I cittadini di Rovereto hanno tutto il diritto di essere ascoltati dal loro Consiglio Comunale riguardo alla Valdastico.

Secondo la consigliera della Lega Mara Dalzocchio, il fatto che alle elezioni provinciali ed europee il suo partito sia stato il più votato a Rovereto significa automaticamente che i roveretani approvano in massa la decisione di Fugatti e del resto della sua giunta di far sbucare l’autostrada Valdastico nella città della quercia. Si tratta ovviamente di una sciocchezza, che però ha il pregio di far luce su cosa certi esponenti leghisti intendano col termine Democrazia: chi vince comanda e tutti gli altri devono stare zitti, anche se l’elezione in questione c’entra poco o nulla con ciò che si vorrebbe dare per approvato dai cittadini. Diciamo subito che questa visione plebiscitaria della Democrazia non è affatto nuova, anzi, oggi come in passato resta tuttavia sbagliata e pericolosa.

A Mara Dalzocchio sarebbe facile rispondere che la stragrande parte dei cittadini di Rovereto che hanno votato Lega alle provinciali e alle europee non lo hanno certo fatto perché volevano lo sbocco della Valdastico sotto casa. Ancora più facile sarebbe ricordarle che una minima parvenza di senso il suo discorso potrebbe assumerlo solo se la Lega si presentasse alle elezioni di Rovereto e le vincesse sulla base della proposta di farci sbucare la Valdastico, oppure se il suo partito promuovesse una campagna referendaria in città per dire sì alla A31. Se poi vogliamo parlare di Democrazia, che gli interessati (in questo caso i cittadini di Rovereto) siano chiamati ad esprimersi nel merito di ciò che li riguarda pare un concetto minimo e di certo votando Lega alle provinciali e alle europee quegli stessi cittadini non hanno inteso dire sì a scatola chiusa a tutti i progetti dei leghisti veneti e trentini.

Ciò detto, vale la pena di approfondire la cosa perché in una vera Democrazia certi concetti non devono ricevere cittadinanza alcuna. Con buona pace delle idee di Mara Dalzocchio, la Democrazia è innanzitutto rispetto delle regole e attuazione della volontà popolare. Se ad esempio si consulta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani si scopre come all’articolo 21 essa sancisca che ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. La volontà popolare si può pertanto esprimere tramite le elezioni con le quali si eleggono consiglieri, sindaci, parlamentari ed europarlamentari ma anche tramite istituti di partecipazione popolare previsti da leggi, statuti e regolamenti. Nel caso di specie i cittadini roveretani hanno deciso di attivare lo strumento della petizione popolare per esprimere il proprio orientamento sulla Valdastico e hanno diritto di ottenere una risposta. Aggiungo che, se in Comune a Rovereto si discute una petizione promossa dai cittadini con circa 3 mila firme (che non vuol dire affatto che siano gli unici interessati) è anche perché c’è stata una sollecitazione in questo senso tramite un’interrogazione specifica al Consiglio provinciale, dopo che per anni il Consiglio comunale roveretano non ha ritenuto rispondere alle petizioni in violazione delle leggi e allo Statuto comunale. È una questione di metodo e di merito. La differenza tra democrazia e dittatura è anche nel modo in cui vengono trattate le espressioni dirette della popolazione: in un regime democratico sono tenute in considerazione, in un regime dittatoriale sono calpestate senza alcuna giustificazione oppure richiamandosi a un presunto diritto di dominare tutto e tutti solo perché si è stati eletti.

Superfluo infine specificare che nel merito della questione Valdastico il M5S sia schierato dalla parte di coloro che ritengono l’opera non solo inutile ma proprio dannosa per gli interessi collettivi, una minaccia per il benessere e la salute dei cittadini e dei territori che la dovrebbero subire, del tutto priva dei miracolosi effetti che vengono promessi e propagandati dai suoi sostenitori, i quali a nostro avviso puntano principalmente alle risorse pubbliche che verrebbero convogliate nel mega appalto connesso, senza contare la possibilità di far mettere un piede in Trentino ai signori della concessionaria autostradale Bs-Vr-Vi-Pd.

AGGIORNAMENTI:

Comunicazioni del Comune di Rovereto ai Consiglieri provinciali:

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