Criminalità organizzata: Consiglio impegna Fugatti a collaborare con Kompatscher per istituire Osservatorio su criminalità organizzata. Respinte invece le richieste di maggior trasparenza

Nelle scorse settimana numerose personalità attive a più livelli sul fronte della tutela della legalità e del contrasto alle mafie hanno lanciato grida di allarme rispetto ai rischi che la situazione economica conseguente alla pandemia da Covid-19, e quindi le risorse pubbliche messe a disposizione per la ripartenza, diventino preda della criminalità organizzata. 

Per citarne alcune: la Ministra degli Interni Luciana Lamorgese, il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il Procuratore della Repubblica Nicola Grattieri,  il coordinatore dell’Osservatorio regionale antimafia del Friuli Venezia e Giulia Michele Penta, il presidente dell’Ordine dei Commercialisti della Provincia di Bolzano Claudio Zago, ma anche istituzioni come la Banca d’Italia e la Commissione speciale antimafia, anti corruzione, trasparenza e legalità della Lombardia. Tutti concordi nel segnalare il rischio concreto di infiltrazione mafiosa nell’economia sana del Paese a causa dei controlli allentati o rimossi sulle procedure di rilancio economico.

Preoccupazioni si sono dimostrate subito fondate tanto che la coordinatrice della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano Alessandra Dolci ha affermato che gli esponenti della ‘ndrangheta sono in fibrillazione per quanto riguarda le opportunità d’affari nei settori della sanificazione, dei test sierologici e della corsa per lo stoccaggio e per lo smaltimento dei rifiuti contaminati.

Impedire alle mafie di approfittarsi della ricostruzione è un fronte strategico di primaria importanza per il nostro Paese e mi pare ovvio che anche il Trentino debba attivarsi per mettere in campo tutte le misure possibili per prevenire la proliferazione del malaffare che come sappiamo si verifica in occasione delle grandi crisi e dei grandi disastri italiani. 

Negli anni scorsi il nostro territorio ha dimostrato di non essere immune ai tentativi di infiltrazione da parte di organizzazioni criminali come è emerso anche da recenti inchieste giornalistiche (ad esempio L’affare Marmirolo: gli ‘ndranghetisti e il Trentino pubblicata su Questo Trentino nel maggio 2020). Per farlo ho rilanciato la proposta di istituire l’Osservatorio sulla Criminalità organizzata che avrebbe dovuto partire a dicembre per poi venire affossato a causa di resistenze tecniche all’interno del Consiglio. Ho quindi presentato una proposta di ordine del giorno diviso in 2 punti. Il primo è stato approvato dal Consiglio e impegna la giunta provinciale a mettersi d’accordo con i propri omologhi di Bolzano per far partire l’Osservatorio sulla criminalità a livello regionale. Il secondo invece puntava a costituire un comitato di monitoraggio e di garanzia della trasparenza per vigilare sulla correttezza delle erogazioni di contributi e sussidi legati all’emergenza, ma è stato invece bocciato con 21 voti contrari e 14 a favore.

Sempre sul fronte della trasparenza avevo presentato anche un emendamento che però non ha trovato la disponibilità della maggioranza. Con l’emendamento 19 all’articolo 1 al testo del ddl 55/XVI proponevo di creare un sito internet dedicato nel quale inserire gli importi delle erogazioni di denaro pubblico e gli elenchi delle imprese beneficiarie di contributi e sussidi previsti dal cosiddetto provvedimento legislativo #ripartitrentino in aggiunta a tutte le informazioni riguardanti l’acquisizione e la distribuzione di dispositivi DPI e strumenti sanitari, la cui pubblicazione era già stata richiesta con un’apposita interrogazione. L’idea era di garantire a ciascun cittadino la possibilità di controllare la situazione dei DPI in modo da fornire la garanzia sulla loro gestione e rassicurare quindi sulla stessa. Mi pareva il minimo ma non c’è stato niente da fare.

Le aspettative del M5S non sono state completamente soddisfatte. Vogliamo tuttavia vedere il bicchiere mezzo pieno e continuare a lavorare per garantire più trasparenza e quindi per tutelare la cittadinanza e il sistema economico trentino da infiltrazioni criminali che purtroppo sono possibili.

Per questo ho presentato anche una specifica interrogazione (1461/XVI) volta a sollecitare il Presidente Kaswalder a nominare un delegato per rappresentare a partecipare ai lavori del Coordinamento delle Commissioni e Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità presso la Conferena dei Presidenti delle Assemblee regionali per conto del Consiglio provinciale di Trento.

Come sempre il M5S lavora per dare alle proposte di legge la migliore attuazione possibile!

Di seguito:

  • video di presentazione della proposta di ordine del giorno la cui discussione si è svolta nella sessione notturna
  • testo integrale dell’emendamento sulla trasparenza (bocciato)
  • testo integrale della proposta di ordine del giorno per avviare un confronto formale con la Provincia di Bolzano per istituire l’Osservatorio in sede regionale (approvate le premesse e il punto 1 del dispositivo – bocciato il secondo punto del dispositivo)

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Proposta di ordine del giorno 16/55/XVI

“Istituzione di un osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e costituzione di un comitato di garanzia della trasparenza”

L’attuale pandemia da Covid 19 e la conseguente prevista crisi economica richiedono misure straordinarie da parte delle Istituzioni, sovranazionali, nazionali e locali. Mentre a livello europeo ferve la discussione sulle misure da mettere in campo, sull’entità e sulle modalità di erogazione delle stesse, per far fronte alla doppia crisi l’Italia ha finora attivato due decreti (“decreto liquidità” e “decreto cura Italia”) che hanno mobilitato risorse nell’ordine di decine di miliardi di euro intervenendo su una molteplicità di settori. Per maggio è inoltre in previsione il varo di un ulteriore decreto il cui ammontare è stimato nell’ordine dei 55 miliardi di euro. Essendo la velocità di intervento e reazione ritenuta fondamentale in questa fase si è anche provveduto ad allentare le procedure di controllo e verifica sulle procedure di accesso al credito e ai fondi messi a disposizione dall’ente pubblico. Per i medesimi motivi, col disegno di legge cui è collegato il presente ordine del giorno, la Provincia Autonoma di Trento si appresta a varare una manovra economica alla quale è previsto ne seguiranno altre per un ammontare finale totale che già da ora si può stimare in svariate centinaia di milioni di euro;

da più autorevoli parti è stato posto il problema delle possibili ingerenze da parte della criminalità organizzata su appalti, stanziamenti pubblici e più in generale della facilità di penetrazione delle mafie nel tessuto economico sano del Paese a fronte dell’imponente movimentazione di risorse pubbliche e della richiesta di procedere con speditezza nella loro erogazione allentando verifiche e controlli in conseguenza dell’attuale situazione di crisi;

in data 10 aprile 2020, la Ministra degli Interni Luciana Lamorgese inviava una circolare all’indirizzo dei prefetti della Repubblica, ai Commissari del Governo per le province autonome di Trento e Bolzano e al presidente della giunta regionale della Val d’Aosta. L’oggetto della comunicazione era il seguente: “Emergenza Covid-19. Monitoraggio del disagio sociale ed economico e attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminosi e di ogni forma di illegalità”. La ministra da un lato richiamava all’attenzione dovuta alle esigenze delle imprese nell’attuale complessa congiuntura, dall’altro richiamava alla protezione dell’economia legale rispetto ai tentativi di infiltrazione ed inquinamento da parte dell’attività criminale, in particolare raccomandando i rappresentanti dello Stato alla «capacità di mediazione dei conflitti e azione a tutela dei diritti civili, sociali, politici ed economici, compreso quello della libertà di iniziativa economica che, per le difficoltà del momento, può risultare maggiormente permeabile a rischi di condizionamento mafioso». (Direttiva Ministero dell’Interno Emergenza Covid-19. Monitoraggio del disagio sociale ed economico e attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminosi e di ogni forma di illegalità– 10 aprile 2020);

sempre in data 10 aprile 2020 la Banca d’Italia emanava una raccomandazione agli istituti di credito italiani nella quale si può leggere: «Considerate le opportunità che l’attuale crisi rischia di offrire alla criminalità economica si fa presente che gli intermediari dovranno continuare a sottoporre la clientela a tutti gli obblighi previsti dalla disciplina in materia di antiriciclaggio» (Raccomandazione della Banca d’Italia su tematiche afferenti alle misure di sostegno economico predisposte dal Governo per l’emergenza Covid-19 – 10 aprile 2020)

il 12 aprile 2020 il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho dichiarava in un’intervista a un quotidiano a tiratura nazionale:«C’è il pericolo che le mafie, e in generale le organizzazioni criminali, approfittino di questa crisi. Sia durante, sia dopo» (Coronavirus, De Raho: “Fondi alle imprese tracciati contro il rischio infiltrazioni La Stampa, 12 aprile 2020, pag 7);

il 13 aprile 2020, in merito all’esigenza di sveltire le procedure a fronte del rischio di interferenza da parte della mafie il Procuratore della Repubblica Nicola Grattieri sintetizzava così la situazione:“bisogna fare in fretta, ma c’è il pericolo che i soldi vadano in mano alle mafie(“Coronavirus, Gratteri a Sky Tg24: Rischio che aiuti vadano a mafie, servono più controlli – Pagina internet Sky TG24 – 13 aprile 2020);

con suo atto datato 10 aprile 2020 poi accorpato in una risoluzione consiliare anche la Commissione speciale antimafia, anti corruzione, trasparenza e legalità, organo istituito presso il Consiglio della Regione Lombardia con competenze di monitoraggio e di proposta d’intervento nei confronti dell’attività delle organizzazioni criminali sul territorio lombardo, si è detta persuasa dei forti rischi di infiltrazione in ambito economico da parte della criminalità organizzata sussistenti nell’attuale congiuntura. Per questo essa ha proposto un contributo in 10 punti che enuclea azioni e strategie volte a scongiurare la colonizzazione dell’economia sana da parte delle mafie. Fondamentale viene ritenuta l’attività di monitoraggio, anche su base locale. Infatti al primo punto del succitato documento viene riportato quanto segue:

  1. dare continuità alle attività di ORAC – Organismo Regionale per le Attività di Controllo, nell’ambito delle funzioni previste dalla legge regionale 28 settembre 2018, n.13 (Istituzione dell’Organismo regionale per le attività di controllo), intensificando l’azione di monitoraggio per la valutazione del rischio e in modo da assicurare una totale trasparenza dei flussi di denaro pubblico, ivi incluse le risorse derivanti dalle donazioni di cui all’art. 3 della legge regionale 31 marzo 2020,n. 4 (Differimento dei termini stabiliti da leggi e regolamenti regionali e disposizioni urgenti in materia contabile e di agriturismi, in considerazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19);

rispetto al pericolo di infiltrazioni criminali nel tessuto economico preoccupazioni sono state espresse anche in Regioni vicine al Trentino-Alto Adige. Ad esempio il 2 maggio 2020, in una relazione sollecitata dal presidente del Consiglio regionale friulano Piero Mauro Zanin, il coordinatore dell’Osservatorio regionale antimafia del Friuli Venezia e Giulia, Michele Penta, affermava che «Buona parte delle operazioni più significative da parte delle Forze dell’Ordine sono nate da indagini sviluppate in Veneto e che, solo in seguito, hanno coinvolto soggetti residenti e operanti in regione. ’Ndrangheta e Camorra sono le organizzazioni criminali più attive, ma non mancano di certo Mafia e Sacra Corona Unita» (Friuli Venezia Giulia: cresce l’attività della mafia proveniente dal Veneto – Il Nordest Quotidiano, 2 maggio 2020);

denunce analoghe sono giunte anche dalla Provincia Autonoma di Bolzano. Tramite dichiarazioni rilasciate alla stampa locale datata 3 maggio 2020 il presidente dell’Ordine dei Commercialisti bolzanini Claudio Zago ad esempio ha esposto la seguente considerazione: «In questo momento il rischio sanitario è in primo piano ed è giusto che sia così: stiamo affrontando una pandemia mai vissuta prima, e dobbiamo essere capaci di pensare un nuovo modo per organizzare il lavoro. Allo stesso modo però è essenziale non abbassare la guardia sulla legalità: perché proprio nei momenti di difficoltà e cambiamento si aprono le maglie e il tessuto imprenditoriale può diventare più permeabile. L’Ordine, infatti, partecipa alle indicazioni fornite dal prefetto per evitare questo fenomeno dello sciacallaggio imprenditoriale. Inoltre, possiamo ricorrere all’esperienza accumulata negli anni nel contesto dell’antiriciclaggio. Ecco perché è sempre più fondamentale il ruolo di professionisti preparati in grado di riconoscere e di segnalare eventuali attività criminose» (Infiltrazioni mafiose, Zago: Tenere alta la guardia– Alto Adige, 03 maggio 2020)

la Provincia Autonoma di Trento non può purtroppo dirsi immune in fatto di infiltrazioni e attività della criminalità organizzata. Il 3 maggio 2019 il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra assieme all’allora Ministro Riccardo Fraccaro incontrava a Trento il presidente della Provincia Maurizio Fugatti proprio per discutere in merito all’attività di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata e alla corruzione. A margine di quell’incontro il presidente della Commissione Antimafia faceva presente come negli anni le mafie e in particolare la ‘ndrangheta avessero conquistato spazio radicandosi nel mondo germanico, muovendosi fra Italia, Austria e Germania proprio utilizzando la direttrice del Brennero. Il presidente della Commissione Antimafia ricordava inoltre in Trentino si fossero registrati fenomeni di infiltrazione criminale ad esempio nel settore del porfido e come sussistessero timori per le mire delle mafie rivolte ad ambiti economici trentini come il turismo e i trasporti;

questa realtà è stata del resto riconosciuta dallo stesso Consiglio provinciale di Trento che sulla base di considerazioni analoghe a quelle riportate sopra ha approvato senza modifiche la Proposta di ordine del giorno n. 67/21/XVI del 25 luglio 2019, convertendola nell’ordine del giorno 74/XVI del 26 luglio 2019 Istituzione di osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata. Tale ordine del giorno avrebbe dovuto trovare concreta applicazione entro la data del 31 dicembre 2019. Ciò non è avvenuto. Da parte del presidente della Provincia Autonoma di Trento e del Presidente del Consiglio della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol è stata però estesa in via informale la disponibilità ad attivarsi per incardinare l’Osservatorio sulla criminalità organizzata in sede regionale anziché provinciale;

stanti i sopracitati fatti e considerazioni, si ritiene che l’assenza di un Osservatorio sulla criminalità organizzata operativo nella Provincia di Trento costituisca una mancanza grave, da colmare con rapidità in modo da non lasciare il nostro territorio privo di uno strumento utile all’informazione e quindi al contrasto rispetto all’infiltrazione criminale in ambito economico;

considerate inoltre le difficoltà di natura tecnico-organizzativa addotte per giustificare la mancata applicazione dell’ordine del giorno 74/XVI del 26 luglio 2019 e la mancata approvazione della proposta emendativa al disegno di legge 36/XVI che riprendeva il disegno di legge 34/XVI, e tenuto conto delle citate rassicurazioni informali fornite dal presidente della Provincia e dal presidente del Consiglio regionale, si ritiene opportuno che la giunta provinciale intraprenda i passi necessari a velocizzare le pratiche per l’istituzione di un Osservatorio sulla criminalità operativo a livello regionale. Si ritiene altre sì opportuno attivare strumenti per monitorare l’impiego di denaro pubblico per sostenere imprese, lavoro e famiglie e per garantire la trasparenza sulle iniziative intraprese dalla pubblica amministrazione per far fronte all’emergenza sanitaria e alla crisi economica del sistema trentino;

tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale a

  1. avviare un confronto formale con la Giunta provinciale di Bolzano al fine di verificare la possibilità di istituire un Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e la promozione della cultura della legalità e del ruolo della società civile su base regionale secondo i criteri e i principi definiti nell’ordine del giorno 74/XVI per promuovere un’azione congiunta e concertata nell’ambito delle iniziative di prevenzione e di contrasto alla criminalità e di riportare l’esito del confronto alla competente commissione permanente
    (PUNTO APPROVATO ALL’UNANIMITA’);

  2. procedere tempestivamente alla costituzione di un comitato di monitoraggio e di garanzia della trasparenza, al fine di consentire la verifica e il controllo diffuso sulla correttezza delle erogazioni di contributi e sussidi legati all’emergenza, sulle procedure e sugli esiti degli appalti e sulla fase esecutiva dei contratti stipulati dalla Provincia e dagli enti del sistema provinciale per il periodo di applicazione delle misure connesse all’emergenza epidemiologica COVID-19
    (PUNTO BOCCIATO: 21 No e 14 Sì);

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