Pregasi rettificare: Vittorio Sgarbi NON è professore ordinario

Chi mi segue lo sa: ho sempre criticato la nomina di Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart di Rovereto. Mi pareva (e mi pare ancora) una scelta inopportuna, sia da un punto di vista politico (Sgarbi è un deputato ma riveste anche numerosi altri incarichi amministrativi), che operativo (ha una quantità impressionante di cariche alle quali in teoria deve dedicarsi mentre io penso che il Mart meriti un presidente a tempo pieno) che soprattutto di immagine (oltre ai suoi pregressi, il personaggio mediatico Sgarbi è stato costruito su presupposti che a mio avviso non è desiderabile associare al Mart e alla Provincia di Trento, non è sempre vero che “conta solo che se ne parli”, meglio che se ne parli in termini positivi).

All’inizio mi sono opposto da solo alla nomina di Sgarbi ma sono lieto di osservare che i critici di recente sono aumentati… spero non solo per ragioni di opportunità elettorale. Sia come sia, fra le questioni che avevo sollevato ce n’era una che di recente ha ricevuto conferma. In molti si riferivano a Sgarbi con il titolo di “professore” ed egli stesso in effetti si era qualificato come “professore ordinario” alla Camera dei Deputati. Facendo mente locale su come in Italia si possa diventare “professori ordinari” (in sostanza tramite concorso pubblico e dopo lunga e faticosa gavetta) mi era parso molto strano che Sgarbi potesse fregiarsi di quel titolo. Per questo motivo avevo avviato tutta una serie di verifiche e presentato anche un’interrogazione alla Provincia per sapere se lo avessero fatto anche loro (risposta: “no, non serviva”…). In base ai dati che avevo in mio possesso però pareva chiaro che Sgarbi non fosse affatto “professore ordinario”, una convinzione che qualche giorno fa ha trovato conferma sulla stampa nazionale. Sgarbi non è affatto ordinario ed infatti di recente è stato costretto a correggere le informazioni fornite alla Camera specificando la cosa. Alla luce dei fatti, adesso mi aspetto che la Provincia di Trento corregga sue eventuali comunicazioni sbagliate in questo senso.

I fatti sono i seguenti: nel 2017 Sgarbi è stato nominato “professore straordinario a tempo determinato” presso l’Università per Stranieri di Perugia ma non vi ha mai operato. Questo perché il suo contratto è stato risolto quasi subito per giusta causa. Essere deputato e pure parte del governo della Regione Sicilia infatti lo poneva in aspettativa senza assegni nel ruolo di professore e ciò ovviamente impediva l’attuazione dello specifico programma di ricerca finanziato con qualche centinaio di migliaia di euro da una fondazione bancaria, fatto questo che era alla base dell’attribuzione del ruolo di professore straordinario a Sgarbi, che quindi a oggi non ha diritto ad essere definito o a fregiarsi del titolo di “professore ordinario”.

Chiarita oltre ogni ragionevole dubbio questa vicenda, restano i dubbi di sempre sulla scelta di Sgarbi come presidente del Mart e la necessità di finirla di attribuirgli qualifiche che non ha, specificando almeno sulle comunicazioni istituzionali della Provincia quale sia la realtà delle cose.

Di per sé non dovrebbe costituire un grande problema o vulnus per nessuno: il deputato Vittorio Sgarbi di titoli, incarichi, nomine, cariche e quant’altro ne possiede tantissimi, tant’è vero che la sua mancata nomina a “professore straordinario”, potenzialmente resa possibile da una generosissima disposizione da parte di una fondazione bancaria, è andata a monte proprio a causa di alcune di queste incompatibili col nuovo ruolo che gli sarebbe stato assegnato. Insomma, a volte “Chi troppo vuole, non tutto stringe”!

Segue testo integrale dell’interrogazione e degli allegati

* * * * *

Interrogazione n. 1139/XVI del 29 gennaio 2020 a risposta scritta: Cariche e qualifiche del presidente del MART

In data 10 maggio 2019 tramite l’interrogazione n.476/XVI avente ad oggetto “Accertamento dei titoli professionali in possesso dell’On.Vittorio Sgarbi” si procedeva con la ricognizione di una serie di articoli di stampa e della normativa vigente in materia di conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo da parte dei professori universitari. Si chiedeva quindi al Presidente della Provincia Autonoma di Trento se avesse esperito dei controlli sulla natura dell’attività di Professore ordinario di storia dell’arte all’Università per stranieri di Perugia allora “vantata”sul sito istituzionale della Camera dei Deputati dal deputato Vittorio Sgarbi (allegato 1) ed in particolare se lo stesso fosse effettivamente in possesso dei titoli abilitanti previsti dalla normativa vigente;

alla predetta interrogazione, in data 24 giugno 2019, rispondeva l’assessore competente in materia di istruzione, università e cultura, il quale affermava che nel curriculum vitae depositato dal succitato deputato per candidarsi alla presidenza del Mart non compariva la segnalazione di docenze presso l’Università per stranieri di Perugia. Aggiungeva inoltre che la Provincia non aveva effettuato verifica alcuna sull’eventuale possesso dell’interessato di titoli abilitanti ai sensi del DPR 222/2011, in quanto non pertinenti con la carica per la quale era stato nominato;

nonostante non vi fossero né prove né certezze sulla veridicità della dichiarazioni riportate sul sito istituzionale della Camera dei Deputati, gli esponenti della Giunta provinciale, e di conseguenza anche gli organi di stampa locali, indotti in errore dalle veline celebrative, si riferivano in continuazione al presidente del Mart con il titolo di “professore”. A titolo di esempio si citano i seguenti comunicati stampa:

  • Il presidente della Provincia: “Il professor Sgarbi rimane al suo posto” – n.958 del 7 maggio 2019 il cui sottotitolo conclude con il seguente periodo: “[…] … Il professor Sgarbi ha accettato l’incarico a titolo gratuito, e crediamo che il suo operato debba essere valutato sulla base dei risultati che otterrà e non delle polemiche politiche prodotte ad arte” (allegato 2);
  • Avio, il presidente Fugatti con Sgarbi in visita al castello di Sabbionara – n.3 del 2 gennaio 2020 il cui sottotitolo inizia nella seguente forma: “I castelli della Vallagarina sono finiti sotto la lente del presidente del Mart, professor Vittorio Sgarbi. Il numero uno del museo di arte moderna di Rovereto – accompagnato dal direttore Gianfranco Maraniello – ha visitato oggi tre manieri del Trentino Meridionale, focalizzandosi in particolare sulla struttura che domina l’abitato di Avio. Qui è stato accolto dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, dal sindaco Federico Secchi e dal direttore del castello di proprietà del Fai Alessandro Armani, oltre che dalla responsabile marketing della locale Apt Elena Chincarini, dalla deputata Vanessa Cattoi e da diversi membri dell’amministrazione comunale di Avio… etc” (allegato 3);

l’incertezza sulla veridicità del titolo veniva sollevata anche dal quotidiano online Il Dolomiti nell’articolo dell’11 maggio 2019 Marini: ”Sgarbi è davvero professore ordinario? E come mai il 18 marzo nel cv scriveva già presidente del Mart?” e da Il Fatto Quotidiano online nell’articolo Vittorio Sgarbi, sarà presidente del Mart di Rovereto e già querela un consigliere M5s. Replica: “Lo querelo io per insulti” del 20 maggio 2019 dove congiuntamente ad altre vicende si poneva in evidenza anche l’aspetto in questione;

la disputa arrivava all’attenzione del Comitato per i profili attinenti alle incompatibilità della Giunta delle Elezioni della Camera, come risulta dal sommario di Giovedì 1° agosto 2019 (allegato 4) e successivamente del Comitato Consultivo sulla condotta dei deputati che si occupa dei profili di onorabilità dei parlamentari per gli aspetti di competenza della Camera, come risulta dalla nota sulla riunione del 15 gennaio 2020 in cui è riportato: “In tale riunione il Comitato ha preso in esame una questione – segnalata alla Presidenza della Camera che l’ha rimessa al Comitato, per le valutazioni di propria competenza – relativa al contenuto della dichiarazione delle cariche ricoperte e delle funzioni e professioni svolte, resa ai sensi del paragrafo III, primo comma, del Codice di condotta, dal deputato Vittorio Sgarbi il 23 marzo 2018 e pubblicata nella relativa pagina personale del deputato sul sito internet della Camera. Alla luce degli accertamenti svolti e della nuova dichiarazione presentata dal deputato – di cui il Comitato ha preso atto e alla cui pubblicazione si procederà – il Comitato ha ritenuto che non si configuri una violazione del Codice di condotta ai fini dell’applicazione delle sanzioni di cui al medesimo Codice. Di tale esito è stata data comunicazione al Presidente della Camera, come previsto dal Codice. (allegato 5)”;

accertamenti sul titolo di professore del già citato deputato erano stati effettuati anche dal MIUR attraverso un carteggio con l’Università per stranieri di Perugia nel novembre 2019. Nel caso di specie emergeva che in data 07/01/2019 era stata disposta la risoluzione del contratto che aveva istituito Vittorio Sgarbi quale professore straordinario a tempo determinato presso l’Università per Stranieri di Perugia. Ciò avveniva con richiamo al contratto tra le parti e con riferimento specifico alle cause di “recesso per giusta causa”. In sostanza il contratto in questione veniva risolto per le intervenute nomine dello Sgarbi nel governo della Regione Sicilia (XVII legislatura) e soprattutto per l’elezione del suddetto nel Parlamento italiano (XVIII legislatura), eventi che avevano comportato il collocamento del deputato in aspettativa senza assegni nel ruolo di professore, impedendo quindi l’attuazione dello specifico programma di ricerca finanziato con apposita convenzione da imprese e fondazioni che costituiva la causa stessa dell’attribuzione di professore straordinario;

per ribadire il concetto quindi, il contratto assegnato a Vittorio Sgarbi come professore straordinario a tempo determinato presso l’Università per Stranieri di Perugia veniva risolto a seguito della di lui nomina all’interno del governo regionale siciliano e della sua elezione a deputato della Repubblica perché tali ruoli lo ponevano in aspettativa senza assegni come professore, cosa che a sua volta impediva di realizzare il programma di ricerca finanziato da un privato, finanziamento che di fatto era la ragione per cui al deputato era stata attribuita la carica di professore straordinario;

a integrazione di quanto sopra riportato si segnala che:

  • l’art.1, comma 12 della legge 230/2005 e il relativo Regolamento di Ateneo prevedono che le Università possano realizzare specifici programmi di ricerca sulla base di convenzioni con imprese, fondazioni o altri soggetti pubblici o privati che prevedano anche l’istituzione temporanea di posti di professore straordinario, con oneri a carico dei medesimi soggetti. Tali riferimenti costituivano di fatto la disciplina speciale del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, in regime di tempo definito, sottoscritto fra colui che all’epoca dei fatti ricopriva l’incarico di rettore dell’Università per Stranieri di Perugia e Vittorio Sgarbi, avente decorrenza dal 01/11/2017;
  • per l’attuazione del programma di ricerca veniva scelto il settore scientifico disciplinare L-ART/02 – STORIA DELL’ARTE MODERNA – settore concorsuale 10/B1 – STORIA DELL’ARTE;
  • L’Università per Stranieri di Perugia risolveva il contratto col deputato Sgarbi in base all’art.2119 cc “recesso per giusta causa”, come espressamente richiamato nel contratto fra le parti, per la mancata attuazione dello “specifico programma di ricerca” che costituiva la “causa stessa dell’attribuzione dell’incarico di professore straordinario” a ragione delle intervenute nomine al governo della Regione Sicilia – XVII legislatura e a seguito dell’elezione al Parlamento italiano – XVIII legislatura dello stesso Sgarbi;
  • il “recesso per giusta causa” veniva intrapreso anche in considerazione del parere dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Perugia, sentita l’Avvocatura Generale (richiesta presentata alla summenzionata Avvocatura il 19/12/2017, con risposta del 23/11/2018);
  • non risultava agli atti alcuna attestazione che Vittorio Sgarbi avesse preso servizio in qualità di professore straordinario presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia;

l’evoluzione e la sostanza dei fatti sono fin qui passate sotto silenzio per ciò che riguarda gli organi di informazione operanti sul territorio della Provincia Autonoma di Trento ma ha avuto risalto sulla stampa nazionale, mettendo a rischio l’immagine e il prestigio delle Istituzioni trentine e del Museo d’arte moderna di Trento e Rovereto di cui il deputato Sgarbi è presidente (vedasi ad esempio “Sgarbi non è prof: a Perugia non s’è mai visto” – Il Fatto Quotidiano, 26 gennaio 2020). Alla luce di ciò, e considerato come l’assegnazione della presidenza del Mart al deputato sia stata giustificata da eminenti esponenti politico/istituzionali come un’opportunità per attirare visitatori da fuori Provincia, ci si domanda se non la credibilità di dette valutazioni non vada rivista, anche a causa della perdita di credibilità istituzionale desumibile dall’iter di nomina e di accertamento dei titoli professionali condotto nei confronti del deputato Sgarbi all’atto della sua nomina e presidente del Mart. In ogni caso l’interrogante riterrebbe opportuno che gli organi esecutivi della Provincia Autonoma di Trento provvedessero almeno a sanare i malintesi intercorsi nella comunicazione istituzionale laddove ci si riferiva al deputato Sgarbi con l’erroneo titolo di “professore ordinario”;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Giunta provinciale

se non ritenga diramare una nota stampa di scuse per il malinteso comunicativo e di rettifica del contenuto dei comunicati stampa divulgati dalla primavera ad oggi a cui si fa riferimento al deputato Vittorio Sgarbi con il titolo di “professore ordinario”, ciò allo scopo di ripristinare un’informazione corretta e corrispondente alla realtà e di evitare di indurre in errore gli organi di stampa locali

2 Replies to “Pregasi rettificare: Vittorio Sgarbi NON è professore ordinario”

  1. Caro Alex Marini. Se in questo paese anche solo la metà dei politici avesse la tua scrupolosa capacità di approfondimento saremmo orgogliosi di essere cittadini di un buona società in cui vivere. Se tutti si lamentano forse è anche per una seria incapacità di scegliere il candidato giusto, in politica come per rivestire ruoli strategici. Io ho votato per Alex Marini e ne sono orgogliosa!

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