Emergenza climatica e PNRR. Il Consiglio provinciale di Trento raccoglie l’appello degli scienziati del mondo sull’emergenza climatica 

Nei giorni scorsi il Consiglio provinciale si è riunito per discutere l’informativa dell’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli sulle iniziative che la Provincia di Trento sta mettendo in campo per impiegare i fondi ottenuti dal Governo Conte II attraverso il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR).

Partendo dalle riflessioni di Luca Mercalli all’eventoIl clima che cambiatenutosi 10 febbraio a Mori, abbiamo presentato una proposta di risoluzione per impegnare il Consiglio a raccogliere l’appello sull’emergenza climatica sottoscritto da più di 11.000 scienziati di tutto il mondo e a fare in modo che la Giunta consideri gli indicatori sulle emissioni di gas serra e sui loro impatti sul clima, sull’ambiente e sulla società nell’elaborazione dei progetti da finanziare con i fondi del PNRR.

Il punto è fin troppo semplice da capire: il PNRR che in teoria è pensato per adeguare la nostra economia ai nuovi scenari climatici globali, in pratica corre il serio rischio di trasformarsi in una reiterazione dei modelli che ci hanno portati sull’orlo del collasso. Di fatto molti dei progetti finanziati col PNRR si basano su proposte che implicano consumo di suolo, utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili, minacce all’ecosistema, il che è un tradimento tangibile rispetto alle premesse sulle quali si basa il PNRR stesso. In molti casi le motivazioni ambientali sembrano solo la foglia di fico che serve a nascondere la voracità dei soliti soggetti specializzati nel far man bassa di denaro pubblico senza produrre nulla di utile per la collettività.

Sono problemi gravi e purtroppo non di immediata soluzione. Almeno per quanto riguarda il Trentino la nostra proposta di risoluzione, approvata con emendamento, porterà ad ispirare i progetti del PNRR al rispetto dei criteri necessari a contrastare il cambiamento climatico invece che ad esacerbarlo.

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Segue il testo integrale della proposta di risoluzione 146/45/XVI del 17 febbraio 2022 “Realizzazione dei progetti del PNRR sulla base di azioni evidenziate nell’appello “World Scientists’ Warning of a Climate Emergency” e perseguire le priorità per la lotta al cambiamento climatico”. Collegata alle Comunicazioni della Giunta n. 45/XVI “Informazioni sull’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza” e n. 46/XVI “Stato di attuazione dei progetti inclusi nel piano nazionale di ripresa e resilienza” e approvata con emendamento.

Riflessioni sull’informativa illustrata dall’assessore Achille Spinelli

Secondo quanto riportato dal comunicato stampa della Provincia PNRR per il Trentino: il sito web, le risorse assegnate o in assegnazione al Trentino a fine gennaio 2022 ammontano a circa 1,26 miliardi, di cui la maggior parte, per la precisione 930 milioni, destinata alla circonvallazione ferroviaria di Trento nell’ambito della nuova linea ad alta velocità del Brennero. Inoltre sono stati attivati una cabina di regia e un team di esperti PNRR, in sinergia con il gruppo paritetico attivato dal Consorzio dei Comuni trentini con la struttura provinciale competente in materia di enti locali. I 19 esperti che compongono il pool hanno il compito di migliorare le prestazioni nella pubblica amministrazione trentina, Provincia autonoma di Trento e Comuni, nella gestione di procedure complesse (ad esempio: edilizia, ambiente, appalti) che possono impattare anche su investimenti previsti dal PNRR (PNRR per il Trentino: il sito webComunicato stampa PAT n. 284, 04 febbraio 2022);

nel comunicato si specifica che “il numero di attività complessive ammonta a 47 interventi”, tuttavia questi interventi non sono pubblicati nella sezione del sito istituzionale della Provincia creata appositamente per informare la cittadinanza con riguardo agli iter progettuali delle proposte di investimento da realizzare con la quota del PNRR destinata agli enti locali trentini e alla Provincia di Trento. Sul sito sono disponibili solo i dati di sintesi relativi al numero dei progetti, all’importo totale stanziato e alla suddivisione dei fondi secondo le 6 missioni;

di seguito la suddivisione dei fondi secondo le 6 missioni:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo: 29,72 milioni di euro per 3 interventi, tra cui il pool di esperti PNRR per il supporto alla pubblica amministrazione e la riqualificazione dei borghi storici;
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica: 148,8 milioni di euro per 14 interventi. Nell’insieme iniziative per mobilità ciclistica, rinnovo delle flotte di bus e treni verdi, nuove scuole e riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica;
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile: 930 milioni di euro per 1 intervento, ovvero la circonvallazione ferroviaria di Trento nell’ambito della nuova linea ad alta capacità del Brennero;
  • Istruzione e Ricerca: 64,3 milioni di euro per 6 interventi. Il focus sul potenziamento dei servizi di istruzione;
  • Inclusione e Coesione: 28,1 milioni di euro per 12 interventi, nel campo del lavoro (progetto Gol per l’occupabilità), il sociale e la strategia aree interne;
  • Salute: 65 milioni di euro per 11 interventi, sulle strutture sanitarie e gli ospedali e nel campo della formazione per innovazione, ricerca e digitalizzazione nel sistema sanitario;

nell’appello “World Scientists’ Warning of a Climate Emergency” (disponibile in italiano sul blog scientifico Climalteranti), più di 11.000 scienziati provenienti da tutto il mondo hanno espresso in modo chiaro ed inequivocabile la loro preoccupazione per l’emergenza climatica che da anni investe l’intero globo. A tal proposito le azioni da intraprendere per arginare il collasso ambientale e climatico in corso, secondo quanto evidenziato dall’appello degli accademici, sono raggruppabili in sei punti:

1. massiccio ricorso a energie rinnovabili ed efficienza energetica;

2. riduzione dell’inquinamento in senso lato;

3. protezione della biodiversità per mitigare l’estinzione di specie;

4. dieta umana meno carnivora e azzeramento dello spreco di cibo;

5. contenimento della crescita economica ed elaborazione di un nuovo paradigma che tenga conto dei limiti ambientali;

6. stabilizzazione della popolazione globale attraverso un programma di educazione ed emancipazione femminile per ridurre le nascite;

per quel che riguarda il nostro Paese, in Italia l’appello è stato ripreso dal metereologo, divulgatore scientifico ed accademico Luca Mercalli nell’articolo “Se il pianeta è malato lo saremo anche noi: crisi climatica, ambientale e sanitaria” pubblicato in Scienze del Territorio. ISSN 2284-242X. Special issue “Abitare il territorio al tempo del Covid”. pp. 29-32, DOI: 10.13128/sdt-12137. © 2020 Author(s);

l’importanza di un raccordo tra emergenza climatica e iniziative economiche è stata evidenziata ripetutamente anche dai partecipanti al World Economic Forum, una fondazione senza fini di lucro con sede a Cologny, in Svizzera, nata nel 1971 per iniziativa dell’economista ed accademico Klaus Schwab. Ad esempio, nel 2020, in occasione del meeting annuale tra esponenti della politica e dell’economia internazionale organizzato dal WEF nella cittadina svizzera di Davos, il principe del Galles affermava “il riscaldamento globale, il cambiamento climatico e la perdita devastante di biodiversità sono le più grandi minacce che l’umanità abbia mai affrontato”. Secondo quanto espresso nell’edizione del 2022 del WEF, i primi 3 rischi globali sono i seguenti: cambiamenti climatici, eventi metereologici estremi e perdita di biodiversità;

nella sezione dedicata del sito istituzionale del WEF intitolata “Climate Indicators”, l’Organizzazione Mondiale di Meteorologia ha stabilito sette indicatori climatici per fornire un quadro completo del sistema climatico globale e dei rischi derivanti dalla sua alterazione:

  • estensione dei ghiacciai;
  • bilancio di massa glaciale, ovvero la somma di tutti i guadagni e le perdite di massa glaciale;
  • calore degli oceani;
  • temperatura superficiale media globale;
  • innalzamento del livello del mare;
  • concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica;
  • acidificazione degli oceani;

l’obiettivo degli indicatori è migliorare la comprensione delle modalità attraverso cui il cambiamento climatico minaccia lo sviluppo sostenibile e incoraggiare così un’azione più drastica ed immediata. Infatti, nonostante l’adozione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e l’istituzione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030, emergono  notevoli divari tra le comunità scientifiche e politiche quando si tratta di comprendere come i rischi del cambiamento climatico si riversino a cascata sui sistemi ambientali, sociali ed economici ed applicare le relative politiche pubbliche ed economiche per contrastarli;

alla luce delle evidenze scientifiche citate in premessa, si ritiene auspicabile che i progetti finanziati dal PNRR in Trentino siano realizzati secondo una logica il più possibile vincolata ai principi di sostenibilità climatico-ambientale, come ad esempio auspicato nell’appello “World Scientists’ Warning of a Climate Emergency” sottoscritto da più di 11.000 scienziati di tutto il mondo e come indicato nelle priorità definite al World Economic Forum del 2022;

Tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta provinciale

  1. a valutare la realizzazione dei progetti del PNRR sulla base delle azioni globali da mettere in pratica evidenziate nell’appello “World Scientists’ Warning of a Climate Emergency” e perseguire le priorità definite dal World Economic Forum per la lotta al cambiamento climatico;
  2. a dare precedenza alla realizzazione di progetti il più possibile rispondenti alle priorità evidenziate al punto 1 della presente risoluzione;

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Segue il testo dell’emendamento al dispositivo con cui è stata approvata la proposta di mozione:

Intervento su governance e informazione istituzionale nella gestione del PNRR in Provincia di Trento
Le opportunità offerte dalle comunità energetiche in Trentino

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