Il Governo ha impugnato la legge per mettere i segretari comunali sotto il controllo dei sindaci. Ora le opposizioni continuino la battaglia in Consiglio regionale!

Il Governo ha stabilito di impugnare la legge regionale della maggioranza Lega-Svp (ma valida solo in Trentino…) che da ai sindaci il potere di scegliere i segretari comunali a loro più graditi.

Il M5S trentino condivide e applaude questa decisione del Governo. L’idea di assoggettare i segretari comunali ai voleri degli amministratori locali non è solo incivile ma è proprio la testimonianza plastica della volontà che anima parte della classe politica nostrana di porre sotto il proprio insindacabile controllo anche chi dovrebbe far rispettare le regole e a cui spetta la responsabilità del personale di ciascun Comune, cioè i segretari comunali. Continua a leggere “Il Governo ha impugnato la legge per mettere i segretari comunali sotto il controllo dei sindaci. Ora le opposizioni continuino la battaglia in Consiglio regionale!”

Infiltrazioni mafiose nel porfido trentino: la giunta provinciale prenda posizione e si schieri dalla parte delle vittime di intimidazioni e violenze

Come sappiamo tutti il Trentino non è certo immune da rischi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata. I fatti più gravi che indicano come le mafie siano attive anche sul nostro territorio si sono senza dubbio verificati in Val di Cembra nel settore del porfido. Senza andare troppo nei dettagli, dei quali comunque esiste ampia documentazione grazie all’eccezionale lavoro svolto dal Coordinamento Lavoratori Porfido e alle inchieste giornalistiche di QuestoTrentino, si sono registrate situazioni illecite come operai “trasformati” in finti artigiani per eludere le leggi sul lavoro ma anche violentissimi pestaggi a danno di persone che chiedevano di ricevere lo stipendio e lettere intimidatorie nei confronti di chi si era pemesso di denunciare situazioni e comportamenti equivoci da parte delle amministrazioni comunali (del tipo “ti bruciamo la macchina e poi la casa”, allegando il numero di targa dell’automezzo).

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Basta ambiguità. Il candidato sindaco di un’altra forza politica non può essere capogruppo del M5S!

Il M5S sostiene il M5S. Lo avevo già scritto, ma visto l’epilogo che si è consumato venerdì ritengo sia necessario chiarire a tutti il mio punto di vista sulla situazione. Per prima cosa è però necessaria una premessa: la questione non è personale, è politica. Non mi interessa alimentare contrapposizioni fra me e Filippo Degasperi, mi preme che il M5S trentino possa fare politica libero da condizionamenti e nell’esclusivo interesse dei cittadini e dei suoi autentici militanti. Per far sì che ciò possa avvenire è necessario che il campo sia sgomberato da ogni residuo equivoco e contraddizione.

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Attività di gennaio 2020 – Newsletter n° 15

La parola che meglio rappresenta gennaio 2020 è “riorganizzazione”. Il M5S ha lanciato il suo “Team del Futuro” che sta mano a mano prendendo piede in tutta Italia. Anche in Trentino Alto Adige sono stati scelti i facilitatori, che sono il sottoscritto (Area rapporti esterni), Maria Teresa Fortini (Area rapporti interni) e Rudi Tranquillini (Area formazione e coinvolgimento). La situazione politica è complessa e a tratti tumultuosa, c’è tantissimo lavoro da fare sia sul versante istituzionale che su quello politico e noi stiamo impegnandoci con tutte le nostre forze per mettere in campo la miglior macchina al servizio dei cittadini e degli attivisti del M5S. Purtroppo però c’è anche chi cerca di buttare sabbia fra gli ingranaggi, ad esempio riportando notizie false, riguardo al M5S e in generale facendo di tutto per danneggiare quella che evidentemente è l’unica forza politica che il sistema non è riuscita ad addomesticare ai propri fini. Ci attaccano da fuori e qualcuno anche dall’interno, magari perché vede l’opportunità di liberarsi dalle regole comuni per lanciare personali scalate al potere che si qualificano se stesse e chi le mette in atto.

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Viale Trento non dimentica: ora i Comuni maggiori del Trentino dovranno pubblicare il loro bilancio arboreo!

Fa ormai troppo caldo, tutto l’anno. Specie in città una soluzione per mitigare almeno un po’ gli effetti del surriscaldamento globale sarebbe far aumentare notevolmente le aree a verde pubblico. Dando sfoggio di suprema miopia da noi invece si continua a far scempio di viali alberati e quant’altro, spesso solo per rispondere alle esigenze economiche di qualche progettista e/o costruttore. Non posso affermare che quanto accaduto un anno e mezzo fa circa a Rovereto sia stato dettato da questa logica, però posso dire che l’abbattimento di 45 alberi in Viale Trento con tanto di schieramento di forze di polizia grida vendetta ancora oggi. È una battaglia che, assieme a tanti altri, ho combattuto da semplice cittadino e che porto avanti anche ora. Se è troppo tardi ormai per salvare le piante di Viale Trento dallo scempio, almeno abbiamo ottenuto pronunciamenti precisi da parte del Difensore Civico, dell’ANAC e del Comitato per lo Sviluppo del Verde pubblico del Ministero dell’Ambiente: entro 2 mesi dalle elezioni, anche in Trentino i Comuni sopra i 15 mila abitanti devono pubblicare il proprio bilancio arboreo, renendo quindi noto lo stato del verde pubblico che le caratterizza. Rovereto ha già dovuto conformarsi alle prescrizioni ANAC, lo stesso però resta ancora da fare a Trento, Pergine, Arco e Riva del Garda.

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Grazie alle api tracciati numerosi inquinanti in Val di Sole: la Provincia intervenga a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente

Le api sono animali meravigliosi. Tramite l’impollinazione svolgono un lavoro importantissimo per la vita del pianeta e quindi dell’uomo stesso. Non solo. Nella ricerca di sostentamento per i loro alveari le api si diffondono nell’ambiente circostante che perlustrano con assoluta pervasività. Ciò le rende ideali “rilevatori ecologici”, poiché con la loro azione raccolgono polline ma anche polveri e sostanze diffuse nell’ambiente che possono quindi venire analizzate, fornendo dati rilevanti sullo stato di inquinamento dei territori. Queste le basi da cui è partita l’Associazione Apicoltori della Val di Sole, Peio e Rabbi per proporre lo studio intitolato“Biomonitoraggio della qualità ambientale per la presenza di agrofarmaci in Val diSole”. Una ricerca innovativa, condotta col supporto della Libera Università di Bolzano e sviluppata negli ambienti di competenza dell’associazione, che ha prodotto risultati di grande interesse, arrivando ad identificare qualcosa come 66 residui di fitofarmaci diffusi nell’ambiente della Val di Sole, oltre a tracce di metalli pesanti e persino sostanze pericolose di cui non si sospettava la diffusione né si conosce ancora la provenienza.

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Pregasi rettificare: Vittorio Sgarbi NON è professore ordinario

Chi mi segue lo sa: ho sempre criticato la nomina di Vittorio Sgarbi alla presidenza del Mart di Rovereto. Mi pareva (e mi pare ancora) una scelta inopportuna, sia da un punto di vista politico (Sgarbi è un deputato ma riveste anche numerosi altri incarichi amministrativi), che operativo (ha una quantità impressionante di cariche alle quali in teoria deve dedicarsi mentre io penso che il Mart meriti un presidente a tempo pieno) che soprattutto di immagine (oltre ai suoi pregressi, il personaggio mediatico Sgarbi è stato costruito su presupposti che a mio avviso non è desiderabile associare al Mart e alla Provincia di Trento, non è sempre vero che “conta solo che se ne parli”, meglio che se ne parli in termini positivi).

All’inizio mi sono opposto da solo alla nomina di Sgarbi ma sono lieto di osservare che i critici di recente sono aumentati… spero non solo per ragioni di opportunità elettorale. Sia come sia, fra le questioni che avevo sollevato ce n’era una che di recente ha ricevuto conferma. In molti si riferivano a Sgarbi con il titolo di “professore” ed egli stesso in effetti si era qualificato come “professore ordinario” alla Camera dei Deputati. Facendo mente locale su come in Italia si possa diventare “professori ordinari” (in sostanza tramite concorso pubblico e dopo lunga e faticosa gavetta) mi era parso molto strano che Sgarbi potesse fregiarsi di quel titolo. Per questo motivo avevo avviato tutta una serie di verifiche e presentato anche un’interrogazione alla Provincia per sapere se lo avessero fatto anche loro (risposta: “no, non serviva”…). In base ai dati che avevo in mio possesso però pareva chiaro che Sgarbi non fosse affatto “professore ordinario”, una convinzione che qualche giorno fa ha trovato conferma sulla stampa nazionale. Sgarbi non è affatto ordinario ed infatti di recente è stato costretto a correggere le informazioni fornite alla Camera specificando la cosa. Alla luce dei fatti, adesso mi aspetto che la Provincia di Trento corregga sue eventuali comunicazioni sbagliate in questo senso.

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Waris e Schläfer: Trentino Sviluppo ha chiesto lo sfratto

Ci sono aggiornamenti importanti riguardo alla vicenda che ormai da tempo coinvolge i lavoratori delle ditte Waris e Schläfer con sede a Storo. Come potete leggere nella risposta all’interrogazione che avevo presentato lo scorso agosto (la 734/XVI), la controllata provinciale Trentino Sviluppo (TS) ha avviato le pratiche per chiedere e ottenere il recupero dei crediti dovuti dalle 2 imprese in questione, affitti non pagati per diverse decine di migliaia di euro. Allo stesso tempo sempre TS ha intimato lo sfratto a Schläfer, atto che avrebbe dovuto concretizzarsi entro il 15 gennaio scorso. Il tutto, va detto, è comunque oggetto di ricorsi in tribunale. Riguardo al sostegno da assicurare a dipendenti ed ex dipendenti delle 2 imprese invece la Provincia ricorda che potranno ottenere gli stipendi non pagati e le quote di Tfr cui hanno diritto grazie al fondo nazionale di garanzia dell’Inps, mentre TS e PAT sostengono di poter solo attivare un’azione di “stimolo e facilitazione” nei confronti delle banche affinché anticipino ai lavoratori quanto spetta loro (ma solo a patto che i sindacati di riferimento ne facciano richiesta). A queste notizie ne aggiungo io un’ultima: per quel che riguarda Waris, nel dicembre scorso l’impresa ha avanzato richiesta di concordato preventivo.

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Educazione civica sì… ma solo a chiacchiere

In Trentino l’educazione civica si fa con le parole e non con i fatti. La scorsa estate avevamo proposto che si investissero poche decine di migliaia di euro per sostenere lo studio dell’educazione civica nella nostra Provincia. L’emendamento che però era stato bocciato senza spiegazioni. Allora il M5S aveva presentato una lunga e dettagliata interrogazione con cui chiedeva ai governanti provinciali almeno di valutare la predisposizione di un libretto informativo per spiegare ai ragazzi delle elementari e delle medie il funzionamento e le possibilità offerte dagli istituti referendari locali e dagli altri strumenti di partecipazione. La risposta è arrivata qualche giorno fa… un paio di paginette scarse per ribadire che va tutto bene com’è adesso e tanti saluti.

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Tunnel della Val Vestino: la Provincia di Trento tira dritto incurante di tutto, anche della logica.

Sul tunnel della Val Vestino, il traforo lungo circa 5 chilometri da percorrere a senso unico alternato (!) che si vorrebbe realizzare per collegare il Comune trentino di Bondone a quelli lombardi (per ora almeno) di Magasa e Valvestino è arrivata in questi giorni la risposta della Provincia ad una mia interrogazione del 25 marzo scorso. Si conferma la volontà di costruire un’opera senza che le comunità locali trentine si siano espresse, senza una seria valutazione sui costi-benefici dell’opera e senza che i Comuni lombardi coinvolti siano effettivamente passati al Trentino come hanno chiesto di fare da tempo.

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