Cambiamenti climatici e degrado ambientale. Approvata proposta di ordine del giorno per promuovere lavoro congiunto tra Agenzia per la protezione dell’ambiente, Rete Diocesana per la Custodia del creato e Agenzia di Stampa Giovanile

Mettere in rete e integrare fra loro le iniziative per la lotta ai cambiamenti climatici e il contrasto alla distruzione degli ambienti naturali. Questo in sostanza il senso della proposta di ordine del giorno della quale il M5S ha ottenuto l’approvazione nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale. 

L’idea ci è venuta a partire da sollecitazioni ed esperienze quali la recente istituzione in seno alla curia trentina del Consiglio Diocesano per le Questioni Ecologiche (CDQE) e della Rete Diocesana per la Custodia del creato, iniziative che hanno preso il là dall’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” che si occupava appunto di rilanciare la tutela dell’ambiente che ci circonda. Oltre a questo abbiamo tratto spunto dalla scelta di inviare un gruppo di studenti trentini alla COP svoltasi in Egitto nel novembre scorso nell’ambito dell’attività dell’Agenzia di Stampa Giovanile

Ci è sembrato dunque logico cercare di far sì che iniziative e organizzazioni così simili e vicine per scopo potessero coordinarsi e collaborare fra loro in maniera fattiva e autentica, specie per quanto riguarda lo sviluppo di una consapevolezza ecologica che consenta di cambiare le modalità più dannose dell’agire umano verso l’ambiente, un bene di tutti che ne è sempre più minacciato. Solo comprendendo a fondo i problemi e i rischi che ne derivano possiamo generare la forza necessaria a cambiare le cose in meglio, ecco allora che lavorare sulla consapevolezza delle persone è l’unica maniera per dare al mondo una speranza di futuro che vada oltre la costante crescita delle temperature e i conseguenti eventi climatici estremi con le loro conseguenze di morte e distruzione.

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Segue il testo integrale della Proposta di ordine del giorno n.29/166-167-168/XVI del 14 dicembre 2022 “Promuovere un’azione congiunta con il Consiglio diocesano per le questioni ecologiche, la Rete diocesana per la custodia del creato e l’Agenzia di stampa giovanile in ordine all’emergenza climatica” collegata ai disegni di legge n. 166/XVI “Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2023”, n. 167 “Legge di stabilità provinciale 2023” e 168 ”Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2023 – 2025” – Approvata con emendamento il 16 dicembre 2022 – Convertita nell’ordine del giorno 601/XVI

Con la delibera 1306 del 7 agosto 2021, la Giunta provinciale ha approvato “Trentino Clima 2021-2023”, il programma di lavoro redatto dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA) e dal Tavolo provinciale di coordinamento e di azione sui cambiamenti climatici con il contributo scientifico di Università degli Studi di Trento (Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica, UNITN), Fondazione Bruno Kessler (FBK), Fondazione Edmund Mach (FEM), Museo delle Scienze (MUSE ) e HIT – Hub Innovazione Trentino;

il programma di lavoro sui cambiamenti climatici della Provincia Autonoma di Trento rappresenta un atto di indirizzo verso l’adozione della “Strategia Provinciale di Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici”, la quale è stata sollecitata ripetutamente fin dall’inizio della consiliatura (vedasi interrogazione 132/XVI del 27 dicembre 2018);

il programma Trentino Clima 2021-2023 contiene le azioni principali da intraprendere nei prossimi anni, in particolare la pubblicazione di un “Rapporto sullo stato del clima trentino”, il cui obiettivo sarà quello di fornire un quadro conoscitivo unitario e aggiornato sui cambiamenti climatici osservati e gli scenari futuri per il Trentino. Inoltre, per quanto concerne le misure di mitigazione, la loro individuazione è affidata al nuovo Piano Energetico Ambientale Provinciale (PEAP) 2021-2030, il quale definisce una serie di scenari ipotetici e obiettivi non vincolanti. Le misure di adattamento saranno invece definite secondo un criterio di priorità, a partire dall’analisi delle evidenze scientifiche, degli scenari climatici attesi e delle vulnerabilità, per essere poi eventualmente integrate nei piani e programmi provinciali di settore. Grande importanza dovrebbe essere data infine alle attività di comunicazione e sensibilizzazione, con un’attenzione particolare ai giovani e alle scuole;

Trentino Clima 2021-2023” contiene inoltre la proposta per un sistema di governance coordinato da APPA, con l’implementazione di un nuovo Osservatorio Trentino sul Clima che prevede un Tavolo provinciale di coordinamento e di azione sui cambiamenti climatici (formato dalle strutture tecniche provinciali) e un Comitato scientifico (composto da referenti degli enti scientifici provinciali). Un ruolo importante è ricoperto anche dal Forum provinciale per i cambiamenti climatici, spazio di dialogo per le realtà trentine che si occupano di iniziative culturali e di sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici (“Trentino Clima 2021–2023”: approvato il programma – Comunicato stampa n. 2144 della Provincia autonoma di Trento, 07 agosto 2021);

per far fronte alla situazione di crisi ambientale e climatica e porre al centro le questioni ecologiche nella convinzione che le soluzioni tecnocratiche non siano sufficienti e che sia necessario analizzare i limiti culturali e la cattiva comprensione dei principi che ci ha portato a giustificare l’abuso della natura e del dominio dispotico dell’essere umano sul creato tramite guerre, ingiustizia e violenza, di recente sono nati in seno alla Chiesa di Trento il Consiglio Diocesano per le Questioni Ecologiche (CDQE) e la Rete Diocesana per la Custodia del creato;

l’iniziativa della Chiesa di Trento prende spunto dalla lettera enciclica di Papa Francesco del 2015 sulla cura della casa comune “Laudato sì” con cui è stato rivolto all’umanità un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo con cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. L’enciclica nelle premesse richiama le parole dei precedenti Papi partendo da quelle di Paolo VI quando nel 1971 definì la crisi ecologica come un’attività incontrollata dell’essere umano “Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione”; passando dalle parole del Patriarca Bartolomeo che nel 1995 invitò a riconoscere i peccati contro la creazione perché causano la distruzione della biodiversità, compromettono l’integrità della terra e contribuiscono al cambiamento climatico e sono un “crimine contro la natura ovvero un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio”; fino a quelle di Benedetto XVI quando nel 2007 lanciò l’appello a “eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente”; senza dimenticare il pensiero del patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi, secondo il quale la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore sono inseparabili;

il CDQE è composto da una dozzina di membri, espressione di settori della Chiesa e della società trentina. Si tratta di rappresentanti del laicato attivo e sensibile a tematiche ecologiche (tra gli altri la Comunità Laudato sí e il Movimento dei Focolari) e di esperti con competenze multidisciplinari che stanno portando avanti progetti di studio e di impegno sul fronte della conoscenza e del contenimento dei cambiamenti climatici, dell’uso intelligente delle risorse e più in generale della difesa dell’ambiente,

don Cristiano Bettega, delegato per l’Area Testimonianza e Impegno Sociale della Diocesi, si è espresso in questi termini: “le dimensioni e la gravità della questione ambientale chiedono oggi una grande mobilitazione delle intelligenze e delle migliori qualità umane; in assenza di un’ampia e convinta collaborazione, si sta aprendo per l’intera umanità una lunga e triste stagione”. Secondo Bettega, tutti sono chiamati alla responsabilità di ciò che sta accadendo e delle sue conseguenze e nessuno può chiamarsi fuori (Chiesa ed ecologia, nascono a Trento il Consiglio Diocesano per le Questioni Ecologiche e la Rete Diocesana per la Custodia del creato. Giovedì 24 preghiera con vescovo Lauro a San Michele – Chiesa di Trento, 23 novembre 2022);

per quanto attiene la partecipazione dei più giovani alla discussione sul tema del cambiamento climatico ed alla sua divulgazione, cinque studenti dell’Università di Trento hanno avuto la possibilità di partecipare alla Conferenza ONU sul Clima (COP27), tenutasi dal 7 al 18 novembre a Sharm El-Sheik, in Egitto. La partecipazione alla COP27 si inserisce nell’ambito di un progetto promosso e finanziato da APPA e realizzato dall’Associazione Viração&Jangada in collaborazione con il Centro Europeo Jean Monnet dell’Università degli Studi di Trento. L’obiettivo è di raccontare l’evento internazionale della COP27 vista dai giovani, mediante l’utilizzo di tecniche di giornalismo partecipativo nell’ambito dell’Agenzia di Stampa Giovanile, con la produzione di articoli, foto, podcast e video che saranno diffusi attraverso i social media (Dalla Conferenza ONU sul clima alle Conferenze dei giovani sul clima in Trentino – Ufficio stampa della PAT, comunicato 3440 del 5 novembre 2022);

l’Assessore provinciale all’ambiente si è confrontato con il gruppo di cinque ragazzi che ha partecipato ai lavori della Conferenza ONU sul Clima in Egitto, affermando che il contributo dei più giovani al contrasto del cambiamento climatico è fondamentale e che è necessario lavorare per garantire loro una presenza più attiva. Nei prossimi mesi il gruppo parteciperà ai processi partecipativi territoriali che vedranno coinvolti altri giovani nella collaborazione alla stesura della Strategia Provinciale di Mitigazione e Adattamento ai cambiamenti climatici (Tonina a confronto con la delegazione dei giovani trentini che hanno partecipato alla COP27 – Comunicato n. 3865 della Provincia autonoma di Trento, 6 dicembre 2022);

tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta

  1. a promuovere attraverso lo stanziamento di risorse adeguate, secondo il principio di sussidiarietà, a promuovere attraverso le risorse già assegnate all’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente sul tema dei cambiamenti climatici un’azione congiunta con il Consiglio diocesano per le questioni ecologiche, la Rete Diocesana per la Custodia del creato e l’Agenzia di Stampa Giovanile al fine di stimolare una riflessione diffusa e capillare tra le comunità del Trentino in ordine alla drammaticità dell’emergenza climatica e della crisi sociale che la accompagna e di articolare le soluzioni possibili tramite un approccio integrale e tramite il dialogo interdisciplinare;
  2. a considerare il parere del Consiglio diocesano per le questioni ecologiche al fine di individuare gli elementi qualificanti sotto il profilo etico e scientifico e i vincoli inderogabili per lo sviluppo di una Strategia per il contrasto e l’adattamento ai cambiamenti climatici da adottare entro il termine della consiliatura.
    * in blu l’integrazione introdotta con l’emendamento concordato con l’assessore all’ambiente Tonina

a promuovere attraverso le risorse già assegnate all’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente sul tema dei cambiamenti climatici

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2 Replies to “Cambiamenti climatici e degrado ambientale. Approvata proposta di ordine del giorno per promuovere lavoro congiunto tra Agenzia per la protezione dell’ambiente, Rete Diocesana per la Custodia del creato e Agenzia di Stampa Giovanile”

  1. “L’idea ci è venuta a partire da sollecitazioni ed esperienze quali la recente istituzione in seno alla curia trentina del Consiglio Diocesano per le Questioni Ecologiche (CDQE) e della Rete Diocesana per la Custodia del creato, iniziative che hanno preso il là dall’enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” che si occupava appunto di rilanciare la tutela dell’ambiente che ci circonda.”

    Ottima idea il M5S deve cooperare con la rete Diocesana, perché nelle crisi mondiali che possono portarci all’irreversibilità, come quella in Ucraina e il cambiamento climatico, l’unica autorità di buon senso che ho potuto accomunare a Giuseppe Conte è stato Papa Francesco.

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