Tempesta Vaia: bene riparare i danni ma è ancora più importante prenderne spunto per evitare che il disastro possa ripetersi in futuro

La Tempesta Vaia è stata per molti aspetti un evento epocale. La furia della natura ci ha posti di fronte ad un dato di realtà inequivocabile: viviamo in territori fragili, che dobbiamo trattare con lungimiranza e rispetto se vogliamo evitare che ci franino letteralmente sotto i piedi. Visto alla luce degli imponenti cambiamenti climatici in atto a livello globale ciò significa programmare preventivamente lo sviluppo territoriale e al tempo stesso mettere in campo protocolli di intervento, sostenuti da risorse umane e materiali adeguate, e avere a disposizione piani d’azione che ci mettano in grado di minimizzare i danni provenienti anche dagli eventi calamitosi più imponenti. Non ci si può limitare a ricostruire ciò che viene di volta in volta distrutto, dobbiamo metterci in condizione di resistere, perché, per effetto dell’azione dell’uomo, ciò che abbiamo visto con Vaia diventerà con ogni probabilità la nostra nuova normalità.

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Inutile parlare di tutela dell’ambiente e di controllo sulla spesa pubblica se poi si respingono verifiche e impegni qualificanti!

Se li aveste a disposizione, dareste 12 milioni 500 mila euro e spiccioli a qualcuno senza imporre vincoli o prevedere controlli stringenti? Probabilmente no. Quando però il denaro è quello delle tasse dei cittadini, certi politici ragionano in tutt’altra maniera. Invece di agire con la misura e l’oculatezza che il rispetto di conti e bilanci imporrebbe, si fanno prendere di colpo da una strana frenesia e si dimostrano assai disponibili ad spalancare i cordoni della borsa (pubblica) senza fare troppe domande.

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La politica trentina rifiuta di dotarsi di una strategia di contrasto e mitigazione dei cambiamenti climatici. Una miopia pericolosa per tutti.

L’efficientissima Provincia Autonoma di Trento è riuscita, unica in tutta Italia, a perdere poco meno di 5,2 milioni di euro di finanziamento messi a disposizione dallo Stato per interventi volti a contrastare il dissesto idrogeologico del territorio. I fatti dimostrano chiaramente dove stia il torto, ma il problema purtroppo è molto più ampio e preoccupante: manca infatti del tutto una strategia di medio lungo periodo per il contrasto ai cambiamenti climatici, una prospettiva che è necessario assumere ma che i vertici politici nostrani hanno fin qui pervicacemente rifiutato di prendere in considerazione.

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Commissione maltempo, 12 luglio, cronaca di un sopralluogo ampiamente positivo

Terminati i lavori sull’assestamento del bilancio provinciale in prima commissione giovedì sera, ho dedicato l’intera giornata di venerdì al sopralluogo organizzato dalla Commissione speciale per il maltempo sui luoghi colpiti dalla tempesta Vaia nell’ottobre del 2018.

Ritrovo alle 8 del mattino in Piazza Dante e partenza con due pulmini della protezione civile alla volta della Val di Fiemme e della Val di Fassa. Prima tappa all’Alpe di Pampeago, dove i tecnici della provincia ci hanno mostrato le modalità con cui verranno installati i paravalanghe per proteggere gli insediamenti alberghieri in vista della prossima stagione invernale. Il viaggio è poi ripartito verso la Val di Fassa, e lungo il tragitto abbiamo preso visione delle iniziative per trasformare il legname di minor pregio in cippato. Siamo quindi arrivati a Moena, dove abbiamo visitato la zona di “Crepac”, un area molto estesa e poco accessibile in cui il servizio foreste sta costruendo in economia una strada per consentire il recupero del legname, che potrà poi tornare utile anche in futuro.

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Bene le Olimpiadi ma occhio a costi, procedure e priorità di investimento

Ieri l’Italia si è aggiudicata la possibilità di organizzare le Olimpiadi invernali del 2026. È un successo tangibile dell’opzione “Milano – Cortina” che ha saputo proporre un progetto rivelatosi credibile agli occhi dei giurati e prima ancora a quelli del Governo, che ha dato il proprio indispensabile sostegno alla candidatura.

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Tempesta Vaia: Trentino Film Commission metta in campo risorse per progetti ad alta responsabilità sociale

Il 29 ottobre 2018 la “tempesta Vaia” si abbatteva con inusitata violenza sul Triveneto. Sono state ore di distruzione e paura, terminate le quali non c’è rimasto che osservare impotenti la devastazione che madre natura aveva lasciato dietro di sé. Per quanto tragico sia stato, questo evento un’utilità può averla. Fare da campanello d’allarme ricordando a tutti noi che se non cambiamo rotta ne pagheremo sempre più le conseguenze. Proprio per sviluppare questa consapevolezza, ho presentato un’interrogazione con la quale sollecito la giunta provinciale a dare a Trentino Film Commission (TFC) il compito di focalizzare il proprio expertise e le proprie risorse sulla “tempesta Vaia” e sullo splendido esempio dato dai trentini in quelle ore difficili. (immagine da Nimbus: Val Canali di Giorgio Pilotto) Continua a leggere “Tempesta Vaia: Trentino Film Commission metta in campo risorse per progetti ad alta responsabilità sociale”