Passo d’Ampola e Büs da Mort. Allo studio interventi per assicurare la continuità del segnale telefonico nel tratto stradale tra Tiarno di Sopra e Storo

La strada provinciale 240 di Loppio e di Val di Ledro, nel tratto che da Storo sale fino al bivio per Tremalzo è caratterizzata da uno scenario paesaggistico estremamente suggestivo. Il percorso si snoda infatti all’interno di veri e propri canyon, strette gole scavate dal torrente Palvico e dai suoi affluenti, il rio Casina, rio Bragone, torrente Lorina, rio Fontana Bianca e rio Retorto. Purtroppo, per quanto affascinanti dal punto di vista paesaggistico, queste gole, rendono impervia e tortuosa la strada e impediscono anche la trasmissione del segnale telefonico in maniera omogenea.

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Cambiamenti climatici e responsabilità delle imprese. In Trentino bene le intenzioni annunciate sulle azioni di mitigazione, insufficiente quanto messo in pratica davvero.

I rischi derivanti dall’emergenza climatica sono sulla bocca di molti (non di tutti purtroppo). Purtroppo però la consapevolezza circa le azioni concrete da mettere in campo per contrastare il fenomeno in misura efficace è ancora modesta. Poco chiaro è inoltre il modo di operare delle istituzioni pubbliche che da un lato partecipano ai tavoli internazionali definendo gli obiettivi generali da perseguire a livello globale e dall’altro devono stimolare e coordinare interventi effettivi per realizzare quelle stesse finalità. Per chiarire alcuni di questi aspetti, ed in particolare quelli relativi al rapporto tra Provincia di Trento e imprese che operano sul territorio, nel settembre scorso abbiamo presentato un’interrogazione ad hoc. La risposta lascia, per così dire, perplessi.

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Referendum provinciali e democrazia azzoppata. In Provincia di Trento il voto referendario è figlio di un dio minore

Una delle differenze principali tra le democrazie e i regimi autoritari riguarda il modo con cui si tiene conto del voto popolare. Nelle prime, ai sensi dei trattati internazionali e delle Costituzioni nazionali, si vota liberamente per prendere decisioni che riguardano i cittadini oppure per scegliere i rappresentanti eletti. Nei regimi autoritari invece il voto, laddove consentito, è viziato da procedure che impediscono la libera espressione delle preferenze da parte dei cittadini e dalla mancanza di sistemi di controllo sul corretto svolgimento delle operazioni stesse, lasciando quindi campo aperto alla possibilità di brogli o manipolazioni.

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Cohousing e Coliving. Approvati i criteri per disciplinare l’erogazione di contributi per il risanamento degli immobili da destinare a forme di abitare collaborativo

Nel novembre del 2021, su impulso del Servizio Politiche per la Casa diretto dalla sostituta dirigente Antonella Rovri, è stata approvata dalla Giunta provinciale di Trento la delibera per adottare la disciplinare regolamentare CRITERI, REQUISITI E CONDIZIONI PER LA DESTINAZIONE DEGLI ALLOGGI RISANATI AI SENSI DELLA L.P. 21/1992 A PROGETTI DI LOCAZIONE RIFERITI A FORME DI ABITARE COLLABORATIVO (COHOUSING e COLIVING) che dà attuazione alla disposizione normativa approvata nel dicembre 2019 su iniziativa del M5S (art 22bis della legge provinciale n.15/2005 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”).

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In base alla legge l’Autorità delle minoranze linguistiche può essere nominata dalla sola maggioranza provinciale. Considerazioni in merito alla sentenza del TAR di Trento.

Il TAR di Trento ha di recente bocciato il ricorso che avevamo presentato in merito alla nomina dell’Autorità delle minoranze linguistiche direttamente da parte del presidente del Consiglio provinciale, senza rispettare il quorum dei due terzi dei membri del Consiglio stesso. 

A seguire le considerazioni che a mio avviso scaturiscono dalla sentenza del TAR e che in un certo modo ridimensionano il ruolo e le funzioni che il legislatore avrebbe voluto affidare all’Autorità delle minoranze linguistiche nel 2008.

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Sarche. Chiesti chiarimenti all’Unione Europea sul cementificio di Madruzzo

Un’interrogazione alla Commissione europea per fare chiarezza sul cementificio del gruppo HeidelbergCement, nel comune di Madruzzo (Trento), dopo aver appreso la notizia della riapertura dei forni di cottura.

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Il M5S chiede che Valvestino e Magasa siano invitati al Dreier Landtag di Riva del Garda

I Comuni lombardi di Valvestino e Magasa siano invitati come osservatori alla prossima seduta del Dreier Landtag che si terrà a Riva del Garda, cioè a un tiro di schioppo da questi territori che del Trentino avevano fatto parte fino al 1934. A chiederlo è il M5S del Trentino tramite un’interrogazione depositata negli scorsi giorni e indirizzata al presidente del Consiglio provinciale Kaswalder.

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Bene che la Provincia si costituisca parte civile nel processo sulle infiltrazioni mafiose nel porfido trentino

Il M5S del Trentino esprime soddisfazione per la decisione della provincia Autonoma di Trento di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario scaturito dall’inchiesta “Perfido”.

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Il bilancio arboreo di Rovereto è arrivato grazie al M5S

In questi giorni sulla stampa locale è stato dato ampio risalto ai dati contenuti nel bilancio arboreo della città di Rovereto. Se da un lato è positivo che si sottolinei la tematica del verde a disposizione dei cittadini per essere compreso appieno al quadro presentato mancano alcuni tasselli importanti. (immagine di copertina: viale Trento prima dell’abbattimento del doppio filare alberato)

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Cementificio Sarche: il M5S chiede la massima trasparenza sui materiali che verranno utilizzati per alimentare il forno

I problemi posti dall’eventuale riapertura del cementificio di Sarche sono numerosi. Non c’è solo il potenziale danno per lo sviluppo turistico/agricolo che la Valle dei Laghi sta cercando di potenziare ma anche una serie di problematiche di natura strettamente ambientale, su tutte la necessità di garantire che semmai l’impianto verrà riaperto venga tutelata al massimo la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente. Per questo motivo a fine dicembre il M5S ha presentato un’interrogazione tramite la quale si chiede assoluta trasparenza rispetto ai materiali che verranno utilizzati per alimentare il forno di cottura del cemento.

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