Il primo di marzo (ma si ĆØ saputo solo ieri) ĆØ morta Imane Fadil. Era la teste chiave dei processi “Ruby bis” (condanne a Fede, Mora e Minetti in primo e secondo grado), e “Ruby ter” (che riguarda la supposta corruzione di testimoni da parte di Silvio Berlusconi perchĆ© non raccontassero cosa davvero accadeva durante le “cene eleganti” di Arcore). Il suo decesso ĆØ avvenuto in un ospedale di Milano dopo un mese di ricovero. A quanto riporta la stampa oggi, pare che la causa sia da attribuirsi ad avvelenamento da metalli pesanti. I lati oscuri abbondano e si sommano alle dichiarazioni rilasciate dall’ex avvocato di Ruby, Egidio Verzini, anch’egli deceduto tramite suicidio assistito in una clinica svizzera. Verzini sostenne che a Karima El Marhoug erano stati versati 5 milioni di euro in cambio del suo silenzio sulle vicende del “Bunga Bunga”. Della vicenda si stava occupando il giornalista de “La Stampa” Emilio Randacio. Anche lui ĆØ morto, trovato senza vita in casa sua lo scorso 13 febbraio. Aveva 49 anni e il suo decesso ĆØ giunto senza preavviso alcuno.
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