Scuola outdoor sul modello australiano. Grazie al M5S in Trentino sarà valutato un potenziamento delle attività scolastiche all’aria aperta.

Tra i tanti aspetti negativi il Covid 19 almeno ha posto le condizioni per riflettere sull’efficacia dei modelli educativi utilizzati dalla nostra scuola. Partendo dall’esperienza australiana e neozelandese, che ho avuto modo di osservare alcuni anni fa, ho pensato di elaborare una proposta per chiedere alla Provincia di potenziare le attività scolastiche all’aria aperta, in modo da promuovere modalità di apprendimento storicamente trascurate dalla scuola italiana, ad esempio molte abilità pratiche ma anche il problem solving o la conoscenza diretta del meraviglioso ambiente che ci circonda. Il tutto anche in risposta ai danni causati dalla pandemia su ragazze e ragazzi duramente messi alla prova da lockdown, DAD e quarantene varie.

Sono contento di poter dire che l’idea ha avuto successo, così nel mese di gennaio è stata approvata una mia proposta di ordine del giorno con la quale il Consiglio impegna la Giunta provinciale “a porre allo studio l’introduzione di moduli che prevedano l’attività educativa all’aria aperta, al fine di sviluppare modalità di apprendimento che sviluppino negli studenti competenze trasversali quali la fiducia personale e nelle relazioni di gruppo nonché le capacità progettuali e comunicative”.

Il Trentino è caratterizzato da paesaggi naturali invidiati da tutti per via di elementi ambientali ed orografici unici. Questi normalmente sono fattore di attrazione nei confronti dei turisti oppure fruiti dai residenti nel tempo libero ma non sono tenuti sufficientemente in considerazione al fine di trasformarli negli scenari ideali per l’apprendimento delle nuove generazioni. Come detto, ci sono nazioni che già prevedono l’attività educativa outdoor e tramite il veicolo sportivo. Ad esempio Australia e Nuova Zelanda, dove questi corsi scolastici permettono di sviluppare negli studenti la disponibilità alla cooperazione, la fiducia, la capacità di risolvere problemi, prendere decisioni, stabilire obiettivi, capacità comunicative, leadership, responsabilità e capacità di riflettere, ma anche di conoscere meglio, apprezzare e difendere i territori in cui vivono. Se come speriamo la nostra proposta verrà attuata il Trentino farà un grande passo avanti verso uno sviluppo più completo e olistico delle capacità dei nostri studenti.

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Proposta di ordine del giorno n.1/15-24/XVI del 19 gennaio 2022 “Adottare modelli scolastici che prevedano l’attività educativa all’aria aperta” – approvato con emendamento il 20 gennaio 2022

Disegno di legge n. 15/XVI “Modificazioni della legge provinciale sulla scuola 2006” unificato con disegno di legge n. 24/XVI “Modificazioni della legge provinciale sulla scuola 2006: istituzione del sovrintendente scolastico provinciale”

La perdurante pandemia da Covid 19 col corollario di restrizioni che si è reso necessario implementare al fine di ridurre gli effetti deleteri per la vita delle persone, sta esigendo un pesante costo in termini di stress emotivo su famiglie e studenti. Le famiglie infatti sono costrette a conciliare la presenza dei figli a casa in contemporanea all’attività lavorativa e i ragazzi sono costretti fra le mura domestiche per lunghi periodi senza possibilità di socializzare;

a proposito di quanto menzionato al precedente paragrafo le evidenze sono molteplici. Ad esempio l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) riporta che il suo Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute mentale ha partecipato ad uno studio coordinato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” il cui obiettivo era «valutare le aree del funzionamento psicosociale, tra cui la presenza di sintomi dello spettro ansioso-depressivo, ossessivo-compulsivo e post-traumatico da stress. I risultati, ottenuti su un campione di 20.720 partecipanti, evidenziano che durante il lockdown sono aumentati i livelli di ansia, depressione e sintomi legati allo stress, soprattutto nei soggetti di sesso femminile. Inoltre, la durata dell’esposizione al lockdown ha rappresentato un fattore predittivo significativo del rischio di presentare peggiori sintomi ansioso-depressivi» (L’impatto della pandemia COVID-19 sulla salute mentale: l’impegno in ISS – Epicentro ISS, L’epidemiologia per la sanità pubblica – 15 ottobre 2020);

l’impatto della pandemia pare essere stato particolarmente forte per ciò che riguarda la salute dei giovani. Risulta infatti che nei primi 9 mesi del 2021 sia stato raggiunto e superato il numero di bambini e adolescenti ricoverati per disturbi psichiatrici negli ospedali italiani in tutto il 2019. Fra le patologie in aumento si evidenziano: discontrollo degli impulsi, autolesività, disturbi del comportamento alimentare. A tal proposito viene riportato che «Gli esperti parlano di una vera e propria onda di ritorno, con più dell’85% dei ricoveri in reparto avvenuti in urgenza, per pazienti con quadri clinici sempre più complessi, peggiorati dal ritardo nell’accesso ai servizi conseguente alla pandemia. In alcune regioni, 1 minore su 4 viene ricoverato in un reparto di psichiatria dell’adulto per la carenza di posti letto di neuropsichiatria. Tra le ulteriori criticità evidenziate, gli scompensi psichiatrici acuti in ragazzi accolti in strutture residenziali educative e terapeutiche e nei minori stranieri non accompagnati: la vulnerabilità e gli aspetti post traumatici di base si incrociano in questi casi con una gestione troppo rigida da parte delle strutture delle restrizioni, con ancora rilevanti limitazioni alle attività e ai contatti con le famiglie e con l’esterno» (L’effetto covid sulla salute mentale di bambini e ragazzi – Vita – 08 novembre 2021);

risulta che in data 12 dicembre, durante un incontro con i sindacati riguardo il protocollo d’intesa sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego, l’assessore all’istruzione abbia rilanciato la proposta di organizzare un “sistema integrato” tra scuola e servizi conciliativi da proporre durante il periodo estivo. In particolare l’assessore avrebbe dichiarato: «Ho incontrato proprio oggi gli enti gestori per parlare di questo. Il mondo del lavoro e delle famiglie oggi hanno esigenze diverse rispetto a 20-30 anni fa e la forte adesione che c’è stata quest’anno al prolungamento nel 2021 vuol dire che una domanda c’è. Io vorrei mettere a frutto a livello trentino con la massima capillarità possibile un sistema integrato con chi nel privato sociale offre servizi conciliativi. Con l’apertura a luglio delle materne riusciamo ad essere capillari. La difficoltà è capire quante persone potremo avere a disposizione per questi servizi. I buoni servizi 3-6 anni nel 2019 pre-covid sono stati circa 1.800 a fronte 7.700 bimbi frequentanti a luglio. Cerchiamo di costruire un nuovo modello, ma per serietà non possiamo dire di poterlo costruire da qua a 5 mesi, per questo ho detto nel 2022 continuiamo così, ma nel 2023 vogliamo essere pronti» (Materne e servizi a luglio Bisesti:«Modello integrato» – L’Adige – 17 dicembre 2021);

riguardo alle attività all’aria aperta in connessione all’offerta didattica, la Nuova Zelanda propone soluzioni innovative che impiegano al meglio la grande ricchezza ambientale di quei territori. L’educazione all’aria aperta è un’opportunità che viene data a ciascuna scuola di ampliare la propria offerta formativa in modo da consentire la crescita personale degli studenti. Vengono proposte una serie di “attività d’avventura” che sostengono lo sviluppo di esperienze basate sulla cooperazione, la fiducia, la capacità di risolvere problemi, prendere decisioni, stabilire obiettivi, capacità comunicative, leadership, responsabilità e capacità di riflettere. Allo stesso tempo le attività all’aria aperta consentono di migliorare capacità pratiche e aiutano ad accrescere la propensione a curarsi del e a proteggere l’ambiente. Fra le attività all’aria aperta che si praticano in Nuova Zelanda (ma anche in Australia) si ricordano ad esempio il ciclismo, l’orienteering, il campeggio, l’esplorazione dei boschi, il kayaking, la navigazione, l’arrampicata e la capacità di affrontare percorsi di corde (Outdoor education – sito del Ministero dell’Educazione Neozelandese);

appare chiaro come un approccio all’educazione che ponga forte enfasi sulle attività all’aria aperta ben si confaccia ad un territorio montuoso e ancora in buona parte incontaminato come quello trentino. Allo stesso tempo, come noto, la contagiosità del virus covid 19 si riduce di molto in ambienti all’aperto. Orientare, integrare e accrescere le attività all’aria aperta disponibili agli studenti trentini porterebbe con ogni probabilità grandi benefici sia dal punto di vista della sanità fisica e mentale degli studenti che sotto il profilo dell’apprendimento di abilità e conoscenze che solitamente non è possibile coprire tramite i programmi scolastici standard attualmente in essere nella nostra Provincia, anche, laddove possibile e utile, avvalendosi del supporto di enti gestori privati;

Tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta provinciale

  1. a porre allo studio modelli scolastici che prevedano attività educativa all’aria aperta al fine di introdurre modalità di apprendimento trasversali che sviluppino negli studenti caratteristiche come la disponibilità alla cooperazione, la fiducia, la capacità di risolvere problemi, prendere decisioni, stabilire obiettivi, capacità comunicative, leadership, responsabilità e capacità di riflettere;

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Questo il testo del dispositivo col quale è stato approvato l’ordine del giorno

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