Piccole derivazioni idroelettriche. Il M5S sollecita la giunta provinciale alla tutela dell’acqua pubblica

Non se ne è parlato molto (anzi per niente…), ma il 15 settembre scorso il Consiglio delle Autonomie locali ha approvato una mozione, poi trasmessa al Consiglio provinciale, tramite la quale si chiede di intervenire a tutti i livelli per far convivere la disciplina comunitaria in materia di concorrenza con la tutela della natura pubblica del bene acqua e del suo sfruttamento a fini idroelettrici coinvolgendo gli enti locali. Una presa di posizione importante, che il M5S ha fatto propria, anche perché ricalca ciò che avevamo chiesto alla giunta lo scorso aprile tramite un nostro ordine del giorno che venne però bocciato. Per evitare che la richiesta del Consiglio delle Autonomie resti lettera morta, abbiamo presentato un’interrogazione (3141/XVI del 26 ottobre 2021) con la quale chiediamo al presidente Fugatti di essere conseguente rispetto alle richieste dell’organo di rappresentanza dei Comuni.

L’acqua è un bene pubblico di primaria importanza e la sua gestione va tutelata, come del resto ribadito dagli italiani con il referendum del 2011. Purtroppo le interpretazioni più estreme dell’impostazione dell’Unione Europea sul tema sono orientate ad un liberismo cieco e miope, che non tiene conto delle peculiarità dei territori. Questo si è tradotto in una giurisprudenza che ha modificato la legislazione vigente mettendo a rischio la riassegnazione agli enti locali delle concessioni per la gestione delle piccole derivazioni idroelettriche, costruite e ben gestite dalle comunità locali, aumentando il rischio di affidare la gestione a soggetti privati il cui unico scopo è il profitto e non la distribuzione dei benefici delle utilità alla collettività.

I margini di azione, volendo, ci sono. Basti vedere l’impegno col quale le giunte di Trento e Bolzano hanno fatto pressione sul governo centrale per ottenere il rinnovo senza gara della concessione A22 abbinato al mantenimento dei gruppi privati all’interno dell’azionariato di questo monopolio naturale, il tutto in palese e aperto contrasto con le richieste comunitarie. Se tutto questo impegno è stato profuso per A22, almeno altrettanto potrebbe e dovrebbe essere fatto per la tutela dell’acqua pubblica e delle piccole derivazioni idroelettriche gestite dai nostri enti locali. Invece, chissà perché, quando si tratta di tutelare gli interessi della collettività e non di qualche azionista privato, la giunta provinciale si scopre di colpo priva di forze e di argomenti verso il Governo nazionale.

Ecco perché sosteniamo con forza le richieste del Consiglio delle Autonomie locali. La buona politica, del resto, dovrebbe consistere nel trovare soluzioni ai problemi che riguardano la vita di tutti i cittadini, non solo di quelli meglio introdotti.

* * * * *

Segue testo integrale dell’interrogazione 3141/XVI del 26 ottobre 2021 Valorizzare la natura pubblica del bene acqua e favorire modelli di gestione che prevedano il coinvolgimento degli Enti locali”

In data 15 aprile 2021 il Consiglio provinciale, con parere negativo espresso dalla Giunta provinciale, rigettava la proposta di ordine del giorno 211/81/XVI “Revisione della normativa in materia di derivazioni idroelettriche e gestione decentrata e partecipata delle risorse idriche a fini idroelettrici” con cui si chiedeva di impegnare la Giunta a: (1) avanzare formale richiesta per l’apertura di un tavolo di lavoro in sede di Conferenza Stato-Regioni per favorire una revisione della normativa volta ad accorpare in un unico codice le norme in materia di derivazioni idroelettriche e rendere chiara e coerente la disciplina del settore; (2) avviare un confronto con i Ministeri competenti in materia di ambiente, sviluppo economico sostenibile, politiche di coesione economica,  sociale e territoriale, politiche per lo sviluppo della montagna, nonché con le competenti direzioni generali della Commissione Europea, al fine di definire un quadro regolatorio uniforme a livello europeo nel quale sia assicurata una via preferenziale all’affidamento delle concessioni delle derivazioni idroelettriche a soggetti totalmente pubblici o a società miste pubblico-privato su base regionale, provinciale o locale nelle quali il soggetto privato è rappresentato da società cooperative che perseguono scopi mutualistici e di tutela ambientale; (3) elaborare uno schema di modello normativo per assicurare un regime specifico di gestione decentrata e partecipata delle risorse idriche a fini idroelettrici nelle comunità residenti nelle zone di montagna e nelle aree interne;

in data 8 giugno 2021 il Consiglio provinciale, con parere negativo espresso dal Presidente del Consiglio provinciale, rigettava la proposta di ordine del giorno 2/79/XVI “Avviare un confronto sui meccanismi di rappresentanza degli enti locali situati in zone di montagna e sul funzionamento dei Consigli per le autonomie locali” con cui si proponeva al Presidente del Consiglio di avanzare un’istanza in sede di Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, volta ad avviare un confronto per la verifica dell’efficacia dei meccanismi di rappresentanza degli enti locali situati in zone periferiche e di montagna e più in generale, a favorire lo scambio di buone pratiche e a verificare l’efficacia e il funzionamento dei Consigli per le autonomie locali nelle diverse regioni;

in data 24 settembre 2021 il Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali – non potendo esprimere simili considerazioni nella seduta congiunta con il Consiglio provinciale che ci si rifiuta di convocare nonostante la legge preveda che debba svolgersi ogni anno (a tal riguardo vedasi relazione di minoranza del disegno di legge 110/XVI) – ha inviato al Consiglio provinciale la mozione adottata nella seduta del 15 settembre 2021 “Mozione sul tema delle piccole derivazioni idroelettriche (R.D. n. 1775/1933) finalizzata a promuovere un miglior contemperamento fra l’applicazione della disciplina comunitaria in materia di concorrenza con un modello di sfruttamento idroelettrico che valorizzi la natura pubblica del bene e favorisca modelli di gestione che prevedano il coinvolgimento degli Enti locali: valutazione e adempimenti conseguenti” (lettera + mozione in allegato);

la predetta mozione impegna il Presidente e la Giunta del Consiglio delle autonomie locali a: (1) a intraprendere le iniziative politiche e le azioni necessarie presso le competenti istituzioni locali, nazionali, transalpine ed europee, al fine di stimolare un dibattito pubblico e promuovere un miglior contemperamento fra l’applicazione della disciplina comunitaria in materia di concorrenza con un modello di sfruttamento idroelettrico che valorizzi la natura pubblica del bene e favorisca modelli di gestione che prevedano il coinvolgimento degli Enti locali; (2) a integrare le argomentazioni esposte nella mozione, qualora l’opportunità, le esigenze espositive o altri spunti di approfondimento lo richiedano, nella direzione interpretativa tracciata; (3) a proporre presso le sedi competenti la definizione di un assetto normativo coerente con la impostazione descritta nelle premesse della mozione stessa;

preso atto della modifica alla legge provinciale sulle acque pubbliche del 1976 apportata dalla legge provinciale 04 agosto 2021, n. 18 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2021 – 2023” approvata dal Consiglio provinciale il 29 luglio 2021 per evitare l’impugnativa del Governo con cui sono stati abrogate le disposizioni normative per riconoscere il ruolo degli enti locali, delle cooperative storiche e delle comunità energetiche nella gestione delle piccole e medie derivazioni idroelettriche e del documento adottato dal Consiglio delle autonomie locali il 15 settembre scorso, si ritiene vi siano le condizioni per riconsiderare i pareri negativi espressi sulle proposte di ordine del giorno citate nei paragrafi precedenti;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

se intenda promuovere le iniziative suggerite nella mozione adottata dal Consiglio delle autonomie locali il 15 settembre 2021 per valorizzare la natura pubblica del bene acqua e favorire modelli di gestione che prevedano il coinvolgimento degli Enti locali e nella proposta di ordine del giorno 211/81/XVI del 12 aprile 2021 “Revisione della normativa in materia di derivazioni idroelettriche e gestione decentrata e partecipata delle risorse idriche a fini idroelettrici”

One Reply to “Piccole derivazioni idroelettriche. Il M5S sollecita la giunta provinciale alla tutela dell’acqua pubblica”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...