La giunta usa i soldi del PNRR per inondare di cemento il Trentino e inasprire il cambiamento climatico

La produzione del cemento è la terza sorgente di emissioni di anidride carbonica dopo i combustibili fossili e il cambio d’uso del suolo ma in Trentino la giunta punta su opere tipo il prolungamento dell’autostrada Valdastico, il bypass ferroviario di Trento o la costruzione di tutta una sfilza di circonvallazioni. Così il cemento scorre a fiumi e pace se questo è in diretto contrasto con gli intenti del PNRR e dei finanziamenti europei. Per sottolineare questo scempio, di recente il M5S ha presentato un’interrogazione che rende palese la stortura.

L’esplosione del costo dell’energia seguita allo scoppio della guerra in Ucraina è la conseguenza di una serie di concause piuttosto complesse. A livello nazionale e locale è (anche) il risultato di anni di arretratezza, negligenza e vere e proprie azioni di lobbying da parte dei gruppi interessati al mantenimento della spesa per le fonti fossili di energia. Da tempo era a tutti evidente quanto controproducente fosse continuare a insistere su un paradigma energetico a base di carbone e gas, non solo per motivi ambientali ma anche economici. Eppure certe logiche sono dure a morire, dato che a sostenerle ci sono vasti interessi, capaci di influenzare la politica di interi Paesi, figurarsi di Regioni e Province. L’energia può essere prodotta da fonti rinnovabili oppure no. Allo stesso tempo esistono fonti energetiche che aggravano fenomeni quali il cambiamento climatico, tramite il massiccio rilascio al consumo di gas climalteranti e allo stesso tempo ne esistono altre che non danno luogo a questo genere di criticità. Come tutte le attività umane la produzione di cemento richiede energia, ma di per sé essa è a sua volta un’attività che implica il rilascio di gas climalteranti, ad esempio per le procedure di cottura necessarie. Va dunque da sé che puntare tutta la politica delle opere pubbliche sulla costruzione di gigantesche strutture a base di cemento non sia proprio il massimo in termini di contrasto al cambiamento climatico. Purtroppo laddove ci sono interessi di un certo tipo la logica sparisce e si scatenano gli appetiti, per cui si arriva a giustificare anche i controsensi in nome dell’opportunità del momento. Ecco dunque spiegato come in Provincia di Trento possano convivere l’idea di realizzare opere gigantesche, inutili e dannose, con le promesse di riduzione delle emissioni che giustificano i finanziamenti del PNRR. 

La contraddizione è evidente e vale la pena di sottolinearla, perché procedendo di questo passo useremo i soldi che servono a decarbonizzare l’economia finendo per inasprire e peggiorare i processi di cambiamento climatico in atto… poi piangeremo per la siccità seguita da alluvioni o per eventi tragici come la tempesta Vaia, senza capire che non si tratta del fato cinico e baro ma delle conseguenze delle azioni di persone avide e scriteriate, le quali pongono il proprio interesse davanti a qualsiasi cosa, compresa la vita delle persone.

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Segue il testo dell’ Interrogazione n. 3493/XVI a risposta scritta “Stima del fabbisogno di energia necessaria per la realizzazione delle opere inserite nel documento di programmazione settoriale (DPS) 2021-2023 in materia di infrastrutture e trasporti e stima delle conseguenti emissioni di gas climalteranti“, del 25 febbraio 2022.

Con delibera n. 938 del 11 giugno 2021 è stato adottato il “Documento di programmazione settoriale (DPS) 2021 – 2023 in materia di Infrastrutture e trasporti – Sezioni Infrastrutture stradali statali e provinciali – Infrastrutture ciclopedonali”. Fra le opere più significative si evidenziano le seguenti:

  • “Opera S-961 – Interventi di potenziamento e messa in sicurezza della SS 240 “di Loppio e Val di Ledro” nel tratto Mori – Passo S. Giovanni” (’opera è distinta in 3 unità funzionali: UF1 – Variante di Loppio; UF2 – Sistemazione e adeguamento loc. “Fanum” UF3 – . S. Giovanni – Lungolago Loppio (UF6 di S-815));
  • Opera S-960 – Interventi di ripristino, sistemazione e miglioramento sismico di ponti stradali” (due interventi identificabili come unità minime funzionali: UF 1 Ponte Nogarè; UF 2: Ponte sul Rio delle Casare – Pinè.);
  • Opera S-310 – S.S. 239 di Campiglio – Variante di Pinzolo (interventi suddivisi in due unità minime funzionali autonome: “UF1 – Bypass di Pinzolo e Carisolo”, oggetto dei finanziamenti a bilancio e per la quale si procede alla realizzazione; “UF2 – Bypass di Giustino”, la cui realizzazione è subordinata all’acquisizione delle relative risorse finanziarie a copertura della spesa.);

inoltre, sono previsti interventi collegati alle Olimpiadi Invernali 2026, finanziati per intero con entrate statali, per complessivi euro 56 milioni, di cui:

  • Opera S-994: S.P. 102 delle Piramidi – Collegamento Piazze – Segonzano – 2° intervento (Comune Bedollo) – completamento. Il costo stimato è di euro 7.800.000,00;
  • Opera S-995: Interventi puntuali di messa in sicurezza della SP71. Il costo complessivo stimato è di euro 8.200.000,00;
  • Opera S-993: Interventi infrastrutturali per il BUS RAPID TRANSIT. Il costo complessivo stimato è di euro 40.000.000,00;

più avanti nella medesima delibera viene affermato che l’Opera S-990 “Studi urgenti per interventi di messa in sicurezza della rete stradale di interesse provinciale (SS e SP)” viene ridefinita inserendo i seguenti interventi:

  • “Opera S-992 – Interventi per la sistemazione della viabilità lungo la SS 50 del Passo Rolle e per la riqualificazione della zona centrale di San Martino di Castrozza”;
  • “Opera n. C-90 – Interventi per la messa in sicurezza della Strada Statale 47 della Valsugana e realizzazione di percorsi ciclopedonali lungolago, che appare corretto classificare nella Sezione Infrastrutture stradali, a causa delle implicazioni tra ciclabile e statale;

inoltre viene previsto che nel DPS sono ricompresi gli interventi interessati dalla delibera 575/2021 (nomina Commissari di cui all’art. 60 bis della legge provinciale 13 maggio 2020 n. 3 per la realizzazione di opere pubbliche o d’interesse pubblico di competenza della Provincia), per i quali si rinvia a successivi provvedimenti per quanto riguarda eventuali modifiche di organizzazione e gestione delle risorse relative;

con delibera n. 2239 del 23 dicembre 2021 è stato modificato ed integrato il Documento di programmazione settoriale (DPS) 2021 – 2023 in materia di Infrastrutture e trasporti – Sezioni Infrastrutture stradali statali e provinciali – Infrastrutture ciclopedonali. In particolare si sono aggiunti quasi 187 milioni al piano di investimenti, le opere finanziate sono le seguenti:

  • variante di Ponte Arche (67,2 milioni)
  • variante Campitello-Canazei – Bypass di Canazei (75 milioni)
  • svincolo di Borgo est sulla statale 47 della Valsugana (13 milioni)

il progetto della circonvallazione ferroviaria di Trento prevede di realizzare una variante della linea storica Verona-Brennero, nel tratto che attraversa la città, e la realizzazione della nuova stazione Trento Nord della linea ferroviaria Trento-Malè. La parte centrale del tracciato si sviluppa totalmente in galleria. Questa opera civile, la più importante prevista dal progetto, avrà una lunghezza totale di 10,77 km circa. Per ridurre i tempi di esecuzione, lo scavo verrà realizzato utilizzando quattro TBM (Tunnel Boring Machine) che lavoreranno in contemporanea (Dibattito Pubblico Circonvallazione ferroviaria di Trento – gennaio 2022);

con i proventi della gestione della concessione dell’A22, in aggiunta alla realizzazione dell’autostrada Cispadana e la Campogalliano-Sassuolo tramite due società giuridicamente autonome, è in programma un piano di investimenti nell’ordine di 6 miliardi di euro. Nel programma sono previsti interventi non solo per quanto riguarda digitalizzazione, transizione ecologica e intermodalità, ma soprattutto opere infrastrutturali a livello sovraregionale tra le quali emerge la terza corsia, dinamica da Bolzano Nord a Verona ed effettiva da Verona a Modena, il terminal intermodale di Isola della Scala e il porto fluviale di Valdaro, oltre ad investimenti stradali nelle province attraversate dall’A22 quantificati per un totale di 800 milioni (Prima rata da 95 milioni per la concessione di A22 – L’Adige, 12 dicembre 2021);

un’altra opera da aggiungere a quelle sopra descritte è l’autostrada Valdastico Nord che si vorrebbe costruire a seguito dell’adozione della variante al Piano Urbanistico Provinciale il cui iter di approvazione è in corso. La delibera preliminare è stata trattata in via informale in Terza Commissione nel mese di febbraio e si vorrebbe inserire la discussione formale nel calendario dei lavori consiliari previsti per marzo (Illustrato il documento preliminare della Variante al Pup. Iniziata la discussione sulla Valdastico – Giornale online del Consiglio provinciale, 24 febbraio 2022);

nel documento presentato in occasione delle consultazioni in Terza Commissione il 3 febbraio 2022 dal Coordinamento No Valdastico si mette in evidenza come l’allungamento dell’autostrada A31 in territorio trentino va in direzione opposta rispetto a tutti gli obiettivi nazionali, europei ed internazionali di sostenibilità economica ed ambientale. Nel documento si evidenzia quanto segue: “Un primo immediato riferimento riguarda gli obiettivi presenti nel Green New Deal ed in aggiunta le recenti linee del pacchetto “Pronti per il 55%“. Mentre il primo si è posto quale obiettivo la neutralità climatica entro il 2050 il secondo, stimolato anche dal sesto rapporto sul clima del IPCC il più importante organismo internazionale sul clima, sta rivedendo alcuni obiettivi per raggiungere la riduzione del 55% delle emissioni già entro il 2030. Centrale in questi piani è la voce trasporti considerato uno dei settori prioritari sui quali mettere in atto trasformazioni efficaci e rapide, punto nodale delle azioni è il trasferimento del traffico veicolare leggero e pesante da gomma a rotaia, attuando una politica di multimodalità dei trasporti”;

sempre nel documento viene rimarcata l’enorme distanza del progetto della Valdastico con la Convenzione per la protezione delle Alpi che contiene i principi guida per una vita sostenibile nelle Alpi, ora e in futuro. La Convenzione costituisce la base giuridica per la salvaguardia dei sensibili ecosistemi alpini, delle identità culturali regionali, del patrimonio e delle tradizioni delle Alpi. Oltre alla Convenzione è importante richiamare tre Protocolli attraverso i quali la Convenzione viene attuata: “Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile”; “Difesa del suolo”; “Trasporti”, tutti ratificati ed entrati in vigore in Italia nel 2013;

è pacifico che qualora si dovesse procedere alla realizzazione di tutte le opere sopra descritte, si determinerebbe la rimozione e il trasporto di un’enorme quantità di materiale terroso e roccioso, la produzione di ingenti quantità di cemento e dunque l’emissione di una notevole quantità di CO2 e di gas climalteranti. Lo studio pubblicato sul sito dell’Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio – Sezione italiana di ASPO International dimostra come il cemento sia la terza più importante sorgente di emissione di CO2 dopo l’uso dei fossili e il cambio dell’uso del suolo. (Le conseguenze della produzione di cemento su sito di ASPO – di Dario Zampieri);

l’obiettivo di riduzione delle emissioni si raccorda con gli obiettivi della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS) e in particolare con i seguenti:

21. minimizzare le emissioni e abbattere le concentrazioni inquinanti in atmosfera;

24. assicurare elevate prestazioni ambientali di edifici, infrastrutture e spazi aperti;

42. incrementare l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonte rinnovabile evitando o riducendo gli impatti sui beni culturali e il paesaggio;

44. abbattere le emissioni climalteranti nei settori non-ETS (Emissions Trading System);

il Piano energetico ambientale provinciale (PEAP), comprensivo dell’allegato Scenario di riduzione delle emissioni del comparto industriale trentino”, contempla complessivamente una serie di interventi per una riduzione dei consumi di energia primaria di 64.128 Tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) entro il 2030, pari al 22,6% dei consumi industriali, corrispondente ad una contrazione delle emissioni del 21,6%;

“Trentino Clima 2021–2023” è il programma coordinato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA), che porterà all’adozione di una Strategia Provinciale di Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Nell’agosto 2021 la giunta provinciale, su proposta del vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione, ha approvato il programma di lavoro che punta ad orientare l’azione di contrasto ai cambiamenti climatici dell’amministrazione provinciale;

tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se abbia ritenuto o non ritenga di stimare il fabbisogno di energia necessaria per realizzare le opere elencate nelle premesse e più in generale tutte le opere inserite nel Documento di programmazione settoriale (DPS) 2021 – 2023 in materia di Infrastrutture e trasporti  nonché di stimare le conseguenti emissioni di gas climalteranti derivanti dallo svolgimento dei suddetti lavori e dal processo di produzione e di trasporto del cemento da impiegare nelle infrastrutture in programma;
  2. se abbia ritenuto o non ritenga di procedere con la quantificazione del materiale terrestre asportato per la realizzazione di tutte le opere inserite nel Documento di programmazione settoriale (DPS) 2021 – 2023 in materia di Infrastrutture e trasporti, anche nella prospettiva del relativo stoccaggio in apposite aree preventivamente individuate;
  3. se nella predisposizione del Documento di programmazione settoriale (DPS) 2021 – 2023 in materia di Infrastrutture e trasporti siano stati considerati gli obiettivi della Spross, del PEAP, del bilancio energetico della PAT e di Trentino Clima 2021–2023 e quale sia stato l’esito delle valutazioni in merito;

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