legati all’elevato utilizzo dell’aria condizionata non è problema che riguardi solo il Paese del Sol Levante. Se ne ha un esempio osservando il seguente grafico riferito ai consumi elettrici in Italia per la giornata del 26 luglio 2019:

Come spiega il Corriere Economia nell’articolo a corredo:

Come si vede dal grafico, la domanda di elettricità in una giornata come oggi (il 26 luglio 2019 ndi) è sensibilmente superiore alle stime elaborate il giorno prima sulla base delle previsioni fatte dagli operatori. Il “picco” della mattina è stato rilevato alle 11.15 a quota 55.691 megawatt. Nel pomeriggio, però, dopo un leggero calo, la domanda è tornata a salire, arrivando a 57.597 megawatt. Un fabbisogno elevato ma ancora sotto i 60.500 megawatt registrati il 22 luglio del 2015, anche se i 57,1 del primo agosto 2018 sono già stati superati.(Grande caldo, consumi elettrici al top – Corriere Economia 26 luglio 2019);

sempre con riferimento a notizie di stampa, un recente articolo ha fatto emergere come nella giornata del 28 giugno 2019 sia stato rilevato il consumo più alto mai registrato di utilizzo di energia della rete elettrica della città di Milano, superando così il picco di 1.625 Megawatt risalente al luglio 2015 (Record consumo energia elettrica Milano, Picco più alto mai registrato nella storia in città – Ansa.it, 28 giugno 2019);

in considerazione dell’aumento costante delle temperature, dei cambiamenti climatici e della necessità di ridurre i consumi energetici per la duplice motivazione di ridurre l’impatto ambientale e di contenere i costi economici, gli interroganti ritengono quanto mai necessario porre un freno all’utilizzo dell’aria condizionata negli uffici del Consiglio provinciale ed in particolare nella sala consiliare, nelle sedi delle commissioni e dei gruppi consiliari;

gli interroganti avevano cercato di esprimere un simile considerazione nel corso della seduta del 28 luglio 2019 senza tuttavia riscontrare l’attenzione della Presidenza. Si trovano pertanto nella necessità di avanzare una simile proposta in forma scritta tramite un atto politico formale;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente del Consiglio provinciale per sapere:

se intenda adottare i provvedimenti di competenza per fissare una temperatura standard dei condizionatori d’aria per gli uffici dove si svolgono le attività istituzionali e amministrative del Consiglio provinciale e, congiuntamente, se intenda emanare disposizioni interne per un codice di abbigliamento estivo del personale sul modello di quanto già messo in atto in Giappone, da adottarsi anche per le sedute del Consiglio provinciale

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