Mafie in Trentino: riciclaggio di denaro sporco triplicato in un anno e arrivano anche cosa nostra e camorra!

Nel lasciare il suo incarico in Trentino, il generale della finanza Ivano Maccani ha ricordato una serie di criticità legate alla criminalità organizzata riguardanti il nostro territorio. Nel 2020 in TAA si è registrato +23% delle segnalazioni per operazioni sospette contro il 7% su base nazionale . Si tratta di un pericolo quanto mai attuale e pressante. A dirlo, oltre a Maccani, anche il nuovo questore di Trento Alberto Francini, che non a caso ha dichiarato la lotta alle infiltrazioni criminali come una delle sue priorità.

Nel periodo fra il 2020 e il 2021 il riciclaggio accertato di denaro sporco in Trentino è salito da 34 milioni spiccioli a oltre 103 milioni di euro (denunciate 33 persone).

Le mafie che operano sul nostro territorio non sono solo la ndrangheta ma anche la camorra e persino cosa nostra. Oltre al porfido stanno estendendo il loro raggio d’azione a settori come il turismo, i trasporti e l’agroalimentare, anche approfittando della crisi pandemica.

La politica trentina e altoatesina non sta facendo il suo dovere sul contrasto alle mafie. Ormai da 2 anni il M5S chiede di istituire strumenti pubblici per il contrasto e il monitoraggio dei fenomeni mafiosi sul nostro territorio, visto che siamo fra i pochi a non averne. Abbiamo presentato mozioni, ordini del giorno, interrogazioni e persino proposte di legge. La maggioranza provinciale ci ha respinto scaricando la questione sulla Regione, dove l’Istituzione di un Osservatorio sulla criminalità organizzata giace arenata da più di un anno perché manca la volontà politica di sostenerla.

Di recente il presidente del Consiglio regionale Noggler ci ha dato atto che la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome ha approvato due proposte schema tipo di leggi regionali, una per l’istituzione di un Osservatorio antimafia e una sui beni confiscati alle mafie, e che intende sottoporre la tematica alla conferenza dei capigruppo. Meno positive le risposte fornite dal Presidente del Consiglio provinciale Kaswaler, il quale non ritiene di promuovere l’istituzione di un osservatorio contro la diffusione delle mafie perché dice di ritenerlo un tema politico.

Insomma, a parole i politici trentini sono tutti contrari alle mafie. In pratica però si rifiutano di attivare strumenti per contrastarle e in qualche caso sono finiti pure a cena con esponenti di queste organizzazioni. Come abbiamo visto i dati sono preoccupanti e il fenomeno della colonizzazione mafiosa del trentino, sebbene silenzioso, continua a crescere. Mi appello alla società civile e a tutti i cittadini onesti affinché facciano sentire la loro voce ai loro rappresentanti, in modo che escano dall’ambiguità, dimostrando con atti concreti la loro opposizione alle mafie!

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Il servizio del TGR riguardo a aumento del riciclaggio e invasione mafiosa in Trentino

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