E’ possibile ridurre il carico burocratico? Iniziamo a misurarlo!

Il 7 gennaio scorso Gianfranco Zucchelli, in una lettera pubblicata su L’Adige, affermava che nessuno fra coloro che sono preposti a combattere la burocrazia ha fatto e nulla sta facendo per debellare la burocrazia. L’intervento mi obbliga a fare una specificazione.

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Barometro della burocrazia. Lo studio sulla percezione del carico burocratico in Trentino? Ci siamo (quasi)

Il 5 giugno 2019 il Consiglio provinciale di Trento approvava una proposta di ordine del giorno del M5S volta a disporre le azioni necessarie a misurare l’onere burocratico che grava sulle imprese e sulle famiglie trentine, in modo da poter intervenire per ridurlo nella maniera il più efficace possibile. L’8 marzo 2023, la Provincia ha risposto ad un’interrogazione, sempre del M5S, riguardo alla lentezza con la quale stava venendo messo in pratica l’ordine del giorno di cui sopra. La buona notizia è che ci siamo quasi. Abbiamo dovuto armarci di tanta pazienza ma a breve avremo un misuratore della burocrazia.

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Burocrazia? Sì grazie. La maggioranza provinciale boccia tutte le proposte del M5S per ridurre l’onere burocratico su imprese e cittadini!

Nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale è stato discusso e approvato il disegno di legge 144/XVIModificazioni della legge provinciale sull’attività amministrativa 1992”. L’idea era di rivedere alcuni passaggi della legge provinciale sull’attività amministrativa modificando i termini di conclusione dei procedimenti amministrativi e le modalità relative al monitoraggio e recependo alcune disposizioni in materia di digitalizzazione nell’ambito dei processi amministrativi. Come M5S abbiamo chiesto lo svolgimento di una sessione di audizioni in commissione per approfondire gli effetti del disegno di legge (osservazioni del Difensore civicoverbale di sedutanota ufficio stampa) e proposto ulteriori modificazioni che avrebbero reso più forte e sostanziale la sburocratizzazione. Purtroppo però la maggioranza provinciale non ha voluto sentire ragioni.

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Attività di ottobre 2022 – Newsletter n° 48

Dopo le elezioni del 25 settembre l’attività politica provinciale è ripartita a pieni giri. Prima però di tornare a dedicarmi alle questioni provinciali ho rilasciato un’intervista a Vita Trentina ed ho organizzato un incontro conclusivo con gli attivisti che hanno supportato i nostri candidati presso lo spazio di Vicolo Madruzzo per analizzare le dinamiche del voto. La destra ha vinto ed ha iniziato fin da subito a prospettare il varo di provvedimenti illiberali, come M5S credo che a queste condizioni la strada possa e debba essere una sola. Opposizione rigorosa e senza sconti. Noi lavoriamo con impegno e serietà come da consuetudine, come abbiamo sempre fatto, poi vedremo dai fatti se qualcuno vuole condividere le nostre iniziative. 

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NOT, storia di un disastro evitabile trascinato alle estreme conseguenze

Nell’ormai lontano 2018 il M5S trentino aveva proposto che per uscire dall’imbarazzante situazione del Nuovo Ospedale di Trento la Provincia chiedesse una consulenza ad ANAC, al fine di evitare che i guai legali ormai esplosi degenerassero al punto di bloccare l’opera sine die, e, più in generale, facessero lo stesso per ogni bando pubblico di rilevanza strategica. Nel 2021, sempre il M5S, riprendendo un articolo del mensile Questo Trentino di Laura Mezzanotte, aveva interrogato il presidente della Provincia in merito ai fondi privati che avrebbero dovuto sostenere la realizzazione del NOT (int.2656/XVI – Provenienza dei fondi privati destinati al finanziamento del NOT), i quali apparivano sottodimensionati rispetto agli impegni finanziari cui sarebbero stati chiamati. Non sorprenderà nessuno sapere che dal 10 maggio 2021 a oggi i nostri abilissimi amministratori provinciali non hanno trovato il tempo (o forse il modo…) di rispondere nel merito nonostante un richiamo esplicito all’interrogazione nella seduta consiliare dell’8 settembre 2021 in cui si è svolta un’informativa (oscurata) sul Nuovo Ospedale Trento (estratto resoconto di seduta).

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Efficienza della pubblica amministrazione. Approvato ordine del giorno del M5S per migliorare le capacità di realizzare investimenti pubblici

Anche col Recovery Fund le risorse pubbliche da iniettare nell’economia sono limitate. Al punto in cui è arrivato il nostro Paese non possiamo più permetterci gli errori del passato mantenendo i vizi strutturali che limitano l’efficacia delle nostre politiche economiche. Per questo il M5S ha presentato e ottenuto ieri l’approvazione di un Ordine del Giorno che impegna la Provincia a verificare finalmente le ragioni che rallentano e fanno fallire molti dei piani di investimento pubblici locali, i quali spendono molto meno delle cifre teoricamente messe a loro disposizione.

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Basta gabelle e complicazioni burocratiche che servono solo a complicare la vita a chi vuole esercitare il proprio diritto a candidarsi alle elezioni!

Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha approvato una proposta di voto del M5S con la quale si chiede a Governo e Parlamento di eliminare totalmente le marche da bollo richieste per ottenere il certificato del casellario giudiziale e di approntare procedure e convenzioni adeguate a rendere possibile l’ottenimento dei certificati per via informatica.

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Terzo Settore. A breve audizioni su iter amministrativo per accreditamento e affidamento dei servizi socio-assistenziali

Oggi ho portato in Aula il tema dei termini per l’accreditamento e l’affidamento dei servizi socio-assistenziali con una proposta di risoluzione che se approvata come proposta avrebbe impegnato la Giunta a prorogare le scadenze a carico delle organizzazioni del terzo settore, troppo duramente impegnati nel contrasto alla pandemia per potersi dedicare anche alle pratiche burocratiche. Il Consiglio ha approvato, anche se abbiamo dovuto concordare una modifica al dispositivo, stabilendo di approfondire la questione nella commissione di riferimento. È un passo avanti rispetto a dove eravamo e quindi abbiamo accettato la proposta della giunta, anche se ovviamente avremmo preferito si agisse subito.

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Il miglior antidoto per la burocrazia? Agire con serietà!

Urlare (di solito in campagna elettorale) “taglieremo lacci e i lacciuoli che opprimono i cittadini!” non serve assolutamente a niente se a monte non si sa nemmeno distinguere fra un effettivo impedimento burocratico e una verifica utili a garantire che non venga commesso un sopruso.

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Al Consiglio provinciale di Trento manca quasi un quarto dei dipendenti (e per la “trasparenza” dicono non serva far sapere ai cittadini chi c’è negli uffici…)

Nel mese di settembre ho rivolto un’interrogazione al presidente del Consiglio provinciale chiedendo una serie di informazioni altrimenti irreperibili riguardo al numero effettivo di dipendenti del Consiglio, le loro qualifiche e soprattutto perché tali dati non siano resi pubblici e visibili a tutti. Qualche risposta l’ho ottenuta ma come spesso accade a lasciare con l’amaro in bocca è l’inossidabile logica burocratica utilizzata per giustificare azioni che evidentemente non si vuol compiere.

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