Progettone: approvata proposta del M5S per garantire opportunità e continuità occupazionale ai lavoratori fragili

La riforma del Progettone voluta dalla maggioranza provinciale non ci soddisfa. Per questo motivo abbiamo proposto e ottenuto che la Provincia si impegni a valorizzare le competenze delle persone che trovano un lavoro diverso sul mercato, che essa tuteli i lavoratori fragili qualora cambino le condizioni del loro affidamento lavorativo e che vengano poste le basi per reintrodurre nel Progettone eventuali lavoratori il cui inserimento lavorativo all’esterno non si trasformi in occupazione stabile.

È evidente infatti come a Lega, Fratelli d’Italia e affini interessi molto poco di chi ci opera e dei benefici che può produrre col suo lavoro. In compenso c’è una gran voglia di condurre una battaglia ideologica contro ogni forma di sostegno pubblico ai lavoratori e pazienza se gli studi dell’Euricse hanno messo in chiaro che per ogni euro spesi nel Progettone se ne generano 2 in ricchezza diffusa. Il servizio funziona e produce risultati e agli occhi della destra di governo proprio per questo non deve essere potenziato attraverso un maggiore stanziamento di risorse.

Ciò detto, ancora Euricse ha sottolineato come il tasso di passaggio dei lavoratori dal Progettone al mercato del lavoro aperto sia molto basso. La maggior parte infatti raggiunge i contributi per la pensione (ed è in effetti questo uno degli scopi principali del Progettone), mentre sono poco più di un centinaio coloro che tra il 2006 e il 2018 hanno lasciato il Progettone avendo trovato un’occupazione alternativa. C’è una ragione semplice che spiega tutto questo: il 57% circa delle persone che hanno effettuato visita medica è in età avanzata, oppure presenta problemi fisici o versa in condizioni di disagio sociale e/o economico. Detto altrimenti, si tratta di persone difficilmente reimpiegabili perché provenienti da contesti di fragilità. La cosa non dovrebbe sorprendere: il Progettone serve anche a reintrodurre queste persone nel mondo del lavoro, permettendo loro di essere produttive, producendo benefici diffusi e garantendo un reddito col quale poter vivere.

A giudizio del M5S, queste persone fragili vanno tutelate, non genericamente buttate nel mondo del lavoro senza strumenti per potersi mantenere al suo interno. Ecco dunque spiegato il senso delle nostre proposte, approvate dal Consiglio provinciale a fine ottobre. 

Come sempre avremmo voluto poter fare di più, ma con un solo consigliere eletto in Aula già aver ottenuto le migliorie alla riforma elencate sopra non è cosa di poco conto.

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Segue il testo integrale della proposta di ordine del giorno n.355/140/XVI “Valorizzare la formazione e l’inserimento lavorativo delle imprese affidatarie e tutelare le condizioni retributive e lavorative dei lavoratori fragili” collegata al disegno di legge n. 140/XVI “Sistema provinciale per la politica attiva del lavoro e la realizzazione di interventi e servizi di pubblica utilità e integrazione della legge provinciale sul lavoro 1983” – Approvata nella versione originale il 25 ottobre 2022

L’Istituto Euricse – European Research Institute on Cooperatives and Social Enterpreises ha realizzato lo studio L’impatto sociale ed economico del Progettone (Research Report n. 020|21) che, come sottolineato nelle Premesse dello stesso, non solo ha il fine di valutare l’esperienza del Progettone, ma anche, di avviare una riflessione sulla possibilità di ricorrere, anche per affrontare la crisi in corso, a strumenti di politica economica e del lavoro che si potrebbero definire “non convenzionali” perché non considerati parte degli strumenti classici di queste politiche;

nelle osservazioni presentate da Euricse in occasione della discussione nella Commissione competente del disegno di legge in esame emerge, tra i risultati, un basso tasso di passaggio di lavoratori dal Progettone al mercato del lavoro aperto. Tra il 2006 e il 2018 sono uscite dal Progettone 1195 persone per pensionamento, contro 114 uscite volontarie e 46 licenziamenti. Questo bassa percentuale è giustificata dal fatto che il 57% delle persone che hanno effettuato la visita medica obbligatoria presentava problemi fisici o prescrizioni mediche, oltre a situazioni di disagio sociale e/o economico;

alla luce di tali analisi si ritiene come si debba favorire l’esplorazione di opportunità lavorative nel mercato standard garantendo la possibilità di rientrare nel progettone nel caso in cui l’esperienza non andasse a buon fine;

Tutto ciò premesso, il Consiglio impegna la Giunta

  1. nelle procedure di affidamento valorizzare le competenze in materia di formazione e inserimento lavorativo delle imprese affidatarie etc. (vedi ultimo punto delle osservazioni);
  2. tutelare le condizioni retributive e lavorative dei lavoratori fragili assicurando continuità nella tutela dei diritti anche nei casi in cui si verifica un mutamento dei soggetti incaricati; 
  3. favorire l’introduzione di meccanismi che consentano la possibilità di rientro nel progettone a causa del mutamento nel mercato del lavoro standard;

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