Riforma del turismo. Oppurtunità di sviluppo a partire da filiera corta, associazionismo e rapporti transregionali

Con il 1°di gennaio è entrata a tutti gli effetti in vigore la riforma sul turismo. In teoria si tratta di un disegno che punta a rafforzare il sistema trentino tramite un meccanismo di accentramento delle risorse su macroaree omogenee. In pratica si è proceduto mettendo assieme territori dalle caratteristiche e dalle esigenze anche diversissimi fra loro. Il rischio è che, se il processo non sarà governato con intelligenza e lungimiranza, si finisca con lo schiacciare i territori meno sviluppati dal punto di vista turistico sotto il peso di quelli già affermati che convivono con loro nella stesso ambito. Un banco di prova importante per la riforma si avrà nelle Giudicarie, dove i consorzi turistici della Valle del Chiese e delle Giudicarie centrali sono assorbiti dall’Apt di Campiglio – Pinzolo – Val Rendena.

La perdita di autonomia degli ambiti turistici non riconducibili all’alta Val Rendena appare evidente ed innegabile. Al tempo stesso però esiste la speranza che grazie alle economie di scala realizzabili, dal nuovo assetto possano generarsi opportunità di sviluppo per le aree meno avanzate dal punto di vista turistico. In linea teorica inoltre si potrebbe realizzare un utilizzo più efficace ed efficiente delle risorse grazie a una riorganizzazione delle strutture e del personale. Quanto alle pro loco, alle associazioni e agli enti locali, protagonisti di primo livello all’interno dei consorzi turistici, la sfida è trovare le giuste modalità di interazione che permettano a queste realtà di continuare ad operare per il bene dei territori di appartenenza evitando di essere usate alla bisogna senza alcun ritorno o riconoscimento del proprio ruolo attivo.

Pur con tutte le riserve che manteniamo riguardo all’architettura della riforma, come M5S abbiamo ritenuto di intervenire nel merito della nuova legge ottenendo l’approvazione di parecchi emendamenti che premono l’acceleratore sui temi della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, decisivi in un territorio come quello Trentino, e sulla valorizzazione della filiera corta, in modo da far sì che i produttori locali, in particolar modo quelli del settore primario e gli artigiani, diventino parte attiva nella promozione del territorio. Le imprese potranno dare il loro contributo alla definizione dell’identità locale e al contempo creare un nuovo mercato per i loro beni e servizi.

Ci siamo inoltre impegnati per garantire gli strumenti per avviare iniziative congiunte tra soggetti e territori appartenenti a diversi ambiti, anche per quanto riguarda i rapporti interregionali. Sempre restando all’esempio giudicariese, grazie a specifiche proposte del M5S, Valle di Daone, Valle del Chiese e Val di Ledro potranno ad esempio definire azioni di promozione incardinate sui percorsi naturalistici di montagna e sulla storia locale, dal Risorgimento fino alla Prima Guerra mondiale. Valle del Chiese e Valle Sabbia avranno l’imbarazzo della scelta per iniziative che mettano al centro delle proposte il lago d’Idro, dallo sviluppo degli sport sull’acqua, all’escursionismo, al parapendio fino al turismo culturale con percorsi transregionali a partire dal Castello di San Giovanni a Bondone, passando dal Castello di Santa Barbara e dai complessi del Conventino di Lodrone e di San Giacomo a Ponte Caffaro per arrivare naturalmente fino a Bagolino e alla Rocca d’Anfo. Evidentemente lo stesso discorso può essere sviluppato per gli altri ambiti di confine del Trentino come l’Alto Garda, il Monte Baldo, il Passo del Tonale, l’Alta Val di Non, l’area dolomitica del Sella e della Marmolada, il Primiero oppure gli Altipiani Cimbri.

Come si vede in teoria le opportunità esistono. Il problema sarà coglierle, creando le condizioni per coinvolgere il mondo dell’associazionismo e incoraggiare gli operatori del mercato locale a proporre nuove iniziative imprenditoriali nel settore turistico. La sfida è aperta e può essere vinta solo remando tutti nella stessa direzione, mostrando solidarietà tra territori e rifuggendo ogni deleterio egoismo e campanilismo.

* pubblicato su giornale Trentino il 9 gennaio 2020

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