Ciclabile del lago d’Idro e collegamento stradale Vestone-Idro

Ci sono importanti novità sulla ciclabile del Lago d’Idro. Ieri pomeriggio ho partecipato ad una riunione col Presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il Presidente della Comunità Montana Valle Sabbia Giovanni Flocchini e con Ezio Almici, ex amministratore della Secoval Srl, società in-house dalla Comunità Montana.

La buona notizia è che si è registrata la disponibilità del Presidente Fugatti ad aprire un tavolo per discutere della ciclabile il cui sviluppo interessa sia al Trentino che alla Lombardia in un’ottica di crescita complementare dei territori di Giudicarie e Val Sabbia. Senza entrare troppo nei tecnicismi, la ciclabile si suddivide in 3 tronconi, Ponte Caffaro – Anfo, Anfo – Idro e Idro – Vestone. La realizzazione di ciascun lotto operativo costa sui 3 milioni di euro, già stanziati per il primo, i cui lavori dovrebbero coincidere con la realizzazione di un’altra opera sottostante al percorso. Per gli altri 2 invece ci sono da risolvere alcune problematiche specifiche che però non dovrebbero rivelarsi insormontabili, specie se sarà possibile utilizzare i fondi per i Comuni confinanti stanziati dalla nostra Provincia.

La ciclabile del Lago d’Idro, se realizzata, genererebbe effetti benefici per il turismo di entrambe le Provincie. Sarebbe una risorsa attraente per i cicloturisti ma anche per i turisti tradizionali con famiglia e permetterebbe di proporre pacchetti vacanze che integrano le attrazioni dei territori limitrofi, penso ad esempio al canyoning di Storo o alla Rocca d’Anfo, passando per le sponde e le alture che circondano il lago d’Idro, ma anche al Parco delle Fucine di Casto, alla Val Di Daone, al Breg Adventure Park Val di Breguzzoo alle alture del Monte Cadria, tutte realtà che potrebbero facilmente essere messe in comunicazione rafforzandosi vicendevolmente invece di farsi concorrenza anche grazie alla realizzazione della ciclabile che fungerebbe da collegamento coerente con la vocazione “verde” che questi territori devono riscoprire e potenziare se vogliono rilanciarsi efficacemente.

A margine dell’incontro si è comunque discusso anche di mobilità tradizionale. Tutti concordiamo sulla necessità di snellire il traffico nel tratto che va da Vestone (località Ponte Re) alla fine di Lavenone, togliendolo dai centri abitati. Il progetto esiste, così come gli stanziamenti, la speranza è che si riesca a realizzarlo rapidamente, anche perché ormai se ne parla da anni ma non se ne è ancora fatto nulla.

Nel complesso giudico molto positivo l’incontro di ieri e ringrazio i presidenti Fugatti e Flocchini per l’attenzione e la disponibilità che hanno dimostrato, se come credo e spero le cose andranno nel senso di rispondere alle reali esigenze dei cittadini e dei territori io non farò mancare il mio supporto sia in Aula che fra la gente.

Post Facebook – Segue l’interrogazione sul collegamento ciclopedonale presentata nelle settimana scorse

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Interrogazione 11/XVI del 14 dicembre 2018Completamento della rete ciclopedonale Valle Sabbia Lago d’Idro Valle del Chiese

Il completamento del collegamento ciclabile di fondovalle dell’Alta Valle Sabbia con il percorso ciclopedonale della Valle del Chiese/Giudicarie (Tione – Lago d’Idro) permetterebbe di connettere questi territori con le aree urbanizzate della Pianura Padana e soprattutto con VENTO, il progetto della dorsale cicloturistica più lunga d’Italia (679 km) che è stato classificato tra quelli a priorità nazionale dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tramite la legge di stabilità 2016 insieme al GRAB, la Verona-Firenze e la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la cui realizzazione è stata assicurata con uno stanzialmento di 91 milioni di euro. Il flusso cicloturistico dalla Pianura Padana, connessione dell’asse Torino-Milano-Venezia, potrebbe trovare nel collegamento ciclopedonale Valle Sabbia-Lago d’Idro-Giudicarie la porta d’accesso ideale all’area del Parco Naturale Adamello Brenta, alla Valle di Ledro e più in generale al sistema delle ciclabili del Trentino. Predetto collegamento valorizzerebbe aree dal grande potenziale turistico come l’Alta Valle Sabbia, il Lago d’Idro, la Valle del Chiese e i comuni di Valvestino e Magasa, i quali, negli anni scorsi hanno avviato iniziative istituzionali per essere annessi alla provincia di Trento;

il completamento della rete ciclopedonale Valle Sabbia-Lago d’Idro-Valle del Chiese permetterebbe l’accesso agli itinerari delle Prealpi Bresciane e Gardesane (dette anche Prealpi Lombarde orientali) la cui cima più alta è il Monte Cadria (2.254 m s.l.m.), situato in pieno territorio trentino tra i comuni di Pieve di Bono e Ledro. Il Cadria è tappa del Sentiero della Pace ed è caratterizzato da numerose postazioni militari austro-ungariche del sistema del monte Nozzolo che furono presidiate in tempo di guerra da due compagnie di Kaiserjaeger e la cui bellezza fu menzionata anche dal tenente Felix Hecht nelle sue memorie. Tra gli altri itinerari a cavallo delle province di Trento e di Brescia si possono contare: passo di Bocca di Caplone, Monte Stigolo, Malga Maina, Rifugio Alpo, Baita del Pin, Passo Baremone, Faserno, Sentiero dei Contrabbandieri, Malga Valle Aperta, Val Sorino, Val Lorina, Dosso delle Cavallare, Val Cariola, Passo Costone Dolo, Passo delle Cornelle, Monte Spessa, Boniprati, Malga Clef, Passo Brealone, Passo Tremalzo, Valle di Daone, Bocchetta di Cadria, Val di Concei, e molti altri ancora;

il completamento della rete ciclopedonale Valle Sabbia-Lago di Idro-Valle del Chiese metterebbe in connessione le reti delle ciclabili trentine con quelle bresciane (ad esempio, la “Gavardina”, la Sant’Eufemia-Rezzato-Salò e la Desenzano-Brescia) e getterebbe le basi per un riscatto territoriale di un’area che nei decenni passati è stata caratterizzata da un intenso sviluppo industriale a iniziativa privata con un forte impatto ambientale ma che, simultaneamente, è stata oggetto di scarsa attenzione da parte della pianificazione urbanistica e delle politiche pubbliche territoriali. È indubbio che l’area di confine della Valle del Chiese e della Valle Sabbia sia stata fin qui la cenerentola delle politiche per lo sviluppo e il governo del territorio promosse dai capoluoghi del Trentino e del Bresciano. La stessa, per decenni, è stata infatti considerata un mero corridoio di transito automobilistico per collegare la Lombardia con i comprensori sciistici dell’Adamello-Brenta. In alternativa al modello di crescita incardinato su industria pesante e strutture per la viabilità caratterizzato da una crisi strutturale irreversibile, le opportunità offerte dal cicloturismo aumenterebbero l’attrattività territoriale con grande beneficio per gli operatori del settore alberghiero, dell’agricoltura, dei servizi all’attività outdoor e dell’ospitalità generando così flussi di spesa integrativi ai tradizionali e distribuiti omogeneamente sul territorio;

il completamento della rete ciclopedonale Valle Sabbia-Lago d’Idro-Valle del Chiese coglierebbe armonicamente le opportunità individuate dallo studio promosso dal Parlamento Europeo nel 2010 “Promuovere l’uso della bicletta” nell’ambito delle Politiche strutturali e di coesione (Direzione generale politiche interne) e si concilierebbe con gli investimenti promossi dalla Provincia di Trento negli altri territori di confine come il Lago di Garda, la Val di Sole e la Valsugana e sull’autostrada ciclabile lungo l’asta del fiume Adige;

il 27 luglio 2016 è stato approvato l’ordine del giorno N. 227/XV “Completamento del collegamento ciclopedonale Valle Sabbia-Lago d’Idro-Valle del Chiese”. Con l’odg 227/XV il Consiglio provinciale aveva impegnato la Giunta a mantenere alto l’impegno per l’utilizzo dei fondi destinati ai comuni di confine dell’alta ValleSabbia e a valutare le modalità tecnicamente e finanziariamente sostenibili per completare il collegamento ciclo – pedonale Valla Sabbia – Lago d’Idro -Valle del Chiese, sulla base delle risorse finanziarie disponibili;

il 21 dicembre 2017 era stato approvato l’ordine del giorno N. 273/XV “Salvaguardia ambientale del lago d’Idro e del fiume Chiese e realizzazione di strutture ciclopedonali”. Con l’odg 273/XV il Consiglio provinciale aveva impegnato la Giunta ad attivare un percorso partecipativo con le comunità locali delle aree di confine, la Provincia di Brescia e la Regione Lombardia finalizzato alla progettazione, del percorso ciclopedonale sul periplo del lago d’Idro che consenta di incrementare la fruibilità del lago medesimo e delle sue rive potenziando l’attrattività turistica;

inoltre, nella Convenzione avente ad oggetto “Attuazione della proposta di Programma di interventi strategici per l’ambito Valle Sabbia nel territorio della provincia di Brescia” siglata ai sensi della Legge 23 dicembre 2009 n.191 e ss.mm. e del Regolamento del Comitato Paritetico per la gestione dell’Intesa per il Fondo Comuni Confinanti, approvata con deliberazione del 30 giugno 2016 n.11 e siglata dalle parti il 9 febbraio 2017, viene previsto un impegno politico delle Amministrazioni per la promozione di un percorso ciclopedonale sul periplo del lago d’Idro come priorità;

il 10 marzo 2017 nella risposta all’interrogazione provinciale “Collegamento ciclopedonale ValleSabbia-Lago d’Idro- Valle del Chiese” l’assessore competente alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici affermava: “Lo studio di fattibilità per il completamento del percorso ciclopedonale è stato eseguito dal competente Sevizio provinciale in materia di infrastrutturazione ciclopedonale, su indicazione della Giunta provinciale, tenendo conto delle opere in corso ed in progetto, nonché della realizzazione della fognatura intercomunale tra Idro e Anfo (BS). Lo studio di fattibilità, avendo come unica finalità quello della verifica della sostenibilità tecnica e finanziaria, non ha avuto, ad oggi, alcuna forma di divulgazione partecipativa. Ovviamente, qualora l’esito politico delle intese tra territori confinanti e Provincia preveda l’inserimento dell’opera negli strumenti di programmazione provinciali, le successive fasi di progettazione vedranno le usuali forme di informazione e partecipazione previste dalla normativavigente”;

nel novembre 2017, si è appreso da notizie di stampa che sarebbero stati stanziati tre milioni e duecentomila euro, per metà da Regione Lombardia e per metà dall’Ambito Territoriale Ottimale (Ato), al fine di realizzare il collettore fognario da Anfo a Ponte Caffaro con termine dei lavori entro il 2020, e che la Comunità montana Valle Sabbia vorrebbe approfittare dei lavori per realizzare contestualmente una pista ciclopedonale (“La scommessa” HYPERLINK “http://www.vallesabbianews.it/notizie-it/(Bagolino,Anfo,Valsabbia)-La-scommessa-43246.html”di U.V. – Vallesabbianews.it, 10/11/2017). A tal riguardo, il presidente della Comunità, sig. Giovanmaria Flocchini, ha dichiarato: “La scommessa ora è quella di approfittare dei lavori per la realizzazione di quest’ultimo tratto per farci passar sopra una pista ciclopedonale e noi come Comunità montana abbiamo già dato mandato per la sua progettazione. Sarebbe subito collegabile alla rete trentina”;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

se la Giunta sia a conoscenza dei fatti illustrati nelle premesse nonchè degli impegni politici che furono approvati nella scorsa legislatura e quale sia la posizione a riguardo;

quali iniziative intenda intraprendere e in quali tempi, anche in considerazione delle dichiarazioni del presidente della Comunità Montana Valle Sabbia, per attuare il punto del Programma di interventi strategici per l’ambito Valle Sabbia nel territorio della provincia di Brescia dove si prevede il collegamento ciclopedonale sul lago d’Idro.

Può interessare:
Interrogazione parlamentare 4/12989 XVII Legislatura del 27 aprile 2016 a prima firma di Riccardo Fraccaro

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