Monopolio mediatico e pluralismo dell’informazione in Trentino: il M5S presenta un’interrogazione

Nei giorni scorsi il M5S trentino ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla tendenza monopolistica che sta sempre più affermandosi nel mondo dell’informazione della nostra Provincia.

Come certificato anche dall’Agcom, in Trentino il potere mediatico è ormai concentrato nelle mani di pochissimi editori che godono quindi di una posizione di assoluto vantaggio rispetto alla mercato pubblicitario e alla definizione dell’agenda civile e politica. Una situazione che, come accade sempre nei casi di monopolio, rischia di portare un punto di vista unico e potenzialmente distorto sulle vicende locali, politiche e di cronaca.

Si tratta di una situazione oggettivamente critica, che di recente ha causato la scomparsa del più antico quotidiano trentino, ritenuto non più funzionale per le strategie del gruppo che controllava anche il diretto concorrente dello stesso, ma le criticità si estendono oltre la carta stampata, spingendosi ad esempio nel campo radiofonico, della distribuzione e della raccolta pubblicitaria.

Il M5S ritiene che, come c’è scritto nelle sue stesse leggi, la Provincia di Trento debba intervenire per garantire e tutelare il pluralismo dell’informazione e sostenere i livelli occupazionali del settore informativo. Chiediamo quindi che i nostri decisori politici abbiano la volontà e il coraggio di prendere posizione contro la situazione di monopolio di fatto che si sta instaurando in Trentino, anche tramite proposte normative e amministrative ad hoc per affermare il principio del pluralismo dell’informazione. Vogliamo inoltre che la Provincia renda noto quale sia il sostegno pubblico riservato per i mezzi di informazione locale. A quanto ci risulta infatti, si sta facendo assai poco per sostenere i piccoli editori. Troveremmo molto strano se il grosso dei sostegni venisse riservato proprio a chi domina il mercato. Se così fosse dovremmo tutti porci qualche ulteriore domanda.

* * * * *

In allegato: testo dell’Interrogazione a risposta scritta n. 2554/XVI del 18 aprile 2021 “Posizioni di preminenza informativa e pluralismo dell’informazione in Provincia di Trento

In data 29 novembre 2018 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) con delibera 570/18/CONSChiusura dell’indagine conoscitiva su “Informazione locale”, avviata con delibera n. 310/16/Cons” ha approvato la pubblicazione del testo conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’informazione locale”, riportato nell’allegato A, che costituisce parte integrante alla delibera stessa;

la citata indagine conoscitiva ha analizzato le caratteristiche e le dinamiche dell’offerta e della domanda di informazione in Italia, concentrandosi in particolare sull’ambito locale e sui sistemi regionali e provinciali e mettendo in evidenza le diversità territoriali e le eventuali criticità sotto il profilo del pluralismo informativo;

nel paragrafo 1.2 “Pluralismo delle fonti locali” del capitolo 1 “L’informazione locale e il pluralismo” dell’indagine conoscitiva viene affermato quanto segue: “L’ambito locale rappresenta una dimensione fondamentale del pluralismo, specie in una società globalizzata in cui le identità locali, da un lato, assumono un nuovo, fondamentale ruolo di connettività sociale, dall’altro, rischiano di perdere attenzione e approfondimento dall’ecosistema dell’informazione nazionale e internazionale.” ;

dai dati analizzati, è emerso che in Italia l’86% dei cittadini si informa abitualmente su fatti locali, attraverso canali televisivi, emittenti radio, quotidiani o servizi online e per quanto riguarda il Trentino Alto-Adige questa percentuale sale al 96%. Inoltre “in Trentino Alto Adige, dove è presente una redazione in tedesco e ladino, il 60% degli individui si informa di news locali tramite il TG Regionale. In queste regioni, l’informazione locale di servizio pubblico si colloca al primo posto per il carattere distintivo della sua programmazione, destinata alle minoranze linguistiche e culturali”;

l’indagine conoscitiva ha evidenziato anche che in alcune realtà regionali e sub-regionali, tra le quali anche il Trentino Alto-Adige, emergono posizioni di forza informativa di alcuni soggetti privati, che si sono acuite dopo l’abrogazione dell’art. 3, comma 1, lettera b) della legge 67/1987, che ha portato all’assenza o all’inefficacia delle soglie anti-concentrative ex-ante a tutela del pluralismo informativo locale;

questo dato è rappresentato chiaramente nella Figura 2.9 (pag. 34) che rappresenta il “total audience informativa” (t.a.i.), ovvero la stima del totale della popolazione raggiunta a fini informativi e il complesso delle testate editoriali detenute dalle società su tutti i mezzi informativi (quotidiani, canali televisivi e radiofonici), che mostra una posizione di preminenza informativa da parte di Athesia (75%);

nella successiva Figura 2.10 (pag. 36) emerge non solo la leadership del gruppo Athesia, ma anche che “la presenza di RAI, che con i propri brand informativi (in particolare il TGR), raggiunge circa il 70% della popolazione regionale, e di un editore storico, Media S.r.l. (che detiene la tv locale RTTR e la radio RTT), che ha una penetrazione pari a circa la metà dei cittadini del Trentino-Alto Adige.”;

concludendo l’analisi di quanto emerso nell’indagine conoscitiva sull’informazione locale si può affermare che “la dimensione informativa regionale, e spesso quella provinciale, rivestono un’assoluta rilevanza per la formazione dell’opinione pubblica locale. In tal senso, l’emergere, a livello regionale, di posizioni di forza informativa, la scomparsa di voci indipendenti, la presenza di commistioni tra informazione e politica locale, l’esistenza di numerosi episodi di intimidazioni e minacce alla professione giornalistica da parte di organizzazioni criminali, nonché l’opacità di talune strutture proprietarie, rischiano di minacciare lo sviluppo democratico del nostro Paese.” (pag. 35);

rispetto al periodo preso in considerazione dall’indagine, preme sottolineare quanto accaduto nel gennaio 2021, quando la S.I.E. SpA–Società Iniziative Editoriali, in un counicato del 15 gennaio, ha reso noto di “dover procedere, dopo 75 anni di presenza sul territorio, alla chiusura della testata “Trentino” data la non sostenibilità economica del ramo d’azienda.” (SIE Spa – Società Iniziative Editoriali * Comunicato editore – Chiusura giornale “Trentino”: «La crisi del settore editoriale unita alla gravissima situazione Covid impone scelte dolorose» – Opinione Agenzia giornalistica, 15 gennaio 2021);

secondo le finalità previste dall’articolo 1 della legge provinciale 7 dicembre 2016, n. 18Interventi di promozione dell’informazione locale”, la Provincia promuove il pluralismo dell’informazione locale, con particolare riguardo all’informazione resa dai mezzi di comunicazione ad accesso gratuito per il pubblico, si impegna a sostenere i livelli occupazionali delle imprese del settore dell’informazione locale e a promuovere la professionalità anche attraverso adeguata organizzazione aziendale, e l’innovazione tecnologica nell’informazione;

ai fini sopraelencati, la Provincia concede dei contributi alle imprese di informazione locale, ovvero emittenti televisive provinciali o di valle, emittenti radiofoniche provinciali o di valle e portali informativi online locali, secondo i criteri e le modalità stabiliti nelle delibere attuative (in particolare: 3 novembre 2017, n. 1823 e 18 ottobre 2019, n. 1603, modificata, quest’ultima, dalla deliberazione 22 dicembre 2020, n. 2272);

alla luce del quadro delineato dall’Indagine conoscitiva sull’informazione locale che denota una chiara posizione di preminenza informativa detenuta dal gruppo Athesia e della chiusura di uno tra i quotidiani locali di maggior interesse, si ritiene sia necessario effettuare un’attenta valutazione al fine di prevedere dei contributi per le imprese di informazione locale e sostenere un’informazione che sia realmente libera e plurale;

per concludere si riportano le parole della Corte costituzionale espresse nella sentenza n. 206/2019: “Di qui deriva l’imperativo costituzionale che il “diritto all’informazione” garantito dall’art. 21 Cost. sia qualificato e caratterizzato dal pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie − che comporta, fra l’altro, il vincolo al legislatore di impedire la formazione di posizioni dominanti e di favorire l’accesso del massimo numero possibile di voci diverse − in modo tale che il cittadino possa essere messo in condizione di compiere le sue valutazioni avendo presenti punti di vista differenti e orientamenti culturali contrastanti (sentenza n. 112 del 1993, richiamata dalla sentenza n. 155 del 2002).”;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere

  1. quali valutazioni abbia effettuato in ordine alla posizione di preminenza informativa detenuta dal gruppo Athesia S.p.a. nella Provincia di Trento e quali iniziative intenda intraprendere al fine di porvi rimedio, secondo quanto auspicato anche dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 206/2019;
  2. se stia valutando l’adozione di proposte normative o di provvedimenti amministrativi per favorire il pluralismo dell’informazione in Provincia di Trento, anche in relazione alle esigenze ed alle richieste degli operatori del settore;
  3. quale siano l’ammontare e i beneficiari dei contributi erogati annualmente alle imprese di informazione locale ovvero  emittenti televisive provinciali o di valle, emittenti radiofoniche provinciali o di valle e portali informativi online locali dalla Provincia di Trento ai sensi della legge provinciale 7 dicembre 2016, n. 18Interventi di promozione dell’informazione locale” dall’anno 2016 ad oggi;

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