PTPC 2022-2024 del Consiglio provinciale: le osservazioni del M5S

A gennaio scadeva anche il termine per presentare osservazioni per l’adozione dell’aggiornamento al Piano di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Consiglio provinciale. Per il secondo anno consecutivo ho ritenuto di presentare un documento per suggerire interventi in materia di digitalizzazione e di trasparenza (qui osservazioni per PTPC 2021-2023 e riscontro della segreteria generale). Sembra di andare sempre contro i mulini a vento ma sento il dovere di fare del mio meglio per migliorare le cose, anche a costo di predicare nel deserto:
– Nota con Osservazioni al PTPC 2022/2024 del Consiglio provinciale – 13 gennaio 2022
– Allegato 1 – Atti di sindacato e di indirizzo rivolti al Presidente del Consiglio provinciale
– Allegato 2 – Osservazioni al PTPC presentate nel 2021

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Segue il testo integrale della comunicazione inviata al Segretario generale del Consiglio (Versione pdf):

Oggetto: osservazioni al Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione del Consiglio provinciale di Trento 2022-2024

Ai sensi della legge n.190 del 2012, del decreto legislativo n.33 del 2013 e dell’avviso pubblicato sul sito istituzionale del Consiglio provinciale l’15 dicembre 2021 la presente nota è per inviare una serie di proposte e di osservazioni sul piano di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2021-2023 approvato il 30 marzo 2021.

I fenomeni corruttivi sono uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo socio-economico di un territorio e possono accentuare le disuguaglianze e le ingiustizie sociali distorcendo la corretta attuazione delle politiche pubbliche. Si tratta di un’evidenza che a livello istituzionale è stata ribadita più volte nel corso degli anni, ad esempio nel 2017 dal gruppo di lavoro interdisciplinare e congiunto tra Autorità Nazionale Anticorruzione e Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri responsabile di un’analisi istruttoria per l’individuazione di indicatori di rischio corruzione di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni.

Per arginare la diffusione dei fenomeni corruttivi, che in Italia è a livelli tra i più elevati di tutto l’Occidente, nell’ultimo decennio lo Stato ha introdotto una serie di misure basate su una diffusa azione preventiva. Tra di esse ci sono i piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza, documenti di natura programmatica che inglobano le misure di prevenzione obbligatorie per legge e quelle ulteriori che un’amministrazione intenda porre in essere. Le pubbliche amministrazioni aggiornano il piano su base annuale dopo aver posto in consultazione pubblica quello dell’anno precedente per raccogliere osservazioni dalla cittadinanza in un’ottica di controllo diffuso.

Nel marzo del 2021 il Movimento 5 Stelle aveva presentato un serie di osservazioni puntuali per la definizione del PTPC 2021-2023 del Consiglio provinciale di Trento (in allegato). Si è trattato della prima esperienza in tal senso visto che mai nessuno aveva pensato di sfruttare questa possibilità. Ci eravamo concentrati in particolare sulle situazioni che danno luogo a eccessive concentrazioni di potere, elevata discrezionalità nel suo esercizio, scarsa trasparenza e mancanza di accountability.

Tra i riscontri positivi alle nostre segnalazioni si evidenziano la pubblicazione del PTPC con le modalità indicate dalle linee guida in materia di trasparenza e dal Piano Nazionale Anticorruzione (Osservazione 1). A partire dal 2021 il piano è consultabile in versione testuale e comprende anche una sezione dedicata all’analisi del contesto esterno (Osservazione 2), la quale potrebbe essere ampliata con analisi più dettagliate anche attraverso il coinvolgimento degli organi istituzionali interni del Consiglio. Inoltre, pur con una forma grafica perfettibile, la sezione per le segnalazioni whistleblowing è stata aggiornata indicando il percorso e la procedura per indirizzare eventuali segnalazioni direttamente all’ANAC come consentito dalla legge (Osservazione 7).

Pur avendo espresso un’apertura in relazione allo sviluppo di strumenti per rilevare la soddisfazione degli utenti nelle premesse del Piano 2021-2023 (Osservazione 21) ad oggi non si rilevano interventi in tale direzione. Nella sezione “Servizi in rete” si segnala invece il malfunzionamento dei link alle pagine del sito istituzionale dei Garanti e del Corecom.

Rispetto alle osservazioni presentate nel 2021 si registra l’approvazione del regolamento di accesso alla qualifica di dirigente (Osservazione 10) e la pubblicazione dei bandi dei relativi concorsi, pur lamentando l’approvazione dei bandi prima che il regolamento fosse stato pubblicato e dunque senza consentire ai componenti dei gruppi politici non rappresentati nell’ufficio di presidenza di poter presentare osservazioni al regolamento.

Le altre osservazioni formulate nel 2021 non sono state invece considerate pertinenti all’ambito amministrativo dell’anticorruzione ma più attinenti all’attività istituzionale del Consiglio. Sono state pertanto riportate agli organi di autogoverno del consiglio da parte del responsabile della prevenzione della corruzione ma evidentemente non hanno trovato alcun riscontro visto che in sede politica non si considera il merito delle questioni ma le stesse sono rimesse all’arbitrio di chi occupa le posizioni di comando.

Negativo dunque l’esito delle osservazioni riguardanti (1) la necessità di mappare le fonti di rischio per la struttura organizzativa e per l’attività dei consiglieri, (2) la richiesta di condivisione dei pareri di regolarità amministrativa e contabile dell’ufficio di presidenza, (3) l’eliminazione della promiscuità dei provvedimenti legislativi che modificano norme in materia di bilancio e di contabilità, (4) la digitalizzazione delle procedure di deposito di atti ed emendamenti e di gestione del calendario dei lavori, (5) la riduzione del potere discrezionale con cui l’ufficio di presidenza delibera i rimborsi per le spese legali, (6) l’approvazione in tempi consoni dei processi verbali delle commissioni consiliari e la conseguente pubblicazione, (7) la separazione delle funzioni di responsabile della corruzione da quelle di responsabile per la trasparenza, (8) la garanzia di maggiore trasparenza nelle procedure di nomina di organi quale il Difensore Civico e i garanti per i diritti, (9) la messa in relazione delle violazioni della par condicio con la valutazione della performance dell’ufficio stampa, (10) l’autonomia funzionale e organizzativa degli organi di garanzia come sancita nei Principi di Venezia.

Nel 2021 sono mancate le condizioni politiche per far meglio e probabilmente mancheranno anche negli anni a venire. Del resto, misure preventive più incisive e di maggiore trasparenza sono spesso trattate con ostilità da parte di chi deve subirle poiché ne riducono la discrezionalità nell’esercizio del potere, esponendo comportamenti e scelte politiche al controllo dei cittadini, con tutto ciò che ne consegue.

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Per l’anno 2022, in aggiunta a quanto già formulato per il Piano 2021-2023, si osserva quanto segue:

Osservazione 1 – Procedure di adozione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione del Consiglio
Nell’aggiornamento del PNA 2019 (delibera n. 1064 del 13 novembre 2019), l’ANAC ha ribadito quanto già invocato negli aggiornamenti degli anni precedenti: “sulla base degli esiti della vigilanza condotta dall’Autorità, si è evinto che un elemento che pregiudica in modo significativo la qualità dei PTPCT e l’individuazione di adeguate misure di prevenzione è, senza dubbio, il ridotto coinvolgimento degli organi di indirizzo, abbiano essi natura politica o meno, nel processo di definizione delle strategie di prevenzione della corruzione e nella elaborazione del PTPCT.”.
In questa sede si fa notare che tra gli organi interni del Consiglio l’ufficio di presidenza non può essere considerato un organo rappresentativo di tutte le forze politiche che hanno ricevuto il sostegno degli elettori al momento del voto per l’elezione del Consiglio. L’ufficio di presidenza presenta peraltro la peculiarità di non assicurare alcuna forma di pubblicità sullo svolgimento dei lavori tanto che i processi verbali non sono resi accessibili nemmeno ai consiglieri provinciali. Andrebbero pertanto considerate delle procedure per il coinvolgimento potenziale di tutti i consiglieri interessati a portare il loro contributo alla definizione del Piano garantendo al contempo forme di pubblicità relativamente alle consultazioni propedeutiche all’adozione del Piano stesso per evitare di pregiudicare la qualità del documento finale.

Osservazione 2 – Tracciamento degli atti di sindacato ispettivo e degli atti di indirizzo che impegnano il presidente del consiglio e l’ufficio di presidenza
In fase di approvazione delle delibere di adozione del bilancio di previsione, dell’assestamento e del rendiconto del bilancio del Consiglio, il regolamento consiliare, diversamente dalle prassi parlamentari, non consente la presentazione di ordini del giorno per indirizzare l’attività istituzionale del presidente del Consiglio e del suo ufficio di presidenza. I consiglieri possono solamente intervenire nella discussione generale che precede la votazione delle delibere senza la possibilità di imprimere indirizzi di alcun tipo al governo interno del Consiglio. Solo l’ufficio di presidenza, nella fase di adozione preliminare e tenuto eventualmente in conto delle considerazioni emerse nella conferenza dei presidenti di gruppo, può adottare modifiche al bilancio e definire le linee strategiche generali con l’approvazione di delibere specifiche. L’ufficio di presidenza non rappresenta tuttavia in maniera proporzionale la composizione politica del consiglio ma risponde a logiche non sempre corrispondenti al principio del pluralismo democratico. Gli unici strumenti a disposizione dei consiglieri per poter compartecipare al governo del Consiglio sono pertanto gli atti di sindacato ispettivo e gli atti di indirizzo politico come mozioni oppure ordini del giorno collegati alle sessioni del bilancio provinciale (ma non alle delibere del bilancio consiliare) o a disegni di legge in discussione su materie specifiche.
In considerazione delle limitazioni sopra descritte, sarebbe pertanto utile predisporre un sistema di monitoraggio degli atti rivolti alla presidenza del consiglio nel corso della legislatura per assicurare livelli di trasparenza e di controllo che con le disposizioni regolamentari vigenti non possono essere garantiti nelle sessioni in cui viene trattato il bilancio consiliare. Il sistema di monitoraggio potrebbe prevedere una raccolta su base annuale degli atti indirizzati al presidente del consiglio, i tempi di risposta alle interrogazioni e i tempi e le modalità di attuazione degli atti di indirizzo eventualmente approvati dal consiglio. Un simile sistema di monitoraggio potrebbe peraltro fornire una raccolta di informazioni e di dati utili al responsabile della prevenzione della corruzione nell’aggiornamento e nell’attuazione del Piano stesso (in allegato gli atti presentati dallo scrivente nel corso della legislatura).

Osservazione 3 – Pubblicazione dell’elenco delle richieste, dei resoconti e degli atti prodotti nelle conferenze di informazione
Le conferenze di informazione rappresentano uno dei momenti di approfondimento più significativi dell’intera attività istituzionale all’interno del Consiglio. La possibilità di visionare integralmente la videoregistrazione delle stesse sul canale YouTube del Consiglio è decisamente apprezzabile. Si osserva tuttavia che le richieste di conferenza di informazione non siano inserite nel database degli atti consiliari, a differenza ad esempio delle richieste di comunicazione da parte della Giunta, e che sul sito non sia rinvenibile un elenco delle conferenze svolte nelle diverse legislatura e dunque nemmeno i relativi resoconti o i processi verbali. Trattandosi di materiale estremamente prezioso e ricco di informazioni si potrebbero valutare misure per renderlo più accessibile e aggiornare la sezione del Piano dedicato alla trasparenza.

Osservazione 4 – Sito internet del Difensore civico, dei Garanti dei diritti dei detenuti e dei minori e del Corecom
Come richiesto con l’ordine del giorno 353/XVI Difensore civico, Garanti dei diritti dei detenuti e dei minori e Corecom dovrebbero essere dotati di un sito internet gestito autonomamente e raggiungibile tramite un dominio registrato dedicato (vedasi ad esempio Difensore civico della Provincia di Bolzano, Consigliera di parità, Garante per l’infanzia e l’adolescenza e Comitato provinciale per le comunicazioni).

Osservazione 5 – Trasparenza sul personale assegnato agli uffici del Difensore civico, dei Garanti dei diritti dei detenuti e dei minori e del Corecom
Trattandosi di uffici a diretto contatto con il pubblico, anche qualora l’ufficio di presidenza non volesse riconoscere l’autonomia gestionale ed operativa raccomandata dalla Commissione di Venezia (vedasi Osservazioni sul piano 2021-2023), andrebbe comunque creata una sezione specifica con i contatti del personale assegnato, il ruolo e le relative funzioni sull’esempio delle pagine costruite per lo staff del Difensore civico della Toscana e della Provincia autonoma di Bolzano.

In allegato:
elenco degli atti rivolti alla Presidenza del Consiglio nel corso della XVI legislatura
copia delle osservazioni presentate nel marzo 2021 in fase di aggiornamento del PTPC 2021-2023

Cordialmente,

Consigliere Alex Marini

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