Ottenute aperture su selezione e condivisione delle sementi biologiche in Provincia di Trento

Non esiste agricoltura senza sementi e questo è tanto più vero per quel che riguarda l’agricoltura biologica. Per preservare le varietà tradizionali, preservandole con lo scambio e rendendole più adattabili alle mutate condizioni climatiche senza però scadere nel campo degli OGM da laboratorio, abbiamo fatto approvare un ordine del giorno che porterà la Provincia a collaborare con contadini, tecnici e ricercatori proprio al fine di migliorare il patrimonio di sementi biologiche utilizzate in Trentino.

Si tratta di una scelta che serve a dare più possibilità in più a chi vuole coltivare la terra in maniera sana e rispettosa, perché esiste un mondo di persone che lottano tutti i giorni per affermare prodotti sani e di qualità e che per questo meritano tutto il sostegno che le Istituzioni pubbliche possono dargli. Noi siamo con loro e lo dimostriamo coi fatti.

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Segue il testo integrale della proposta di ordine del giorno n. 506/94/XVI del 29 giugno 2021 collegata al disegno di legge n. 94/XVI “Modificazioni della legge provinciale sull’agricoltura 2003, in materia di promozione dell’agricoltura biologica e di sostegno all’economia agricola, e della legge provinciale sull’agricoltura sociale e sulle strade tematiche 2001”. Approvato il 20 luglio 2021 e convertito nell’ordine del giorno n. 366/XVI

Introduzione di misure per il miglioramento genetico partecipativo per la selezione di piante rispondenti ai bisogni degli agricoltori

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata dall’Assemblea Generale ONU il 25 settembre 2015, prevede, tra i suoi obiettivi, “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile” (Obiettivo n. 2). Nello specifico, il punto 2.5 prevede quanto segue:

“2.5 Entro il 2020, mantenere la diversità genetica delle sementi, delle piante coltivate, degli animali da allevamento e domestici e delle specie selvatiche affini, anche attraverso banche di semi e piante diversificate e opportunamente gestite a livello nazionale, regionale e internazionale; promuovere l’accesso e la giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche e della conoscenza tradizionale associata, come concordato a livello internazionale”;

gli obiettivi sanciti a livello internazionale, vengono implementati sia dall’Unione Europea, sia dagli Stati Membri. Il primo passo nella direzione della sostenibilità a livello europeo, è stato compiuto con il Green Deal (Comunicazione della Commissione 11.12.2019 COM(2019) 640 final), una tabella di marcia per rendere sostenibile l’economia dell’UE, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti. Il suo obiettivo principale è un’Europa sostenibile a impatto climatico zero entro il 2050;

per quanto attiene specificamente il settore dell’agricoltura, il 19 ottobre 2020 il Consiglio ha adottato la Strategia “Dal produttore al consumatore” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente (20 maggio 2020) con la quale si vogliono raggiungere diversi obiettivi, tra i quali: ridurre la dipendenza da pesticidi e antimicrobici, ridurre il ricorso eccessivo ai fertilizzanti, potenziare l’agricoltura biologica, migliorare il benessere degli animali e invertire la perdita di biodiversità;

inoltre,nella strategia, viene evidenziata l’importanza dell’agricoltura biologica in quanto: “ha effetti positivi sulla biodiversità, crea posti di lavoro e attrae giovani agricoltori, e i consumatori ne riconoscono il valore. Il quadro giuridico sostiene il passaggio a questo tipo di agricoltura, ma occorre fare di più ed è necessario che transizioni simili abbiano luogo anche negli oceani e nelle acque interne. Oltre alle misure della PAC, quali i regimi ecologici, gli investimenti e i servizi di consulenza, e alle misure della politica comune della pesca (PCP), la Commissione presenterà un piano d’azione sull’agricoltura biologica. Ciò aiuterà gli Stati membri a stimolare la domanda e l’offerta di prodotti biologici, garantirà la fiducia dei consumatori e promuoverà la domanda mediante campagne promozionali e appalti pubblici verdi. Questo approccio contribuirà a raggiungere l’obiettivo di almeno il 25 % della superficie agricola dell’UE investita a agricoltura biologica entro il 2030 e un aumento significativo dell’acquacoltura biologica.”;

rispetto alla questione delle sementi biologiche, nella strategia “Dal produttore al consumatore”, la Commissione ha sottolineato l’importanza per i sistemi alimentari sostenibili della sicurezza sementiera e dalla diversità delle sementi. Gli agricoltori devono avere accesso a una gamma di sementi di qualità di varietà vegetali adattate alle pressioni esercitate dai cambiamenti climatici. La Commissione adotterà misure volte a facilitare la registrazione delle varietà di sementi, anche per l’agricoltura biologica, e a garantire un più agevole accesso al mercato per le varietà tradizionali e per quelle adattate localmente;

il 23 ottobre 2020 il Consiglio ha adottato la Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 che ha come obiettivi principali i seguenti:

  • la creazione di zone protette comprendenti almeno il 30% della superficie terrestre e marina dell’UE, ampliando in tal modo la copertura delle zone Natura 2000 esistenti;
  • il ripristino degli ecosistemi degradati in tutta l’UE entro il 2030 attraverso una serie di impegni e misure specifici, tra cui la riduzione dell’uso e del rischio dei pesticidi del 50% entro il 2030 e l’impianto di 3 miliardi di alberi all’interno dell’UE;
  • lo stanziamento di 20 miliardi di EUR l’anno per la protezione e la promozione della biodiversità tramite i fondi dell’UE e finanziamenti nazionali e privati;
  • la creazione di un quadro globale ambizioso per la biodiversità. L’UE intende dare l’esempio a livello mondiale al riguardo;

il Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica (rettificato dalla Commissione il 19.4.2021) ha 3 obiettivi:

  • alimenti e prodotti biologici per tutti: stimolare la domanda e acquisire la fiducia dei consumatori;
  • verso il 2030: stimolare la riconversione e rafforzare l’intera catena del valore;
  • il biologico che dà l’esempio: migliorare il contributo dell’agricoltura biologica alla sostenibilità;

la proposta di legge parlamentare 988/XVIII “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, all’art.8 (Piano nazionale delle sementi biologiche) prevede quanto segue:
1. Il Ministro, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sentito il Tavolo tecnico e con il supporto scientifico del CREA, adotta con decreto un piano nazionale per le sementi biologiche finalizzato ad aumentare la disponibilità delle sementi stesse per le aziende e a migliorarne l’aspetto quantitativo e qualitativo con riferimento a varietà adatte all’agricoltura biologica e biodinamica.
2. Il piano di cui al comma 1 è aggiornato con cadenza triennale e deve promuovere il miglioramento genetico partecipativo, con la collaborazione di agricoltori, tecnici e ricercatori, per selezionare piante che rispondano ai bisogni degli agricoltori, adattandosi ai diversi contesti ambientali e climatici e ai diversi sistemi colturali.
3. Il piano di cui al comma 1 è finanziato a valere sulle risorse del Fondo di cui all’articolo 9 per una quota stabilita annualmente dal Ministro con proprio decreto.”;

per quanto riguarda l’aspetto della coltivazione delle sementi e della promozione dell’agricoltura biologica, a livello locale è da sottolineare l’attività portata avanti dall’associazione “La Pimpinella”, formata da volontari che si occupano di valorizzare la biodiversità agricola e che dal 2007 ha recuperato più di centoventi varietà orticole e un’ottantina di frutticole. Nell’ottobre del 2019, “La Pimpinella”, in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e il GasGos di Arco, ha promosso l’iniziativa “Chiamata a raccolto 2019” dando la possibilità ai cittadini interessati di scambiare e quindi tutelare semi di antiche o poco conosciute varietà di ortaggi, cereali, frutta, legumi, fiori; (Torna “Chiamata a raccolto” 5° edizione dello scambio di sementi promosso dall’associazione La Pimpinella e ospitato negli spazi del Museo di San M… – Comunicato stampa della Provincia n. 2743, 29 ottobre 2019);

le iniziative come quella di cui al precedente paragrafo hanno una valenza significativa per il territorio in quanto aiutano a tutelare la biodiversità agricola trentina e contribuiscono alla diffusione dell’agricoltura biologica; è altresì chiaro che stabilizzare le pratiche di cui sopra potrebbe dare un forte contributo alla produzione biologica locale e alla sua diffusione capillare sul territorio, anche in una logica di contrasto all’omologazione commerciale delle sementi, un processo che sta diminuendo inevitabilmente la qualità dei prodotti che giungono sulle tavole dei cittadini italiani e trentini;

Tutto ciò premesso, il Consiglio provinciale impegna la Giunta a

  1. a valutare, sentiti gli agricoltori, i tecnici e i ricercatori che operano sul territorio trentino, l’introduzione di misure, a livello locale e provinciale, che contribuiscano al miglioramento genetico partecipativo previsto dal piano nazionale per le sementi biologiche;

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