Le cause del presidente Kaswalder sono finora costate 111 mila euro ai contribuenti e il conto si appresta a salire…

Centoundicimila ottocentoquarantasei euro e ventotto centesimi. È quanto ha pesato sulle casse pubbliche al 31 agosto 2021 il risarcimento a Walter Pruner, il dipendente illegittimamente licenziato dal Presidente del Consiglio provinciale Kaswalder. Non è tutto. Tempo fa uno dei commissari-questori dell’Ufficio di presidenza era andato sui giornali a dichiarare che in caso di condanna definitiva (il Consiglio ha già perso in primo e secondo grado) Kaswalder avrebbe pagato tutto di tasca sua. Bisogna fidarsi sulla parola, perché il presidente del Consiglio ha messo nero su bianco come “non sussistano le condizioni per richiedere il rilascio di una garanzia personale in relazione all’ipotesi di restituzione delle somme versate dal Consiglio provinciale”. Tradotto significa che il presidente non ritiene di dare alcuna garanzia scritta che restituirà i soldi spesi dalla collettività per metter mano al problema da lui stesso cagionato.

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Lo stato della democrazia in Trentino

Con le elezioni provinciali di fine 2018, la coalizione di centrosinistra (molto di centro e poco di sinistra) che nelle precedenti tre consigliature generate col sistema maggioritario aveva governato il Trentino, ha ceduto il passo a un esecutivo di destra/destra. In una democrazia matura l’alternanza sarebbe da considerare come un’opportunità di rinnovamento. In Trentino purtroppo la situazione è tutt’altra perché la democrazia locale non ha saputo rinnovare le forme della rappresentanza e nemmeno quelle della partecipazione popolare. 

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Fratelli d’Italia, Robin Hood al contrario, usano propaganda e fake news contro il reddito di cittadinanza

Togliere ai poveri per dare ai ricchi, convincendo i primi che farsi fregare sarebbe nel loro interesse. Questa la “filosofia” che anima l’uscita effettuata dal consigliere provinciale Claudio Cia contro il reddito di cittadinanza. Una presa di posizione che dimostra come egli si sia ambientato benissimo nel partito che è stato rappresentato da personaggi quali Sandro Nicolò,  Roberto Rosso o Edmondo Cirielli e che non trova niente di meglio che fare un po’ di becera propaganda contro il reddito di cittadinanza buttando lì affermazioni fallaci e artificiose in merito ad un comunicato stampa che non riguarda fra l’altro il Trentino.

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Indennità dei consiglieri regionali: con un colpo di mano i membri della maggioranza regionale si aumentano lo stipendio alla faccia dei cittadini

Con incredibile protervia accompagnata da codardia, la settimana scorsa i rappresentanti della maggioranza politica che governa la Regione Trentino-Alto Adige/Sűdtirol sono finalmente riusciti ad aumentarsi lo stipendio alla faccia dei tanti loro concittadini che faticano (quando ci riescono) ad arrivare alla fine del mese. Lo hanno fatto nel peggiore dei modi, cioè rifiutando di mettere almeno la faccia sulle loro azioni.

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Kaswalder decide su se stesso. Conflitto d’interesse? Assolutamente no… dice lui!

Per la serie “spariamola grossa” segnaliamo la recente risposta fornita dal presidente del Consiglio Kaswalder a una nostra interrogazione (la 2614/XVI) riguardo al licenziamento del suo segretario particolare ritenuto illecito dai tribunali (sia in primo grado che in appello, manca la Cassazione…). In sostanza Kaswalder, il cui voto è stato decisivo per caricare a spese dei contribuenti la propria difesa legale, si è espresso a favore di se stesso non ravvisando alcun conflitto d’interesse fra il suo essere da un lato parte in causa (è lui ad aver ordinato il licenziamento ritenuto illegittimo di un dipendente che nel suo tempo libero aveva osato andare a fare da spettatore al congresso di un partito diverso dal suo…) e dall’altro essere il presidente dell’organo istituzionale che ha deciso se e come resistere in giudizio e a quale professionista affidare la pratica (preferendo pagare un esterno invece di utilizzare i legali a libro paga del Consiglio…). Se è così vale letteralmente tutto, il conflitto di interesse non esiste perché la valutazione spetta al diretto interessato, il quale, con notevole sprezzo del ridicolo, dice che se lui decide su cose che lo interessano direttamente si tutelano non gli affari suoi ma quelli del Consiglio che egli stesso presiede…

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Indennità consiglieri regionali del TAA/ST: la maggioranza vorrebbe aumentarle ma si vergogna. Intanto sabota le commissioni e si rifiuta di fornire i dati

Lo scorso 27 maggio si è svolta a Bolzano una seduta della Prima commissione del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige / Südtirol, la prima della consiliatura in terra altoatesina. All’ordine del giorno c’era il disegno di legge n.16/XVI in materia di trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali oltre a una serie di altre proposte riguardo all’aggiornamento del Codice degli Enti Locali per rimuovere gli ostacoli alla partecipazione popolare. La seduta era prevista dalle ore 10.00 alle ore 17.30. In pratica non si è fatto nulla. Motivo? La maggioranza regionale cerca un modo per far passare la rivalutazione delle indennità dei consiglieri provinciali ma non vuole dirlo apertamente e allora gioca a rimpiattino con le Istituzioni pubbliche.

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Una carta etica per i componenti del Consiglio regionale del Trentino Alto-Adige/Südtirol: il M5S presentata mozione regionale

In Consiglio regionale abbiamo una grande opportunità percambiare in meglio e rendere più consoni i comportamenti degli eletti. Ai sensi dello Statuto, presidente e vicepresidente vanno rinnovati per assicurare la rappresentanza linguistica italiana e tedesca in capo al Consiglio e, partendo dalle recenti polemiche per le uscite improvvide del consigliere e questore Savoi, questo potrebbe consentire di arrivare all’approvazione di una carta etica applicabile a tutti coloro che siedono in Regione.

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Anticorruzione, le proposte del M5S e le resistenze della vecchia politica

I fenomeni corruttivi sono uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo socio-economico di un territorio e possono accentuare le disuguaglianze e le ingiustizie sociali distorcendo la corretta attuazione delle politiche pubbliche. Si tratta di un’evidenza che a livello istituzionale è stata ribadita più volte nel corso degli anni, ad esempio nel 2017 dal gruppo di lavoro interdisciplinare e congiunto tra Autorità Nazionale Anticorruzione e Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri responsabile di un’analisi istruttoria per l’individuazione di indicatori di rischio corruzione di prevenzione e contrasto nelle pubbliche amministrazioni,

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Referendum provinciali. Al via uno studio per la modernizzazione delle procedure di voto

Insieme alla legge di stabilità 2021 è stato approvato un emendamento (em. 6.6) a mia prima firma che riguarda la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti referendari. Si apre così definitivamente la strada all’attuazione della mozione M5S approvata dall’Aula nel novembre scorso al fine di introdurre il voto per corrispondenza e il voto telematico con particolare attenzione a chi, in via permanente o transitoria, si trova lontano dal Comune di residenza. L’obiettivo è quello di incrementare la partecipazione al voto e allo stesso tempo di ridurre i costi e gli oneri organizzativi.

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Agenzia regionale della Giustizia, il lavoro del M5S impone correttivi alla maggioranza!

L’odierna giornata di consiglio regionale si è conclusa con un accordo di compromesso fra il M5S e la giunta in merito all’agenzia regionale della Giustizia la cui istituzione è stata proposta nel disegno di legge stabilità 2021. Con un emendamento a prima firma del consigliere Marini e sottoscritto dal presidente Kompatscher e da altri 16 consiglieri (immagine a piè di pagina) abbiamo ottenuto una serie di misure migliorative rispetto alla proposta iniziale. (1) Innanzitutto l’atto organizzativo dell’Agenzia sarà approvato dalla giunta previo parere della competente commissione consiliare. (2) Abbiamo determinato un miglioramento anche nel campo della trasparenza e del buon andamento della macchina amministrativa prevedendo che l’Agenzia regionale della Giustizia trasmetta annualmente il programma delle attività e una relazione annuale sull’attività svolta alla commissione consiliare competente. (3) Infine, la commissione consiliare competente e dunque tutte le forze politiche che ne fanno parte, esprimerà un parere sugli accordi di carattere pluriennali che Giunta dovrà siglare con il ministro della giustizia e il ministro dell’economia e delle finanze per definire gli standard e i parametri di servizi con riguardo alle dotazioni organiche del personale amministrativo, gli standard di funzionalità da assicurare con riguardo ai servizi, alle attrezzature e agli arredi.

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