Presentata interrogazione per verificare la situazione dell’inquinamento da Pfas nel bacino del fiume Chiese

Qual’è la situazione aggiornata in merito alla diffusione di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nel bacino del Chiese e nelle acque della falda che si estende fino al lago d’Idro? Questa è la domanda che ho posto in una mia recente interrogazione alla giunta provinciale di Trento.

È un fatto che nelle acque del bacino del Chiese, superficiali e non, sia stata verificata la presenza di Pfas. Dalle verifiche effettuate sappiamo che sono stati riscontrati superamenti dei limiti di legge per queste sostanze. Ad oggi non è stata ufficialmente accertata l’origine di detti inquinanti. È infine un fatto che, a parte l’ufficializzazione dell’accordo fra Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (Appa) e Facoltà di ingegneria di Trento (vedi articolo su L’Adige.it) e la chiusura del bando per l’assegno di ricerca per finanziare lo studio sulla modellazione della falda che scorre sotto la piana di Storo, non si è più parlato della questione Pfas nell’area del Chiese.

Va precisato che su questo stato di cose non ci sono responsabilità di Appa, che a quanto posso vedere sta anzi svolgendo un lavoro meticoloso, competente e persino appassionato. In ogni caso la situazione va chiarita e per questo siamo intervenuti con la nostra interrogazione.

Auspichiamo giungano risposte rapide ed esaustive in modo da dare riscontri certi a persone e famiglie che hanno tutto il diritto di venir puntualmente aggiornate su un tema che riguarda la loro salute e quella dei loro figli.

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In allegato Interrogazione 1814/XVI del 5 ottobre 2020

Stato delle ricerche e delle valutazioni riguardo all’origine degli inquinanti presenti nelle acque del bacino del Chiese

Come già specificato nelle premesse della proposta di mozione 141/XVI, a partire dal 2018 nelle acque del bacino del Chiese è stata registrata la presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Il 9 aprile 2018 un monitoraggio supplementare effettuato dall’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA) in risposta alle sollecitazioni del Ministero dell’Ambiente riscontrava la presenza di acido PerFluoroOttanSolfonico (PFOS, una delle sostanze appartenenti al gruppo delle Pfas) in quantità superiore al limite consentito dalla legge (di 0,65 ng/l) sulla centralina di rilevazione posta sul corso del fiume Chiese in località “Ponte dei Tedeschi”. Le successive indagini svolte fino da APPA agli inizi del 2019 con il coinvolgimento dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS), dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia (ARPA) e del Servizio Geologico provinciale non sono state in grado di determinare le cause della presenza di PFOS in falda. Le rilevazioni sulla qualità delle acque sotterranee hanno verificato che i livelli degli PFOS sono mantenuti al di sotto delle soglie limite previste dalla legge tranne in un caso evidenziatosi in zona Condino nell’agosto 2019;

dato che la fonte della contaminazione da PFOS non era stata individuata, APPA comunicò di ritenere opportuno proseguire con l’indagine ambientale mantenendo monitorate semestralmente le concentrazioni di PFOS nelle acque sotterranee del bacino del Chiese;

a testimonianza della difficoltà a stabilire con precisione le cause della contaminazione delle acque del bacino del Chiese, nella primavera 2018 APPA aveva contattato il Dipartimento di ingegneria civile ambientale e meccanica dell’Università degli studi di Trento per una possibile futura collaborazione per una modellizzazione numerica quantitativa e qualitativa della falda nella piana di Storo, un processo velocizzato e reso operativo anche grazie all’approvazione della proposta di mozione 141/XVI;

nella parte conclusiva della relazione ultimata l’8 novembre 2019 e intitolata “Presenze di acido PerFluoroOttanSolfonico nel basso Chiese: attività svolte dal 2018 dall’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA) della Provincia Autonoma di Trento”  si specificava che la Giunta provinciale aveva istituito un gruppo tecnico per proporre e coordinare gli interventi volti a mitigare i valori riscontrati e individuare le soluzioni migliori per consentire l’innalzamento della qualità degli approvvigionamenti idrici. A tale gruppo prendeva parte anche l’Azienda Sanitaria per la parte concernente le misure legate alla tutela della salute pubblica; 

al netto dell’attività che verrà condotta da APPA e dall’Università di Trento in ordine alla modellazione falda della piana di Storo, a distanza di quasi un anno dalle ultime comunicazioni ufficiali e considerato il rilievo ambientale, sanitario e sociale di un tema come la contaminazione da PFAS di una falda acquifera fondamentale anche per gli assetti agricoli, zootecnici e turistici del territorio chiesano, si ritiene opportuno essere messi a conoscenza dell’attività svolta dal gruppo tecnico di cui al paragrafo precedente, fornendo informazioni dettagliate sullo stato delle ricerche riguardo all’origine e sull’impatto degli inquinanti presenti nelle acque del bacino del Chiese;

tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia per sapere

quale sia il dettaglio più aggiornato dello stato delle ricerche e delle valutazioni riguardo all’origine degli inquinanti presenti nelle acque del bacino del Chiese, sulla loro diffusione e sui loro livelli di concentrazione, come da ricerche effettuate dalle varie agenzie che si stanno occupando della questione.

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