Il Lago di Lases: un bene naturale minacciato da incuria e inquinamento

Il lago di Lases è senza dubbio uno dei tesori che caratterizzano il territorio trentino. La sua bellezza gli permette di fungere da richiamo turistico, ma il valore del lago va ben oltre il mero aspetto economico. Esso ospita infatti anche un prezioso sito di interesse comunitario (Sic) che coincide col canneto e il biotopo sito nella sua parte meridionale. La qualità delle acque è tale da renderle utilizzabili a sostegno del locale acquedotto di Albiano e Lases e quindi della vita umana. Purtroppo anche da queste parti non mancano i problemi: incuria delle strutture, sporcizia, barche ormeggiate nel biotopo e, nella primavera scorsa, anche l’improvvisa colorazione delle acque del lago, solitamente cristalline, di uno sgradevole color marroncino. Servono interventi urgenti ed efficaci, ed è per questo che il M5S ha depositato 2 interrogazioni specifiche in modo da sollecitare la Provincia a fare la sua parte per tutelare un bene naturalistico di tale indiscutibile importanza.

La prima interrogazione, depositata il primo luglio scorso, riguarda la richiesta di predisporre un regolamento che stabilisca regole per la navigazione sul lago ma anche per la vigilanza rispetto a comportamenti come l’abbandono di rifiuti sulle rive. Si sollecitano inoltre gli uffici provinciali competenti ad assicurare la manutenzione alla segnaletica e a mettere in campo tutti gli interventi necessari ripulire e sistemare l’area che circonda il lago in modo da ripristinarne l’originale bellezza e naturalità.

La seconda interrogazione risale invece al 24 luglio e riguarda la tutela delle acque del lago da ogni forma di inquinamento, oltre a voler far luce sulle ragioni dell’intorbidamento del lago verificatosi alcuni mesi fa.

Questi sono alcuni dei passi che stiamo compiendo per garantire la tutela del lago di Lases, ma la nostra azione abbraccia tutto il Trentino. L’ambiente è la risorsa più importante che abbiamo, non dobbiamo permettere che rapacità e maleducazione lo divorino. Proprio per questo la nostra attenzione sulle tematiche ambientali è e resta massima e siamo pronti a dar voce a tutti i territori per difenderli dai tentacoli della speculazione e della cupidigia che ormai alberga nel cuore di molti.

Segue il testo integrale delle interrogazioni

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Qui l’interrogazione n. 645/XVI
Regolamentazione della navigazione nel lago di Lona Lases e tutela dell’omonimo biotopo
Allegato: immagini

il biotopo di Lona-Lases che interessa il canneto e la parte sud dell’omonimo lago, istituito nel lontano 1988 dall’allora vicepresidente della provincia Walter Micheli, è divenuto un sito di interesse comunitario e zona speciale di conservazione per la sua rilevanza ambientale, aspetto, quest’ultimo, comprovato anche dall’alto gradimento dimostrato ogni anno dai numerosissimi turisti, locali e forestieri, che ogni estate lo frequentano con assiduità;

l’area del lago di Lases presenta del resto un valore ecologico notevolissimo tanto che l’acqua del lago alimenta l’acquedotto Rivi, costruito per garantire il servizio idrico agli abitati di Lases e Albiano;

a discapito di quanto fin qui illustrato, da anni alcuni residenti di Lona Lases segnalano fenomeni di degrado che si manifestano con l’ormeggio abusivo di barche nel canneto a nord del lago di Lases. A titolo d’esempio si segnala che il 2 dicembre 2018 veniva rilevata la presenza di un natante ormeggiato a sud del lago di Lases, posto quasi tutto a ridosso dell’area afferente al canneto, ad esclusione di una piccola parte dello stesso che invece finiva per giacere sul cavo di collegamento delle boe poste a demarcazione del biotopo. In quell’occasione, sempre nella medesima area, si rilevava inoltre la presenza di una barca affondata che alla data del 6.1.2019 risultava però essere stata posta in galleggiamento. Successivamente è stata rilevata la presenza di 2 barche a sud del lago di cui una quasi tutta oltre il cavo di delimitazione con boe del biotopo (allegato 1 – foto al 27.04.2019);

sempre riguardo alle condizioni di degrado riferibili al biotopo di Lases e zone limitrofe, si segnala come le aree di fruizione del lago, a suo tempo (1991-1992) ampliate e risanate dall’amministrazione Valentini con l’intervento del Servizio Ripristino Ambientale della Provincia, necessitino di interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione. Come illustrato dalla documentazione fotografica allegata al presente atto, vi sono tabelle illeggibili, bacheche semidistrutte e non ripristinate, generali condizioni di mancanza della segnaletica appropriata, insufficiente manutenzione del sentiero circumlacuale del lago e della sistemazione dei muri che delimitano lo specchio d’acqua, sistemazione dell’area esterna alla “casina rosa”, presenza di immondizie a sud del lago ecc. (allegato 2). Tutte situazioni che inducono a ritenere quanto mai opportuno un intervento mirato da parte dei servizi provinciali competenti;

in considerazione dei fatti sopra illustrati, gli interroganti ritengono altresì opportuno disciplinare con apposito regolamento le modalità di ormeggio e di navigazione sulle acque del lago come già avviene per altri laghi trentini nonché assicurare un più puntuale vigilanza con riguardo alle modalità di fruizione delle acque medesime garantendone al contempo la qualità;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se intenda sollecitare gli enti locali interessati al fine di predisporre un regolamento per l’ormeggio e la navigazione nel lago di Lases nonché per disciplinare la vigilanza di lago e biotopo di Lases;
  2. se intenda sollecitare interventi ordinari e straordinari di manutenzione, pulizia e ripristino delle aree afferenti al lago di Lases e al relativo biotopo da parte dei competenti servizi provinciali;

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Qui invece il testo dell’interrogazione n. 680/XVI
Sul fenomeno di intorbidamento delle acque del lago di Lases

il biotopo di Lona-Lases che interessa il canneto e la parte sud dell’omonimo lago, istituito nel lontano 1988 dall’allora vicepresidente della provincia Walter Micheli, è divenuto un sito di interesse comunitario e zona speciale di conservazione per la sua rilevanza ambientale. La qualità delle acque del lago di Lases ha sempre ricevuto giudizi positivi da parte dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari che periodicamente effettua controlli su tutti gli specchi d’acqua trentini nell’ambito del piano di monitoraggio sulla qualità delle acque per balneazione. Un giudizio che trova conferma empirica anche osservando l’alto gradimento dimostrato dai bagnanti, provenienti anche da fuori Provincia, che ogni estate frequentano le rive del lago in gran numero;

dato per acclarato il notevole pregio e valore ecologico dell’area del lago e del biotopo di Lona-Lases va anche sottolineato come l’acqua del lago stesso alimenti l’acquedotto Rivi, costruito per garantire il servizio idrico agli abitati di Lases e Albiano, un servizio che certo non sarebbe possibile se la qualità delle acque risultasse men che ottimale;

* immagine dell’area artigianale Dossi sopra il lago di Lases

a fronte di quanto fin qui descritto appare chiaro come la salvaguardia degli equilibri naturali del lago da possibili inquinamenti risulti di prominente e decisiva importanza. A tal riguardo un rischio concreto è rappresentato da possibili scarichi di inquinanti provenienti dall’area artigianale di lavorazione del porfido soprastante Dossi Grotta a est del lago e dall’area cave Pianacci posta a ovest. Si tratta di rischi già sottolineati in passato, come riscontrabile ad esempio dalla lettura del verbale dell’Agenzia Provinciale Protezione Ambiente del 18 febbraio 2008 riguardante la regimazione delle acque meteoriche in area “ex Cava Dossi” e “pianacci” in Comune Catastale Lases;

come accennato, le problematiche per la regimazione delle acque meteoriche dell’area artigianale Dossi sarebbero già state esaminate in una riunione del 18.02.2008, alla quale avrebbero partecipato i rappresentanti del Comune di Lona Lases e i funzionari dei servizi competenti della Provincia autonoma di Trento, ciò anche per chiarire la dinamica degli anomali apporti di materiale in sospensione rilevati nel sottostante lago di Lases. In tale riunione si sarebbe deciso di procedere con la verifica della gestione dei rifiuti prodotti dalla operazione di     segagione dei materiali lapidei eseguiti in tale zona e con la verifica delle infrastrutture, dei sottoservizi presenti nell’area e della relativa regimazione delle acque meteoriche;

a quanto risulta agli scriventi, in data 20.01.2011, per affrontare le criticità evidenziate nelle predetta riunione, l’ASUC di Lases, proprietaria dei piazzali di lavorazione, presentava al Comune di Lona Lases un progetto riguardante la regimazione delle acque meteoriche;

in base a riscontri forniti da alcuni cittadini, agli interroganti è stato segnalato come il succitato progetto prevedesse che l’area di lavorazione del porfido Dossi-Grotta venisse provvista di rete fognaria con vasca a tenuta. A tal riguardo si sarebbe anche dovuta verificare l’esistenza dei certificati che provassero lo smaltimento annuale dei liquami eventualmente contenuti nella vasca a tenuta stagna al fine da evitarne dispersioni nel sottosuolo. Stessa verifica avrebbe dovuto essere eseguita anche per gli edifici siti a nord di tale area;

sempre in base alle informazioni ricevute dagli interroganti risulterebbe inoltre importante anche effettuare una verifica approfondita in merito alla regolarità dei depositi di oli e combustibili presenti sia nell’area “Dossi Grotta” che nella zona delle cave “Pianacci”, “Monte Gorsa” e dell’area estrattiva di S. Mauro, sito quest’ultimo dove risulterebbe allocato anche un mulino di macinazione. Detti controlli finirebbero dunque con l’interessare anche il Comune di Baselga di Pinè, poiché eventuali scarichi inquinanti, andrebbero a confluire nel lago di Lases e nel vicino biotopo posto a sud;

come reso noto anche tramite notizie di stampa, nel maggio 2019 sul lago di Lases si è verificato un fenomeno eccezionale mai rilevato prima a memoria d’uomo (vedasi ad esempio “Lago torbido, si attende l’analisi” – L’Adige, 29 maggio 2019). Le acque del lago si sono fatte torbide assumendo una colorazione giallognola-marroncino, che sarebbe attribuibile all’azione di un alga che fiorisce in periodi non troppo caldi e che morendo ed ossidandosi finisce col depositarsi sul fondo degli specchi d’acqua da essa interessati. Detta alga non risulterebbe tossica ma sarebbe comunque maleodorante. Il suo sviluppo e la sua diffusione sarebbero legate all’apporto di sostanze organiche nelle acque da essa colonizzate, ed aumenterebbero al crescere di queste ultime;

* immagine risalente al maggio 2019 delle acque del lago di Lases intorbidato

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. quali verifiche siano state eseguite in relazione alle misure per la regimazione delle acque meteoriche previste nel 2008 in occasione della riunione tra rappresentanti del Comune di Lona Lases e della Provincia menzionata nelle premesse;
  2. quali siano le motivazioni che hanno impedito la realizzazione del progetto di regimazione delle acque presentato in Comune in data 20.1.2011 da parte dell’ASUC di Lases;
  3. se gli edifici privati e le aree artigianali di lavorazione del porfido collocate nel bacino orografico a monte del lago di Lases siano dotati di servizi igienici provvisti di acqua potabile, del relativo collettore fognario o di vasche di raccolta dei liquami e se le imprese concessionarie e i proprietari delle abitazioni dispongano dei regolari certificati di smaltimento dei liquami;
  4. quali siano le verifiche effettuate dagli enti locali per accertare la regolarità dei depositi di oli e combustibili nelle aree Dossi Grotta, Pianacci e S. Mauro;
  5. se intenda sollecitare gli enti locali interessati al fine di predisporre un regolamento per disciplinare la vigilanza e gli adempimenti in ordine a una corretta gestione delle acque e degli scarichi a monte del lago di Lases al fine di garantire la tutela della qualità e della potabilità delle acque del lago stesso;
  6. a quali ragioni sia ascrivibile il fenomeno di intorbidamento delle acque del lago di Lases verificatosi nel maggio 2019;
  7. se e quanto possa aver eventualmente influito sul fenomeno menzionato al punto precedente l’assenza di una rete di collettamento dei liquami riguardante i piazzali di lavorazione del porfido posti ad est a monte del lago di Lases.

 

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