Impianti a biomassa. A gennaio il bando per la sostituzione e l’acquisto di impianti di combustione più moderni ed efficienti

Il M5S ottiene risposte in merito agli incentivi per sostituire le vecchie caldaie a legna con strumenti moderni, efficienti e meno inquinanti. La Provincia si impegna ad aprire il bando nel gennaio 2023, gli effetti però si potranno vedere solo dalla fine di questo inverno funestato dai costi dell’energia alle stelle.

In questi anni il M5S trentino si è più volte occupato delle questioni energetiche che riguardano la vita dei cittadini nelle loro diverse sfaccettature. Si tratta di problemi tanto complessi quanto strategici per il futuro del nostro territorio ma soprattutto per quello del pianeta. Sul punto specifico degli impianti a biomassa e del contenimento delle polveri rilasciate nell’aria avevamo sollecitato la Giunta prima nel mese di marzo e, successivamente, nell’ottobre scorso

Nell’ultimo atto in particolare avevamo richiamato le iniziative nell’ambito del progetto europeo PREPAIR per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. In sostanza è stato verificato che in Trentino le polveri generate dai sistemi di riscaldamento a legna (altresì detti “a biomassa”) sono la principale sorgente inquinante presente nell’aria. Secondo le stime di APPA, circa l’80% delle emissioni primarie di polveri sottili PM10 in Trentino sono riconducibili alla combustione di legna nei piccoli impianti domestici, una percentuale che sale al 99% se si considera l’inquinante benzo(a)pirene, un idrocarburo policiclico aromatico fortemente cancerogeno.

Per far fronte a questa problematica, in altre regioni italiane (ad esempio l’Emilia-Romagna) sono stati stanziati fondi per aiutare le famiglie a sostituire i loro sistemi di riscaldamento a biomassa con strumenti più moderni, efficienti e meno inquinanti. Come M5S abbiamo quindi sollecitato chi governa il Trentino a fare altrettanto. 

Dopo la risposta interlocutoria ottenuta ad una prima interrogazione dell’aprile scorso (ci risposero che si stava lavorando ad un accordo col Ministero della Transizione Ecologica), e ormai nel pieno della stagione invernale, la Giunta non ha ancora chiuso l’accordo col Ministero (si giustificano ricordando la chiusura anticipata della legislatura nazionale) ma almeno ha dato una prospettiva certa rispetto al bando per lo stanziamento di risorse, per bocca dell’assessore Tonina si impegnano a destinare “la maggior parte dei complessivi 5 milioni trasferiti alla nostra Provincia con l’Accordo, proprio all’incentivazione della sostituzione degli impianti termici obsoleti alimentati a biomassa. La sottoscrizione dell’Accordo con il Ministero, successivamente alla quale è previsto l’immediato trasferimento alla Provincia del primo 20% del finanziamento, non è ancora avvenuta per effetto del termine anticipato della Legislatura cui sono poi seguite le nuove elezioni e la definizione del nuovo Governo e Ministro”.

La promessa è inoltre di pubblicare il bando all’inizio del 2023. Insomma, in vista delle prossime elezioni provinciali è probabile che le risorse per sostituire le caldaie a legna con impianti più moderni, efficienti e meno inquinanti ci saranno. Nel frattempo però ai trentini toccherà far fronte a un inverno che pare prospettarsi rigido, con una crisi energetica che infuria e con la certezza di respirare aria inquinata dai fumi, anche perché proprio a causa della crisi energetica, il consumo di legna è cresciuto esponenzialmente…

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Segue testo integrale dell’interrogazione 4072/XVI del 25 ottobre 2022 “Previsione di bandi per favorire la sostituzione di vecchi generatori a biomassa con impianti di ultima generazione e rilancio della campagna per contenere l’inquinamento domestico a legna” – Risposta dell’assessore all’ambiente Tonina del 16 dicembre 2022

Il progetto LIFE PREPAIR (Po Regions Engaged to Policies of AIR) ha l’obiettivo di mettere in campo azioni coordinate ed integrate per il miglioramento della qualità dell’aria nel territorio che comprende l’intero Bacino Padano (dall’arco alpino alla Pianura Padana) e la Slovenia. I settori nei quali si concentrano gli sforzi congiunti per ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici sono l’agricoltura, la combustione della biomassa legnosa, l’efficienza energetica e i trasporti di merci e passeggeri. In particolare, per la Provincia di Trento, APPA coordina le azioni relative alla riduzione delle emissioni da combustione della biomassa legnosa (attività di formazione rivolte a tecnici e professionisti, sensibilizzazione della popolazione) e valuta l’impatto delle azioni di progetto sulla qualità dell’aria (Il progetto europeo PREPAIR – sito istituzionale di APPA);

come riportato sul sito internet del progetto europeo PREPAIR, al giorno d’oggi la legna è molto utilizzata per scaldare le abitazioni e diverse indagini hanno mostrato come gli apparecchi a legna siano molto impiegati e diffusi. Secondo l’ultima rilevazione ISTAT del 2013, in Italia circa il 15% delle famiglie usa le biomasse per il riscaldamento dell’abitazione e il consumo nazionale di legna da ardere è di circa 25 milioni di tonnellate all’anno;

la percezione comune considera la combustione domestica della legna una pratica ecologica e tradizionale, pertanto innocua per la salute. Tuttavia le evidenze scientifiche mostrano un quadro diverso: le emissioni di polveri fini e composti tossici dei piccoli apparecchi a legna (caminetti, stufe, inserti) sono molto rilevanti: in molte zone, ed in particolare in Trentino, questa è la principale sorgente inquinante presente nell’aria che si respira;

le stime dell’APPA evidenziano ad esempio che circa l’80% delle emissioni primarie di polveri sottili PM10 in Trentino sono riconducibili alla combustione della legna nei piccoli impianti domestici, una percentuale che sale al 99% se si considera l’inquinante benzo(a)pirene, un idrocarburo policiclico aromatico fortemente cancerogeno (Appa Trento, la campagna sul riscaldamento domestico a legna – Sistema Nazionale Protezione dell’Ambiente, 01 ottobre 2019);

Valentino Gottardi, funzionario del Servizio foreste della Pat, in un’intervista al giornale online il Dolomiti ha spiegato che il prezzo della legna quest’anno è raddoppiato, passando dai 30-35 euro a tonnellate dell’estate 2021 ai 65-70 euro di quest’anno. L’aumento esponenziale dei prezzi per la fornitura di gas ed energia ha portato molti a preferire altri metodi di riscaldamento, come appunto la legna da ardere o il pellet, con un conseguente aumento della domanda e perciò dei prezzi dell’offerta (La corsa alla legna (da ardere): con il caro bollette è boom di richieste ed i prezzi raddoppiano in Trentino – il Dolomiti.it, 12 settembre 2022);

per gli effetti della crisi energetica i volumi di biomassa destinati alla combustione per il riscaldamento sono dunque destinati ad aumentare vertiginosamente con la conseguenza di aumentare i volumi delle emissioni di polveri e di altri composti tossici. Ciò impone al governo provinciale di prestare maggiore attenzione alle politiche pubbliche per regolare e monitorare questa situazione specifica al fine di limitare le esternalità negative più critiche e dannose;

con l’interrogazione 3549/XVI del 16 marzo 2022 “Previsione di bandi per favorire la sostituzione di vecchi generatori a biomassa con impianti di ultima generazione” si chiedeva se la Provincia intendesse pubblicare dei bandi per favorire la sostituzione di vecchi generatori a biomassa con impianti di ultima generazione più efficienti dal punto di vista energetico e prevedere lo stanziamento di risorse specifiche nella manovra provinciale di assestamento di bilancio 2022-2024;

nella risposta all’interrogazione di cui sopra del 28 aprile 2022, il Vicepresidente e Assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione affermava che l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (Appa), di concerto con l’Agenzia per le Risorse Idriche e l’Energia, stava sviluppando un Accordo di Programma con il Ministero della Transizione Ecologica finalizzato all’individuazione ed al finanziamento di misure per il miglioramento della qualità dell’aria analoghe a quelle citate nell’interrogazione. Ciò con il duplice intento di ridurre le emissioni inquinanti e contestualmente contribuire all’incremento dell’efficienza energetica degli impianti domestici a biomassa legnosa. L’Assessore inoltre affermava che a seguito della stipula dell’Accordo, le risorse sarebbero state messe a disposizione della Provincia dal Ministero della Transizione Ecologica, tuttavia ad oggi non risultano forme di incentivazione tali da assicurare interventi radicali nel settore di riferimento;

nel 2019 Appa aveva lanciato la campagna informativa “Brucia bene la legna, non bruciarti la salute” per informare la cittadinanza sul corretto utilizzo della legna come combustibile e gli effetti sulla salute umana e l’ambiente. Nella risposta fornita in aula al question time 4045/XVI discusso il 25 ottobre 2022 il vicepresidente della Provincia ha affermato che verrà la campagna informativa per promuovere le buone pratiche relative alla combustione delle biomasse (“brucia bene la legna, non bruciarti la salute”) verrà riproposta. Ha inoltre affermato che non sono mai stati interrotti gli incontri pubblici sul tema organizzati da Appa, sempre molto seguiti dalla popolazione e partecipati anche dai vigili del fuoco, tenuto conto che l’utilizzo delle stufe a legna può essere un forte impatto sulla sicurezza degli edifici;

tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. se intenda valutare prontamente bandi per erogare incentivi per rinnovare il parco degli impianti di combustione delle biomasse così come richiesto nell’interrogazione 3549/XVI del 16 marzo 2022;
  2. quali specifiche iniziative intenda promuovere in aggiunta al rilancio della campagna di comunicazione di APPA “Brucia bene la legna, non bruciarti la salute” per contenere l’aumento dell’impatto dell’inquinamento domestico a legna nel prossimo inverno.

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La risposta dell’assessore all’ambiente e all’energia Mario Tonina fornita il 16 dicembre 2022:

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