Turismo sul lago d’Idro e in valle del Chiese. La direzione indicata dal Consiglio provinciale è la promozione turistica a livello internazionale congiuntamente con la regione Lombardia

Approvando una proposta del M5S, il Consiglio provinciale di Trento ha impegnato la Giunta provinciale “a verificare modalità per sostenere e promuovere un progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro, attraverso forme di collaborazione tra le APT e i soggetti giuridici pubblici e privati operanti nei territori confinanti lombardi, incaricati istituzionalmente della promozione di tali territori”.

Con la nostra proposta abbiamo ripercorso le vicende politiche e amministrative dell’ultimo decennio per riassumere quanto era stato fatto principalmente in termini di pianificazione territoriale e di salvaguardia della risorsa idrica per poi sottolineare le opportunità collegate alla mobilità sostenibile e al completamento della ciclabile del lago d’Idro.

Il boom del clicloturismo che si sta vivendo in questi ultimi anni dimostra che i territori che si dotano di strutture e servizi adeguati a soddisfare questo genere di segmento di mercato possono ottenere significativi benefici in termini di crescita economica, per di più proponendo un modello turistico meno invasivo e più “dolce” di quello basato sul modello di vacanza classico. 

Si stima che ogni giorno di vacanza ciascun cicloturista possa spendere una media di circa 75 euro sui territori che visita. Tutto ciò con impatto ambientale minimo e non di rado approfondendo la conoscenza di territori lontani dalle rotte più tradizionali e commerciali del turismo nazionale. Per ottimizzare la ricezione di questa tipologia di ospite servono però collegamenti interregionali di lungo raggio e senza interruzioni. Sono queste infatti le attrazioni che permettono di attirare numeri importanti di cicloturisti e cogliere in misura piena i benefici della loro presenza.

Per quanto riguarda il Trentino è necessario collegare la direttrice ciclabile VenTo (Venezia-Torino), su cui il Governo nazionale ha investito notevoli risorse, alle Dolomiti di Brenta. È evidente come per dare una soluzione di continuità a questo tragitto sia fondamentale il completamento della ciclabile del lago d’Idro collegando Idro, Anfo, Ponte Caffaro, Lodrone, Darzo e la valle del Chiese in generale. Con pochi milioni di investimento si potrebbe creare un indotto notevole per l’economia del territorio.

I punti fondamentali per il rilancio turistico delle Giudicarie sono quindi due. La valorizzazione della risorsa idrica quale componente fondamentale del paesaggio e il completamento dei collegamenti della rete ciclabile locale. Insomma, i punti cardine su cui deve basarsi il progetto di valorizzazione e promozione turistica che la Giunta provinciale di Trento dovrà sostenere sono questi. Noi lavoreremo per fare in modo che gli impegni vengano realizzati già a partire dai prossimi di accordi di programma con la regione Lombardia per l’impiego dei prossimi stanziamenti per i comuni confinanti.

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Segue il testo integrale della proposta di ordine del giorno 9/53/XVI collegata al disegno di legge n. 53/XVI di iniziativa giuntale “Disciplina della promozione territoriale e del marketing turistico in Trentino”
* 6 agosto 2020 – approvate le premesse e il dispositivo con un emendamento concordato con l’assessore al turismo Roberto Failoni

Progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale

Il lago d’Idro, specchio d’acqua posto al confine sud occidentale del Trentino, ha una superficie di 10,9 kmq distribuita tra la provincia autonoma di Trento e la provincia di Brescia. Analogamente a quanto avviene per il lago di Garda, sebbene in proporzioni più ridotte, i territori limitrofi al lago d’Idro si caratterizzano per economia turistica di tipo prevalentemente estivo legata alla pratica degli sport su acqua come windsurf, kitesurf, canoa e vela, all’escursionismo e al trekking, al cicloturismo, all’arrampicata, al canyoning e al lancio con il parapendio;

l’attrattività dell’area e il suo potenziale di sviluppo turistico sono evidentemente legati alle tipicità del paesaggio prealpino, alla qualità delle acque del lago e alla rete di sentieri e collegamenti ciclabili tanto che negli ultimi anni si è cercato di superare i confini politici tra le due province e di puntare sull’interazione di tali fattori nel varo delle politiche pubbliche. A titolo esemplificativo, con la mozione 40/XIII dell’11 ottobre 2006 “Progetto interregionale per la tutela e la valorizzazione del lago d’Idro”, il Consiglio provinciale impegnava la Giunta a portare avanti diverse azioni per la tutela del lago d’Idro, in particolare la sottoscrizione con la Regione Lombardia dell’Accordo di Programma per l’istituzione del Comitato di coordinamento; la previsione, all’interno delle azioni dell’Accordo di programma, di un progetto pluriennale di ricerca scientifica volto a migliorare in modo permanente la qualità delle acque del lago d’Idro; l’implementazione di un progetto interregionale per la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale; la fissazione della quota minima demaniale del lago alla misura storica di 368 metri slm ed infine l’assegnazione all’Ufficio Biotopi della priorità e degli adeguati finanziamenti per predisporre entro il 2007 il piano di gestione del SIC al fine di garantire un armonico sviluppo e la vita del SIC IT 3120065 “Lago d’Idro” nel territorio del comune di Bondone;

per quanto riguarda i percorsi ciclabili, con deliberazione n.X/5496 del 2/8/2016 la Giunta della Regione Lombardia approvava lo schema di Accordo di collaborazione tra Regione Lombardia, Provincia Autonoma di Trento e la Provincia di Brescia, ai sensi dell’art. 15 della legge 241/90 e ss.mm.ii., per la valorizzazione dell’area vasta del Lago d’Idro e per la gestione coordinata delle risorse idriche del bacino idrografico del fiume Chiese e contestualmente revocava la DGR 4521 del 10/12/2015. Tra gli interventi di valorizzazione contenuti nel predetto schema di accordo, al punto c), è previsto un impegno programmatico per interventi di fruibilità turistica ed in particolare un impegno per la promozione di un percorso ciclopedonale sul periplo del lago d’Idro. Gli Enti sottoscrittori si impegnavano a promuovere il percorso ciclopedonale ad anello sviluppato per una lunghezza di circa 23 km e 800 m sul periplo del lago d’Idro che avrebbe consentito di incrementare la fruibilità del lago e delle sue rive potenziandone l’attrattività turistica; per tale motivazione si conveniva che detto intervento avrebbe dovuto avere carattere di priorità del successivo periodo di programmazione del Fondo Comuni Confinanti (2019-2020) e, pertanto, si sarebbero impegnati a riservare le somme necessarie alla sua realizzazione, secondo i costi e i tempi di seguito stimati nell’Allegato C;

secondo lo studio di fattibilità collegato allo schema di accordo il percorso di 23,8 km si snoderebbe lungo le direttrici sponda Caffaro (A) Ponte Caffaro (B) – Anfo (C) – Tre Capitelli (D) – Idro Est (E) – Idro Ovest (F) – Vantone (H) – Vesta (I) – Prato della Fame (L) – Spiaggia Contrabbandieri (M) – galleria (N) – Lido Baitoni (P) – sentiero innamorati (Q). Il percorso sarebbe suddiviso in tratte con differenti tipologie d’intervento: interventi A – C – E – G: con lavori di modesta entità di allargamento della sede da circa 1,50 a 2,20-2,50 m oppure lavori di asfaltatura; interventi M – N: con la realizzazione di gallerie; interventi F e P: con costruzione di ponti e/o passerelle; interventi L – O con un nuovo tracciato su sedime esistente; interventi B e D con un nuovo tracciato su sedime esistente per cui esiste già il progetto esecutivo redatto dalle amministrazioni locali lombarde; interventi I – Q trattasi di sistemazioni di strade comunali esistenti da adibire a ciclopedonali con larghezza di 3,50 m, che possono essere utilizzate anche per uso promiscuo. Tali interventi andrebbero a integrarsi con la rete ciclopedonale trentina realizzata dalla Comunità delle Giudicarie, ai sensi dei commi 9 e 10 dell’art. 8 della L.P. 16 giugno 2006, n. 3 Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino – D.G.P. n. 32/2015;

lo studio di fattibilità prevedrebbe le seguenti voci di spesa: spese tecniche euro 556.000; realizzazione opere 6.959.000; altre spese (espropri, sottoservizi e imprevisti) euro 696.000; oneri fiscali euro 1.807.000. Il costo totale del progetto sarebbe di euro 10.018.000,00. La progettazione esecutiva avverrebbe nel 2020, l’inizio dell’attività di progetto nel 2021 e la fine attività di progetto nel 2023;

la sponda orientale del lago d’Idro si caratterizza per l’alto valore naturalistico e paesaggistico, una peculiarità che a detta di molti non consente la costruzione di infrastrutture di tipo ciclopedonale, le quali determinerebbero danneggiamenti significativi ed irreparabili all’ecosistema lacustre. Al contempo su tale sponda insistono dei percorsi panoramici di notevole pregio. Uno di questi da qualche anno è stato ripristinato ed è oggetto di manutenzione da parte del Gruppo Sentieri Attrezzati Idro 95. Si tratta dei sentieri denominati “dei Contrabbandieri” e “dei Tralicci”, percorsi da trekking che il predetto gruppo ha classificato di difficoltà “E” essendo caratterizzati da tratti difficili attrezzati con fune metallica ed esposti a tratti impervi e scoscesi. Sfortunatamente il “sentiero dei Contrabbandieri” è stato in passato teatro di molteplici incidenti mortali causati dall’utilizzo improprio dello stesso da parte di ciclisti. Vi è inoltre una via ferrata che collega Baitoni a Vesta, la cosiddetta “Ferrata delle Sasse”, e che ha reso possibile il transito pedonale a lago in sicurezza con un imbrago, noleggiabile nei punti informazioni presenti in prossimità. Un’eventuale ciclabile a lago sul versante orientale oltre a produrre danni naturali incalcolabili si sovrapporrebbe quindi ai sentieri dei Tralicci e dei Contrabbandieri e a questa ferrata lunga circa 4 km;

lo studio del Parlamento europeo «Promuovere l’uso della bicicletta» pubblicato nel 2010 nell’ambito delle politiche strutturali e di coesione (direzione generale politiche interne) individua le quattro chiavi fondamentali per sostenere il ciclismo e quindi il cicloturismo: a) la presenza di infrastrutture ciclabili corredate di servizi e accessori esclusivamente per i ciclisti; b) l’intermodalità che combina l’uso della bici con quella dei mezzi di trasporto pubblici; c) la sicurezza nel senso di incolumità; d) la sicurezza nel senso di prevenzione dei furti. Lo studio contiene anche una raccomandazione per le autorità locali, la quale sottolinea l’importanza di un approccio integrato per portare all’adozione di un insieme equilibrato di misure per la costruzione delle infrastrutture ciclopedonali e per la promozione dell’uso della bicicletta anziché singole azioni potenzialmente meno efficaci;

la risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2011 (P7–TA(2011)0407) «sull’Europa, prima destinazione turistica mondiale — un nuovo quadro politico per il turismo europeo» (2010/2206(INI)), al punto 4, sottolinea la necessità di una stretta cooperazione tra le autorità europee, internazionali, nazionali, regionali e locali e gli attori del settore per far fronte alle sfide trasversali del turismo attuando progetti e azioni concrete in materia di turismo e auspicando, anche nel quadro della strategia Europa 2020, una cooperazione più stretta tra le regioni e i comuni e una loro partecipazione sostenibile, diretta ed efficace alla definizione della nuova politica del turismo che rafforzi lo sviluppo turistico intra e interregionale e promuova la capacità di attrazione e la visibilità delle regioni e dei Comuni europei; al punto 5, invita a valutare l’introduzione di due nuovi principi per il turismo: «l’interregionalità» e «la complementarità», al fine di promuovere la pianificazione congiunta e la cooperazione fra i servizi turistici nell’ambito di una singola area geografica, unendo regioni limitrofe ma appartenenti a un livello tematico specifico;

la predetta risoluzione del Parlamento europeo, in materia di mobilità sostenibile, al punto 34), esorta la Commissione a incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto più sostenibili, ad esempio attraverso la combinazione di trasporti con mezzi pubblici, treni, spostamenti in bicicletta e a piedi; invita la Commissione a favorire e sostenere lo sviluppo di collegamenti con le aree rurali e montane, e, più in generale, le destinazioni meno accessibili; al punto 39), accoglie con favore la volontà della Commissione di diversificare l’offerta turistica per compensare gli effetti della stagionalità; sottolinea, in particolare, l’importanza della collaborazione già avviata con il Consiglio d’Europa per la promozione del turismo culturale, storico, religioso, ambientale e paesaggistico attraverso percorsi/itinerari tematici ritenendo che l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili, tra i quali la bicicletta, debba essere incentivato in relazione a diversi itinerari; infine, al punto 42), incoraggia ad agevolare la messa in rete e la cooperazione fra le regioni al fine di collegare gli attuali percorsi ciclabili regionali, nazionali ed europei e potenziare nell’UE un turismo ciclabile sostenibile, efficiente sotto il profilo energetico e rispettoso dell’ambiente;

il protocollo di attuazione della Convenzione per la protezione delle Alpi del 1991 nell’ambito dei trasporti, ratificato con la legge del 9 novembre 2012, n.196, impegna l’Italia, in qualità di Parte contraente, ad attuare una politica sostenibile dei trasporti tesa a: ridurre gli effetti negativi e i rischi derivanti dal traffico intralpino e transalpino ad un livello che sia tollerabile per l’uomo, la fauna e la flora e il loro habitat; contribuire allo sviluppo sostenibile dello spazio vitale e delle attività economiche, come premesse fondamentali per l’esistenza stessa delle popolazioni residenti nel territorio alpino per mezzo di una politica dei trasporti organica e concertata tra le Parti; garantire il traffico intralpino e transalpino incrementando l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di trasporto e favorendo i vettori meno inquinanti e con minore consumo di risorse ad un costo economicamente sopportabile; garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra i singoli vettori. In particolare, all’articolo 13 (impianti turistici), paragrafo 2, le Parti contraenti sostengono la creazione e la conservazione di zone a bassa intensità di traffico o vietate al traffico, nonché l’istituzione di località turistiche vietate al traffico e tutte le misure atte a favorire l’accesso e il soggiorno dei turisti senza automobili;

già nel 2015 in Europa si registrava un boom per le vacanze in bicicletta. In quell’anno il cicloturismo generava in Europa un indotto economico di 44 miliardi, con 2 milioni di viaggi e 20 milioni di pernottamenti, secondo le rilevazioni dell’Enit. In Italia questo settore aveva un valore potenziale di 3,2 miliardi di euro, e stava crescendo ad un ritmo costante. Le previsioni della società di consulenza Jfc parlavano di «2,3 milioni di cicloturisti che soggiorneranno in Italia quest’anno mossi da questa passione per 13 milioni di pernottamenti, in crescita del 5 per cento rispetto al 2014: 36 per cento italiani e 64 per cento stranieri, soprattutto di lingua tedesca». Una stima della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) calcolava che una persona che va in bici per una giornata ed effettua un pernottamento valeva 80 euro di spesa («Il cicloturismo marcia a pieni giri» – Ilsole24ore, 31 luglio 2015);

nel novembre 2017, notizie di stampa rendevano noto che sarebbero stati stanziati tre milioni e duecentomila euro, per metà da Regione Lombardia e per metà dall’Ambito Territoriale Ottimale (Ato), al fine di realizzare il collettore fognario da Anfo a Ponte Caffaro con termine dei lavori entro il 2020, e che la Comunità montana Valle Sabbia avrebbe voluto approfittare dei lavori per realizzare contestualmente una pista ciclopedonale. A tal riguardo, il presidente della Comunità, sig. Giovanmaria Flocchini, ha dichiarato: “La scommessa ora è quella di approfittare dei lavori per la realizzazione di quest’ultimo tratto per farci passar sopra una pista ciclopedonale e noi come Comunità montana abbiamo già dato mandato per la sua progettazione. Sarebbe subito collegabile alla rete trentina” (“La scommessa” di U.V. – Vallesabbianews.it, 10/11/2017);

è del tutto evidente come le opportunità derivanti dal completamento della ciclabile sul lago siano notevoli in termini di flussi turistici poiché qualora realizzato favorirebbe un collegamento interregionale più fluido e sicuro tra il corridoio ciclabile VenTo (l’asse Venezia-Torino finanziata con fondi statali) e l’area delle Dolomiti del Brenta;

il 29 luglio 2020 veniva approvata la proposta di ordine del giorno 10/60/XVI Monitoraggio del fiume Chiese e del lago d’Idro ai fini dell’elaborazione di un modello di sfruttamento idroelettrico sostenibile replicabile in altri bacini fluviali del Trentino con cui il Consiglio impegna la Giunta provinciale a valutare e promuovere un modello sperimentale orientato a migliorare la sostenibilità dello sfruttamento idroelettrico in presenza di utilizzi plurimi delle acque del fiume Chiese e del lago d’Idro ciò a dimostrazione del potenziale connesso al valore della risorsa idrica anche a fini ricreativi;

il lago d’Idro è un bene di grande valore naturalistico e costituisce un’attrazione turistica di primaria importanza per tutti i territori ad esso limitrofi, Valle del Chiese inclusa. Grazie a queste sue caratteristiche il lago d’Idro presenta un potenziale ancora largamente inespresso che per poter essere adeguatamente sviluppato richiede però una gestione unitaria capace di fare sistema ragionando sul lago e sui territori ad esso collegati come un unicum e non come realtà che agiscono le une ignorando le altre. Dal momento che il lago risulta condiviso fra la Provincia di Trento e quella di Brescia, per raggiungere tale fine è necessario concertare iniziative interregionali e interprovinciali che coordinino la promozione, lo sviluppo ecosostenibile e le attività possibili sul lago e nei territori adiacenti;

tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

  1. a sostenere e promuovere  un progetto interregionale per la valorizzazione e la promozione turistica del lago d’Idro anche a livello internazionale, con la collaborazione delle APT e di soggetti giuridici pubblici e privati operanti nei territori confinanti lombardi, incaricati istituzionalmente della promozione di tali territori;
  2. a considerare elemento fondamentale per la crescita turistica del territorio una gestione sostenibile della risorsa idrica del fiume Chiese e del lago d’Idro – realizzata con il coinvolgimento di istituti di ricerca, agenzie per la protezione dell’ambiente, Regione Lombardia, Ministeri competenti e comuni rivieraschi del Chiese – con particolare riguardo al deflusso ecologico, agli impatti paesaggistici e alle ricadute turistiche derivanti da un monitoraggio e una gestione tecnologica e ambientale all’avanguardia;
  3. a promuovere urgentemente nei confronti della Regione Lombardia, per quanto di competenza e al fine di incrementare i flussi turistici di settore, un programma di interventi a completamento del collegamento ciclopedonale Valle del Chiese – Lago d’Idro – Valle Sabbia sulla sponda occidentale, a partire dalle linee guida contenute nell’intesa siglata con la regione Lombardia, la provincia di Brescia e la comunità montana Valle Sabbia, e in attuazione degli impegni presi con gli ordini del giorno n. 227/XV e n. 273/XV, anche attraverso l’accesso a finanziamenti di provenienza statale o europea; 
  4. a contribuire alla messa in sicurezza e alla manutenzione e dei sentieri da trekking denominati “Sentiero dei Contrabbandieri” e “Sentiero dei Tralicci” nonché alla predisposizioni di segnaletica per la divulgazione di informazione ai turisti e per l’indicazione dei comportamenti da assumere nei tratti più pericolosi;

Emendamento concordato con l’assessore al turismo Roberto Failoni:

Rassegna stampa:
“Sostegno trentino all’economia lacustre” – 26 agosto 2020 – ValleSabbiaNews.it

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