Vitalizi. La maggioranza regionale Lega-SVP si rende conto che il M5S aveva ragione e che il meccanismo di rivalutazione integrale ed automatica non può più funzionare 

Nel novembre del 2019 il consiglieri regionali del Trentino-Alto Adige/Südtirol, con quasi un anno di ritardo rispetto al resto del Paese, si erano dovuti rimboccare le maniche per attuare l’intesa che era stata adottata nella Conferenza Stato-Regioni e con cui si prevedeva il passaggio dei vitalizi degli ex politici e dei loro eredi dal sistema retributivo a quello contributivo. Per gli effetti dell’intervento sui vitalizi degli ex parlamentari che era stato varato sempre su impulso del M5S, anche per gli ex consiglieri regionali era stata dunque superata l’odiosa differenza di trattamento rispetto ai comuni cittadini, ai quali il sistema contributivo era stato imposto da anni.

Riprendendo il concetto stabilito dal M5S a livello nazionale era stato riordinato il regime dei vitalizi regionali al fine di creare una maggiore uniformità nella logica del calcolo e dell’erogazione tra le diverse Regioni d’Italia. Già allora, sulla base di questo principio, secondo il M5S regionale, anche il meccanismo di rivalutazione avrebbe dovuto uniformarsi a quelli utilizzati dal sistema previdenziale statale.

All’epoca, per armonizzare l’intervento legislativo con i principi generali dell’ordinamento giuridico e con il buon senso avevamo presentato 23 emendamenti, alcuni dei quali puntavano a neutralizzare il meccanismo di rivalutazione integrale ed automatica dei vitalizi parametrata agli indici Istat. Le proposte che avevamo formulato andavano dalla semplice eliminazione del meccanismo di rivalutazione automatico fino alla mitigazione della portata della rivalutazione, prendendo a riferimento il modello utilizzato dal sistema della previdenza sociale statale. Ad esempio, avevamo proposto che la quota del vitalizio che superasse il trattamento previdenziale minimo INPS avrebbe dovuto rivalutarsi solo per una quota percentuale rispetto all’indice dei prezzi pieni calcolato dall’ISTAT, con percentuali progressivamente inferiori in funzione dell’incremento degli scaglioni.

La logica era e rimane di facile comprensione. Negli scenari congiunturali in cui l’inflazione è quantitativamente contenuta, il meccanismo attualmente in vigore non è visibilmente nocivo, mentre, quando ciclicamente i prezzi di beni e servizi iniziano a galoppare (come sta avvenendo in questi anni), il meccanismo della rivalutazione automatica produce effetti devastanti. Tutte le rendite da vitalizio infatti, secondo la norma regionale vigente che si distingue dalla disciplina che regola la rivalutazioni delle pensioni ordinarie, aumentano in misura sensibile, indipendentemente dallo scaglione a cui appartengono.

Purtroppo (e prevedibilmente bisognerebbe aggiungere) tutte le proposte con cui nel 2019 avevamo cercato di affermare i principi dell’equità e della sostenibilità nella definizione dei criteri utilizzati per la rivalutazione dei vitalizi furono respinte dai politici trentini e altoatesini (leggasi resoconto di seduta del 13 novembre 2022).

In questo periodo tuttavia la maggioranza Lega-SVP ha dovuto prendere atto del problema che le avevamo prefigurato 3 anni fa, e, di fronte a percentuali di inflazione superiori al 10%, si è resa conto che non può permettersi di tenere in vita un meccanismo tanto perverso. Anche gli organi di stampa si sono resi conto della problematica. 

Fortunatamente le soluzioni esistono, e, come detto, sono già state proposte dal M5S, basterebbe tenerne conto e applicarle in via permanente senza dover costantemente intervenire con correttivi e toppe provvisorie che creano obbrobri giuridici. Le ripetute modifiche legislative si potrebbero evitare anche tramite una maggiore concertazione con le parti interessate e in sede di Conferenza Stato-Regioni al fine di non generare regolarmente nuovi e infiniti contenziosi che ogni volta rendono la situazione finanziaria sempre più insostenibile ma soprattutto erodono inesorabilmente la fiducia nelle istituzioni.

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12 dicembre 2022 – Il mio intervento al TG di RTTR sulla questione della rivalutazione dei vitalizi

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